Edward Bach con il suo amore per la natura e l’uomo, ha donato al mondo una terapia che chiunque può utilizzare, di bassissimo costo, senza nessun tipo di controindicazione.
Io utilizzo le essenze dei fiori da oltre 15 anni, quando ancora questo metodo era pressoché sconosciuto, o comunque considerato molto di nicchia, nonostante l’ Organizzazione Mondiale della Sanità già nel 1976 ne avesse raccomandato l’uso a tutti gli stati membri.
Oggi invece si fa un gran parlare di Floriterapia, le librerie sono piene di pubblicazioni sull’argomento, sono nate nuove essenze provenienti da tutto il mondo, come i fiori Australiani, Californiani, Himalayani e recentemente anche quelli Francesi e Italiani, e probabilmente ne nasceranno ancora.
Molti medici e psicoterapeuti la consigliano, anche in presenza di problemi gravi, come terapia di sostegno.
Perché è esploso questo interesse per la Floriterapia ?
Perché la filosofia di base di questa terapia, è la semplicità, e perché l’obbiettivo ultimo è quello di una guarigione profonda dell’uomo, e non solo sintomatologica, ma una guarigione di tipo spirituale per risolvere quello che Bach chiamò “il conflitto tra Anima e Mente”
I principi cardine di questo metodo terapeutico sono :
• curare il paziente, non la malattia
• non soffermarsi sul sintomo ma andare alla sua causa
• combattere la malattia sviluppando la virtù opposta per eliminare il difetto
La vera medicina infatti, è quella che tiene conto non solo del sintomo ultimo presentato dal paziente, ma di tutta la sua storia, dell’ambiente dove vive e lavora, delle sue emozioni.
Se la persona non è in equilibrio, questa disarmonia si ripercuote sul suo campo energetico producendo o rinforzando emozioni negative che ,se protratte nel tempo, producono la malattia nel corpo fisico.
Lo stato di malattia quindi, sarebbe uno squilibrio energetico con presenza di frequenze anomale.
“La malattia non è né una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci. “
Edward Bach
I concetti espressi dal padre della Floriterapia, oltre mezzo secolo fa, sono assolutamente attuali e moderni ed sono pienamente accettati, condivisi e sostenuti dalla “medicina umanistica” , dalla “psicosomatica” e dalla “guarigione olistica”.
Perché “una terapia per ogni essere vivente”?
Perché le essere dei Fiori, possono essere utilizzate non solo gli adulti consapevoli, ma dai bambini in tenera età, anche neonati, dagli animali e sulle piante.
Proprio nel caso degli animali e dei bambini, le loro menti e le loro anime sono prive delle sovrastrutture mentali della società, e quindi si ottengono risultati più rapidi.
E non si può certo parlare di effetto placebo, perché essi non sono consci di assumere il rimedio.
L’essenze dei Fiori ci aiutano a ritrovare noi stessi, ci accompagnano in un cammino spirituale, alla riscoperta nel nostro vero “Sé”, alle radici della nostra essenza, perché solo scoprendo “chi siamo” potremo essere LIBERI.
Vi riporto con uno scritto di E. Bach, sperando che vi illumini, come ha illuminato me.
“Marlow, Buckinghmshire 22 aprile 1933
In linea di principio, il difetto di chi vive sulla terra è il desiderio di cose mondane; un grande pericolo per chi aspira al cielo è l’avidità e l’eccessivo desiderio di cose spirituali; e proprio come sulla terra l’avidità può ostacolare l’elevarsi dell’anima, così troverete lo stesso nella vita spirituale, dove sono necessari estrema umiltà e servizio piuttosto che il desiderio di perfezione.
Il desiderio di essere buono, il desiderio di essere Dio, possono essere un ostacolo tanto grande nella vita spirituale quanto il desiderio di ricchezza o potere nell’esperienza terrena. Più si progredisce, maggiore deve essere l’umiltà e la pazienza e il desiderio di servire.
Nella vecchia via, lottavate per l’avidità di denaro ( il denaro è l’emblema del potere mondano); nel nuovo mondo, sebbene possa sembrare strano, lottate per l’avidità di bene.
“Chi di noi è il più grande nel regno dei Cieli?”
L’ostacolo al progresso spirituale è il desiderio di progredire.
In questo regno conta “essere”, non aspirare: l’essere procura la ricompensa.
Ciò si riferisce non solo a questa vita, ma ancor più a quelli che cercano il mondo spirituale.
Non ci deve essere alcun desiderio di essere buoni, alcun desiderio di rapido miglioramento o perfezione, tranne essere umilmente contenti di aspettare in qualsiasi stazione di servizio finchè non si è chiamati a una più elevata.
In questo regno, non progrediamo col nostro sforzo, ma solamente aspettiamo fino a che meritiamo considerazione.
Sulla terra sforzo: in cielo, il contrario.
Ciò significa che fare anche il più grande sacrificio sulla terra con lo scopo di guadagnare grandezza spirituale, è perfino sbagliato.
è come il giovane ricco che disse : “io ho fatto tutte queste cose”, ma ciò non gli aprì la porta del cielo.
Sembra come se la sola strada sia il servizio impersonale, fatto non per avanzamento spirituale, ma solo proprio del desiderio di servire.
Questa è la chiave di volta degli ostacoli che ora state per investigare.
Siamo abituati a insegnare a noi stessi che il corpo non deve a vere importanza, che non ci deve essere alcun io; allora si deve capire perché l’anima non deve avere importanza.
Per la prossima venuta di Cristo, c’è un gruppo di persone che, per accoglierlo, dovrebbe essere in grado di trascendere la proprio natura fisica e realizzare la proprio spiritualità.
L’uomo è giunto a considerare il corpo come se stesso, cosicchè gli è difficile sapere che è solo uno strumento.
Egli ha anche ricevuto l’insegnamento della reincarnazione nel modo errato, perché invece di convincersi della sua immortalità e della scarsa importanza di un corpo, egli è diventato un po’ orgoglioso delle sue diverse vite, e di ciò che è stato e di ciò che ha fatto.
La vita sulla terra è solo una circostanza di tenebra in confronto alla sua vita spirituale, ed in essa può raramente essere vista.
Tutto quanto è simile ad un pulcino nel guscio che era orgoglioso di sé, tanto orgoglioso, tanto presuntuoso nel suo isolamento che rifiutava di liberarsi e sarebbe piuttosto morto in oscurità.
è così diffusa la paura di perdere l’individualità che questo impedisce all’uomo di accettare la verità spirituale; ma come il pulcino che esce dal guscio, egli non perde se stesso uscendo nel mondo della luce.
Il mondo oggi è pieno di persone che temono di rompere il guscio della presunzione, e così rimangono prigioniere nel loro mondo piccino.
La paura della perdita dell’IO sta dietro questo, e ciò blocca la completa crescita, la totale conquista della reale conoscenza.
Proprio nel tempo attuale è inutile dire: “non avere paura” o “non essere malato.”
è necessario spiegare loro perché hanno paura, perché sono malati e dar loto l’antidoto.
Proprio come ci sono state manifestate le ragioni della malattia, e le erbe collocate divinamente per il nostro uso per correggere i nostri difetti e guarire i nostri corpi, così ora p necessario apprendere come rivelare alle persone il motivo delle loro paure e quanto il rimedio che si trova in se stessi possa superare la paura.
La malattia fisica è un fatto materiale: la paura è mentale.
La prima può essere trattata con mezzi fisici di un sistema eccellente. E proprio come le erbe hanno un elevato potere sul corpo e sulla mente, allo stesso modo la prossima guarigione prepara la mente all’unione spirituale e al controllo consapevole della vita per mezzo della divinità interiore.
Essenzialmente è l’avidità all’origine dalla malattia fisica e la paura di quella mentale.
In questo regno non c’è alcuna fiducia, alcuna speranza, alcun dubbio, c’è CERTEZZA. Il tempo non conta, lo spazio non ha importanza.
Cercate e state attenti a non perdere alcuna opportunità di imparare che potete essere capaci di aiutare gli altri, poiché dopo che avete cercato e osservato nel mondo, in momenti di calma arriverà la risposta al vostro problema dalla vostra interiorità.
Non liquidate le vostre difficoltà nel mondo, se non dopo che lo studio del vostro ambiente e una attenta, calma, riflessione vi abbia preparati per l’illuminazione che viene da dentro.
La conoscenza ricercata per assistere uno ad aiutare gli altri, si merita, per così dire, il diritto di quella conoscenza: e intanto nel mondo dovreste sia perseverare molto serenamente, sia stare svegli e sia cercare senza stancarvi.
La conoscenza interiore vi giunge senza sforzo in attimi inattesi di pace o riposo o quando la mente è impegnata in altre questioni: “cercate e troverete”.
Voi cercate con la mente e i sensi, ma la risposta arriva dal vostro spirito. E così che le rondini imparano a volare attraverso l’oceano.
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