“Terra, grembo d’origine e di destinazione, chiusura del cerchio, dispensatrice di gioie e dolori, è a te che io chiedo che mi si aprano i veli della conoscenza.”
Prima che l’uomo sollevasse lo sguardo alle stelle e ne indagasse i movimenti al fine di ottenere auspici, fu alla Madre Terra che rivolse le sue domande, le preghiere ed i suoi sogni.
Sempre affascinato dal dualismo che permea ogni aspetto della sua esistenza, luce e buio, vita e morte, maschio e femmina, realizzò quella che, a mio parere, può essere considerata se non la più antica almeno una delle prime pratiche divinatorie, la Geomanzia.
In questo primo articolo tenterò di riassumere la storia, i caratteri principali e gli strumenti necessari per generare un tema geomantico.
Storicamente la Geomanzia è presente fin dai testi più antichi, la sua origine viene collocata a cavallo tra medio oriente ed oriente, di sicuro durante i periodi greco e romano questa pratica era diffusa e ben conosciuta anche in occidente; purtroppo quasi tutti i testi antichi che la menzionano e la descrivono sono incompleti, in pessimo stato di conservazione o di difficilissima reperibilità, pertanto la Geomanzia che noi conosciamo risale a trascrizioni medievali ed alla tradizione araba, sicuramente esistevano altre pratiche riconducibili a questo termine, ma di esse si è persa quasi ogni traccia.
Il termine Geomanzia, dal greco geo=terra e manteia=divinazione, tradotto letteralmente significa divinazione tramite o dalla terra; questo nome è dovuto principalmente dal fatto che in oriente la generazione delle figure geomantiche avveniva utilizzando della sabbia o dell’argilla.
Fra i testi più conosciuti in cui viene menzionata la geomanzia vi sono la “Divina Commedia” canto XIX del Purgatorio, “Tiers livre de Pantagruel” di F. Rabelais , le “Mille e una notte” AAVV ed il “Dizionario di Geomanzia” dei Rosacroce; mentre tra gli studiosi più illustri della Geomanzia troviamo:
- Gerardo da Cremona (1114-1187) fra le cui opere scientifiche vi è un trattato di Geomanzia;
- Pietro d’Abano (1257-1315) astronomo, astrologo, medico, mago, filosofo e alchimista fu docente alle università di Padova e Parigi autore della “Geomanzia” in latino poi tradotta in italiano nel 1556;
- Robert Fludd (1574-1637) medico e filosofo scozzese autore del trattato “De Geomanzia” in latino.
Ogni luogo ha portato i geomanti a creare il proprio rituale, adattandolo e plasmandolo in base alle proprie credenze religiose e filosofiche; così in oriente fin dagli albori il tema geomantico viene tracciato sul sabbia o argilla poste su un vassoio d’argento cesellato con sigilli di protezione con una bacchetta appositamente purificata e preparata; in africa la sabbia è stata sostituita con semi o sassolini, mentre la tradizione occidentale utilizza pergamena e penne d’oca.
Personalmente per chi volesse cominciare consiglio di guardare dentro di sé e trovare la propria strada adattando anche diversi sistemi e provandoli ripetutamente fino ad ottenere una piena padronanza sia del mezzo che del procedimento.
A causa della mia predilezione per l’occultismo nordico mi sono trovato bene sia con pergamena animale che con sottili cortecce di betulla, mentre per tracciare i segni, sorvolando sulla ovvia penna d’oca, ho preso un pennino in argento e l’ho dedicato all’opera, mentre per l’inchiostro va bene quello di china a patto che lo purifichiate e non lo utilizzate per nient’altro.
Comunque per cominciare a prendere confidenza con quest’arte bastano un foglio di carta, una matita e molta pazienza.
Orso
Bibliografia:
“Il manuale della Geomanzia” di Angle Marie Cacciaguerra – Hobby & Work – 1989;
“Simbologia e pratica operativa della Geomanzia” di Cantini, di Caprio, Spinelli Paoli – Edizioni Arktos – 1985;
“La Geomanzia – manuale pratico” di Freudiani e Antodicola – Atanòr - 1993.
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