Giosuè Carducci nacque a Valdicastello, in provincia di Lucca, nel 1835. Dopo gli studi a Pisa, ottenuto il diploma, a venticinque anni ottenne una cattedra all'università di Bologna come professore di Letteratura italiana. La peculiarità delle sue lezioni fu quella di non ripeterne mai una eguale. Personaggio controverso, era infastidito dai curiosi che si intrufolavano in aula per ascoltarlo.
Impegnato politicamente, prima nella sinistra di Mazzini, poi più verso posizioni monarchiche e conservatrici, divenne poeta ufficiale della Casa Savoia nel 1878 con l'opera "L'Ode alla Regina d'Italia". Ottenne il premio Nobel nel 1906, proprio un anno prima della sua morte, avvenuta a Bologna, a 72 anni.
Tutti noi, nel bene e nel male, abbiamo conosciuto il poeta italiano per eccellezza, studiandolo, talvolta controvoglia perché impostoci dal metodo ci cultura definito dalle scuole dell'obbligo. La verità è che Carducci non era solo un poeta, ma un vero e proprio "affrescatore", se così possiamo definirlo, e se mi permettete la licenza. Nella sua vita è stato capace di affrescare gallerie di persone e volti e mondi, tutti in un unico contemporaneo quadro.
Niente gli sfuggiva... la vita, la morte, i pesaggi divini di un'Italia che stava vivendo in quel momento transitorio. Senza mai perdere il gusto puro della bellezza. Ecco che quindi il poeta non è più un autore, non è più un cantore, ma solo un menestrello, un bardo... qualcuno che sa cogliere ciò che esiste senza mutarlo, senza farlo suo, ma solo rappresentandolo con l'occhio di chi sa guardare e coglierne la bellezza.
Ad esempio:
All’aurora
Tu sali e baci, o dea, co’l roseo fiato le nubi,
baci de’marmorei templi le fosche cime.
Ti sente e con gelido fremito destasi il bosco,
spiccasi il falco a volo su con rapace gioia;
mentre ne l’umida foglia pispigliano garruli i nidi,
e grigio urla il gabbiano su’l violaceo mare...
Ma Carducci lasciò la sua impronta anche sull'avvento della ferrovia.
E forse fu uno di quelli che riuscirono a descriverlo in modo più personale.
Suo è il poemetto: "Inno a Satana", dove, parallelamente la locomotiva è sia
mostro che il vincitore sulla divinità cattolica dei preti. La locomotiva
diventa l'arma che si schianta con fragore contro i valori oscurantisti
del cattolicesimo, spazzando via con la sua veloce potenza ogni tipo di oppressione,
castrazione. Un rifiuto per il cristianesimo che ha caratterizzato sempre il poeta
toscano. L'Inno quindi celebra che cosa? Il progresso diventa quindi il nemico,
quello che abbatte l'arcaico attaccamento a vecchi valori, e quale migliore nome si può dare ad un nemico se non quello che porta al suo interno lo stesso significato attribuitogli? Satana.
Si dice che durante le esequie del fu Crowley, al quale dobbiamo, quanto meno, il titolo di co-fondatore, assieme a Gardner, di una delle vie della Wicca moderna, venne recitata proprio questo poemetto.
Lo stesso Carducci, in un articolo apparso sul "Popolo" in data 28 dicembre 1869, scrisse: "Il mio Satana è una specie di ebreo errante che per panteistica trasformazione passa di fenomeno in fenomeno, di mito in mito, di uomo in uomo. E così segue da molti secoli. Se una forma propria volessi dargli, lo rappresenterei giovin di verde e immortale gioventù, come gli dèi della Grecia, ma severo e mesto a un tempo nella sua raggiante bellezza. Con la spada nell’una mano e nell’altra una fiaccola, egli salirebbe di monte in monte guardando all’alto.
Excelsior è il suo motto, come quello dell’ignoto peregrino americano del Longfellow. E nella immaginazione mia, egli non può sostare che sulla cupola di Michelangelo, in vetta al San Pietro. Quando egli sarà colassù, noi suoi fedeli sotterreremo finalmente Geova. Perocché cotesto vecchietto Dio è vivace: altri si è affaticato finora a seppellirlo, ed egli fa mostra di rassegnarsi; ma a un tratto scoverchia la tomba e salta fuori. Ma noi lo sotterreremo profondo, più profondo che i cretesi non facessero con Giove, perocché gli accatesteremo a dosso la -grave mora - del cattolicesimo romano. Questo è l’officio degli italiani".
Inno a Satana
1 A te, de l'essere
2 Principio immenso,
3 Materia e spirito,
4 Ragione e senso;
5 Mentre ne' calici
6 Il vin scintilla
7 Sì come l'anima
8 Ne la pupilla;
9 Mentre sorridono
10 La terra e il sole
11 E si ricambiano
12 D'amor parole,
13 E corre un fremito
14 D'imene arcano
15 Da' monti e palpita
16 Fecondo il piano;
17 A te disfrenasi
18 Il verso ardito,
19 Te invoco, o Satana,
20 Re del convito.
21 Via l'aspersorio,
22 Prete, e il tuo metro!
23 No, prete, Satana
24 Non torna in dietro!
25 Vedi: la ruggine
26 Rode a Michele
27 Il brando mistico,
28 Ed il fedele
29 Spennato arcangelo
30 Cade nel vano.
31 Ghiacciato è il fulmine
32 A Geova in mano.
33 Meteore pallide,
34 Pianeti spenti,
35 Piovono gli angeli
36 Da i firmamenti.
37 Ne la materia
38 Che mai non dorme,
39 Re dei i fenomeni,
40 Re de le forme,
41 Sol vive Satana.
42 Ei tien l'impero
43 Nel lampo tremulo
44 D'un occhio nero,
45 O ver che languido
46 Sfugga e resista,
47 Od acre ed umido
48 Pròvochi, insista.
49 Brilla de' grappoli
50 Nel lieto sangue,
51 Per cui la rapida
52 Gioia non langue,
53 Che la fuggevole
54 Vita ristora,
55 Che il dolor proroga,
56 Che amor ne incora.
57 Tu spiri, o Satana,
58 Nel verso mio,
59 Se dal sen rompemi
60 Sfidando il dio
61 De' rei pontefici,
62 De' re cruenti;
63 E come fulmine
64 Scuoti le menti.
65 A te, Agramainio,
66 Adone, Astarte,
67 E marmi vissero
68 E tele e carte,
69 Quando le ioniche
70 Aure serene
71 Beò la Venere
72 Anadiomene.
73 A te del Libano
74 Fremean le piante,
75 De l'alma Cipride
76 Risorto amante:
77 A te ferveano
78 Le danze e i cori,
79 A te i virginei
80 Candidi amori,
81 Tra le odorifere
82 Palme d'Idume,
83 Dove biancheggiano
84 Le ciprie spume.
85 Che val se barbaro
86 Il nazareno
87 Furor de l'agapi
88 Dal rito osceno
89 Con sacra fiaccola
90 I templi t'arse
91 E i segni argolici
92 A terra sparse?
93 Te accolse profugo
94 Tra gli dèi lari
95 La plebe memore
96 Ne i casolari.
97 Quindi un femineo
98 Sen palpitante
99 Empiendo, fervido
100 Nume ed amante,
101 La strega pallida
102 D'eterna cura
103 Volgi a soccorrere
104 L'egra natura.
105 Tu a l'occhio immobile
106 De l'alchimista,
107 Tu de l'indocile
108 Mago a la vista,
109 Del chiostro torpido
110 Oltre i cancelli,
111 Riveli i fulgidi
112 Cieli novelli.
113 A la Tebaide
114 Te ne le cose
115 Fuggendo, il monaco
116 Triste s'ascose.
117 O dal tuo tramite
118 Alma divisa,
119 Benigno è Satana;
120 Ecco Eloisa.
121 In van ti maceri
122 Ne l'aspro sacco:
123 Il verso ei mormora
124 Di Maro e Flacco
125 Tra la davidica
126 Nenia ed il pianto;
127 E, forme delfiche,
128 A te da canto,
129 Rosee ne l'orrida
130 Compagnia nera,
131 Mena Licoride,
132 Mena Glicera.
133 Ma d'altre imagini
134 D'età più bella
135 Talor si popola
136 L'insonne cella.
137 Ei, da le pagine
138 Di Livio, ardenti
139 Tribuni, consoli,
140 Turbe frementi
141 Sveglia; e fantastico
142 D'italo orgoglio
143 Te spinge, o monaco,
144 Su 'l Campidoglio.
145 E voi, che il rabido
146 Rogo non strusse,
147 Voci fatidiche,
148 Wicleff ed Husse,
149 A l'aura il vigile
150 Grido mandate:
151 S'innova il secolo,
152 Piena è l'etate.
153 E già già tremano
154 Mitre e corone:
155 Dal chiostro brontola
156 La ribellione,
157 E pugna e prèdica
158 Sotto la stola
159 Di fra' Girolamo
160 Savonarola..
161 Gittò la tonaca
162 Martin Lutero;
163 Gitta i tuoi vincoli,
164 Uman pensiero,
165 E splendi e folgora
166 Di fiamme cinto;
167 Materia, inalzati;
168 Satana ha vinto.
169 Un bello e orribile
170 Mostro si sferra,
171 Corre gli oceani,
172 Corre la terra:
173 Corusco e fumido
174 Come i vulcani,
175 I monti supera,
176 Divora i piani;
177 Sorvola i baratri;
178 Poi si nasconde
179 Per antri incogniti,
180 Per vie profonde;
181 Ed esce; e indomito
182 Di lido in lido
183 Come di turbine
184 Manda il suo grido,
185 Come di turbine
186 L'alito spande:
187 Ei passa, o popoli,
188 Satana il grande.
189 Passa benefico
190 Di loco in loco
191 Su l'infrenabile
192 Carro del foco.
193 Salute, o Satana,
194 O ribellione,
195 O forza vindice
196 De la ragione!
197 Sacri a te salgano
198 Gl'incensi e i voti!
199 Hai vinto il Geova
200 De i sacerdoti.
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