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| Pantheon delle divinità adorate dalla popolazione egizia. |
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Amon è la suprema divinità egizia. Assimilato a Ra, dio del Sole che sorge, veniva rappresentato sotto forma umana con tue alte penne sul suo capo ed era il dio creatore. Era anche il Dio delle oche e degli arieti a corna ricurve. E' lo sposo di Mut ed il padre di Konshu. Atum Il principale Dio egizio, creatore del mondo e padre di tutti gli Dei. Ebbe origine dal "Nun", il brodo primordiale in cui già esisteva come spirito, ma divenne realtà solo quando Ptah ne pronunciò il nome Anubi, Dio dal corpo umano e testa di sciacallo, era il patrono dell'imbalsamazione e il signore delle necropoli. Presiedeva al tribunale dell'oltretomba, utilizzando la bilancia, e secondo il mito fu il mummificatore di Osiride, dopo che ebbe aiutato Isis a ritrovarne i resti. Accompagnava per mano lo spirito dei defunti nel Duat. Anuket Era raffigurata con uno strano copricapo di piume di struzzo, forse tipico della Nubia. Apis era il nome di una razza di tori che nascevano a Menfi, distinguibile grazie ad alcune macchie sul dorso e sulla lingua. Tori così non nascevano spesso, e quando uno di essi veniva alla luce era considerato una divinità. Aton fu una delle maggiori divinità egizie. Rappresentato come un disco solare con tantissime braccia e mani, egli fu dichiarato unica divinità dal faraone Akhenaten, ma con la nascita di Tuthankamon la religione tornò politeista. Aton dava luce e calore agli uomini. Bastet era la Dea della gioia e del calore del Sole. Rappresentata come una donna dalla testa di gatto o come un felino, essa era anche la protettrice del faraone. E' di origini molto antiche e, talvolta, assimilata alla feroce Sekhmet, la Dea leonessa. All'inizio era una gatta selvatica, il gatto del deserto che tuttora esiste, e portava un anello all'orecchio. Con la XXII Dinastia libica, perse le sue caratteristiche di ferocia, diventando la Dea della gioia e a lei venne addirittura dedicata la nuova capitale dell'Egitto, Bubasti. Bes era una divinità minore, rappresentata come un nano con la lingua fuori dalla bocca. Era considerato più che altro una divinità domestica. Dio nano e deforme è l'unico ad essere rappresentato sempre frontalmente. Protegge la casa dagli spiriti maligni e, assieme ad Hathor, è il Dio della musica e dei musicisti. Per le sue doti protettive, veniva spesso raffigurato sulle suppellettili all'interno delle abitazioni e nei "mammisi", dato che veniva venerato anche come tutore delle gestanti e della quiete familiare. Geb rappresentava la terra. Era fratello e sposo di Nut, ed era sempre rappresentato con lei sotto forma di uomo, talvolta con disegni di foglie o con un'oca, ideogramma del suo nome, sulla testa. Dall'unione tra Geb e Nut, nascono quattro figli: Osiris, Isis, Set e Nefti che si sposano tra loro, formando le coppie Osiris-Isis e Set-Nefti. Hapi, Dio che personifica il Nilo, che, per gli Egizi, aveva proprio questo nome ed aveva origine tra File ed Elefantina. Nilo è la corruzione greca del fonema egizio "nwy" che significa acqua. Hapi è raffigurato in colore azzurro o verde, con lunghe mammelle, simbolo del dare nutrimento, mentre versa dell'acqua. Però, in effetti, per gli Egizi, gli Dei Hapi erano due: uno per l'alto Egitto, chiamato Hap-Meht e con un copricapo di piante di papiro, ed uno per il Basso Egitto (come quello qui raffigurato) chiamato Hap-Reset che, invece, portava sul capo dei fiori di loto. Vengono spesso raffigurati insieme mentre, con delle corde, intrecciano il simbolo dell'unione delle due terre: il "sematawi". Hathor, la dea dalla testa di vacca, era considerata la nutrice del faraone. Rappresentava inoltre la volta celeste. Si dice che, in questa forma sia una delle più antiche e che il suo culto provenga dal Sud. Poi, il mito riporta che quando Isis intercesse con Horus per salvare la vita di Set, ormai sconfitto, questi, in un impeto d'ira, tagliò la testa alla madre. Ma Ptah, che era presente, la sostituì prontamente e provvisoriamente con una di vacca. Da allora, Isis viene anche adorata come Hathor, portando sul capo due corna che circondano il disco solare. Haroeris E' un'altra personificazione di Horus nella sua prima forma. Era il Dio della luce. I suoi occhi rappresentavano uno il Sole, l'altro la Luna. Assieme ad Hathor ed a Sobek, costituisce la Triade di Kom Ombo. Harpokrate In egizio Heru-pa-Khered, rappresenta Horus bambino. Viene raffigurato sia in braccio alla madre Isis che lo allatta, sia come fanciullo con un dito sulla bocca che, in questo caso, non significa silenzio, ma è una derivazione del geroglifico "bambino". In alcune steli esposte nei Templi, cavalca un coccodrillo e tiene in mano dei serpenti. L'acqua versata sopra le steli acquisiva poteri protettivi e taumaturgici. Horus, figlio di Osiride, era rappresentato come un uomo dalla testa di falco, oppure come un rapace. Era una delle divinità principali, e presiedeva all'osservanza di riti e leggi. Secondo gli antichi egizi, il faraone era l'incarnazione terrena di Horus. Il Dio fu di grande rilievo nel mito di Osiride, in quanto fu lui a sconfiggere Set, Dio del male. Vendicatore del padre, risparmiò lo zio solo per intercessione di Isis. Quindi, è il simbolo della potenza vincitrice e perciò anche associato alle titolazioni faraoniche. Adorato in tutto l'Egitto, sia come bambino sia come adulto, assume vari nomi particolari a seconda delle varie località. Come Ra-Harakhte viene addirittura identificato con Ra. Ebbe quattro figli che danno il loro nome ai vasi canopi: Amset, Hapi, Duamutef e Qebehsenuf. Isis, madre di Horus e sposa di Osiride, fu colei che nel mito ricompose il corpo del marito (al quale però mancava il fallo, sostituito con un elemento in legno), che era stato fatto a pazzi dal fratello Set. La dea rappresentava la compagna - sposa modello, ed era patrona del benessere, delle nascite, dei naviganti e dello stato. Oltre che protettrice dell'unione familiare, è anche la Dea della magia. Porta sul capo il simbolo di una scala. Khons Figlio di Ammon-Ra e di Mut, il suo nome significa "viaggiatore", probabilmente come riferimento al corso della Luna della quale costituisce la divinità. Una falce di Luna è infatti raffigurata, assieme al disco solare, sopra il suo capo. Khnum era il Dio dalla testa di caprone dalle lunghe corna. Adorato soprattutto ad Elefantina nell'Alto Egitto, egli era il guardiano delle sorgenti del Nilo e presiedeva alle inondazioni, ma, soprattutto era il "vasaio" che aveva modellato sul suo tornio il genere umano e dato loro la vita. Forma una Triade con la sua sposa Satet. Maat simboleggiava l'ordine cosmico, la giustizia e la verità. Rappresentata come una donna con una lunga piuma sulla testa, essa stabiliva il codice del giusto comportamento umano e prendeva parte al tribunale di Osiride mettendo la sua piuma sulla bilancia. Mut, la donna avvoltoio. Il suo nome significa "madre", delle quali è quindi la protettrice. Assume particolare importanza nel Nuovo Regno, come controparte femminile di Ammon-Ra di Uaset (Tebe). Assieme a lui ed a Khons, forma la Triade di Tebe. Viene anche adorata come raddrizzatrice dei torti.. Nefti, figlia di Amon - Ra come Osiride, Iside e Set, era uno dei due nibbi (l'altro era la sorella), uccelli che gridavano lamenti funebri. Era anche la protettrice dei morti. Divenne sposa di Set, ma lo abbandonò dopo il fratricidio. Protettrice del focolare domestico, portava sul capo il disegno di un fornello. Ebbe un figlio, Anubis, che però forse non era stato generato da Set, bensì da Osiris... Neith Adorata nel Basso Egitto, la corona rossa sembra si debba proprio a lei, ed in particolare a Sais, è una Dea guerriera e viene raffigurata con arco e frecce. In seguito, verrà accomunata a Satet, sposa di Khnum (vedi sopra) e porterà ambedue le corone. Anch'essa è una divinità molto antica. I Greci la assimileranno ad Atena ed i Romani a Diana. Nekhbet, dea rappresentata come un avvoltoio o una donna - avvoltoio, era la protettrice del regno e tutte le regine venivano considerate la sua incarnazione terrena. Nut, sposa e sorella del Dio - terra Geb, era la dea del cielo e dei corpi celesti, e veniva rappresentata in una posizione ad arco sopra al marito, sostenuta dal padre Shu. Era la madre di tutte le stelle, e secondo il mito le partoriva tutte le sere per divorarle la mattina. Osiris, considerato il primo faraone, era il Dio della vegetazione e dell'agricoltura. Figlio prediletto di Geb, a lui venne affidato il regno della terra. Assassinato dall'invidioso fratello Set che ne sparse le membra nel Nilo, venne ricomposto nel corpo dalla sposa-sorella Isis. Da allora è il signore dell'Oltretomba e viene perciò raffigurato con i simboli del potere faraonico (pastorale e flagello) avvolto nel sudario e con un colore verdastro. Ptah E' il Dio della conoscenza e del sapere. Dal nome Het-Ka-Ptah (il tempio dell'anima di Ptah), che da Memphis si estese a tutta la valle del Nilo, deriva l'attuale nome dell'Egitto, in origine solo Khemet, la terra nera. Viene raffigurato avvolto in un sudario aderente, con la testa rasata e due avambraccia che spuntano dallo stomaco a reggere un particolare bastone. Probabilmente, dato che fu lui a pronunciare il nome di Atun rendendolo reale, si tratta della personificazione di un concetto astratto, fuori dal tempo. Ra, Dio del Sole che sorge, era una delle divinità principali. Veniva considerato il creatore dell'Universo, ed era protettore dello stato e della giustizia. Il Sole era la sua Barca, e con essa lui tutti i giorni attraversava il cielo. La rappresentazione classica lo vede come un occhio molto decorato, mentre, quando fu associato ad Horus, divenne molto simile a quest'ultimo. quindi raffigurato con la forma di un falco. Da qui, ATUM-RA o, più semplicemente, solo RA. Per autogenerazione, Atum-Ra diede vita a due figli: Tefnut e Shu. Satet porta la corona dell'Alto Egitto con due corna di gazzella, animale da lei protetto. Era venerata come custode, con il suo arco, dei confini meridionali del Paese, e con la figlia (o altra moglie)... Sekhmet è un appellativo che significa "la possente". Infatti questa dea, dal corpo di donna e testa di leonessa, era la terribile nemica di chi minacciava il sovrano. Raffigurata, come Tefnut, in forma di leonessa, è nota dai fin tempi più antichi come Sekhmet-Hethert. E' la "femmina potente", la "signora rossa" che rappresenta la forza inarrestabile della vendetta divina contro i nemici ed il potere della distruzione nei casi in cui la violenza si rende necessaria. Come distruttrice veniva anche invocata contro i dèmoni portatori di malattie e di pestilenze e proteggeva medici e chirurghi. Selket fu una dea poco venerata. Era rappresentata sui sarcofagi come uno scorpione dalla testa di donna, oppure come una donna con in testa uno scorpione. Set, Dio del deserto, delle terre di confine e degli stranieri, era considerato la personificazione del male. Rappresentato come un animale non identificato simile al cinghiale oppure come un uomo con la testa di animale, nel mito egli è il fratello di Osiride ed anche il suo peggiore nemico, che viene poi sconfitto dal nipote Horus. Sfinge è il nome di un animale fantastico, dal corpo leonino e la testa umana o bovina. Considerata la rappresentazione idealizzata del sovrano, la sfinge assumeva una funzione di vigilanza e protezione quando era costruita di dimensioni enormi, come quella di Giza, o quando era disposta lungo i viali, come quelle di Luxor. Shu, rappresentato con le sembianze di un uomo, simboleggiava il vuoto e l'aria che stavano tra il cielo e la terra. Porta sul capo una piuma di struzzo, che costituisce anche il geroglifico del suo nome. Con Tefnut, sposa-sorella, generò il cielo e la terra, e non a caso, nei dipinti lo troviamo mentre solleva Nut, dea del cielo, con ai suoi piedi Geb, marito di Nut e dio della terra. Sobek veniva dipinto come un uomo dalla testa di coccodrillo, oppure come un coccodrillo. Egli era il dio dell'acqua e della fertilità dei campi. Il Dio coccodrillo era adorato a Kom Ombo, dove sono stati trovati moltissimi coccodrilli mummificati. Il suo nome significa "che veglia su di te". Quindi, protettore contro le avversità ed i torti ed anche con capacità di guaritore. Il Tempio di Kom Ombo, infatti, era diviso in due sezioni: una dedicata al culto e l'altra alla cura dei malati. I Greci lo chiamarono Suchos. Tauret era una dea domestica, cioè adorata in casa e non nei templi. Essa era rappresentata come una femmina gravida di ippopotamo con abbondanti mammelle pendenti e con una pelle di coccodrillo sulla schiena, appoggia la mano sul "Sa", simbolo del salvagente di giunco usato sul Nilo. Assisteva tutte le donne, dalla regina alla contadina, durante la nascita dei loro figli e durante l'allattamento. Tefnut Rappresentata con la testa di leonessa, impersonifica la sostanza umida. Una tradizione riporta che, avendo litigato col padre, fuggì in Nubia e ritornò solo grazie all'intercessione di Thot. Toth Era il dio della scrittura e del calcolo, e come tale patrono degli scribi e dei geometri. Nel tribunale dell'aldilà egli aveva il compito di annotare tutto - il nome del faraone, il peso del cuore, gli esiti dell'esecuzione - e, attraverso i geroglifici, aveva anche il controllo della magia e dei maghi. In egizio Djehuty, ottenne dalla Luna cinque giorni in più per completare l'anno in 365 giorni. Viene raffigurato con la testa di Ibis, poiché questo uccello compie salti di esattamente 4 palmi e Thot è anche il dio della misura. Talvolta, era rappresentato anche con la testa di babbuino, animale che spesso tiene appoggiata la fronte al pugno, comunicando un'immagine di saggezza. Spesso anche il dio locale era considerato troppo distante o troppo potente per essere consultato su problemi personali. In questi casi gli egizi ricorrevano all’aiuto degli dei della casa o semidei, che non venivano adorati ma erano considerati come santi protettori; le loro immagini infatti, in forma di amuleti o dipinti sulle pareti, assicuravano un certo tipo di sicurezza o assistenza. Dal momento che nella casa vivevano essenzialmente le donne, gli dei della casa si occupavano di malattie e soprattutto di gravidanze. Tueret, "grande signora", rappresentata come una femmina di ippopotamo incinta, proteggeva le donne incinte e le assisteva durante il parto. Le sette Hathor, come le parche dei greci, intessevano intorno al bambino una protezione destinata a durare tutta la vita. Meshkent, o attrezzo della nascita, era la prima cosa che il neonato vedeva ed era quindi venerato perché stabiliva il destino del piccolo e veniva conservato nella casa. Hekat, una piccola rana, era un’immagine protettiva usata contro gli aborti e, inversamente, come aiuto nella contraccezione. Note e revisioni a cura di Zia Rosa Informazioni raccolte e accertate dal sito: egittologia.net |
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