The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Ceffi e Scale


I Sogni
 

A cura di Proue
 


Ceffi e Scale

L'inizio del mio sogno è un po' confuso. Mi ricordo che mi ero ritrovata davanti a una serie di porte e aprendone una mi sono tratta in salvo da qualcosa ma non ricordo bene.
Quello che ricordo con chiarezza e poi mi sono trovata nello studio di lavoro di mia sorella di sera e stavo consultando un mio libro delle ombre (che nella realtà non ho) e temevo che mio padre lo avesse scoperto. A un certo punto sono andata a chiudere le tapparelle delle finestre e fuori ho visto degli uomini che si picchiavano. Notando che li avevo visti questi hanno iniziato ad urlare che sarebbero venuti dentro a farmi del male per far sì che io non ne parlassi a nessuno. Ho sentito subito una voce maschile nella mia testa che mi diceva: "Esci subito da lì". Sono uscita dallo studio ma invece di uscire successivamente dal portone della casa sono salita su delle scale che portano al resto degli appartamenti del palazzo. Salendo le scale poi ho visto, guardando verso il basso attraverso la tromba delle scale, un uomo anziano (non uno di quelli che voleva farmi del male ma un altro che non conosco) che mi diceva di fermarmi. Ho continuato a salire per un po', poi quando mi sono fermata a riprendere fiato mi sono accorta che alle mie spalle c'era un secondo uomo anziano ma non voleva ferirmi. Siamo poi stati raggiunti dal primo uomo e subito dopo è comparso un personaggio di una nota serie televisiva con tanto di macchina del tempo. Ero intimorita poichè mi trovavo da sola con tre persone che non conoscevo ma sapevo che non mi avrebbero fatto nulla. Il personaggio mi ha fatto poi delle domande: "In che modo potresti migliorare a dire le cose?". La mia risposta: "Cambiando il modo in cui le dico". Lui ha annuito guardando anche i due uomini anziani. Poi una seconda domanda: “Quale tipo di maniglia vorresti per la tua porta? Gli ho risposto che volevo la porta che avevo scelto in precedenza nel sogno, che aveva una maniglia a pomello di ferro/argentato. La cosa che però mi ha incuriosita di più in questo sogno è la seguente: A questo punto il personaggio si è messo a fare un conto alla rovescia. 10, 9 , 8 ecc... e più andava avanti più io mi sentivo svenire dicendo "Non mi sento molto bene". Quando mi sono svegliata però, prima di aprire gli occhi, ho come sentito il mio corpo muovendolo un poco. Questo avvenimento mi è sembrato molto simile a come quando esco da una meditazione che prima faccio o il ripercorro la strada che mi ha condotta in un certo luogo o faccio un conto alla rovescia e poi riprendo coscienza di me.


Mi trovavo nello studio di lavoro di mia sorella di sera e stavo consultando un mio libro delle ombre (che nella realtà non ho) e temevo che mio padre lo avesse scoperto.

Non è chiaro come comincia il sogno (il soggetto riferisce che ci sono state delle scene oniriche prima di questa che però non ricorda) ma la prima ambientazione è chiaramente di disagio e preoccupazione, dato che la sognante si trova in un luogo di lavoro che non le appartiene e consulta un tomo che crede essere stato, in qualche modo, “profanato”. Questa sorta di ansia ripercorre tutto il viaggio onirico, mista spesso a preoccupazione e latente paura.

A un certo punto sono andata a chiudere le tapparelle delle finestre e fuori ho visto degli uomini che si picchiavano. Notando che li avevo visti questi hanno iniziato ad urlare che sarebbero venuti dentro a farmi del male per far sì che io non ne parlassi a nessuno.
Primo momento di panico: gli uomini che lei vede per puro caso si accorgono di lei e la minacciano. Sono due sconosciuti, e non sono stati riportati dettagli fisici come altezza, corporatura o altri tratti. Tutto quello che passa è concentrato unicamente sulla preoccupazione della sognante di un eventuale effrazione dei due a scopo negativo. È molto probabile che si tratti di impersonificazione di due disagi (tesi sostenibile anche dalla presenza di un libro delle ombre a rischio profanazione), molto facilmente collegabili a confidenze che lei ha ricevuto e di cui è convinta o crede che siano foriere di errori.

Ho sentito subito una voce maschile nella mia testa che mi diceva:"Esci subito da lì". Sono uscita dallo studio ma invece di uscire successivamente dal portone della casa sono salita su delle scale che portano al resto degli appartamenti del palazzo.
Saggio consigliere? Coscienza? Angelo custode? A qualsiasi entità sia riferibile la voce che il soggetto sente dentro di sé non è difficile poterla attribuire semplicemente, alla paura. La voce della paura è un elemento tipico di molte culture, soprattutto quelle ancora legate a schemi sociali e religiosi semplici. Quale che sia la sua origine l'elemento importante di questo tratto è senz'altro il fatto che la sognante invece di fuggire si imbecola in una rampa di scale in salita. Favoloso simbolismo alchemico, che vede la scala come un “ponte”, soffermandosi sul concetto di passaggio, di non luogo (motivo per cui viene spesso utilizzata in riti iniziatici).

Salendo le scale poi ho visto, guardando verso il basso attraverso la tromba delle scale, un uomo anziano (non uno di quelli che voleva farmi del male ma un altro che non conosco) che mi diceva di fermarmi. Ho continuato a salire per un po', poi quando mi sono fermata a riprendere fiato mi sono accorta che alle mie spalle c'era un secondo uomo anziano ma non voleva ferirmi.
Durante il viaggio nel non luogo avviene il primo incontro neutro, l'uomo anziano che potrebbe essere la materializzazione della voce della paura di cui parliamo prima, ma che non viene riconosciuto come tale, né viene dato peso alle sue parole. Ed ancora, nel percorso che ormai è già stato deciso, un secondo uomo, anche questo anziano e, dunque, saggio, che viene definito innocuo, non si sa bene perché soltanto anziano o per altri caratteri ad esso appartenenti.
Il soggetto dunque si trova in una situazione di stallo, andando su per le scale e lasciando dietro di sé (come per una fuga) due problemi irrisolti. È qui che arriva la necessità di un Deus ex Machina, che possa riportare le cose a posto o, meglio ancora, cambiare il corso delle cose stesse.

Siamo poi stati raggiunti dal primo uomo e subito dopo è comparso un personaggio di una nota serie televisiva con tanto di macchina del tempo. Ero intimorita poiché mi trovavo da sola con tre persone che non conoscevo ma sapevo che non mi avrebbero fatto nulla.
L'incontro con un personaggio puramente di fantasia è la chiave di volta. La sua potenza mediatica (e forse la simpatia personale del soggetto verso il personaggio in particolare), è quello che basta affinché la sognante riponga tutta la sua fiducia in lui e nelle sue riconosciute capacità. Questo passaggio sottolinea una certa consapevolezza di non poter affrontare il problema da sola per la sognante, che dunque si abbandona ed affida, come una bambina, ad un personaggio delle favole. E lui la rassicura, e la fa sentire bene, anche in mezzo a perfetti sconosciuti.

Il personaggio mi ha fatto poi delle domande: “In che modo potresti migliorare a dire le cose?". La mia risposta: "Cambiando il modo in cui le dico". Lui ha annuito guardando anche i due uomini anziani. Poi una seconda domanda: “Quale tipo di maniglia vorresti per la tua porta? Gli ho risposto che volevo la porta che avevo scelto in precedenza nel sogno, che aveva una maniglia a pomello di ferro/argentato.
Arrivano finalmente le prime scelte, indotte ma pur sempre scelte personali. Altra chiave di volta, quando una scelta diventa una decisione, un modo per imporre la propria identità, per la prima volta, durante il viaggio onirico. Dunque il personaggio fa da imput, e da tramite per esternare la propria presa di coscienza. Quel tocco che basta per riprendere il mano la situazione e smettere di lasciarsi portare avanti dalla paura, o dall'inerzia.

La cosa che però mi ha incuriosita di più in questo sogno è la seguente: A questo punto il personaggio si è messo a fare un conto alla rovescia. 10, 9 , 8 ecc... e più andava avanti più io mi sentivo svenire dicendo "Non mi sento molto bene". Quando mi sono svegliata però, prima di aprire gli occhi, ho come sentito il mio corpo muovendolo un poco. Questo avvenimento mi è sembrato molto simile a come quando esco da una meditazione che prima faccio o il ripercorro la strada che mi ha condotta in un certo luogo o faccio un conto alla rovescia e poi riprendo coscienza di me.
Ogni passaggio tra i piani, tra razionalità ed inconscio, e poi di nuovo al razionale, è una transizione e quindi, per forza di cose, un trauma. Si tratta in questo caso di un trauma fisico, che porta allo svenimento. La costrizione, la forzatura a lasciarsi andare, anche essa indotta, a sottolineare tale passaggio. L'abbandono del razionale per imparare ad affidarsi ai messaggi di un piano parallelo, meno fisico e più spirituale, legato quindi all'intuizione.

Seguire la paura come insegnante e consigliera, e affidarsi al proprio istinto, studiando ed elaborando i suoi messaggi. Anche quando questi sembrano cozzare con il “bene sociale” e il “quieto vivere”. E questo il segreto da svelare di questo sogno, credo. Questo il messaggio da eviscerare e fare proprio, riflettendo su quanto si incassa e si accetta con compromessi dettati dalla voglia di piacere agli altri, e dal bisogno di vivere “tranquilli”.