Casa è una parola che poche volte associamo al sacro.

La nostra abitazione è un luogo dove stendiamo i panni ad asciugare, dove corriamo da una stanza all'altra per cercare il telefono, dove sgridiamo il cane per essersi mangiato le ciabatte di nostra figlia, dove gli abiti da stirare si accumulano in montagne minacciose pronte a caderci sulla testa.

Ed effettivamente, in taluni momenti, è davvero difficile trovare qualcosa di sacro in un pavimento da pulire o in una cucina dove si è appena preparato da mangiare per dieci persone. Ma poi vedi la lanternina che i tuoi figli hanno fatto per Imbolc brillare fuori in giardino o senti il profumo dell'incenso che si spande dall'altare e, senza che tu faccia niente, ti prende una strana pace che sembra coccolarti come un maglione caldo.

E allora ecco che, improvvisamente e senza preavviso, avverti il sacro che vive nella tua casa. Senti il suo potere, la sua magia, il suo misticismo, il suo spirito.

La casa non è solo un luogo da tener pulito o una missione ancestrale da portar a termine. E' il luogo dove vivono gli Dei, i folletti, le fatine, gli spiriti degli antenati, i nostri animali totemici e quel indefinibile senso di "sacro".

Non si tratta di un argomento di poco conto ma è anzi una questione su cui è molto importante riflettere.

Ci affanniamo tanto ad andare in cerca degli Dei o a vivere esperienze mistiche e sconvolgenti da non accorgerci quasi di quelle che ci lasciamo scappare tutti i giorni. Il sacro vive nel nostro sguardo e nei nostri sentimenti ed attraverso di quello si concretizza e respira.

Molte persone, sono certa, avranno difficoltà a cogliere quanto la spiritualità sia collegata alla quotidianità.
Io per prima ho trascorso molti anni separando di netto le due parti della mela. Mi lamentavo, dopo la fine di qualche raduno o di qualche festa, di dover tornare a casa, alla grigia vita di tutti i giorni.

Mi arrabbiavo perché non riuscivo a portare, fra le quattro mura di sempre, la magia e il senso di appartenenza che provavo durante i miei viaggi. E questo credo succeda a molti perché tendiamo a dividere la nostra vita in scompartimenti stagni. Per qualche giorno al mese ci conciamo di venerare il divino mentre per i restanti giorni facciamo i razionali e cerchiamo di tornare con i piedi per terra. Dobbiamo infatti badare ai figli, al lavoro, al secondo lavoro, agli amici e ai doveri in genere.

Va da sé che tornare a casa dopo meravigliosi giorni passati a parlare di divinità, a celebrare riti sacri, a vivere in una dimensione diversa, a condividere ciò che si è nel profondo del nostro spirito, non si sopporti l'idea di tornare indietro.

Ma il punto è proprio questo. Non dobbiamo tornare indietro. La quotidianità può essere sacra quanto un fine settimana in mezzo alla natura celebrando Beltane.

Vorrei gridarlo forte e a lungo: "Il sacro non distingue tra lunedì e venerdì! Il sacro si può vivere in ogni secondo – ma proprio in ogni secondo - della nostra vita".

Ma il problema vero in questo momento è come fare per "passarvi" questo concetto. Non basta infatti che una persona lo dica perché il nostro sguardo cambi. Io potrei davvero urlarlo da casa mia per quattro o cinque anni ma ciò non vi farebbe comunque "sacralizzare il quotidiano".

Ed è pensando questo che mi sono fermata più volte scrivendo questo articolo.

Ero combattuta.

Da una parte volevo mettervi in mano degli strumenti attraverso cui rendere sacra la vostra casa ma allo stesso tempo non volevo essere troppo precisa. Penso infatti che non sia il modo ad essere importante quanto il sentimento di rispetto e di venerazione verso il sacro. E quello non posso darvelo io.

Vivere con gli Dei è, secondo me, il fine ultimo del nostro percorso ma mai, come nel nostro caso, tale percorso è solitario e "intimo".

Fare della propria casa un luogo sacro, alla fin fine, non è altro che creare un legame fra noi e la nostra fede e "viverlo" anche mentre si lava un pavimento.

Tutto può diventare materia di meditazione o di preghiera o di reverenza. Mentre si pulisce il pavimento si può cantare una canzone che invochi i deva o i numi tutelari. Mentre si accende la lavatrice si può accendere un incenso per Yemanja. Mentre si rammenda un calzino a come creare una tovaglia per l'altare con tutti e quattro i colori degli elementi. Mentre si legano i rami dell'albero di vite a lasciare qualche offerta per Bacco/Dioniso o a scrivere una poesia per Madre Terra.

Se cambiamo lo sguardo prestando davvero attenzione a ogni nostra azione e se cerchiamo di portare magia e fede all'interno della nostra abitazione quest'ultima non potrà fare a meno di diventare la nostra porta verso altri mondi ed avventure.

Sarà davvero "casa" e sarà profondamente e infinitamente "sacra".




Passando al lato pratico per ottenere una casa sacra occorrono diversi passi successivi (anche se penso che ognuno avrà idee differenti al riguardo).

Si comincia con una purificazione fisica ed energetica, si procede con una bella rete di incantesimi protettivi, si continua mescolando il tutto con tantissima magia e si conclude lasciando decantare con qualche essenza di sacro.

A parte la ricettina (si vede che ho appena finito di fare il pane?!...), che ha l'unico scopo di creare dei punti fermi, tutto il vero lavoro consisterà nel lasciare aperte le "porte" della vostra consapevolezza. Mentre pulirete il famoso pavimento (…) anche la vostra mente si sgombrerà dai problemi della giornata e lascerà entrare tante idee - forse le uniche veramente adatte alla vostra persona, alla vostra storia e ai vostri bisogni.

Le indicazioni che seguono devono essere integrate con tutto ciò che siete voi, dai vostri talenti alle vostre e vostre preferenze in materia di decorazione per l'altare o di biscotti per le offerte.

Non può nascere una casa sacra – la vostra casa sacra - senza di voi!
Non dimenticatelo e buon divertimento.
luce

PULIZIA

Quando ripuliamo la nostra casa spesso avvertiamo una sensazione di benessere e di quiete. Riordinare i cassetti ci permette di fare pace con il passato, fare il cambio degli armadi ci prepara a tutto quello che può succedere nell'immediato domani e tagliare l'erba in giardino ci porta alla contemplazione zen costringendoci a vivere solo nel presente.

Gli esempi sarebbero davvero infiniti ma basterebbe far presente quando vengono fatte le famose pulizie di primavera per renderci conto di quanto la psiche sia collegata all'ambiente in cui vive.

Le pulizie di primavera, infatti, vengono sempre svolte nel periodo dell'equinozio primaverile ossia il periodo dell'anno in cui la vita rifiorisce. Gli antichi, essendo così collegati alla Madre Terra e alle sue energie, non potevano fare a meno di "ripulire" se stessi e le loro case per prepararsi degnamente a tutto lo splendore che sarebbe poi arrivato.

Ma la pulizia fisica della casa deve essere sempre abbinata anche a una pulizia energetica. E' molto importante creare un ambiente salutare in cui non siano presenti negatività. Tutte le volte che possiamo accendiamo un incenso con erbe purificanti come la salvia e il cedro. Si possono anche bruciare direttamente in foglia o tutti arrotolati come un grosso bastoncino. Nell'acqua con cui si lavano i pavimenti o i mobili è possibile aggiungere gocce di eucalipto, limone o infusi di altre erbe purificanti (come la menta, l'iperico, la lavanda, il timo e il rosmarino). Oltre a questo è possibile utilizzare pietre adatte allo scopo (lavandole però con regolarità) o le campane (quelle piccole). E' problematico se si abita in appartamenti con muri di cartapesta ma funziona splendidamente. Il sale è altrettanto buono per ripulire. Basta gettarne manciate a terra e lasciarlo decantare il più possibile. Alla fine basta spazzare il pavimento. Le negatività se ne andranno insieme al sale. Una variante di questo sistema consiste nel mettere del sale sotto al letto (dentro una ciotolina) e di cambiarlo ad ogni sabba. Cercate di capire quale sistema faccia maggiormente per voi (anche diversi da quelli espressi qui) e utilizzatelo. Avere una casa pulita è essenziale per poter essere "degni" di una casa sacra.

PROTEZIONE

Ci sono mille modi per proteggere una casa e vanno da permanenti - come murare ferro e chiodi nelle fondamenta - a momentanei come l'aglio davanti alla porta d'entrata.

Il mio preferito rimane la scopetta in alto sul muro di entrata (rivolto all'interno) che oltre a ricordare le magiche donne che volavano sono una protezione molto efficace per quasi tutto.

Volendo si possono preparare anche talismani di protezione, incidere simboli protettivi sulla tastiera del letto o pitturarli sui muri, creare statue (come un orso) per proteggere le varie stanze o disegnare rune su ogni porta, fare incantesimi a scopo difensivo regolarmente, mettere una trinacria (il simbolo della Sicilia) in ceramica vicino ad ogni angolo di ogni stanza (ossia quattro per stanza), creare un mantra protettivo, bruciare incenso protettivo e qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

La protezione è un aspetto molto importante. Niente deve intaccare la sicurezza e l'armonia della vostra casa.

MAGIA

Rendere magica la propria casa è divertentissimo. Ogni singolo oggetto può essere infuso della nostra meraviglia e di un sottile alone di mistero. Ogni cosa può prendere vita e diventare speciale.

Il nostro giardino non aspetta altro che ricevere orde di fatine e di lucciole, di gnomi e di spiritelli. La nostra camera da letto non vede l'ora di accogliervi con un piumone soffice al profumo di lavanda e della deliziosa cioccolata calda mentre voi vi godete un libro, la vostra lavanderia vuole assolutamente diventare il vostro laboratorio alchemico in cui l'omino bianco e l'ammorbidente si fondano insieme per creare la pietra filosofale, la stanza dei bambini reclama a gran voce di diventare una porta astrale attraverso la quale viaggiare verso mondi lontani.

E rendere la casa magica non è affatto difficile.

Cominciate con dei quadri o delle statue piene di potere, piene di "quel-non-so-cosa" che definisce la magia. Accettate nella vostra casa solo oggetti che per voi sono importanti, benedite tutti i mobili e create un angolo della crescita per i bambini (mettete la mano del bambino nella tempera e segnate sul muro la sua altezza), fate offerte alla casa (specialmente al giardino quando tagliate qualcosa) e create talismani della serenità, preparate decorazioni adeguate per ogni sabba, essiccate erbe e preparate con queste incensi – tisane - dolci o quello che desiderate, accendete candele quando vi fate il bagno e invitate altri amici pagani a casa vostra. Non è importante il come ma solo il perché. Se volete una casa che rifletta la VOSTRA magia e il vostro modo di intendere la vita un modo lo troverete di certo.

Ultimo consiglio: ascoltate la vostra casa. Lasciate da parte la mente e ascoltate.

SACRO

• Altari in casa

Un altare in casa può voler dire soprammobili in più da spolverare o può voler dire un cuore che si riempie di bellezza. La differenza non consiste nell'altare che, poverino, rimane sempre lo stesso sia nel primo caso sia nel secondo. Tutto sta nel modo in cui accarezziamo il nostro Cernunnos di paglia, nel modo in cui le conchiglie brillano quando il tramonto erompe dalle finestre, dalla piccola tartaruga che ci ricorda di assumerci sempre la responsabilità della nostra vita, dalla tazza con inciso sopra "Athena" che non smette di farci sorridere al nuovo giorno.

Un altare è il luogo ove la bellezza, la magia, la speranza, la fede, la gioia, la comprensione e il silenzio si fondono insieme per creare qualcosa di unico e inspiegabile.

"Inspiegabile" perché non riuscirei a spiegarlo neppure se da questo dipendesse la mia vita… anche se pensandoci bene è esattamente da questo che "dipende" la mia vita.

Dal mio amore per gli Dei "dipende" tutto il resto.

Così come lo è il nostro altare perché è attraverso di lui che concretizziamo, rendiamo visibile tutto questo. E' lo strumento attraverso il quale percepiamo il battito dell'intero universo e non possiamo fare a meno di sentire il cuore riempirsi di gratitudine.

Molti sono gli strumenti sacri che storicamente sono stati utilizzati dagli uomini. Ma dubito che nessuno abbia avuto (e abbia) un posto più speciale dell'altare. Forse perché in fondo non è neppure uno strumento.

E' un concentrato di ciò che siamo, di ciò in cui crediamo e veneriamo, di ciò che vogliamo nelle nostre vite e di cui abbiamo sempre un disperato bisogno. Chi può infatti essere davvero rinunciare a ballare attorno al fuoco in una notte di luna piena? A parte la digressione… che già mi fa fremere i polpastrelli… un altare in casa può diventare il punto focale di tutte le nostre pratiche, dei nostri obiettivi ma soprattutto dei momenti "speciali" che ci aspettano.

• Incenso tutti i giorni

Accendere un carboncino, aspettare che smetta di fumare, aggiungerci l'ultimo incenso che abbiamo preparato (più che "incenso" diciamo "esperimento"…) crea un nuovo tipo di spazio. Tutto si allarga e la nostra mente è pronta a focalizzarci su qualsiasi altra attività vogliamo intraprendere che sia la preghiera, l'ascolto di musica, lo scrivere, il leggere, il cucinare o il riordinare un cassetto. Niente come sentire l'odore di incenso dona alla casa quella patina di non-so-che. Un misto tra senso del mistero, devozioni antiche e magia dell'appartenenza.

Dove l'incenso è ancora caldo siamo costretti a prestare attenzione a ciò che facciamo. Ogni nostro gesto si porta in una dimensione differente. Non è più la solita grigia e ripetitiva azione ma un momento di comunione con le divinità, con il sacro e con noi stessi.

Stiamo facendo qualcosa di unico, in quel preciso momento e come lo zen insegna entriamo prepotentemente dentro all'attimo presente senza aver più cura del passato e del presente. E' in questo limbo che vive la spiritualità, in questo attimo di assoluta estasi in cui solo l'ora e l'adesso hanno importanza.

• Preghiera

Per questo paragrafo rimando all'articolo sulla preghiera che penso riesca a spiegare adeguatamente il concetto.

• Offerte

Fare offerte ci permette di ringraziare. Sappiamo che qualcosa è vivo, prezioso, unico e vogliamo anche noi contribuire, come mille generazioni prima di noi, ad onorare quel qualcosa. La nostra casa diventa così un'unica grande offerta al sacro, all'abbondanza, alla gioia, alla felicità, alla devozioni e alla fede.

• Vesta

Siate dolci con la vostra casa anche se non ne vuole sapere di diventare come la volete voi. Perfino le case hanno la loro saggezza e conoscono il momento in cui saremo pronti a convivere "ogni giorno" con il divino.

Ma forse questo concetto merita una spiegazione aggiuntiva.

Quando penso a una casa sacra il mio primo pensiero corre a Vesta e al suo fuoco sacro. In ogni casa romana dell'antichità Vesta veniva invitata a vivere nelle dimore ma poi ci si prendeva anche cura di lei e del suo fuoco.

Oggigiorno però sono poche le donne che potrebbero assumersi un impegno altrettanto gravoso. Essere vestali della nostra casa può voler dire (per esempio) accendere una candela ogni giorno ma non è certo un'attività adatta a chi passa da casa solo per cambiarsi da un party all'altro.

Invitare Vesta (come qualsiasi altra divinità) vuol dire accettare delle responsabilità ed è molto saggio capire prima se siamo in grado o meno – IN QUESTO MOMENTO - di onorarla. Forse è qualcosa che faremo fra un anno o fra due ma nulla ci vieta di accogliere questa responsabilità un po' per volta.

Crescere insieme alla nostra casa è un atto di magia.

E mi piace pensare che un "tempio" nasca prima all'interno di noi e poi, solo in un secondo tempo, anche all'esterno.

Ma è solo attraverso questo "invito" che la casa diviene davvero sacra.
Quanto gli Dei si "presentano" e cominciano a vivere con noi tutto il resto non ha più importanza.
Vedremo il divino anche tra le pieghe dei nostri abiti da stirare come tra i libri pieni di polvere che languiscono sugli scaffali. Vedremo gli Dei entrare in casa con l'alba o con il tramonto e uscire quando devono andare a far baldoria con le altre divinità… o li sentiremo suggerirci di mettere più cumino sul cuscous per cena.

La nostra casa allora diverrà grande come il mondo intero e profonda come l'eternità. Sarà il luogo in cui cammineremo e in cui recupereremo le forze per affrontare ogni nuova sfida ma sarà anche uno spazio caldo e rassicurante in cui gli Dei ci coccoleranno e si lasceranno coccolare. Sarà la nostra casa e la casa degli Dei che amiamo tanto.

Concludo con un proverbio indiano: "Lascia che la vita che ti gira intorno ti attraversi l'anima".
E a buon intenditor poche parole…

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