ABBAZIA DI S. GALGANO - Chiusdino (SI)
La storia della Abbazia di S. Galgano riporta numerosi spunti esoterici che ci invogliano a una piacevole gita fuori porta alla scoperta di questo luogo intriso di un’aura di mistero e magia.
La leggenda narra che Galgano era un giovane cavaliere nato a Chiusdino, in provincia di Siena, nel 1148 da una nobile famiglia del luogo, che si rivelò presto amante dell'avventura e della vita senza regole. Destinato infatti dalla famiglia a divenire un cavaliere medieovale , in realtà in gioventù si dedicò esclusivamente a una vita dissoluta e improntata al disordine e alla lussuria. Si racconta che solo dopo che fu visitato in sogno dall'arcangelo Michele , Galgano si convertì a una vita di eremitaggio e penitenza alla ricerca della pace spirituale, ritirandosi per le sue meditazioni in un eremo di seguito denominato la Rotonda di Montesiepi. Solo dopo tale conversione, tra la disperazione della madre e della fidanzata Polissena e lo scherno degli altri Cavalieri, Galgano compie l'unico miracolo noto: conficca profondamente la sua spada nella roccia dell’eremo (1180?) così da realizzare una croce con l'elsa.
Muore a 33 anni il 3 Dicembre 1181 nell'anno della nascita di San Francesco.
L'abbazia di San Galgano fu edificata solo dopo l’incontro e la benedizione avuta da Papa Alessandro III ; è una imponente struttura in stile gotico ed è davvero un colpo d'occhio a chi la incontra per la prima volta, sia per l'isolamento e quindi la sacralità che emana, sia per la particolarità di non avere copertura, caratteristica che la rende ancora più affine ai templi pagani . L'abbazia raggiunse fino al XIV secolo anche grazie al sostegno economico di Federico II (noto alchimista e ricercatore del graal), una ricchezza e un rispetto notevole; purtroppo dopo tanto splendore avvenne una grande decadenza, che la adibì addirittura a magazzino di materiale edili, vendendo addirittura il tetto di piombo per farne munizioni e trasformandola nel rudere che è oggi. Nonostante questo, o magari anche grazie a questo, mantiene oggi un'aura di unico mistero che inevitabilmente colpisce chiunque se ne avvicini.
La fama di questo cavaliere eremita, che divenne monaco cistercense, crebbe tanto rapidamente che fu edificata una chiesetta a pianta circolare intorno alla roccia con la spada, appunto l’eremo di Montesiepi dove di era ritirato Galgano a pochi metri dall'abbazia. Molto è stato fatto per studiare la geometria sacra, confrontata non solo all'abbazia di Chartres, ma anche alle antiche strutture egizie. Pare che l'architetto abbia realizzato l'edificio seguendo il rapporto dell'ottava musicale detta Scala Diatonica naturale applicata all'architettura geometrica della chiesa, seguendo gli schemi degli stessi architetti che lavorarono anche per le abbazie di Fossanova e Casamari, particolarmente ricche di simili simbologie numeriche e strutturali.
Anche se non voluta, la corrispondenza con i templi di Akhnathon egizi è forte. Questo faraone dal Dio unico aveva infatti fatto svanire tutti i tetti dei templi perché considerava vera dimora del Dio quella struttura senza copertura, nella quale il Sole poteva entrare e di conseguenza la Divinità.
I monaci cistercensi ( e Galgano era ritenuto tale) avevano sviluppato una straordinaria conoscenza sul potere evocatore delle forme simbolo che venivano costruite utilizzando precisi codici geometrici, tenuti rigorosamente segreti.
Queste conoscenze erano soprattutto usate nell'architettura delle loro Abbazie (gotiche).
Nel caso dell’Abbazia di S. Galgano i maestri costruttori probabilmente conoscevano tutti i rapporti dell'ottava musicale detta Scala diatonica naturale.
Queste forme-base vengono "impastate" tra loro secondo schemi che tendono sempre a evidenziare nuove correlazioni e nuove simmetrie.
In particolare, La Rotonda di Monte Siepi , parte distaccata dell’Abbazia che custodisce la spada nella roccia, è una piccola chiesa dalla pianta circolare. La cupola è costituita da cerchi concentrici e riporta ad un simbolismo pagano, essendo a pianta circolare come gli antichi templi; lo stesso bosco circostante ricorda anche emotivamente e spiritualmente, un'ara celtica/etrusca. La struttura è stata sempre particolarmente legata ai templari ed è per questo che si pensa che sia, anche tutt'oggi, uno degli ipotetici nascondigli del Graal. La chiesa si trova su una collina ed è stato provato che nel pavimento sottostante ci sia una camera vuota a cui mai è stata data l'autorizzazione per gli scavi. Ad oggi, cosa effettivamente quella camera conterrà, rimane un mistero. La cappella del Lorenzetti, al suo interno, riporta diversi affreschi, tra cui quello particolare della "Madonna con tre mani"; infatti la madonna con il bambino al centro della rappresentazione tiene in mano Gesù con due mani ma ha una terza mano che trattiene un bastone, il perché di questo tutt'oggi è un mistero.
Evento particolare ogni 21 giugno
Ogni anno per un giorno all'anno accade un fatto molto interessante. Il 21 giugno di ogni anno, al solstizio d'estate, al sorgere del sole un raggio di luce penetra nell'eremo dalla monofora posta dietro all'altare forma un cerchio luminoso sulla parete che pian piano si sposta fino a toccare la spada e il sepolcro di S. Galgano.
Galgano è e rimarrà un forte personaggio che rivaluta la figura del cavaliere, non più visto come macchina da guerra sanguinaria e violenta, ma come individuo nobile, alla ricerca del graal, ovvero del divino e di Dio, che lotta e spesso uccide per difendere i deboli e sconfiggere il male sulla Terra. Bisogna dire che San Galgano arriva quando le leggende su re Artù si stavano già diffondendo. Anche se bisogna aggiungere che l'episodio specifico della spada estratta dalla roccia entra nella saga arturiana nel 1200, quindi circa 20 anni dopo la morte di San Galgano. Non si sa quanto la figura storica di Galgano abbia influenzato i racconti arturiani. Una delle ipotesi avanzate dagli studiosi è che la spada nella roccia di San Galgano sia stata messa lì proprio sotto l'influenza della leggenda di Re Artù. In questo caso non l'avrebbe messa San Galgano, ma si potrebbe ipotizzare che sia stata piazzata dai monaci cistercensi che avevano preso possesso della Rotonda nel 1218. Questa ipotesi sarebbe suffragata da fatti specifici. Per esempio, nei pressi di Chiusdino, a Malavalle, esiste una chiesa in cui sono conservati i resti di un altro eremita che viveva in quella zona nella stessa epoca di San Galgano: Guglielmo di Malavalle: esistono molte biografie secondo le quali quest'ultimo altri non era che Guglielmo X d'Aquitania, che nel 1137 sparì durante un pellegrinaggio. Certo è che il luogo nasconde ancora dei segreti, tanto che sono iniziate delle indagini metallografiche sul terreno della chiesetta, proprio dove sta infissa la spada nella roccia, che hanno certificato la sua autenticità quale arma del XII secolo. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il convento alla fine nel 1789, dopo che la Rotonda di Montesiepi fu elevata a Pieve, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina.
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