Fuoco Amico
Vi domanderete come mai abbia deciso di recensire, e quindi anche di consigliare, un romanzo di Abraham B. Yehoshua. Di stregonesco questo autore notoriamente non ha nulla, di neopagano ancora meno… a me piace molto, ma non posso fare a meno di notare, ogni volta che lo leggo, che inevitabilmente narra di storie riguardanti la vita fra israeliani e arabi, il che forse è da considerare anche inevitabile.
Accade qualcosa di molto simile anche in questo libro.
Senonché la storia prende una piega diversa dal solito, in quanto uno dei personaggi lascia Israele per sempre in seguito alla perdita del figlio, ucciso da “fuoco amico” mentre era sotto le armi. Parte, si trasferisce in Africa e inizia una nuova vita, condivisa con una splendida donna animista. Rilegge l’Antico Testamento in modo critico, e sentite come riassume le proprie riflessioni…
Nel capitolo quaranta e rotti ci si imbatte in un passo in cui l'autore narra con molto coraggio che gli esuli in Egitto si ribellano al profeta arrivato anche da loro, e osano dirgli in faccia quello che pensano. "Basta, - gli intimano, - abbiamo sentito tutto quello che avevi da dire e non abbiamo nessuna intenzione di darti ascolto. A noi va benissimo bruciare incenso a una dea, - che nel brano in questione ha un nome particolare, Regina del Cielo, - e ci piace pure farlo". Gli uomini e i mariti all'improvviso difendono le mogli che bruciano incenso alla dea e dicono a quell'irritante profeta, senza mezzi termini, basta, finiamola qui. Noi continueremo a praticare i nostri riti pagani perchè quando adoravamo questa dea [...] stavamo bene, avevamo cibo in abbondanza. [...] Ma soprattutto dicono [...] "Ascolta bene, senza le tue parole di condanna eravamo felici , sentivamo di essere felici , ma da quando abbiamo cominciato a darti ascolto e abbiamo smesso di bruciare incenso alla Regina de Cielo, abbiamo perso tutto e abbiamo conosciuto la spada e la carestia".
Il romanzo è particolare, come spesso accade in Yehoshua la narrazione si scinde in due punti di vista diversi, in questo caso quello del protagonista maschile e di quella femminile. Attivo, dinamico e curioso lo sguardo maschile, passivo, sognante e a mio avviso un po’ troppo svagato quello femminile. I personaggi femminili non si può dire che siano molto positivi, in questa storia.
Interessante è la narrazione di una forte dicotomia fra due diversi modi di affrontare la vita, la tragedia e il lutto. Restare e riportare l’ordine dal caos oppure partire e rivoluzionare la propria esistenza? L’autore non prende posizione a favore dell’una o dell’altra scelta, anche se gli spunti per la ricerca di una nuova via emergono decisamente dalla seconda.
Aster
Fuoco Amico
Abram B. Yehoshua
Einaudi
Euro 19.00
P.p. 404
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