|
![]() |
|
Spesso in questi dieci anni mi sono chiesto che senso avesse scrivere qualcosa su questa pagina. Ecco. E' giunto il momento di smetterla di avere quelle righe senza senso. Chi sono? Vediamo... chi sono... Sono un uomo nato nel 1978. Fatevi voi i conti. Per gli amanti dell'astrologia Sono Acquario ascendente Bilancia e sono nato di mercoledì. L'aria insomma è di dominio. Sono un padre dal 2005, separato dal 2008, purtroppo nuovamente single che vive (ad oggi) da solo nei pressi di Milano. Nel corso del tempo mi hanno chiamato in molti modi. Sapete alcuni nomi ce li portiamo dietro per sempre, anche se non siamo noi che ce li siamo scelti. In un bellissimo film che amo tanto, una voce fuori campo appartenente ad una ragazza adolescente diceva: "Quando ti affibiano un soprannome è finita! Saluti il tuo nome vero che scompare per sempre anche dall'anagrafe". A volte i nomi ce li scegliamo, a volte combattiamo per non averli... a volte semplicemente capita che qualcuno ci chiami in un modo e non sappiamo esattamente come mai, chiediamo spiegazioni, non ci arrivano o ci arrivano in parte. Io a volte credo che non sia solo ciò che facciamo che ci fa reputare in un modo o in un altro con le persone, o forse... forse il nostro comportamento sì, ma i nomi... i nomi che ci danno le persone arrivano da chi vede oltre le apparenze, da chi solleva il velo, da chi sa filtrare i motivi, le spiegazioni, le assurdità che ci portano a comportarci in un modo o in un altro e ci chiama nel modo che sente. E tutto il mondo è assurdità alla fine. E' assurdo il nostro modo di rapportarci all'amore; è assurdo il nostro bisogno di avere qualcuno vicino; è assurdo il nostro bisogno di essere liberi; è assurda la nostra paura di appartenere a qualcuno; è assurda la sensazione di solitudine che ci assale sempre così, quando meno ce lo aspettiamo ed è assurdo anche il modo in cui stringiamo il cuscino e diamo la buonanotte a qualcuno che non c'è. E' nell'assurdità che noi prendiamo forza però. Il nome che cos'è? E' come il volto. E' una cosa che cambia. Io non sono più ciò che ero prima. Panta cazzo Rei. E io non sono ciò che c'è sulla mia cassetta della posta; non sono ciò che non c'è sul mio citofono; non sono ciò che c'è scritto sul mio badge al lavoro o quello che c'è sui miei documenti. Io sono qualcosa di diverso dal come mi chiamano. E' come dire che i Beatles o i Pink Floyd erano solo l'abilità di quattro musicisti. No. Erano il connubio di combinazione, periodo storico, persone, genio, ispirazione divina, abilità musicale e anche di intreccio karmico. Lì in quel momento con quelle idee apposta per creare la magia. Dire che io sono ciò che c'è scritto dietro un nome o dietro ad un volto del cazzo è come dire che sono i ventitré cromosomi di mia madre e i ventitré di mio padre e non un individuo con una storia da raccontare dietro le pieghe del volto e la lucidità degli occhi. Ultimamente un'amica che tutto è fuorché una ragazzina, dopo aver letto quel pozzo con tanto di luna che è il mio ultimo romanzo mi ha definito: "Cuore-mai-stanco", esattamente scritto così, con i trattini. Alla mia richiesta di spiegazione mi ha mandato solo un'immagine che ho deciso di mettere al posto di quella che c'era prima e che mi ritraeva in un modo che ormai non sono più. Quanto meno finché non avrò una foto mia abbastanza recente da mettere. So che sembra una stupidaggine ma la mia vita ultimamente ha subito un grosso scossone e molto di ciò che ero prima non lo sento più mio. Sono ancora io: Vento Notturno, il padre, la puttana, la strega, il rocker, l'innamorato, l'egocentrico bastardo; sono l'oscurità del pozzo nero e la luna catturata al suo interno che galleggia sull'acqua increspata; sono le pietre che lo compongono e le urla di chi ci è caduto dentro e che sa che presto morirà. Sono il rumore delle unghie sulla roccia e il muschio sulle pareti che ti rende la presa scivolosa; sono il gocciolio dell'acqua e la sensazione di asfissia. Sono il buio del cielo senza stelle tagliato a circolo alla cima e sono il gelo che ti infradicia i vestiti e ti consuma le forze. Avete letto di me negli editoriali e alcuni di voi credono ancora di poter avere la pretesa assurda di conoscermi per quelle parole. Avete sentito di me parlando con persone che hanno conosciuto persone che hanno condiviso discorsi con persone che hanno parlato con altre persone che dicono di essere state a letto con me e di conoscere i miei segreti più reconditi. Ci sono persone che mi hanno incontrato dal vivo. Molte a dire il vero. Non ho vergogna a mostrare il mio volto in pubblico e a dire chi sono. Poche però sono quelle che possono affermare di conoscermi e di farlo sapendo di dire l'assoluta verità. Non cercate di penetrare un mistero che non comprendete. Nessuno conosce mai nessuno veramente e questo non riguarda solo me, ma tutti voi. Sono Vento Notturno, il fondatore del Reef, e qui, su questo... come chiamarlo?... questo parto continuo che è, io ho spesso voluto essere una persona. Ma non posso. Non qui. Mi è proibito esserlo. Ecco forse perché Antony ha ragione quando canta "Frankestein". Ora non sapete un cazzo lo stesso di me, come non lo sapevate prima. Ma almeno questa è la cruda verità, che vale più di mille bugie. Scrivetemi: Vento Notturno |