L'Acqua delle Fate

Ringrazio Cordelo Di Quart, Amber e Potnia dei Serpenti per la consulenza accordatami e il prezioso aiuto a scrivere questo articolo.

Tradizione e Storia
Come molte tradizioni di origine celtica, anche l'Acqua delle Fate è stata inglobata e assorbita talmente tanto nella cristianità da essere pressoché dimenticata la primaria connotazione pagana, al punto che ho faticato a trovare gli strasichi del suo passaggio tra le antiche tradizioni italiane. Suppongo che il titolo molto fantasioso di "Acqua delle Fate" non fosse in realtà il suo nome principale, ma che gli sia stato affibiato solo in tempi recentissimi seguendo la tradizionale credenza che il solstizio d'estate sia il giorno in cui le fate si rivelano e si accoppiano con gli uomini.
La pratica, come tale, è riconosciuta in molte regioni italiane e si tiene durante il solstizio d'estate, nota anche come Notte di S. Giovanni. Da qui partiremo anche con le nostre ricerche. Primo passo quindi è un principio etimologico. La parola stessa solstizio deriva dal latino solstitium che è l'unione di due parole, una è chiaramente "sol", che sta per "sole" e l'altra è sistere che significa fermarsi, stare fermo o anche come aggettivo: immobile. La parola deriva dal fatto che durante i solstizi, il Sole, nell'emisfero boreale del nostro pianeta sorge sempre nello stesso punto per due giorni. In realtà il Sole inverte la propria inclinazione raggiungendo la mimina distanza dal piano equatoriale della Terra, di conseguenza in quel periodo esatto si verifica l'evento del giorno più lungo dell'anno e notte più breve. In realtà, il solstizio cadrebbe il 21 di giugno, ma sulla terra notiamo il cambiamento solo tre o quattro giorni dopo. Questo fenomeno, ovviamente invertito, si svolge anche a Yule, ossia quando nell'antica Roma si festeggiava il dies natalis sol invictis, ossia la nascita del sole invincibile.
Proprio in questo periodo la cristianità ha fissato la nascita di Giovanni Battista, in contrapposizione esatta alla nascita di Gesù, che invece secondo un censimento romano relativo alla pasqua ebraica, sarebbe nato tra il 15 e il 22 di nissan, mese del calendario ebraico che cade circa tra marzo e aprile.
L'Acqua delle Fate ha così preso nome di "Acqua di S. Giovanni", proprio perché si fa durante la notte del solstizio, quindi tra il 21 e il 22 di giugno.
L'antica tradizione riguarda la rugiada del primo mattino. La raccolta avveniva in maniera complessa. Andava legata ad una corda un panno bianco asciutto e in prima mattina la si tendeva tra due persone facendo scivolare il panno sull'erba alta e bagnata. Il panno si bagnava e zuppava di rugiada, la quale veniva poi raccolta e tenuta da parte per decine di occasioni. Secondo alcune tradizioni non bisognava parlare durante questo rito, in quanto la voce avrebbe alterato la sacralità dell'acqua stessa. Questo tipo di raccolta veniva fatta ad ogni plenilunio, in quanto la carica della rugiada era al pieno. Il termine di "Acqua delle Fate" ha quindi un secondo principio: la rugiada, che è secondo la tradizione è l'unica cosa con cui le fate possono dissetarsi.
La tradizione vuole che l'acqua raccolta venisse messa in un bacile e al suo interno venissero gettati dei fiori fresci ed erbe aromatiche di ogni tipo: iperico (erba di S. Giovanni), caprifoglio, lavanda, rosa, arancio, ginestra, finocchio selvatico, ruta, menta, limone, iris, rosmarino, timo, salvia, basilico, maggiorana, noce, alloro, scotano, tiglio, magnolia e lillà. I fiori e le erbe ammollo rilasciavano il loro principio odoroso all'interno dell'acqua che, lasciata a caricare per tutta la notte di S. Giovanni, veniva ritenuta una panacea per ogni tipo di malanno. Al mattino presto infatti, con quest'acqua sacra venivano svolte delle abluzioni sul corpo per prevenire malattie e malesseri, e si credeva inoltre che tenesse la pelle giovane ed elastica. Un detto marchigiano, della provincia di Ancona recita: "La guazza di Santo Gioanno fa guarì da ogni malanno". La guazza è ovviamente la rugiada.
Non sono riuscito a trovare fonti certe sulla tradizione dell'Acqua delle Fate, ma alcune persone coinvolte e interrogate a proposito mi hanno dato una possibile via di interpretazione plausibile. Litha, essendo una festa di fuoco, preannunciava anche possibili siccità, e la benedizione dell'acqua e la relativa aspersione poteva essere un invito a combattere la sua mancanza mediante riti nei pressi dei fiumi, dei pozzi e degli stagni. Una pratica analoga si tiene in Cina. Le ceneri degli incensi bruciati in onore degli antenati e delle divinità per riti di guarigione venivano raccolte e gettate nell'acqua per farne poi abluzioni a scopo terapeutico.
Nelle tradizioni pagane, soprattutte del nord Europa, c'era la peculiare tradizione di non "raccogliere" la rugiada, ma di usarla sul posto. Le donne in cerca gravidanza si rotolavano nell'erba fresca del mattino per invocare la benedizione di molti figli.
Ma la via più facile per spiegare l'Acqua delle Fate è ancora più antica. Quando i culti erano giovani e ancora sfacciatamente agresti, alcune erbe si erano rivelate essere officinalis e quindi effettivamente lenitrici o terapeutiche. E con esse la loro preparazione che tuttora viene impiegata in tutte le tisane, i decotti e gli infusi. Lasciare quindi a bagno le erbe nell'acqua per usufruirla in seguito era un modo antico per proteggersi dal male, per guarirsi e per fare trattamenti di bellezza. La peculiarità del momento in cui questo rito viene svolto è da associare al chiaro e palese momento ideale in cui le erbe e le piante sono in fiore e nel massimo delle loro potenzialità germinative, e quando è possibile quindi cogliere più parti fondamentali delle stesse per gli usi vari. Quando questo uso quindi si faceva in piena luce era ben accetto come metodo magico di prevenzione, benedizione e protezione... quando invece si rischiava di essere tacciati di eresia e stregoneria, è stato scovato un modo per ricondurla alla pratica cristiana, modificandole il nome in Acqua di S. Giovanni, dalla vigilia in cui si svolgeva e cambiando il target del motivo per cui la si faceva, rendendola così una via cattolica di benedizione e di protezione dal maligno.
La curiosità dell'Acqua delle Fate, legata soprattutto alla cristinità ci arriva da alcuni punti fondamentali e peculiari. S. Giovanni Battista era noto perché, secondo i Vangeli Sinottici, aveva battezzato lo stesso Gesù Cristo, e lo aveva fatto immergendolo nel fiume Giordano, e iniziando letteralmente l'uomo che sarebbe diventato il precursore di una delle religioni più importanti della storia dell'umanità. Questa visione creerebbe quindi un'importante analogia con il culto cattolico istituito dalla Chiesa Romana di Costantino. Rimarrebbero attive due persone la cui data di nascita è stata allineata con le due festività solstiziali pagane: Litha e Yule e chiaramente... alla lotta tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia. Nella mitologia nordica queste due figure sono di estrema importanza perché il loro "sorgere e calare" era inframezzato da una mitologica lotta che vedeva ogni volta uno sconfitto relegato nel regno di Arianrhood.
Nel Vangelo Secondo Giovanni, al Capitolo 3, troviamo a questo punto questa analogia.

[22]Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. [23]Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. [24]Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.
[25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. [26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui». [27]Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. [28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. [29]Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. [30]Egli deve crescere e io invece diminuire.
[31]Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. [32]Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; [33]chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. [34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. [35]Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. [36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».
Sacra Bibbia CEI Vangelo di Giovanni: Ministero di Gesù in Giudea Ultima testimonianza di Giovanni (3,22)


In questa parte, vediamo come Giovanni precede Gesù e si annuncia infine come colui che precede al messia: "Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui", e che c'è una completezza nel suo compito: "Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire." Ecco che qui Giovanni diventa il sole discendente perché Gesù è quello ascendente. E non a caso S. Giovanni si festeggia proprio quando il sole, nel solstizio d'estate, comincia la sua discesa, con l'accorciarsi delle giornate fino a quando, nel "dies natalis sol invictus", al solstizio di inverno, rinascerà nuovamente nella crescita... ossia quando si festeggia la nascita di Gesù. A maggior ragione... S. Giovanni è l'unico santo della cristianità di cui si ricorrono i natali e non la morte.

Il Materiale
Le Erbe
Abbiamo quindi visto che l'acqua delle fate, o acqua di S. Giovanni prevede alcune cose:
La notte di S. Giovanni, ossia il 24 giugno, si devono raccogliere le erbe aromatiche nel bosco. Tra queste avremo alcune erbe che fioriscono in questo periodo dell'anno, quindi come abbiamo visto poco sopra: iperico (erba di S. Giovanni) (fig 1), caprifoglio (fig 2), lavanda (fig 3), rosa, arancio (fig 5), ginestra (fig 6), finocchio selvatico, ruta (fig 4), menta, limone, iris (fig 7), rosmarino, timo, salvia, basilico, maggiorana, noce (fig 11), alloro, scotano (fig 8), tiglio (fig 12), magnolia (fig 9) e lillà (fig 10). Di seguito tra le immagini ho messo solo le meno usate in cucina. Dubito che qualcuno di voi non riconosca, maggiorana, rosmarino, salvia, basilico alloro e timo.


Fig 1 - iperico

Fig 2 - caprifoglio

Fig 3 - lavanda

Fig 4 - ruta

Fig 5 - arancio

Fig 6 - ginestra

Fig 7 - iris

Fig 8 - scotano

Fig 9 - magnolia

Fig 10 - lilla

Fig 11 - noce

Fig 12 - tiglio
L'Acqua o la Rugiada
Per recuperare la prima, per nostra fortuna, non vi sarà troppo difficile, ma per recuperare la seconda, che è tutt'altra cosa, allora le cose cambiano. Sopra vi ho esposto un metodo, ma ce ne sono altri. Uno di questi è quello di usufruire di metodi meno "naturali" ma più efficaci, sfruttando la tecnologia. Lasciando all'aperto un telone di plastica la rugiada che vi di deposita sopra può essere convogliata in uno pseudo canale di scolo verso un recipiente che la raccolga. Un metodo può essere quello di posizionarlo appeso sui quattro lati con il centro che scenda a cono verso un foro che finisce dentro un recipiente. Le gogge di rugiada, depositandosi sulla plastica liscia, scivoleranno giù verso il buco e il recipiente. Non aspettatevi litri d'acqua pulita, ma qualcosa ci sarà di sicuro.
L'altro metodo è quello usato in antichità, ossia depositare un lenzuolo alla sera e ritirarlo al mattino per strizzarlo e ricavare così la rugiada, o trascinarlo legato a due corde sull'erba fresca e alta del mattino e impregnandolo in questo modo per poi ricavarne l'acqua. Alcuni consigliano di usare del cotone idrofilo, ma se abbiamo intenzione di ottenere abbastanza acqua per fare delle abluzioni direi che i millilitri non ci interessano.
Se fosse possibile, ovviamente... evitate di prendere l'acqua del rubinetto. Per quanto si sforzino di farci passare quell'acqua come ottima, ricordatevi che prima di arrivare a voi è passata attraverso tubazioni, acquedotti, è stata ripulita, addizionata di cloro, quindi ha perso buona parte della sua memoria e della sua carica energetica primeva. L'acqua di fonte o di un pozzo o di un fiume sono le cose migliori. Ovvio che in assenza d'altro ci si deve in qualche modo arrangiare, soprattutto nel 2009.

La bacinella
Poche parole da spendere sul contenitore... che sia abbastanza grande. Sarebbe meraviglioso averlo di legno, ma... è un sogno. Le bacinelle di ora sono di orrenda e sterile plastica. L'importante è che sia abbastanza grande da permettervi di infilare le braccia ed entrambe le mani, quindi andrebbe bene un qualsiasi bacile per i panni o un calderone, che è praticamente "nato" per la divinazione e l'arte magica con l'acqua.
La preparazione e il Rito
A questo punto l'unica cosa da fare è mettere i vostri fiori dentro il catino e versarci sopra l'acqua. Non c'è un preciso ordine o una recitazione particolare da fare mentre si gettano i fiori nel contenitore, ma niente vi impedisce di instillare un'intenzione in quello che fate e creare una variazione dell'antico rito. L'acqua deve essere fredda, non bollita o scaldata e quindi alterata ulteriormente. Dopo aver versato l'acqua date una bella mescolata e lasciate a riposo. La bacinella deve rimanere fuori tutta la notte della vigilia del solstizio. Ovvio che se dovesse piovere tenetela al riparo per non trovarvela in eccesso al mattino.
Quando vi sarete alzati (magari non troppo tardi) lavatevi con l'acqua contenuta nel catino; fate abluzioni sul viso, le braccia, il collo e le mani. Gli influssi delle erbe e della posizione astrologica di quel particolare periodo dell'anno l'avranno caricata positivamente e secondo la tradizione è un'acqua unica nel suo genere per prevenire malanni, reumatismi e per mantenere la pelle fresca. La maggior parte delle persone che seguono questra tradizione sostengono di non soffrire di alcun malanno durante l'anno.
Al termine delle abluzioni l'acqua va restituita alla terra. Non va tenuta dopo l'uso e ogni anno va rifatta da capo.
Un'altra cosa che è possibile fare con l'acqua e che ripercorre la notte di S. Giovanni è la divinazione con l'acqua e l'uovo. Con la stessa acqua raccolta la mattina precedente o con lo stesso procedimento, senza l'aggiunta di erbe, bisogna aprire un uovo crudo di gallina nell'acqua e versare il solo albume al suo interno, lasciandolo poi contenitore tutta la notte all'aperto. Al mattino l'uovo avrà creato delle forme riconoscibili rimanendo sospeso nel liquido e quelle forme vanno interpretate.
In antichità, nel nostro paese le giovani donne in cerca di marito vi leggevano auspici su un possibile matrimonio, o anche il mestiere che il loro futuro sposo avrebbe svolto. Altri leggevano gli auspici del destino. Fu proprio svolgendo questo tipo di rito divinatorio che scoppiò il caso più famoso di isteria stregonesca e che vide coinvolte le tre famigerate streghe-bambine di Salem: Abigail, Betty e Sarah. Vediamo quindi come questo tipo di divinazione è antichissimo e tuttora sfruttato.

Bibliografia:
Frances Hill: "Le streghe bambine di Salem"
Alfredo Cattabiani: "Lunario - Dodici mesi di miti, feste, leggende e tradizioni popolari d'Italia"
La Sacra Bibbia