Frank Baum nacque a Chittenango, NY, settimo figlio di nove. Il padre Ben aveva fatto fortuna con il petrolio e, nonostante cinque dei suoi figli non raggiunsero mai la maggiore età, Frank visse negli agi fino all'età di dodici anni, quando intraprese la carriera militare. Mingherlino e sognatore, Frank tornò a casa dopo due anni a causa di un attacco di cuore dovuto alla fatica della vita all'accademia. Il suo corpo gracile non resisteva al ritmo sottoposto.
Estremo amante della carta stampata e della scrittura, Frank diede alle stampe due giornali casalinghi, grazie anche all'aiuto di suo fratello Clay e della pressa tipografica donatagli dal padre. Incontrò il teatro e all'età di diciotto anni toccò quasi la bancarotta a causa di un investimento sbagliato. A trent'anni finalmente riuscì ad avere successo con un'opera teatrale da lui stesso scritta: "The Maid of Arran", dove recitava come protagonista.
Nel 1882 sposò Maud Gage e nel 1888 si trasferirono ad Aberdeen, nel Dakota.
nel 1899 finalmente il successo esplose intorno a lui quando si diede alla scrittura, e insieme all'illustratore W.W. Denslow. pubblicò una raccolta di poesie, che divenne un libro per bambini molto venduto.
Il 9 novembre 1882, Baum sposò Maud Gage, figlia di Matilda Joslyn Gage, una famosa attivista del suffragio femminile.
Nel 1900, sempre in collaborazione con Denslow, Baum pubblicò "Il Meraviglioso Mago di Oz", e il trionfo fu colossale. Il romanzo venne apprezzato dalla critica e divenne un bestseller per anni. Sulla scia di questo successo, negli anni seguenti pubblicò ben tredici libri che si ambientavano nel Paese di Oz.

"Il Mago di Oz" è un'opera eccezionale per vari motivi. In primo luogo racconta una storia originale, ma soprattutto crea personaggi che hanno peculiarità uniche tra loro.
La storia parla di Dorothy, una bambina che vive in Kansas insieme agli zii e al cagnolino Totò. In seguito ad un ciclone la sua piccola casa di legno viene spazzata via e lei si ritrova ad atterrare in un posto totalmente nuovo e curioso. Accolta da dei nani che si felicitano con lei per il suo arrivo, si rende conto che nell'atterrare nel paese di Munchkinland, ha reso un servizio unico nel suo genere ai suoi abitanti, uccidendo una malvagia strega che li terrorizzava: la Strega dell'Est, che indossava delle magiche scarpette d'argento.
Ad informarla di questa sua nuova situazione, appare la Strega del Nord, che prende le scarpe d'argento che indossava la Strega dell'Est e le dona a Dorothy, indicandole una via di mattoni gialli e spiegandole che l'unico modo che esiste per tornare a casa è seguire il sentiero fino alla città di Smeraldo, dove il Mago di Oz possiede il potere di riportarla in Kansas.
Così Dorothy si incammina, e con l'aiuto di tre compagni che incontra sulla strada, uno spaventapasseri in cerca di un cervello, un boscaiolo di latta in cerca di un cuore e un leone codardo in cerca di coraggio, si ritroverà in ultimo di fronte al famigerato Mago di Oz, che altri non è se non un "fenomeno da baraccone"; un piccolo, calvo, uomo qualsiasi capitato lì come lei tempo addietro tramite un pallone aerostatico e che vive rinchiuso per far sì che la sua fama rimanga inalterata. Il mago vorrà da lei un favore in cambio della realizzazione dei desideri dei tre viaggiatori: l'uccisione della sua acerrima nemica, la Strega dell'Ovest.
La sua avventura la porterà quindi allo scontro con la malvagia strega, che ambisce alle scarpette indossate da Dorothy e che è in possesso di una cuffia magica con la quale può evocare le scimmie volanti, che esaudiranno tre desideri del portatore. Dorothy riuscirà, in ultimo, ad uccidere la strega, rovesciandole contro un calderone d'acqua. In possesso della cuffia, sfrutterà le scimmie per tornare alla Città di Smeraldo (che in realtà è totalmente verde solo perché viene imposto l'obbligo di indossare occhiali con le lenti verdi quando la visiti). Di ritorno al mago, questo esaudisce i desideri dei tre, mettendo un cuore nel petto del boscaiolo di latta, riempiendo di cervello la testa dello spaventapasseri e dando coraggio al leone, e invitando Dorothy a salire con lui sul pallone aerostatico con il quale anni prima è giunto a Oz, per tornare in Kansas. Ma purtroppo, proprio durante i saluti, quando il Mago designa che lo Spaventapasseri regnerà sulla città al posto suo, il pallone prende il volo senza la piccola, e a lei non resta che mettersi in cammino verso Sud, per andare a cercare la strega che regna in quel luogo, e farsi portare a casa. Giunta al suo cospetto, la Strega del Sud la istruirà sul modo di tornare in Kansas: basterà picchiare tre volte i tacchi delle scarpette e dire: "Non c'è alcun luogo come casa mia".

"Splendeva il sole e gli uccelli cantavano così dolcemente, che Dorothy non si sentiva affatto triste come potrebbe sentirsi una bambina strappata improvvisamente alla sua casa e al suo paese e capitata nel cuore di un mondo incantato. Camminando, si stupiva della bellezza del paesaggio che le si stendeva intorno. La strada era costeggiata da allegri steccati dipinti di un bel turchino, oltre i quali si scorgevano a perdita d'occhio campi di grano e orticelli. [...] Di tanto in tanto, Dorothy passava davanti a qualche casa e allora la gente usciva sulla soglia a farle un inchino perché ormai sapevano che grazie a lei la Perfida Strega era stata annientata e che a lei dovevano la loro liberazione dalla schiavitù."

Il Mago di Oz finì anche sul grande schermo, in un famosissimo film interpretato da Judy Garland, dove la colonna sonora veniva scandita dal soave canto di "Over the Rainbow".
Anche uno dei tredici libri seguenti al "Mago di Oz" videro la luce in un film per la tv.
"Ritorno ad Oz", vedeva Dorothy internata in un ospedale per turbe psichiche, dove veniva utilizzata una crudele e agghiacciante macchina per curare le sue "visioni".
Fuggendo dalla clinica grazie all'aiuto di un'altra bambina rinchiusa, Dorothy e la sua amica, una gallina, si ritrovano in una Oz molto diversa. La strada di mattoni gialli è disconnessa, la sua casa, precipitata dopo il viaggio sul tornado, ancora al suo posto. La popolazione della Città di Smeraldo, ivi compresi i suoi amici, totalmente pietrificata.
Così, grazie a nuovi amici, tra cui un soldato a molla e un divano volante animato magicamente, si ritrova a dover affrontare una nuova malvagia strega, che colleziona teste intercambiabili, e che desidera avere quella di Dorothy nella sua collezione.
Per sfuggire a questo destino sarà costretta a rivolgersi al malvagio Re dei Folletti, che la indurrà ad un gioco crudele di sacrificio per riuscire ad ottenere nuovamente le scarpette d'argento (nel film di rubino) che le permetteranno di tornare in Kansas e che aveva perduto durante il viaggio di ritorno.

Reale Storico del Meraviglioso Regno di Oz
A cura di Volpe Bianca

FForse non tutti sanno che, dopo lo strafamoso “Mago di Oz”, del 1900 il signor L.Frank Baum, scrisse tantissimi altri libri (14 in tutto), sul Meraviglioso regno di Oz e sulle avventure di Dorothy in quello e negli altri regni fantastici ad esso collegati, l’ultimo: “Glinda of Oz” fu pubblicato un anno dopo la sua morte, nel 1920.
Quando, molti anni dopo la prima pubblicazione della serie dei suoi libri, si decise di farne dei film (il primo, famosissimo, nel 1939, con una meravigliosa Judy Garland, il secondo, negli anni ’80), venne purtroppo quasi totalmente sconvolta la storia originale, al punto che, nel secondo film, si inserirono addirittura pezzi inventati di sana pianta, accanto a vicende del secondo e del terzo libro messe insieme, in un pasticcio, che nulla aveva a che fare con le fonti originali.
Stranamente, gli unici che hanno provato a fare un discorso fedele all’opera di Baum, sono stati i tanto deprecati cartoonist giapponesi che, sempre negli anni ’80, ne fecero un cartone in tre parti, il più possibile fedeli ai primi tre libri della serie.
In Italia, il secondo e il terzo libro sono praticamente sconosciuti. Pubblicati una prima volta insieme al primo nei primi anni del dopoguerra dalla casa editrice S.Paolo, se ne persero le tracce fino al 1982, quando però venne ripubblicato solo il terzo da Rizzoli.
Dando per scontato, che più o meno tutti conosciamo la storia de “Il meraviglioso Mago di Oz”, cercherò adesso di farvi un riassunto del secondo e del terzo libro, intitolati rispettivamente: “La Magica Terra di Oz” e “Ozma di Oz”.
In “La Magica Terra di Oz”, Baum, nominato fra l’altro Reale Storico di Oz, ci parla di Tip, un ragazzino che non sa niente delle proprie origini e del proprio passato. Egli vive con una vecchia fattucchiera, sbrigando le faccende di casa in cambio di vitto e alloggio. La fattucchiera, che si chiama Mombi, non lo sopporta troppo bene, così come non sopporta il fatto di non essere una vera e propria strega, ma tutto sommato la vita di Tip si svolge abbastanza serenamente, fino al giorno in cui inizia la nostra storia.
Una mattina Mombi va a trovare un mago suo conoscente e ne torna due giorni dopo con un’aria molto misteriosa e una strana pepaiola con su scritto “Polvere della Vita”. Mentre lei è lontana da casa, Tip terminate i lavori di casa, decide di giocarle uno scherzo: rimediata una grossa zucca, vecchi vestiti e alcuni rami secchi, costruisce un fantoccio, a cui applica come testa la zucca intagliata a formare una faccia. Lo appoggia ad un muro e aspetta che lei si spaventi passandogli vicino al suo ritorno, ma Mombi non si scompone minimamente, anzi ne approfitta per sperimentarci sopra il suo nuovo acquisto. Il pupazzo, dopo una bella spruzzata della polvere e una serie di parole arcane pronunciate dalla fattucchiera, improvvisamente prende vita. Tip, nascosto dietro un albero vede tutta la scena e si memorizza i gesti e le parole pronunciate dalla vecchia.
Quella sera, però Mombi si spazientisce con il ragazzo e minaccia di trasformarlo in qualcosa di ripugnante, di conseguenza, Tip non ci pensa due volte e il giorno dopo decide di fuggire, dopo essere riuscito ad impadronirsi della Polvere della Vita, portando con se’ la propria creazione a cui ha dato il nome di Giacomo Zuccatonda.
Lungo il cammino nel bosco, i due s’imbattono in un cavalletto di legno, di quelli usati una volta dai taglialegna per segare i tronchi, Tip nota che assomiglia molto ad un cavalluccio vero e decide di sperimentare lui stesso la Polvere su quello strano oggetto… nemmeno a dirlo, il cavalletto/cavalluccio si anima all’istante!
Da qui in poi il viaggio, avendo la strana compagnia deciso di recarsi alla Città degli Smeraldi, è un susseguirsi di avventure strampalate e di incontri fra i più bizzarri, come per esempio quello con un insetto “enormemente ingrandito e fortemente erudito”, vestito di tutto punto e naturalmente parlante!
Arrivati alla Città, si ritrovano persino a dover aiutare lo Spaventapasseri, che alla fine del primo libro era stato nominato Re a furor di popolo al posto del Mago, a fronteggiare il tentativo da parte di un gruppo di agguerritissime ragazze, di rovesciarne il governo!
Alla fine si scopre che Tip, non è propriamente un ragazzo, ma niente meno che la legittima erede al trono di Oz, la principessa Ozma, che un incantesimo aveva tramutato in maschio per impedirle di governare sul paese. Il bimbo era poi stato affidato alla fattucchiera Mombi perché lo tenesse nascosto e all’oscuro delle proprie regali origini.
L’intervento di Glinda, la Buona Strega del Sud, che già nel primo libro aveva aiutato Dorothy a tornare nel Kansas, risolve anche stavolta la situazione, Ozma recuperato il suo aspetto originale, riprende possesso del proprio Regno e lo Spaventapasseri accetta di buon grado l’incarico di Comandante Supremo del minuscolo esercito della Città degli Smeraldi.

Nel terzo capitolo delle “cronache del Meraviglioso Regno di Oz”, ritroviamo Dorothy, in crociera con lo zio Enrico, ignara di quello che il destino, sotto forma di una tempesta in pieno oceano, ha in serbo per lei: riportarla a far visita ai suoi amici della Città degli Smeraldi e darle la possibilità di fare nuove ed entusiasmanti conoscenze!! Come abbiamo accennato, durante la traversata, Dorothy viene divisa a forza, dalla furia delle onde, dallo zio e si ritrova, naufraga, in quella che scopre essere una stia per polli. Qui fa la conoscenza di Billina, una gallina parlante dai modi decisamente poco ortodossi e per nulla da signorina qual è, tanto che pretende di essere chiamata Billy!!! Dopo una traversata per nulla piacevole, sbarcano su una spiaggia. Dorothy ha già raccontato alla sua nuova amica le sue avventure ad Oz, per spiegarle di essere ormai rotta alle esperienze più strane, non ultima quella di conversare con una Gallina! Non hanno fatto che pochi passi in quella terra sconosciuta, ed…ecco la prima sorpresa, sulla sabbia, a lettere cubitali trovano una scritta minacciosa: ”GUARDATEVI DAI ROTATORI”, le due rimangono un attimo perplesse di fronte ad un tale avvertimento, ma poi non vedendo nessun pericolo in avvicinamento, continuano il loro cammino e ad un tratto si imbattono in un gruppo di alberi ai cui rami trovano appesi “Secchielli Pranzo” e “Scatole Merenda”, attaccati ai rami con il loro bravo picciolo, proprio come frutti e pieni di ogni ben di Dio! Naturalmente ne approfittano subito, non avendo trovato nessun cartello di proprietà firmato da qualcuno, ma non appena hanno staccato il secondo cestino sentono un acuto fischio, delle grida stridule e rumore di ruote! Riescono a ripararsi dietro una roccia molto alta, per scoprire di essere assediate da degli esseri assurdi, vestiti con marsine variopinte, che corrono a quattro …”ruote”!!!Essi pretendono di essere i padroni degli alberi e le minacciano alzando alte urla terrificanti! Cercando un riparo, Dorothy e Billina, si inoltrano fra le rocce, dove i Rotatori non possono inseguirle, impediti dalle ruote e scoprono una strana porta a cui è attaccato un cartello, trovata la chiave riescono ad aprirla e all’interno trovano uno strano automa, tutto di rame, in forma di un tondo signore baffuto! Riuscite a rimetterlo in moto, scoprono che è in grado di pensare, muoversi e parlare, con tre meccanismi indipendenti fra loro e che il suo nome è Tik-Tok! Interrogato in proposito, racconta di essere stato costruito per ordine del Re di Evlandia più di un secolo prima e di non essersi mai mosso di lì per tutto quel tempo! Interrogato in proposito, Tik-Tok le rassicura sui Rotatori, essi non sono affatto padroni degli alberi, ma se ne approfittano, perché da molti decenni ormai, il trono di Evlandia è vacante. Escono allora dal loro nascondiglio, dietro all’automa che agitando per aria uno dei cestelli raccolti dagli alberi fa fuggire i Rotatori e decidono di mettersi in cammino per il Regno di Oz, che è separato da Evlandia da un immenso deserto.
Durante il viaggio Tik-Tok racconta del terribile scambio che l’ultimo sovrano di Ev, Evoldo fece con il Re dei Momi: la vita eterna in cambio di moglie e figli, donati al Re del popolo sotterraneo che li trasformò in gingilli per adornare le stanze del suo palazzo. Purtroppo però, l’unica cosa che il disgraziato monarca decise di fare, dopo essersi accorto del suo errore, fu di buttarsi per la disperazione da una rupe per sfracellarsi sugli scogli sottostanti! Risultato: la famiglia reale era ancora un delizioso gruppo di gingilli decorativi e il regno era sotto la reggenza dell’unica superstite, una nipote del defunto Re Evoldo, la Principessa Vagosembiante. La Principessa però, troppo occupata a preoccuparsi del proprio aspetto esteriore, non si cura troppo degli affari del regno, che si ritrova abbandonato a se stesso. Essa, inoltre possiede una particolarità, ha la capacità di cambiare letteralmente la propria testa tutte le volte che vuole; nelle sue stanze, infatti, c’è un armadio pieno di teste d’ogni tipo e in tutti gli stili, fra le quali può scegliere quella che più le aggrada in quel momento; di questo armadio solo lei possiede la chiave, che porta sempre con se’ attaccata ad un braccialetto che non si toglie mai e che la rende sempre riconoscibile!
Lungo la strada si ritrovano sotto le mura del castello reale; qui, dopo un lungo battibecco con la cameriera personale della Principessa Vagosembiante, riescono a farsi ricevere. Dorothy cerca di spiegare la sua situazione, ma il solo risultato che ottiene è quello di attrarre l’attenzione sul suo bel visetto. Naturalmente, alle insistenti proposte della Principessa di cederle la testa in cambio di un’altra presa dal famoso armadio, la nostra eroina si rifiuta categoricamente, con l’unico risultato di essere fatta prigioniera nella torre più alta. Billina finisce nel pollaio, in attesa della pentola e Tik-Tok, di nuovo scarico lasciato in un angolo!
La sorte per Dorothy e compagni sembrerebbe essere segnata, se non fosse, che proprio in quel momento, la Regina Ozma di Oz, si trova in viaggio per il regno di Ev, con al seguito: tutto l’esercito, per quanto minuscolo; il suo comandante lo Spaventapasseri; il Boscaiolo di Stagno; il Leone Codardo con la sua amica Tigre Affamata e, non ultimo il Cavalluccio di legno! Ozma, venuta a conoscenza della tragica storia della famiglia reale di Ev aveva deciso di partire per porvi rimedio, incurante dei rischi che tale decisione poteva comportare e per attraversare il Deserto che divideva i due regni aveva usato un magico tappeto verde dono di Glinda, la Buona Strega del Sud, che può assumere qualunque dimensione sia necessaria alla bisogna, partendo dalle dimensioni originali di un quadratino di stoffa.
Arrivata alle porte del castello, viene subito avvistata da Dorothy, che si sbraccia e urla con quanto ha in corpo, avendo riconosciuto i suoi amici fra le fila del corteo reale.
Naturalmente, non appena la Principessa Vagosembiante si rende conto con chi ha a che fare, Dorothy viene subito liberata e può riabbracciare i suoi amici che non possono credere ai loro occhi e fatte le debite presentazioni, si mettono subito al lavoro per organizzare la spedizione di salvataggio! Naturalmente anche Billina viene recuperata dal pollaio, dove viene sorpresa in piena baruffa con il gallo locale, il quale aveva commesso il grave errore di tentare di sottometterla!!! La nostra gallina parlante viene subito presa in simpatia dallo Spaventapasseri, che per tutta l’avventura si prenderà la briga di raccogliere e conservare le uova , che com’è sua natura, Billina giornalmente scodella.
Il giorno dopo il corteo è pronto alla partenza, destinazione il Regno sotterraneo del Re dei Momi, viene svolto il magico Tappeto Verde e tutti ci camminano sopra evitando così qualsiasi problema con le asperità del terreno. Il viaggio, così agevolato, si compie velocemente, ma i problemi iniziano appena il corteo si approssima ai confini del Regno dei Momi. Dinanzi a loro infatti, preannunciato da una serie di mostruosi rimbombi, si para un enorme automa munito di martellone che, battendo ritmicamente quel suo sproporzionato strumento sul terreno, rende quasi impossibile il passaggio a chicchessia.
In un modo o nell’altro riescono a passare tutti e arrivano a presentarsi alla vista di Rocco delle Rocce, Re dei Momi, il quale, primo non si dimostra per niente cortese, secondo manifesta subito il suo totale disappunto all’idea di doversi separare da ben undici dei gingilli più graziosi della sua collezione.
Dopo una lunghissima discussione, in cui Ozma fatica non poco ad imporre la sua autorità, giungono ad un accordo: ogni componente del suo seguito avrà diritto a undici tentativi per liberare almeno un componente della famiglia reale, ponendo la mano su un oggetto a scelta e pronunciando la parola EV, falliti i quali sarà a sua volta tramutato in gingillo.
Quel che i nostri non sanno e che, naturalmente il Re si guarda bene dal rivelare e che la Regina di Ev e i suoi figli sono stati mutati in gingilli che portano il color Porpora Reale del loro paese.
Il primo a tentare la prova è il Boscaiolo di Stagno, che però fallisce e va ad arricchire la raccolta del Re di un graziosissimo gingillo verde smeraldo. Tocca poi a Ozma, la cui sorte non si discosta da quella del suo sfortunato Capitano della Guardia Reale.Il Re naturalmente esulta, ma non si accorge che, non vista, Billina trova molto comodo lo spazio sotto il suo trono di pietra e ci si accovaccia. Questa posizione privilegiata le consente di poter ascoltare indisturbata la conversazione notturna che il Re ha con il suo maggiordomo, mentre il resto del seguito di Ozma ha trovato alloggio per la notte nel palazzo. Scopre così il segreto dei colori. Il giorno dopo Dorothy riesce a liberare il principe più piccolo, che era stato tramutato in un grazioso gattino di porcellana porpora, ma solo per un colpo di fortuna.
Mentre lei è occupata a tentare la sua prova, Billina si presenta al Re, scoprendo che il monarca e tutto il suo popolo, è fortemente allergico alle uova!
A questo punto il Re è costretto ad ammettere anche la gallina a sostenere la prova, terrorizzato al pensiero di essere anche solo toccato dal guscio di un uovo, che, come gli spiega lo Spaventapasseri, Billina depone tutti i giorni e che vengono poi gelosamente conservate nelle sue tasche imbottite di paglia.
Dopo Dorothy viene il turno dello Spaventapasseri, che però fallisce e va ad aggiungere un terzo gingillo alla collezione reale dopo Ozma e Tik-Tok ( che rimasto senza carica del movimento, si era piantato immobile al centro di uno dei saloni ed era stato liberato da Dorothy). A questo punto tocca a Billina, che forte delle informazioni origliata da sotto il trono va a colpo sicuro, liberando per prima la Regina, tramutata in un elegante poltrona e poi tutti gli altri principi e principesse! Durante la passeggiate fra i saloni della reggia però, Billina scorge su un tavolo una grossa cavalletta verde smeraldo, il primo istinto da gallina la porta a cercare di ingoiare l’insetto, ma un semplice ragionamento la porta a desistere dall’intento, nel Regno sotterraneo non ci sono prati, quindi neanche insetti, laonde per cui, la cavalletta non può essere altro che qualcuno trasformato. Dopo aver liberato la famiglia reale, le viene in mente di cercare Ozma, sapendo che il colore della sua metamorfosi deve essere il verde, ma è la Regina che la fa pensare alla cavalletta, che infatti un istante dopo essere stata toccata torna ad essere la graziosa sovrana di Oz! Liberati anche gli amici Spaventapasseri e Tik-Tok, la compagnia rientra trionfante al cospetto del Re. Il crudele sovrano, veniva avvertito dal suono di un campanello, ogni volta che perdeva un gingillo e naturalmente aveva ormai capito di aver perso tutti i suoi prigionieri, quindi al loro ingresso nella sala del trono, Billina e gli altri si ritrovarono tutto l’esercito dei Momi schierato in assetto da battaglia, e il sovrano più grigio del solito. La battaglia che ne segue viene vinta dai nostri a colpi di …uova, che seminano il terrore fra le file del terribile esercito, risultato: il Re dei Momi sconfitto e spogliato della sua cintura magica, viene minacciato di essere trasformato in un uovo d’oca e non può fare altro che lasciare andare la compagnia.
L’unico che manca è il Boscaiolo di Stagno di cui il Re non aveva fatto menzione nel suo colloquio con il maggiordomo.
Alla fine la compagnia riesce a ritornare nel Regno di Ev, dove il principe Evardo, il maggiore dei figli di Evoldo, prende il posto che gli spetta sul trono come legittimo erede e successore del suo disgraziato padre. La gioia della festa però viene mitigata nei cuori dei nostri eroi, regna infatti, nei loro pensieri la convinzione di aver perso per sempre il loro amico Boscaiolo. All’improvviso si sente un acuto fischio, il tipico stridulo suono di un flauto suonato da mano inesperta e tutti si girano, per scoprire, in possesso del principino più piccolo, un minuscolo piffero d’argento! L’intuizione è immediata, un tocco, la parola Ev, ed ecco che il loro amico compare tale e quale era sempre stato, prima di subire il magico capriccio del Re dei Momi!!!

Risolta anche quest’ultima preoccupazione, Dorothy e Billina vengono invitate a trascorrere un lieto periodo di riposo alla corte di Ozma. Per la gallina è tutto un mondo nuovo da scoprire, ma per Dorothy è un inaspettato quanto piacevole ritorno nel paese della sua prima fantastica avventura. Ci sono nuovi amici da conoscere e la scoperta di come la saggezza di Ozma abbia egregiamente sostituito il mitico Mago. Un giorno, in visita negli appartamenti reali, Dorothy scopre, appeso al muro uno strano quadro, che cambia aspetto continuamente e scopre da Ozma che, come tutti gli oggetti di quella meravigliosa terra possiede qualità sorprendenti, consente cioè, di poter osservare tutto ciò che si trova dovunque uno voglia osservare. Alla richiesta della sua amica, preoccupata per la loro salute, Ozma le fa vedere gli zii, scoprendo che lo zio Henry, si strugge per non sapere nulla della sorte toccata alla nipote dopo il naufragio e versa in condizioni di salute disperate!
Dorothy decide di tornare immediatamente e con l’aiuto della magica cintura del Re dei Momi il suo desiderio è presto realizzato, tanto più che tramite il quadro incantato di Ozma potrà tornare ad Oz in qualsiasi momento ( ma noi sappiamo che fra Dorothy e le avventure in paesi incantati, esiste un legame indissolubile, che la porterà a capitare da quelle parti e in altre assolutamente inaspettate, tante e tante altre volte !).
Come vedete non esiste riferimento alcuno a problemi psichici, reali o presunti, di Dorothy! La mia modesta opinione è che tali turbe esistano solo nella mente di che si ostina a cambiare volto alle storie, pretendendo di migliorarne la fruibilità da parte del pubblico, con l’unico risultato do produrre delle mostruosità che nulla hanno più a che fare con l’originale! UGH, ho detto! Di seguito le opere complete riguardanti il regno di Oz:

The Wonderful Wizard of Oz, George M. Hill 1900.
The Marvelous Land of Oz, Reilly and Britton 1904.
Ozma of Oz, Reilly and Britton 1907. Pubblicato in italiano col titolo Ozma di Oz.
Dorothy and the Wizard in Oz, Reilly and Britton 1908.
The Road to Oz, Reilly and Britton 1909.
The Emerald City of Oz, Reilly and Britton 1910.
The Patchwork Girl of Oz, Reilly and Britton 1913.
Tik-Tok of Oz, Reilly and Britton 1914.
The Scarecrow of Oz, Reilly and Britton 1915.
Rinkitink in Oz, Reilly and Britton 1916.
The Lost Princess of Oz, Reilly and Britton 1917.
The Tin Woodman of Oz, Reilly and Britton 1918.
The Magic of Oz, Reilly and Lee 1919.
Glinda of Oz, Reilly and Lee 1920.