L'Ametista
Cristallo del gruppo dei quarzi, non raro da trovare nei giacimenti sparsi un tutto il mondo (Brasile tra i maggiori estrattori, poi Messico, Stati Uniti, Russia, Africa e anche Italia) si forma in ambiente igneo (spettacolari esempi di cristallizzazione) ed all'interno di fratture di rocce metamorfiche creando cristalli a forma di prisma o piramide esagonale. Di solito presente nel suo spettacolare sfumature di viola, Il colore porpora dell'ametista è composto da sfumature d'azzurro e rosso; è però possibile che si possa ammirare anche giallo, giallo bruno o addirittura verde. In questi casi non è pero’ risultato della quantità di ferro al suo interno, ma semplicemente di una prolungata esposizione alla luce diretta solare che ne altera i pigmenti.
Il nome Ametista deriva dal greco a-metistos che significa sobrio, infatti era opinione comune pensare che una delle sue proprietà fosse quella di combattere l’ubriachezza. Secondo antichi racconti, Ametista era una splendida ninfa corteggiata da Bacco che, per non cedere alle sue lusinghe libertine, venne trasformata in gelida pietra. Bacco, deluso e sorpreso da questa drastica decisione, donò al cristallo il colore del vino e la capacità di proteggere gli uomini dagli effetti negativi dell’alcol.
Questo bellissimo cristallo è di spirito benefico e carico di un grande misticismo, aumenta le facoltà psichiche e la saggezza , protegge dalla negatività trasformandola e catalizzando le sue energie verso il positivo. Agisce a livelli molto profondi dell'essere e ci aiuta nel cammino evolutivo. Portatrice d'amore universale, equilibrio e giustizia, l'ametista è la gemma di coloro che vogliono coltivare l'aspetto mistico della vita. Trasforma ed eleva tutte le energie e quindi espande la coscienza. L'ametista insegna l'umiltà, aiuta a liberarci dall'orgoglio di sé per aprire la soglia del regno della conoscenza e della saggezza. E' denominata " la pietra dell'anima ". Guida all'introspezione.
Cura, scioglie l'ansia mentale. Favorisce il rilassamento, l'immaginazione, la creatività artistica e lo sviluppo della spiritualità. E' fortemente armonizzante e riequilibrante.
Stimola una visione consapevole, quasi “dall’esterno” delle proprie emozioni e dei sentimenti, aiutando a squarciare il cosiddetto “velo di Maya”. La sofferenza che può provocare nel " risveglio "della coscienza del Sè, nel vedersi per ciò che si è, ha dato a questo cristallo la pesante fama di pietra triste e negativa, ma la sua azione conduce ad un fine altrettanto positivo: conoscersi. Un po’ come un viaggio di iniziazione, il cadere per poi rialzarsi, il morire per poi rinascere in altra e più consapevole veste.
L'ametista allontana la coscienza dei pensieri incentrati su se stessi, attraendo la mente verso una più profonda comprensione. Si può portare al collo come ciondolo, al mignolo come anello, incastonata in un bracciale al polso sinistro o semplicemente in un sacchettino di seta bianca o viola nella tasca sinistra: è un mezzo per raggiungere la vostra anima.
Tenere in casa un geode, un bonsai oppure vari quarzi ametista purifica l'ambiente.
In campo terapeutico cura le emicranie di origine nervosa, e aiuta ad avere un sonno ristoratore se messa sotto il cuscino. Cura le affezioni degli occhi, cuoio capelluto, oltreché tutte le ghiandole endocrine e la loro regolazione. Una chicca: se conservate una piccola ametista nella crema per il viso, questa aumenterà le sue qualità antiacne.

UTILIZZO DELL’AMETISTA NEI RITUALI

L’ametista è particolarmente indicata nei rituali in cui sono presenti tentativi di viaggi nella propria consapevolezza e in ogni sorta di meditazione, avendo la capacità di schiarire letteralmente le idee e di promuovere la concentrazione.
Questa volta non mi soffermo sul suggerimento di un rituale in particolare ma sarò più pratica. Vi consiglio caldamente di comperare un geode da tenere in casa.
In particolare, se amate lavorare con i cristalli fate in modo che sia di colore brillante, carico, di forma “capiente” e che si tenga in equilibrio con facilità.
Sarà il “Trono” dei vostri cristalli.
Quando avrete portato indosso per troppo tempo o semplicemente avrete utilizzato un cristallo durante un rituale, ricordatevi di riporlo per un po’ di tempo a stretto contatto con il geode, possibilmente, se non casca, direttamente riposto sopra.
In tal modo il geode ospitante scaricherà le energie residue intrappolate della pietra disperdendole senza recare danno.
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