ISA (il Ghiaccio)
Come avrete notato questo è quella parte di alfabeto runico che riguarda l'acqua e in particolare le sue forme solide. L'Isa insieme ad Hagal, Nautiz e Bekana (che tratteremo in seguito) sono inevitabilmente correlati alla manifestazione multipla dell'acqua; questa suddivisione è avvenuta in quanto la trasformazione per gli avi era la creazione di una “sostanza” nuova, non a un mutamento (il concetto veniva percepito e capito in altre situazioni sia fisiche che spirituali), ma ad una creazione. Così l'acqua assume le sue multiple spiegazioni: il ghiaccio (Isa), la grandine (Hagalaz), l'immobilità liquida (Nautiz) e la nascita (Bekana).

Isa, la grande runa del Silenzio.
Provate ad immaginare le lande del Nord Europa, il freddo e la neve.
Tutto è ghiaccio, come Isa in mezzo al bianco un albero spoglio, senza foglie e con tanti rami protesi verso il cielo, silenziosi e fermi. Sentite che sotto la corteccia si muovono le potenzialità dell'albero, ma la pianta è ferma, sola e dormiente.
Isa incarna proprio il concetto di quiete e immobilità assoluta. E' il cielo grigio prima di piovere, il cielo in autunno o la nebbia; il momento 0 di ogni cosa, il momento prima di esistere, il sentirsi completamente fermo da riuscire a contare le cellule che compongono il nostro corpo.
Isa è il simbolo dell'albero di Odino, il tramite tra cielo e terra, la scala che unisce le tre dimensioni, poiché ferma il ciclo vitale, ferma il moto di ogni mondo. In questo stato di pura immobilità affiora la contemplazione del proprio essere, è il momento della riflessione e meditazione, il momento di recuperare le energie. In questo stato puoi sentire il canto di Isa che consiglia di valutare bene gli ostacoli, poiché questi potrebbero essere solo un modo che gli Dei hanno per avvertirti di essere lungimirante e saper aspettare.