Ci sono opinioni molto discordanti, perfino nel nostro ambiente, sul fatto o meno di pubblicare rituali.
Questo articolo passa sopra a tutti queste facezie aristocratiche e, nello specifico, prende avvio dalle seguenti basi:
- I rituali sono conoscenza e come tale non deve essere/farsi elitaria.
- Una grande disponibilità di rituali (o meglio di idee per rituali) apre la mente e permette alla persona di valutare, ponderare e infine scegliere quello che per lui è adatto e conforme alle proprie preferenze. Senza questa disponibilità il praticante potrebbe non scoprire mai il proprio modo di rapportarsi con i rituali ossia il "proprio" – e unico - modo di celebrare.
- Il caso (sempre che esista) è guidato dal sacro.
Sono gli Dei a guidare il nostro cammino e se capitiamo su di un rituale pubblicato vuol dire che era così che doveva andare e che tale lettura era necessaria al nostro percorso. Alla stessa maniera, se incorriamo in qualche errore, essi provvederanno ad indicarci come sistemarli.
- I rituali guariscono e permettono di toccare con mano il sacro. Essi sono una porta che ci rende completi e in armonia con l'universo, gli Dei e la nostra più profonda natura.
E' ormai il caso, a tale riguardo, di abbandonare altre idee medioevali che non dovrebbero ormai più essere condivise. E' sempre lo spirito, l'amore e la saggezza con cui si fanno i rituali che conta non la codifica fisica che diamo agli stessi.
Detto questo non si può – e non si vuole - sorvolare sul fatto che i rituali siano potenti perché toccano il nostro cuore e molto spesso anche la nostra vita e il nostro futuro.
Il rito è qualcosa da trattare con molto rispetto e con estrema maturità.
Ma ciò non deve essere un limite alla nostra sperimentazione quanto piuttosto un incentivo a crescere dentro a questo cerchio simbolico. Possiamo partire dal sacro e al sacro tornare.
Questo nello specifico significa non lasciare un rituale a metà, lavorare dentro al cerchio, agire sempre per il bene ed essere ben consapevoli e ben informati su quello che si andrà a fare.
Il che vuol dire che chi non ha studio alla spalle deve essere abbastanza saggio da attendere fino a quando avrà detta conoscenza.
E' curioso però notare che molti praticanti – anche esperti – preferiscono lavorare con rituali tradizionali invece di provare a crearne di nuovi.
Tale fatto può essere originato da molti fattori. Il primo, e a mio avviso il più importante, è sicuramente legato alle difficoltà che si riscontrano inizialmente.
Ma creare un rituale non è un'impresa titanica e questo articolo si propone proprio di dare suggerimenti e aiuti in tale senso.
Felice Sperimentazione!
- Leggere.
Un buon punto di partenza quando non si è abituati a creare dei rituali è quello di prendere dei rituali da internet (i più sono in lingua inglese) o da libri e di leggerseli tutti. Bisogna quasi farne indigestione!
Ma a parte gli scherzi è buona cosa studiare i rituali per vedere i punti comuni, le particolarità e per cominciare ad individuare il "sapore" specifico di ogni rito.
Mentre si leggono è buona abitudine anche segnarsi le idee migliori e scartare quelle peggiori (su internet si trova di tutto). A tal punto non sarà difficile assemblare i vari pezzi e formare un rituale che ci aggradi e che risponda al nostro intento (che per esempio potrebbe riguardare la celebrazione di uno specifico sabba o di una luna).
Tale sistema può essere adoperato per un intero giro di ruota così da acquisire un buon bagaglio di conoscenze ma soprattutto – e a mio avviso molto più importante - per capire che cosa CI piace e cosa no.
Riflettere
- Riflettere molto bene su cosa riteniamo più importante, su cosa vogliamo che il rituale ci trasmetta.
Se cerchiamo guarigione sarà importante lasciare all'interno dei nostri rituali uno spazio per l'introspezione e per la trasformazione. Il che può voler dire giocare sui simbolismi in maniera più marcata rispetto ad un rituale di preghiera. Nello specifico potremmo ritenere opportuno, nel primo caso, usare il fuoco per bruciare il passato e un oggetto da consacrare che rappresenti il cambiamento mentre nel secondo caso (il rituale di preghiera) sarà più importante creare un incenso adatto allo scopo all'interno del rito e poi usarlo per pregare. Ovviamente questi sono solo esempi atti semplicemente a dimostrare che a seconda di quello che vogliamo dal singolo rituale anche la sua esecuzione ne deve necessariamente risentire.
- Rimanere aperti
Questo punto è il più difficile da spiegare ma è davvero fondamentale.
Con il tempo le nostre conoscenze e preferenze si saranno sedimentate dentro di noi, mescolandosi in una maniera unica e speciale. Nostro compito sarà allora solo quello di ascoltare e di aprirci spiritualmente in maniera tale da sentir arrivare il rituale.
Capisco che possa suonare strano e che comunque serva molto tempo per arrivare a far questo ma è lo stesso principio che può stare alla base di una poesia. Se rimaniamo in ascolto le parole giuste arriveranno a noi così come il nostro rituale.
Per abituarsi a tale processo è bene annotarsi i momenti in cui siamo più rilassati (il che può essere mentre camminiamo, mentre facciamo il bagno o mentre puliamo casa) e prendiamo nota di tutte le idee che ci arrivano in questi momenti. Potrebbe trattarsi semplicemente di creare una candela circondata di cannella per Yule così come di usare quella particolare pietra che giace inutilizzata dentro una scatola da chissà quanto e che magari è la pietra giusta per questo rituale.
Così facendo ci prepariamo a "ricevere" e non passerà molto tempo che durante queste attività secondarie ci apparirà tutto il rituale bello e finito.
- Essere creativi – cambiare sempre qualcosa
Il rimanere aperti si sposa bene anche con questo nuovo punto. E' infatti buona norma accogliere l'ispirazione ed essere il più creativi possibile. Se ci sovviene l'idea che nel nostro rituale ci debba essere una scarpa (per citare la cosa più strana che mi sia venuta in mente) allora inseriamola!
Potrebbe diventare un porta-sonaglio originale e magari solo alla fine capite che la scarpa che avete usato ha un particolare significato per voi e che tale significato è finito anche nel rituale. Se si blocca la creatività non si scoprono orizzonti nuovi e non si lascia campo libero al sacro.
Alla stessa maniera, se si riutilizza – anche solo perché ci piace - un rituale già eseguito in passato non esitiamo a cambiare qualsiasi cosa ci aggradi.
- Creare delle abitudini
Un buon sistema, oltre a quello di cui sopra, è quello di crearsi delle abitudini sempre uguali da fare ogni volta che vogliamo creare un rituale nuovo. Potrebbe, per esempio, voler dire accendere sempre lo stesso incenso alla camomilla e la stessa candela rosa o spargere dell'olio di limone e della menta sul tavolo di lavoro o ancora recitare la stessa poesia/ascoltare la stessa musica, ecc…
Ciò serve per predisporre la mente al lavoro che ci accingiamo a fare.
- Meditare
Una mente continuamente sballottata fra il lavoro, la casa, gli amici difficilmente riuscirà ad avere la necessaria tranquillità e serenità per preparare un rituale. A questo proposito la meditazione zen è la più consigliata ma va benissimo qualsiasi altra modalità da noi preferita (anche il semplice ascolto attivo di musica classica). Magari non subito, ma nei giorni seguenti arriveranno certamente utili indicazioni per il nostro rituale.
- Viaggio Sciamanico
Un altro splendido sistema per creare qualsiasi rituale è di fare un viaggio sciamanico prefiggendosi proprio questo scopo. Si può partire sempre dallo stesso luogo (magari un campo incolto) o cambiare a seconda delle preferenze.
- Ricordarsi delle piccole magie
Si tende sempre a dare poca importanza ai piccoli rituali e di contro ad enfatizzare i grandi riti. Ma nulla vieta invece di utilizzarne uno o più all'interno della nostra celebrazione.
- Lavorare per associazioni e simboli
Questo punto si spiega bene con un esempio. Se, infatti, stiamo preparando un rituale per Lammas possiamo prendere un foglio e scrivere tutto quello che ci viene in mente sentendo questa parola. Nella nostra lista scriviamo: abbondanza, sacrificio, sole, Lugh, Madri del Grano, raccolto, giochi, balli e canti, pane, miele e così di seguito.
Già da queste parole otteniamo alcune indicazioni… tanto per cominciare il nostro rituale si potrà basare sull'accezione di abbondanza o di sacrificio (o volendo di entrambe); abbiamo Lugh e le Madri del Grano come divinità, abbiamo il sole che possiamo preparare con una forma di pane, con la pasta di sale, decorandolo o creandolo con le tempere (ottimo se ci sono bambini) e con questo risolviamo anche la decorazione dell'altare e volendo del banchetto; infine… la parte centrale può essere ben rappresentata da balli, canti e giochi così come da un giro in cui ognuno a turno ringrazierà per il suo raccolto.
Il tutto ovviamente solo come esempio atto a dimostrare l'utilità delle associazioni e che "giocando" sui simboli di ogni festa/luna/intento è molto facile preparare qualsiasi rituale.
- Parlare con gli amici
E' molto interessante sentire il modo in cui celebrano i nostri amici anche solo per scorgere abitudini e preferenze diverse dalle nostre e magari di prendere o dare utili suggerimenti.
Si comprende il naturale riserbo che questi argomenti così intimi portano a tenere (così come certe scuole di pensiero tradizionaliste che evitano di parlare dei rituali che si sono fatti) ma i rituali sono doni che dovrebbero essere condivisi, specialmente con le persone che sono importanti per noi e che seguono il nostro stesso percorso.
- Rituali di gruppo
Creare un rituale per gruppi numerosi è decisamente più complicato e difficile di quanto lo possa essere per un numero limitato di persone ma questo non devi indurci a preoccupazione. Serviranno solamente accortezze maggiori.
La più importante è quella di strutturare il rituale in maniera che le persone coinvolte ne possano trarre il maggior beneficio possibile. Si deve pensare contemporaneamente da officiante e da sacerdote insieme (ossia aver cura che il rito funzioni e che sia quello di cui le persone abbiano bisogno). E' buona norma fare in modo che ogni partecipante abbia il suo momento di sacralità e che non sia mai solo passivo. Nei gruppi numerosi è quasi obbligata la gestione da parte di una sacerdotessa e di un sacerdote ma anche i vari partecipanti devono collaborare attivamente e poter vivere il rituale. Nella pratica potrebbe voler dire includere un giro del cerchio in cui ogni partecipante si dirige verso il calderone e vi versa all'interno del grano piuttosto che prendere un nastro benedetto a simbolo della rigenerazione. Le varianti possono essere infinite e visto che tutte influiranno sui partecipanti vanno decise con grande saggezza e attenzione.
- Preparare uno schema
Quello che segue ne è solo un esempio ma si consiglia di prepararne uno da soli a seconda delle proprie specifiche esigenze.
La modalità di utilizzo dello schema riportato è semplice. Si indicano le varie opzioni e/o poi si sottolinea quella preferita (o si elimina qualcosa che non si vuole includere) e alla fine si raccoglie il tutto in un insieme armonico.
Luogo: spiaggia, foresta, camera, cascata, montagna, campo, ecc..
Orario: mattina, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto, sera, notte
Luna: crescente, piena, calante, nera
decorazione altare: ___________________________________
strumenti: _________________________________________
Cerchio fisico: con fiori, foglie, farina, granella colorata, tea-light, pietre, erbe profumate, riso colorato, spezie, spighe, paglia colorata, ecc…
Cerchio: mano nella mano, formula tradizionale o scritta da noi
Visualizzazione del cerchio: _____________________________
Elementi: appello cantato, appello con gli strumenti, appello con poesia, appello scritto da noi, appello in musica, ecc…
Visualizzazione elementi: _____________________
Divinità: ___________________________________________
Elementi che è possibile includere nel rito:
leggere oracoli (tarocchi, rune, i-ching, ecc…) - preparare incensi/oli - declamare poesie – pregare - creare talismani/amuleti - consacrare oggetti - purificare oggetti - creare arte (quadri, poesie, musiche sacre) - preparare candele - caricare candele/magia delle candele - uso delle erbe - preparare un dolce/cibo/liquori - costruire sonagli - meditazioni - viaggi sciamanici - magia dei nastri/colori/nodi - balli e canti sacri - incidere simboli - magia con il calderone
cibo banchetto: ________________________________________
Luce
|