Osimo Sotterranea
Chi mai potrebbe dire, recandosi ad Osimo e passeggiando per le strade rumorose, che sotto ai propri piedi esiste un’identica via buia, silenziosa, profonda, dove forse ancora un’anima persa è intenta a risolvere qualche misterioso enigma per raggiungere l’agognata luce eterna.
Le grotte scavate nell’arenaria sotto il centro storico di Osimo nelle Marche, per la loro vastità e ricchezza di particolari architettonici e soprattutto per gli enigmatici bassorilievi disseminati ovunque nell’immenso labirinto della città sotterranea, sono considerate tra i luoghi più misteriosi d’Italia.
In questi luoghi intrisi di tellurismo, teatri di antichi culti orientali e impiegati per scopi terapeutici, cerimoniali e misterici, è tramandata una ricca simbologia esoterica, ampliata nei secoli successivi da sette e congreghe segrete.
Infatti il percorso che attraverso tortuosi cunicoli collega le grotte sotterranee viene denominato anche “labirinto” ed ha un profondo significato iniziatico ed esoterico perché rappresenterebbe il percorso dell’iniziato verso il centro, la rivelazione.
La costruzione della città sotterranea viene addirittura attribuita al popolo atlantideo. In particolare, la prima grotta che incontriamo quando ci addentriamo nelle profondità della terra rappresenterebbe, per la forma che ha, una piramide rovesciata, dove si comincia il corso da quattro lati per arrivare a un vertice, simbolo della terra (quadrato) che conduce con una serie di gradini al cielo (vertice). Molti sono i richiami magici, il numero tre (caro ai templari) e ai tre gradi di iniziazione. Di solito in queste grotte non vi sono iscrizioni ma solo immagini, strani uomini e donne da incontrare, da affrontare (come nel Libro dei Morti) e da superarne gli enigmi prima di arrivare alla luce finale, al premio della conoscenza e dell’immortalità.
Storicamente la presenza delle grotte fu tenuta segreta per secoli e tramandata oralmente per coloro che ne usufruivano per funzioni che ancora oggi sfuggono. Durante la seconda guerra mondiale alcuni abitanti si accorsero che nel sottosuolo delle loro proprietà vi erano dei cunicoli e li impiegarono come rifugio antiaereo. Si scoprì in tal modo che molti di essi comunicavano con più proprietà (la ragione per cui attualmente si trovano muretti di mattoni a chiusura di accessi) ed erano dislocati su più livelli (fino a cinque piani diversi, portando la profondità da un minimo di 5 metri sotto il livello stradale ad un massimo di 15 metri, con una media di 8-10 metri), raccordati da pozzi circolari che potevano comunicare anche con l'esterno e da cui giungeva una minima illuminazione e ricambio d'aria.
Sostare per qualche ora in questi ambienti ipogei, inimmaginabili finché non ci si ritrova dentro, ci catapulta in un mondo di alta suggestione, che racconta di storie e persone che sono transitate, forse per tanti diversi motivi, di qui.
E' stata effettuata una mappatura (censimento) delle gallerie sotterranee finora scoperte o indagate: quella del 1989 attestava la presenza di 88 grotte e nicchie che coprivano un percorso di ben 9 chilometri con disposizione 'a pettine', cioè simmetriche rispetto alla nicchia corrispondente. A queste si devono aggiungere altri cunicoli che paiono appartenere ad un'epoca più antica. Sono stati contati oltre cento pozzi circolari, del diametro medio di 90 centimetri, mentre l'altezza media delle grotte è di 2,5 metri e un'apertura media di 1, 40 m. Ulteriori indagini hanno permesso di sondare altri percorsi e diramazioni (e molte altre ricerche devono essere continuate), portando a circa 12 i chilometri di percorso sotterraneo, con la scoperta di nuove grotte e nicchie, pozzi e sorprese. Si intuirà come l'argomento possa veramente essere interessante e susciti tantissime domande, ad esempio: chi e perché scavò per primo le grotte? Dov'è finito tutto il materiale da riporto? C'è chi dice che venne 'scaricato' sulle vicine colline o chi dice servì per costruire le Mura cittadine (o per entrambi gli scopi). Andando ad esaminare le singole grotte osimane troviamo la grotta Simonetti dove si può ammirare una "Triplice Cinta" di oltre 50 cm, in un contesto dove si hanno altri simboli come la "Sirena Melusina", una croce ottopuntata, il "sole e luna" e il "teschio e tibie". Nella stessa grotta vi è una sala circolare realizzata in "geometria sacra" con schema esagonale che riprende il prospetto icnografico dell'esagramma di Salomone, già presente nella grande rota del litostroto della Cattedrale, opera del maestro comacino Filippo. Le grotte Buglioni sono ricche di simbolismi ereticali come un "Pentalfa" e un "SHI - Solis Invictus" ed ermetici variamente riferiti al dualismo "luce ed ombra". La grotta Riccioni ha una sala circolare progettata similmente a quella Simonetti, con una croce patente all'ingresso del corridoio principale e un "Bafometto" scolpito. Le grotte del Campana sono considerate tra i luoghi più misteriosi d'Italia con una ricca simbologia mistica ed alchemica: l'assioma ermetico del "Solve et Coagula", il "dono del frutto alchemico", le Veneri che escono dalle conchiglie e tutta la simbologia rosicruciana nelle sue accezioni alchemiche ed ermetiche. le Grotte del Cantinone, che prendono il nome dall’antico refettorio dei frati ubicato nel sotterraneo del Convento di San Francesco. La soprastante chiesa, conosciuta popolarmente come Chiesa di San Giuseppe da Copertino (si conserva il corpo del Santo), è la più grande di Osimo dopo il Duomo e fu costruita nel XIII secolo su un'altra preesistente dedicata a Santa Maria Maddalena penitente.
La profondità media di questi ambienti è di 10.5 m e non sono illuminate artificialmente ed è necessaria una torcia (anche se risultano molto suggestivi i lumini a cera disseminati sul percorso, che consentono di capire come ci si dovesse 'muovere' lì sotto e quanta conoscenza si dovesse avere delle diramazioni per non perdersi). Spesso nelle grotte troviamo la presenza di una sala circolare, da cui si diramano alcune gallerie; vi sono delle eleganti nicchie e la cosa singolare è che vi è una sorta di "spazio" situato ad un livello inferiore, in cui un eventuale "Maestro" poteva impartire direttive per eventuali rituali senza essere visto dai partecipanti. In una nicchia è stata ritrovata una grossa giara di terracotta interrata che veniva usata per nascondervi oggetti di valore. Le grotte possono essere facilmente visitate recandosi all’ufficio del turismo di Osimo per seguire un percorso guidato suggestivo e di grande valenza esoterica.
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