Costruire il Palo di Maggio

Nella tradizione celtica di Beltane, il simbolismo più intenso è quello del palo di maggio. La festa, dedicata a Bel, dio celtico della Luce, viene svolta nella vigilia di Calendimaggio, quindi tra il 30 aprile e il 1 maggio. Il nome stesso del sabba, Beltane, in lingua gaelica significa appunto "Fuoco Lucente", ed è noto in questo modo per i fuochi sacri che vengono accesi durante la festa, dedicata all'amore e al sesso.
Secondo la tradizione di Beltane il palo di maggio viene preparato sin da Imbolc. Secondo alcune fonti verrebbe riutilizzato il tronco sacro di Yule, ma a quanto sapevo la scelta del palo ricadeva invece su alberi precisi, come l'ontano.
Il Palo di Maggio è sostanzialmente un lungo tronco piantato a terra, alla cui cima sono legati dei nastri colorati. Poco prima dell'inizio della danza rituale che lo interessa, alla sua sommità viene posizionata una corona di fiori che rimarrà poggiata sopra i nastri tesi a raggiera dai partecipanti. Man mano che la danza si svolgerà intorno al palo, ruotando in cerchio, i nastri si attorciglieranno creando un bellissimo effetto caleidoscopico e permettendo alla corona di scendere lungo il palo.
La peculiarità del palo di maggio non è tanto nella sua creazione, quanto nel rituale di preparazione e nel simbolismo della danza che lo caratterizza.

  • Il Materiale
    Il Tronco
    Il palo vero e proprio dovrebbe essere almeno tre metri e privo di rami. La larghezza dovrebbe essere circa una spanna. Secondo la tradizione dovrebbe essere di ontano, ma ho sentito parlare anche di maggiociondolo e pioppo. In epoca moderna non credo che sia possibile recuperare tronchi né di uno né dell'altro (e con il bisogno di alberi vivi e vegeti che c'è direi che questa scelta può, a mio avviso, essere bypassata).
    Secondo la tradizione agli uomini del villaggio spettava il compito di preparare il simbolo maschile del palo di maggio. Il tronco andava ripulito dai rami e appuntito alla base, in modo che si potesse innalzarlo e piantarlo a terra senza timore che cadesse durante le danze. Il rito prevede anche un "corteggiamento" vero e proprio da parte degli uomini prima dell'innalzamento del palo, infilandolo nella buca creata invece dalle donne.

    I Nastri
    Secondo la tradizione, la colorazione dei nastri era compito delle donne del villaggio, che cominciavano a prepararli dopo Imbolc e li coloravano. La loro lunghezza deve essere circa dieci metri, per permettere che il nastro si arrotoli intorno al palo. I colori dei nastri variano a seconda delle tradizioni. Alcuni li decorano con molti colori differenti, altri invece con soli due colori: rosso e bianco, a riepilogare la dualità della Dea e del Dio. Secondo la tradizione i nastri dovrebbero essere ventiquattro; dodici per ogni colore.

    La Corona
    La corona di fiori, sempre secondo la tradizione, è un compito che spetta alle donne che cercano un compagno. La sua costruzione avviene con un semplice cerchio di vimini o vite cui sono legati fiori di stagione. La scelta ricade in genere su biancospino, viole, e rose, ma anche bocche di leone. Dovrà essere, come è ovvio, più larga del diametro del palo.

  • La Preparazione
    Innalzamento del palo
    Prima dell'innalzamento del palo avviene un rituale di consacrazione dello stesso. In genere tre giorni prima della festa, quindi press'a poco il 27 aprile. Se Beltane dovesse cadere nei pressi di un esbat, il giorno della consacrazione dovrebbe coincidere con il plenilunio. Questo rituale serve per consacare il palo e la corona come simboli delle due energie maschili e femminili e per creare così uno spazio sacro per i festeggiamenti.
    Il palo di Maggio viene innalzato all'alba del primo giorno del mese omonimo. I nastri vengono legati alla sua cima prima dell'innalzamento e lasciati pendere. Il giorno della festa, le donne scavano una buca adatta a contenere il palo e si preparano per una vera e propria danza di corteggiamento rituale da parte degli uomini ai quali in ultimo, verrà concesso di inserire il palo (simbolo fallico) nella buca (simbolo vaginale), simbolizzando così una comunione sacra vera e propria. La corona viene infilata sul palo all'esterno dei nastri e durante la danza scenderà. Se la corona scenderà e se salirà senza problemi, quindi se l'intreccio dei vari nastri avverrà in modo ordinato, sarà un auspicio che l'anno sarà abbondante e il raccolto sarà buono.


  • Foto: Lucelibera - Beltane 2008

    Foto: Lucelibera - Beltane 2008

    Foto: Lucelibera - Beltane 2008
  • Il Rituale e la Tradizione
    Corteggiamento
    Appena il palo è dritto e pronto, in similitudine ad un fallo eretto, le donne e gli uomini si dividono in due gruppi diversi, di dodici membri ciascuno, ed ognuno tiene tra le mani un nastro colorato legato alla sommità del palo, mantenendolo dritto e permettendo così alla corona di rimanere in cima. Il gruppo delle donne formerà un cerchio più piccolo, in prossimità del palo, mentre il gruppo degli uomini formerà un cerchio più esterno.

    La Danza
    La danza si svolgerà così in due sensi opposti, le donne gireranno in senso antiorario, mentre gli uomini in senso orario. Ogni volta che un uomo e una donna si incontreranno danzando, si scambieranno i ruoli; la donna andrà all'esterno e l'uomo all'interno e così via. In questo modo, nel rituale di corteggiamento ogni donna avrà modo di flirtare ritualisticamente con ogni uomo e viceversa. Quando i nastri saranno completamente legati intorno al palo e la corona sarà scesa, incomincerà un nuovo giro al contrario, slegando così nuovamente i nastri e facendo risalire la corona fino alla cima; questo rituale, svolto all'aperto, simula il coito del simbolo maschile (il palo) con la corona (simbolo femminile) e rappresenta l'unione della Regina di Maggio con il Re di Maggio.

    La Tradizione
    La tradizione più antica legata al palo di maggio è quella romana della Floralia, dedicata alla Dea Flora. La festa, una celebrazione di risveglio della primavera, aveva il suo culmine proprio alle calende di maggio e durava all'incirca una settimana.
    Ma la danza intorno al palo di maggio è parte di un rituale più grande di fertilità e di comunione tra maschile e femminile che si svolge appunto a Beltane. L'introduzione della danza con i nastri è antica, ma non è nata con il rituale del palo. Il rito tradizionale prevedeva l'incoronazione di un Re e di una Regina di Maggio, che avrebbero funto da Dea e Dio durante i festeggiamenti. Al termine degli stessi, durante la notte, la coppia si sarebbe appartata nei boschi per celebrare l'unione sessuale. Questa unione avrebbe fecondato la terra infertilita e avrebbe permesso al nuovo anno di essere abbondante e privo di carestie.
    I bambini nati dai rapporti tenuti durante la notte di Beltane venivano considerati "figli degli dei". Ma non era una festa dedicata solo alla Regina e al Re di Maggio. La tradizione vuole anche che le ragazze in cerca di un compagno si rendessero particolarmente attraenti e vestissero di bianco, a simboleggiare la luna e la purezza della giovinezza. Intorno al palo infatti la festa si teneva per tutta la giornata e oltre alle danze e ai fuochi accesi in onore di Belenus, che splendevano per tutta la notte, si svolgevano anche simbolici riti di corteggiamento a cavallo. Gli uomini su destrieri neri e le donne su giumente bianche. Le donne si davano alla fuga e gli uomini avrebbero dovuto faticare per prendere la propria amante. Un rito che si svolgeva anche a piedi, ovviamente. Questa tradizione ripercorre il mito celtico di Rhiannon (Epona), dea dei cavalli e della terra e di Pwyll, Signore di Dyfed (una regione del Galles). Il mito, narrato nel poema gallese in prosa: "Four Branches of the Mabinogi", racconta che Arawn, Signore di Annwn, il mondo sotterraneo, convise Pwyll a scambiare ruoli per un anno e un giorno come ricompensa per aver permesso ai suoi cani di nutrirsi con un cervo ucciso dallo stesso Arawn. Quest'ultimo fece in modo di cambiare aspetto e apparire come Pwyll e prese posto alla sua corte, a Dyfed. Anche Pwyll ovviamente prese l'aspetto di Arawn e con le sue sembianze sconfisse Hafgan, il suo rivale. Alla fine del periodo trascorso i due divennero grandi amici poiché Pwyll aveva dormito con la moglie di Arawn rispettando il talamo matrimoninale. Fu così che Pwyll, di ritorno al mondo di superficie, mentre era seduto su un tumulo di Arbeth, incontrò Rhiannon, che gli apparve come una bellissima donna vestita di broccato d'oro a cavallo di una giumenta bianca. Pwyll la fece seguire dai suoi migliori cavalieri, ma lei riuscì sempre a tener loro testa. Dopo tre giorni, finalmente lei lo chiamò e gli disse che era venuta a cercarlo perché avrebbe preferito sposare lui che il suo promesso, Gwawl. Dopo un anno e un giorno, Pwyll lo sfidò e lo vinse grazie all'aiuto di Rhiannon, con la quale andò in sposa.
    Ma la peculiarità del Palo di Maggio rimane ancorata in Italia a lungo. A S. Pellegrino, vicino a Perugia, questa tradizione si svolge da sempre, assieme alla festa che coinvolge tutto il paese e che è una delle più caratteristiche d'Italia. Pare infatti che anche quando la guerra sconvolgeva il paese, le donne del luogo hanno mantenuto viva la tradizione di alzare il palo nel centro storico per decorarlo con la corona di fiori.
    Il Palo di Maggio è legato, nella sua metamorfosi, al più noto "Albero della Cuccagna", rappresentato anche dal celebre dipinto di Goya e che si ripercorre anche nel nord Europa, in Svezia (Majstång) e in Germania (Maibaum), ma è diffuso anche in Francia, Spagna in Inghilterra (Maypole) e nell'Isola di Malta e ovviamente qui in Italia, nelle province di Verona, Mantova, Lecco, Varese, ma anche a Milano, Cesenatico e Udine. L'albero, nelle sue varianti, altro non è che un palo che viene innalzato al primo di maggio (o durante le feste patronali) e viene imbandito con ogni tipi di leccornia per rappresentare la fertilità e l'abbondanza. La sua superficie viene però cosparsa di grasso, così che la sfida è cercare di afferrare ciò che è possibile raggiungere nonostante la difficoltà ad arrampicarsi fino a alla cima. Questa stessa tradizione ha legato strettamente anche l'albero di Yule e di conseguenza l'albero di Natale, cosparso di dolci. Il palo era infatti simbolo fallico di fertilità e veniva eretto appunto in concomitanza con i due solstizi.
    Ci sono altre usanze che ripercorrono la tradizione benaugurale del primo maggio. Una di queste chiede di appendere dei cestini di fiori alle porte delle case, dopodiché di bussare alla porta cercando di andare via prima che gli abitanti si accorgano del fatto. Se dovesse capitare che si venisse visti ci sarebbe uno scambio di baci di auguri. Sulla stessa scia c'era la peculiarità di regalare ramoscelli fioriti alle ragazze come augurio di fertilità o, in alcune regioni di Italia, quello che chiamano "Il Cantamaggio", ossia una peculiare camminata di canti per le vie dei paesi entrando nelle corti delle case al seguito di uno stuolo di una dozzina di uomini armati di chitarre e fisarmoniche pronti a bussare alle porte e cantare canzoni popolari; ad ogni visita la tradizione vuole che venga loro offerto da mangiare e da bere in cambio di una bella canzone. Questa stessa tradizione la si riscontra in maniera e circostanze diverse anche in Germania (o almeno, io l'ho incontrata). Quando mia cugina si è sposata, al suo matrimonio con suo marito tedesco a Francoforte, durante la festa che è seguita alla cerimonia, ad un tratto gli amici invitati hanno rapito la sposa. Il marito, appena si è accorto della cattura (era stato distratto appositamente), si è trovato davanti all'uscita del locale dove stavamo festeggiando. A quel punto doveva scegliere se andare a destra o sinistra, e presa la sua decisione (tra l'altro sbagliata, per sua disgrazia), in base alla tradizione, è dovuto entrare in tutti i bar che ha incontrato sulla strada e offrire da bere a tutte le persone presenti in quel momento, fino a che non ha incontrato di nuovo la sua sposa.
    Ci sarebbero decine di pagine da scrivere ancora sulle tradizioni legate al Palo di Maggio, ma mi fermo qui. Spero di poter presto aprire una sezione apposita per trattare le tradizioni come si deve.