Come fare le candele - consigli pratici

  • Il materiale
    La cera
    Per fare le candele è consigliabile, se ne siete in possesso, di cera d'api. La purezza e la naturalezza di questo elemento è qualcosa già di per sé armonioso. Il suo stesso odore è quello del miele, e ne diffonde l'aroma anche solo bruciandolo. La cera d'api (fig 4), viene venduta in fogli, ed è possibile arrotolarli intorno allo stoppino tagliato della lunghezza del lato corto. Per fare le candele in maniera diversa è necessario però reperirne dei sostituti, come la paraffina o la stearina. Questi due materiali sono abbastanza facilmente reperibili nei colorifici o nei negozi di bricolage. Non sognatevi di andare a spendere un sacco di soldi per cose come “farina di candele”, “candele sbriciolate”. La cera come paraffina/stearina non dovrebbe costare di più di 6 o 7 euro/kg. (fig 1)


  • Fig 1 - stearina

    Fig 2 - stoppini cerati

    Fig 3 - stoppini intrecciati

    Fig 4 - fogli di cera d'api
    Lo stoppino
    Particolare attenzione va posta allo stoppino, in quanto ce ne sono di due o tre tipi. Gli stoppini intrecciati a corda (fig 3) devono essere di quelli imbevuti nella soluzione di acido borico al 3%, altrimenti assorbiranno la cera fusa e coleranno (ve lo dico per esperienza) e non bruceranno di fiamma viva, perciò non usate materiale di reciclo. Il fuoco brucia, certo, ma perché un materiale prenda fuoco e non si carbonizzi, è necessario spesso che sia presente un combustibile di qualche tipo. Alcuni fondendo candele integre recuperano lo stoppino. Rimane un po' rigido e sporco di cera, quindi poco utilizzabile... ma è una cosa che si può fare.
    In alternativa ci sono gli stoppini cerati, con il piedino circolare in alluminio. Li vendono in sacchettini da dieci. (fig 2). Sono corti e utili per candele "incassate", tipo quelle dentro i vasetti di terracotta (ad esempio le candele alla citronella) o per le candele a gel.

    Lo stampo
    Gli stampi per candele sono forse la cosa più variabile. Si possono utilizzare materiali di reciclo, stando bene attenti a che tipo di materiale si tratta. La cera fonde a 56° centigradi e non dovrebbe superare i 75° in fusione, perché oltre gli 80° la candela colata avrà delle imperfezioni nella cera e oltre ancora prenderà fuoco. Per questo motivo, bisogna accertarsi che gli stampi siano composti di materiale che è pronto ad affrontare la sollecitazione dovuta ad una temperatura così elevata. Utilizzare i vasetti dello yogurt in plastica è una cosa comune, ma ricordatevi che non sono fatti per contenere materiale bollente, quindi potranno cedere sostanze che, bruciate, possono risultare tossiche.
    Il consiglio che vi do è di usare gli stampi che ci sono in commercio (fig 5). In primis sono riutilizzabili (al contrario dei vasetti dello yogurt), e in secondo luogo sono fatti apposta in plastica, vetro o caucciù, a seconda della forma (rigida o altro) che hanno e sono pronti a sopportare senza problemi le temperature della cera, senza deformarsi o avere altri comportamenti anomali e scomodi.
    Non sognatevi di usare cartone o altri materiali porosi. La cera liquida li inzupperà. Non usate vasetti di vetro se non volete fare il tipo di candele "incassate", ossia con lo stoppino cerato.

    La camera di fusione
    Per camera di fusione intendo il luogo dove scioglierete la cera. Le candele vanno fuse a bagnomaria. Se non le fate con metodi professionali (immagino che non sareste qui se fosse così) dovrete utilizzare dei pentolini. Vi consiglio di usarli SOLO per quello. La paraffina non è commestibile. Io utilizzo i pentolini alti, per il latte, detti bricchi (fig 6), fatti in metallo e di misure diverse, posizionati uno dentro l'altro. Uno conterrà la cera (quello più piccolo), l'altro l'acqua. Non esagerate con l'acqua! Se fosse troppa finirà con andare a riversarsi dove c'è la cera, e dato che grasso e acqua non si attraggono ed essendo più pesante della cera, colando vi lascerà buchi molto antiestetici nella candela.


    Fig 5 - stampo

    Fig 6 - bricchi
  • La Preparazione e la Fusione
    A questo punto possiamo cominciare con la preparazione. Considererò solo l'opportunità di utilizzare materiale non recuperato.
    Lo stampo deve essere preparato in anticipo. Sotto lo stampo ci sarà un buco dove inserire lo stoppino. Portatelo a misura, legatelo sul fondo e trafiggetelo in cima con lo spillone di metallo e poi tagliatelo, lasciandolo un pelo abbondante (come in fig 5). Io lo fermo anche con un morsetto di metallo, per essere sicuro che non si sfilacci e che cada dentro la cera bollente.
    Potete anche cospargere l'interno dello stampo con dell'olio o del silicone spray, per facilitare poi la fuoriuscita della candela, ma io non lo faccio mai. Sta a voi, comunque.
    A questo punto potete fondere la cera. Quando sarà completamente sciolta (per i colori ne parleremo dopo) colatela nello stampo, senza arrivare al limite. Tenetene sempre un 5% e lasciatela lì, vi servirà dopo.
    Dovrete attendere almeno quattro o cinque ore, a temperatura ambiente, prima che la cera sia completamente asciutta. Abbiate pazienza! Non fatela asciugare in freezer. La differenza di temperatura potrebbe far ghiacciare le eventuali gocce d'acqua che possono essere finite dentro, le quali si espanderanno e romperanno la cera.
    Quando sarà asciutta vi accorgerete con immenso disappunto che al 90% dei casi la cera si sarà ritirata, lasciando sulla cima (che poi sarà il fondo, dato che le candele si colano al contrario) una voragine inspiegabile. Niente panico... è un effetto della sostanza. La cera si comporta in modo diverso dall'acqua, quando si raffredda diminuisce di volume. A questo punto sciogliete di nuovo quel briciolo di cera che avete lasciato da parte e colatela per colmare il buco. Ricordatevi di attendere che sia completamente fredda. Se non fosse così, la cera bollente scioglierà lo strato solido superficiale e si unirà a quella ancora calda sottostante e quando la cera si sarà solidifcata di nuovo è probabile che la voragine sarà ancora lì. Se non avrete lasciato quella piccola percentuale di cera, come vi ho spiegato, ve ne servirà di nuova, e se si tratta di cera colorata ottenuta con i coloranti vi accorgerete del colore diverso (a meno che non facciate candele bianche).
    Una volta che la cera sarà completamente asciutta. Quindi quando saranno passati altri venti minuti/mezzora, minimo, tagliate lo stoppino all'altezza del nodo (o sciogliete il nodo, vedete voi) ed estraete la candela tirandola per lo stoppino sul fondo. Se dovesse fare molta resistenza mettetela in freezer per cinque minuti, si restringerà di quei due micron per permettervi di tirarla fuori senza problemi. Se avete unto con l'olio d'oliva l'interno della candela scivolerè fuori con facilità. Ovvio che dovrete fare tutto questo a candela completamente asciutta, altrimenti lo stoppino non farà presa e vi scivolerà attraverso la candela rimanendovi in mano, e dovrete ricolare tutto.
    Quando avrete estratto la candela, ridimensionate lo stoppino sulla punta, affinché non sia più lungo di cinque mm, altrimenti all'accensione otterrete una fumata nera e orrenda. Se si dovesse verificare comunque, spegnetela subito e accorciatelo, rimuovendo i residui. Ripulite la candela dall'olio eventuale con della carta e tenetela in un luogo fresco e non esposta ai raggi solari. Siete pronti ad usarla.

  • La Colorazione
    Per colorare le candele vi consiglio di comprare i colori concentrati (li vendono a mezze sfere da sciogliere o in gessetti, ma ci sono anche in dosatori liquidi) e ne basta l'1 o il 2% per colorare una candela perfettamente. Ho sentito anche di altre persone che usano gli ombretti o i pastelli a cera. Ho provato anche io con i pastelli a cera, ma vi consiglio di non abusarne. Un quarto di pastello colora completamente e di un colore molto acceso una candela di grandezza media. Metterne di più non aumenta la tonalità di colore, ma rende la cera molto più grassa e diventa più difficile pulire lo stampo quando la si è estratta.
    Il problema del colorare le candele è ottenere il colore adatto e sapere quanto colorante mettere per ottenerlo. Considerate sempre che la cera è bianca, quindi qualsiasi colore che mettiate verrà schiarito dal bianco. Unire il nero alla cera, vi porterà il grigio. Dovrete usare MOLTO colorante nero per avere una candela veramente nera. Per questo motivo è sempre consigliabile lasciare una piccola percentuale di cera fusa per il rabbocco dovuto al restringimento della cera. Non troverete MAI la stessa tonalità di colore (a meno che non vogliate appositamente creare delle sfumature).
    Non fidatevi inoltre del colore che prende la cera quando è fusa. Immaginatelo sempre molto più chiaro. Raffreddandosi la cera si chiarirà molto. Per avere una prova di che colore reale avrà la mia candela, io conservo sempre dei vasetti di terracotta (quelli delle candele alla citronella) dove colo qualche goccia di cera fusa e attendo che si raffreddi, per vedere che colore ha ed eventualmente correggerlo.
    La comodità per i coloranti sono quelli liquidi (che io non ho mai trovato!) e che dovrebbero avere un dosatore a contagocce. In quel modo si può dosare sempre la stessa quantità di colore (ovviamente pesando la stessa quantità di cera - altrimenti che rapporto si può fare?).

  • La Decorazione
    Piccolo paragrafo per parlare della decorazione delle candele. Ci sono molte cose che si possono fare e man mano le inserirò (spero).
    Per ottenere un effetto marmoreo, ad esempio, si può procedere con questo metodo.
    Fondete candele di vari colori e una volta asciutte spezzatele in pezzi (potete anche usare candele vecchie). Metteteli in uno stampo largo, di grosse dimensioni e preparato anticipatamente. Non riempitelo tutto. Fondete quindi una candela bianca e colatela nello stampo. Asciugandosi avrà un effetto molto carino (fig 7).
    Per colorare le candele di colori diversi, fate colate differenti e se è possibile, tenete lo stampo in obliquo, così che la cera asciugandosi prenda una piega diversa e le diverse colate vi daranno un effetto peculiare (fig 8). Ci sono appositi sostegni in commercio che vi permettono di tenere le candele in posizioni differenti per avere appunto questo tipo di effetto (fig 9)

    Fig 7 - marmoreo

    Fig 8 - trasversale

    Fig 9 - sostegni