"Strega è quella donna che, untasi con un suo unguento, va in ore notturne ad un congresso d'altre streghe... qui rinnega la fede ed il battesimo" Girolamo Tartarotti

L'espandersi dei roghi in tutta Europa tra il 1300 e il 1600 a opera dell'inquisizione portò riflessione, nei secoli seguenti, su quello che ci vollero anni per riconoscere come un massacro ingiustificato. Ora vediamo la caccia alle streghe come uno degli scempi dell'umanità, dettata vuoi dall'ignoranza (trasformata in flagello), vuoi da giochi di potere. Jules Michelet, storico francese, nacque a Parigi nel 1798. Ottenne la cattedra al Collège de France e la direzione della sezione storica degli Archivi nazionali, ma perdette entrambi i posti a causa delle sue idee troppo liberali. Romanticista convinto, trattò l'argomento dell'inquisizione in un romanzo-verità unico nel suo genere: "La Strega".
Il libro, la cui prima edizione vide la luce nel 1862, venne redatto mediante cronache di fatti realmente accaduti; nonché atti giudiziari sfuggiti all'opera di distruzione delle prove da parte del potere ecclesiastico. "La Strega" ha un tono drammatico e romantico che riesce a mettere elegantemente a nudo la fobia dell'ideale cattolico nei confronti della sessualità e delle pratiche magiche ad essa connesse. La stessa paura che ha inchiodato sul rogo migliaia di donne incolpate di crimini estorti mediante tortura.

Ne ricalco un passo:

"Battuta dal vento pungente, sente il suo isolamento, ma perciò ne è sollevata! E con l'orgoglio una forza che le scalda il cuore... e il mondo crudele che la fa soffrire diviene trasparente, e ne gode, come di una conquista sua. Non è lei la regina della natura?"