The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Botanica e Magia


I Sogni
 

A cura di Proue
 


Botanica e Magia
Dovevo trovare un botanico fuori Milano per una ricerca, mi sono fatto accompagnare da un amico; mi reco nel suo ufficio e scopro che oltre ad essere un docente è anche un pastore anglicano, la segretaria ci dice di raggiungerlo nella cattedrale poco distante. Arriviamo in macchina e mi rendo conto di avere in mano un libro di botanica e il magick di Crowley; entro in questa cattedrale gotica immersa nel verde un po' a disagio, mentre il mio amico non vede l'ora (è antropologo laureato in storia delle religioni). Veniamo accolti in malo modo in sagrestia e attendiamo la fine della celebrazione, che però si conclude in maniera molto strana: alcune donne dall'aria formale si mettono davanti all'altare e cominciano a spiegare come le donne devono comportarsi.
Il mio amico prende parola e comincia a litigare. Io sono a disagio e vado a cercare il botanico per finire la faccenda, ma mi accorgo di non avere più i miei libri tra le mani.
Torno in sagrestia a cercarli e trovo il libro di botanica intatto, mentre il magick è stato sostituito da un altro libro: la copertina era molto diversa, e cambiava in continuazione, ma sfogliandolo mi rendevo conto che il contenuto era quello del Magick. La cosa mi turba a tal punto da voler scappare da quel posto, ma le porte erano tutte chiuse. In qualche modo recupero il mio amico che stava scappando e corriamo in auto, inseguiti dai fedeli, e mi sveglio.


Dovevo trovare un botanico fuori Milano per una ricerca, mi sono fatto accompagnare da un amico; mi reco nel suo ufficio e scopro che oltre ad essere un docente è anche un pastore anglicano, la segretaria ci dice di raggiungerlo nella cattedrale poco distante.
Purtroppo non ci sono elementi che introducono il sogno a livello “scenografico”, per cui non è possibile una analisi basata dell'ambientazione in cui il soggetto sogna.
Elemento cardine per il momento sembra la botanica, probabilmente parte integrante della vita del sognante, professione o passione poco importa.
Altro elemento importante per l'interpretazione del sogno, mi sembra piuttosto evidente che il sognante non sia cattolico, dal tono della descrizione del sogno stesso e dalla cultura particolare che si intravede nel racconto.
Con un presupposto del genere la presenza di un antagonista anglicano assume un senso profondo, perché pur essendo un ramo della chiesa cattolica presenta molte caratteristiche “liberali”, il celibato ecclesiastico non è obbligatorio. E quasi ovunque e donne possono essere ordinate diacono, prete e addirittura vescovo.

Arriviamo in macchina e mi rendo conto di avere in mano un libro di botanica e il Magick di Crowley; entro in questa cattedrale gotica immersa nel verde un po' a disagio, mentre il mio amico non vede l'ora (è antropologo laureato in storia delle religioni).
Alla botanica si aggiunge ora l'esoterismo.
E finalmente, quando l'ambientazione cambia, arriva una emozione ad essa collegata. Il sognante si sente a disagio davanti ad una maestosa cattedrale gotica: questo elemento può essere facilmente tradotto come una sorta di “ansia da prestazione”, ovvero con una insicurezza di fondo derivante da una scarsa autostima o, più nello specifico, al dubbio di non essere abbastanza “preparato” sugli argomenti da affrontare con il pastore anglicano. Riportando il discorso alla vita reale posso pensare che il soggetto stia studiando argomenti nuovi o stia cercando di approfondire qualcosa di già conosciuto, il che lo mette davanti a delle difficoltà che minano la sua sicurezza, il che si riflette sul suo rapporto con gli altri quando in gioco ci sono i suddetti interessi/argomenti.

Veniamo accolti in malo modo in sagrestia e attendiamo la fine della celebrazione, che però si conclude in maniera molto strana: alcune donne dall'aria formale si mettono davanti all'altare e cominciano a spiegare come le donne devono comportarsi.
L'ansia e il senso di fastidio continuano a pervadere il sogno. E le “donne” religiose di cui citavamo prima ora prendono la parola. A prescindere da eventuali orientamenti sessuali o sessisti del sognante è chiaro il filo che il sogno segue: il sesso debole che prende le redini della situazione e diventa protagonista della funzione. Dunque l'insicurezza del sognante è davvero tangibile e crea in lui un disagio tale che probabilmente quello di essere protagonista di gaffe culturali è ormai un terrore costante.

Il mio amico prende parola e comincia a litigare. Io sono a disagio e vado a cercare il botanico per finire la faccenda, ma mi accorgo di non avere più i miei libri tra le mani.
Il secondo soggetto accorre per fortuna in aiuto, è chiaramente la parte razionale che lucidamente “sistema le cose” e piana il panico irrazionale. Ovviamente, essendo queste due volti di una sola medaglia, quando si cerca di tenerle separate e non farle lavorare in sintonia qualcosa và storto (in questo caso il soggetto si rende conto di aver perso dei libri per la strada). Via dunque alla marcia indietro, tornando al punto di rottura e lavorando per far andare subconscio e razionalità in maniera bilanciata.

Torno in sagrestia a cercarli e trovo il libro di botanica intatto, mentre il Magick è stato sostituito da un altro libro: la copertina era molto diversa e cambiava in continuazione, ma sfogliandolo mi rendevo conto che il contenuto era quello del Magick.
È proprio quando ci si rende conto dei propri errori che comincia la guarigione, di qualcosa però che ormai è incrinato e che, per questo, non può mai essere riportato esattamente come era prima, a causa della sua “mutabilità”, e dei molteplici elementi esterni che influiscono sulla nostra vita. Ecco perché il libro, anche se è riconoscibile per quello perduto, è evidentemente diverso da come lo si conosceva. È un po' come succede nella vita, per quanto si cerchi di fare le cose sempre alla stessa maniera non esiste il modo di vivere due volte esattamente gli stessi momenti. Che non è mai un male alla fine dei conti.

La cosa mi turba a tal punto da voler scappare da quel posto, ma le porte erano tutte chiuse. In qualche modo recupero il mio amico che stava scappando e corriamo in auto, inseguiti dai fedeli, e mi sveglio.
Insomma l'epilogo è chiaro: quando non ci si sente in grado di combattere ciò che non ci aggrada, la soluzione alternativa, (l'istinto atavico dell'uomo-animale) è quello di fuggire.
E nel sogno ci sta, ma il campanello d'allarme è suonato per il sognante: è bene che si fermi a riflettere quanto sia effettivamente conveniente scappare invece di affrontare la nuova sfida, soprattutto perché, stando al sogno, il soggetto dispone di una autocritica allarmante e un perfezionismo piuttosto autolesionista, due aspetti che il sogno mette bene in evidenza e che sono sicuramente da smussare, magari, come il sogno stesso consiglia, proprio partendo dall'umiltà di chi sa che non può primeggiare in ogni cosa (non da subito per lo meno ;) ), pena una vita fatta di sforzi continui per arrivare in alto, sforzi che nascondono per forza di cose la bellezza di ogni singolo passo effettuato durante il viaggio per giungere alla vetta.