SACRO E REGIONI: SARDEGNA
La Sardegna può vantare una tale ricchezza archeologica che ci si trova quasi imbarazzati a dover decidere, così di punto in bianco, da quale meraviglia cominciare.
Mi avvalgo perciò dell’aiuto (o meglio del salvagente) offerto dai periodi storici e dalla cronologia propriamente detta.
Il primo periodo che incontriamo perciò è quello PRENURAGICO (450.000-1800 a.C.) che coincide in Sardegna con la preistoria. Questo lungo lasso di tempo in cui la scrittura non ha ancora fatto la sua comparsa al contrario dei primi manufatti prodotti dall’uomo, si suddivide ulteriormente in:
- Paleolitico (inferiore, medio e superiore)
- Mesolitico
- Neolitico (antico, medio, recente e finale)
- Eneolitico (iniziale, medio, recente e finale)
Il sito più interessante in riferimento al Paleolitico è la grotta Corbeddu, sede di importanti rinvenimenti anche in riferimento a variazioni endemiche (ossia uniche perché specifiche di questa regione) di ossa umane e animali.
Con il Mesolitico si faranno i primi passi verso sistemi economici e sociali basati su agricoltura e allevamento che si completeranno poi con il Neolitico aprendo la strada anche all’invenzione della ceramica.
Con il Neolitico finale vediamo anche la nascita di una delle culture più importanti per la regione ossia quella di OZIERI che ci diviene molto interessante in riferimento all’aspetto religioso.
Sono infatti attestati vari culti e in particolare quello legato ai defunti. Diviene ora d’uso infatti seppellire i morti in grotte con il necessario per la vita ultraterrena, dipingerli con ocra rossa e attivarsi per assicurarne la rinascita (e ciò si ricollegherebbe a delle concezioni di naturale rinascita stagionale).
Oltre a questo nasce il fenomeno delle domus de janas (termine normalmente tradotto con casa delle fate o delle streghe) con incisioni o dipinti legati a simboli sacri (corna taurine, spirali). Si tratta di necropoli ma in alcuni casi si può certamente pensare anche che vi si svolgessero anche le funzioni di tempio (con divinità legate a riti di fertilità e rispettivamente: Dea Madre e Dio Toro) .
Le domus attualmente ritrovate sono più di 2400 ma si segnala la necropoli a domus de janas di Montessu – Villaperuccio in provincia di Carbonia-Iglesias.
Questa straordinaria cultura Prenuragica è anche definita megalitica per la grande ricchezza di dolmen, menhir e circoli megalitici.
Nella provincia di Olbia-Tempio (Arzachena) si trova il complesso megalitico meglio conservato e molti studiosi concordano nel ritenere questo circolo funerario-rituale servisse per la scarnificazione dei cadaveri. Dopo un lungo periodo al sole venivano riposte al centro del circolo.
A Laconi (in provincia di Nuoro) sono custoditi menhir protoantropomorfi e antropomorfi oltre a statue-menhir maschili e femminili. Dei primi due, si ritrova la simbologia del fallo maschile (perché senza segni) e quella femminile (perché plurimammellati) mentre per gli ultimi due, evidenziando simboli di potere, si pensa ad una rappresentazione di eroi o divinità.
Per quanto riguarda invece il periodo Eneolitico si segnala l’abbondanza di statuette della Dea Madre del tipo a traforo e il famoso altare di Monte d’Accodi (a Sassari).
Il monumento sembra rappresentare l’unione fra cielo e terra così come tra umano e divino. Si svolgevano sacrifici, antichi pasti sacri e rituali propiziatori.
Continuando la nostra affascinante avventura, troviamo il periodo NURAGICO (1800-238 a.C.) che rappresenta il significativo passaggio da cultura a civiltà. Di questo segmento storico ci interessa ricordare anzitutto i nuraghe ossia degli edifici a torre su cui gli studiosi ancora discutono in merito alla destinazione d’uso ma che teorie recenti sembrano propense a ritenere legate alla vita sacerdotale dell’isola.
Abbiamo poi le famose tombe dei giganti, monumenti funerari di dimensioni ciclopiche con caratteristiche molto interessanti. L’entrata è infatti generalmente a forma di semicerchio (con un chiaro riferimento alle corna), l’ingresso è protetto da un betilo, e vista dall’alto la forma delle Tombe dei Giganti ricorda quella di un utero o di una partoriente. Tale conformazione andrebbe a confermare l’ipotesi di una forte correlazione, per questo popolo, fra vita e morte e fra megalitismo e culto della fecondazione.
Ancora più interessanti sono i templi a pozzo, le fonti sacre e i tempietti a megaron.
I primi sono dei templi a ipogeo coperti da cupole che servivano come dimora della o delle divinità delle acque. Tutta la struttura era studiata per predisporre il contatto con il divino e gli scalini di alcuni pozzi venivano illuminati durante gli equinozi. Si pensa che questi templi fossero gestiti da sacerdotesse ed è consuetudine, per i sardi moderni, parlare di Madre del pozzo in riferimento a queste strutture.
E’ ancora in discussione, fra gli studiosi, se questi templi e le fonti sacre (che si differenziano per il fatto di essere a livello del terreno) siano da ricollegare al culto delle acque (tesi prevalente) o a quello di una Dea Madre protettrice della gravidanza e del parto.
Secondo altri esperti, inoltre, i pozzi sacri furono costruiti seguendo un particolare orientamento astronomico o meglio il punto in cui ogni 18 anni e mezzo la Luna entra nella sua massima declinazione. Determinati pozzi sacri, quindi, la rifletterebbero durante gli equinozi mentre altri nei solstizi.
Vi sono infine i tempietti a megaron che sono poco diffusi ma tuttavia presenti in varie parti dell'Isola. Il più grande è Domu de Orghìa presso Esterzili (in provincia di Cagliari) e il nome con cui viene abitualmente chiamato ( Domu 'e Urxìa ossia Casa della Fata Malefica) si ricollega ad una leggenda molto curiosa. Si dice infatti che Urxia “la maga crudele” custodisca dentro ai suoi sotterranei un contenitore pieno d'oro e d'argento accanto ad un altro pieno di mosche assassine. Chi vorrà impadronirsi del tesoro dovrà correre il rischio di ritrovarsi con il “bottino” sbagliato.
FINE PRIMA PARTE
Arzachena, tempio di Malchittu
Foto:
dea madre: http://the-mamargot.blogspot.com/2009/11/mater-mediterranea.html
domus: http://it.sardegne.com/sardegna-info/archeologia-e-storia/antiche-sepolture/889-sono-migliaia-le-domus-de-janas-in-tutta-l-isola.html
pozzo sacro: http://www.archeologiasarda.com/immagini/pozzo_su_tempiesu_001.jpg
per approfondimenti:
http://www.scribd.com/doc/14180969/Arte-e-Religione-Della-Sardegna-Prenuragica
http://www.mamoiada.org/_pdf/_sardegna/storiasardegna.pdf
http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_4_20060402100930.pdf
|