Parlare di spiritualità e di denaro, per molti di noi, equivale a sollevare il famoso vaso di Pandora.
Siamo tutti convinti del difficile o dell’addirittura impossibile abbinamento fra i due. Ci hanno educato a dividere i due argomenti in reparti stagni e non riusciamo neppure a immaginare che possa esistere una porta che li colleghi.
Ma più andiamo avanti nel nostro percorso di crescita e più ci accorgiamo che qualcosa non torna, che tutto quello che ci hanno inculcato in testa non trova correlazione con ciò che vediamo. I nostri maestri, le nostre guide vivono in maniera salutare, prospera e ricca di spiritualità così come di benessere economico.
Li vediamo arrivare - e vivere - nel famoso punto di intersezione fra la linea dei soldi e quella del sacro.
In perfetto equilibrio e in perfetto amore.
Ma come possiamo arrivare anche noi a questo? Come possiamo ribaltare le nostre convinzioni e porci in un'altra ottica?
Guardandoci attorno, cercando di capire più che possiamo ma soprattutto ponendoci domande.
Ed è su questo che si concentrerà questo articolo.
Non ci saranno risposte pronte ma solo spunti di partenza per eventualmente riuscire a trovarle.
Auguro perciò a tutti una felice e feconda lettura.
Luce
Qual è il nostro modo di concepire il denaro?
Come ci sentiamo di fronte a questo argomento? Vediamo i soldi come la soluzione più facile per esaudire i nostri desideri? O al contrario come una tentazione che ci allontana dal sacro?
Qualsiasi sia la nostra opinione sarà il nostro punto di partenza. Comprendere i nostri pregiudizi ci permette di capire come oltrepassarli, come utilizzarli non già come ostacoli ma come maestri.
Attraversare gli strati di paure e riserve che ci portiamo addosso ci permette, se non altro, di renderci consapevoli di quanti siano! Accumuliamo nel tempo una grande quantità di scorie mentali e di blocchi che vanno a formare un muro così alto che risulta difficile guardarvi oltre.
Ma a quale scopo accatastare tutto questo materiale? A che ci può servire?
Portarci appresso cataste di legna pesante non ci aiuterà a procedere più agevolmente sulla strada della verità, semmai sarà invece un peso di cui potremmo volentieri fare a meno.
ATTIVITA’: Scriviamo su di un foglio tutto ciò che pensiamo su questo argomento. Ogni cosa, ogni frase sentita, ogni opinione di riflesso che portiamo con noi.
Come purificare il nostro approccio alla moneta?
Purificare la nostra visione del denaro significa permettere a noi stessi di ricominciare di nuovo, di essere ripuliti da tutto il passato e dalle nostre stesse certezze.
Ma significa anche, e soprattutto, guardare a tutto ciò che succede con occhi nuovi, con gli occhi di un bambino che cerca di farsi una sua opinione senza averne ricevuto una prima.
E’ la festa superna dell’obiettività, del giudicare in base a ciò che vediamo e non a ciò che la nostra mente ci dice debba essere vero.
ATTIVITA’: Riempire il centro del foglio di erbe per la purificazione (se non si hanno preferenze diverse lavanda, timo, rosmarino e salvia andranno benissimo) e legare con un nastrino bianco il tutto.
Dovrebbe risultare una specie di caramella di carta. A questo punto non ci rimane che rivolgerci al fuoco chiedendo che ci aiuti in questa impresa, che purifichi insieme a noi tutti i nostri pregiudizi e che ci renda nuovamente in grado di farci un opinione da soli. Bruciare poi la caramella.
Se la pecunia fosse un maestro, che cosa potrebbe insegnarci?
Questa domanda ha continuato a rigirarmi in testa dal momento in cui ho deciso di scrivere questo articolo. Sentivo che tutto il succo del discorso girava attorno alle possibilità insite in questa frase.
Non è forse più produttivo, al posto di erigere muri, cercare di imparare da ogni aspetto della nostra esistenza?
Avere già un’opinione su questo argomento non ci costringerebbe a inseguire quella chimera invece di farci muovere verso l’insegnamento contenuto in questa strada?
Mi spiego meglio… Se la nostra vecchia pelle ci portava a ritenere che i soldi ci possano aprire le strade della spiritualità non andremmo forse in cerca di aumentare le nostre entrate invece di cercare la presenza del sacro? Malconsigliati, non vedremmo forse il dito invece della luna?
Se, di contro, pensavamo alla ricchezza come al più grande ostacolo verso la completezza come potremmo mai raggiungere quest’ultima? La generosità della Madre Terra va compresa se vogliamo entrare ed essere un tutt’uno con lei. Se trascuriamo un aspetto di lei come possiamo mai davvero dirci completi?
Si può facilmente arguire, dagli esempi che ho citato, quanto questo binomio soldi-spiritualità abbia messo – e continui a mettere - in crisi molte persone nel corso del tempo.
Tutti prima o dopo ci siamo dovuti confrontare con le difficoltà insite in questo splendida divinità.
Mi ha sempre fatto sorridere che alcuni “esperti” abbiamo coniato il termine “dio Denaro”. Lo vedo come un raro caso in cui hanno visto “giusto” su qualcosa anche se dubito che se ne siano resi davvero conto…
Io, di mio, preferisco il nome “dea della Prosperità” ma il succo è sempre lo stesso e gira attorno alla domanda iniziale. Che cosa può insegnarci questa divinità? Quale messaggio porta con sé? Quale sfida ci porta dinnanzi oggi e come può questa sfida farci crescere?
ATTIVITA’: Fare un viaggio sciamanico per trovare la nostra divinità della Prosperità economica (usare pure il termine che riteniamo più congeniale al nostro cammino e al nostro modo di sentire) e usiamo poi la creta per crearne una statua da mettere sull’ altare o comunque in un posto che possiamo vedere spesso.
Qual è il nostro concetto di abbondanza?
Molte persone sentendo la parola abbondanza si spaventano tanto da chiudersi a riccio. Sembra quasi che l’idea di vivere una vita piena di gioia debba essere insopportabilmente disastrosa.
Ma è davvero così?
Può la ricchezza di doni farci amare di meno la Madre? … ma facciamo un passo indietro…
Che cos’è per noi l’abbondanza?
Proviamo a prendere pennino e calamaio e a lasciarci sorprendere da noi stessi.
Dividiamo una pagina in due parti e nella prima scriviamo cos’è per noi l’abbondanza nell’ambito spirituale e nella seconda nell’ambito economico.
Dalla prima parte probabilmente il vostro elenco comprenderà:
la possibilità di gioire ad oltranza di una giornata di sole, di vedere tutti i giorni il sorriso dei nostri bambini, di mangiare le verdure del nostro orto, di camminare in montagna, di ascoltare le storie degli anziani, di avere del tempo per noi stessi
nella seconda parte:
riuscire a pagare l’affitto tutti i mesi senza problemi, fare la spesa senza guardare i prezzi di tutto, potersi permettere una nuova borsa costosa o la macchina da cucire che si sogna da anni, di poter viaggiare ogni tanto.
Adesso prendiamo un altro foglio e uniamo tutte le voci in un unico elenco alternandone una spirituale con una economica fino a completare tutte le righe.
Questa sarà ora la nostra mappa del tesoro. Sarà questo il nostro indirizzo di casa e se avrete l’accortezza di leggere con attenzione noterete che sono vere espressione di “bisogni” interiori non di lusso.
La nostra abbondanza è strettamente collegata a ciò che lo spirito ha bisogno per stare bene, per non essere in ansia e per dare valore alla vita.
Detto questo la vera abbondanza non deve essere sinonimo di spreco né di uso poco accorto delle risorse.
Semmai del contrario.
Si parla invece di uso saggio, volto al benessere futuro come a quello presente, al rispetto per noi e della Madre, ad essere in linea con il sacro e con ciò che esso porta al mondo.
Ma sorge spontanea un’altra domanda: “Quanto è già abbondante la nostra vita?”
Non siamo forse già degli splendidi ricchi che possono godere di splendidi tramonti, di amici che ci vogliono bene e che ci sostengono, di creatività ed ingegno?
ATTIVITA’: Istituire una giornata dell’abbondanza e celebrarla. Creare una poesia, una canzone o un quadro che la possa onorare. Pregare affinché si possa comprendere la vera saggezza e il messaggio contenuto in questa modalità di vita.
Qual è il nostro concetto di frugalità?
Essere semplici e vivere di poco è spesso solo associato a grandi personalità molto distanti da noi. Sentendo queste parole pensiamo a Thoreau o agli Amish, molto difficilmente a noi stessi.
Quanto invece sarebbe utile abbracciare e comprendere fino in fondo il dono che porta questa parola!
Togliere peso alle nostre giornate, liberarsi dai falsi bisogni, capire quanto profondamente possiamo vivere bene (e liberi) senza ricolmarci in ogni dove di oggetti inutili ci può cambiare profondamente.
E’ una vita differente, con un ritmo e una misura che non sono quelli a cui siamo abituati.
La associo spesso al concetto di economia domestica che era tanto cara alle nostre nonne, ci aggiungo un po’ d’ascesi mistica indiana, una spolverata di animismo dei popoli tribali ed ecco che la ricetta è pronta.
A parte i giochi poetici, ci chiediamo mai se il nostro modo di vivere è davvero l’unico possibile? L’unica strada da percorrere?
Proviamo ad immaginare per un attimo una persona che sia profondamente spirituale e che porti nella sua vita i principi dell’abbondanza e quelli della frugalità.
Potrà mai il denaro distoglierlo dalla sua strada? E oltre a questo quanto ricca sarà la sua vita? Quanto vicino alla Madre sarà?
Se cerchiamo solo di barcamenarci da una strada d’oro lastricata di povertà spirituale ed una strada misera con tanta aria profumata mi chiedo quanta energia sprechiamo in questa impresa? E quanta utilità ci può mai portare?
L’equilibrio del cosmo, l’unione di cielo e terra non porta forse ad una via differente, ad un’economia alternativa rispetto a quella che ci propina la pubblicità ogni giorno?
Può esistere una terza strada verso la prosperità?
ATTIVITA’: Mettiamoci una bella lanternina in testa e andiamo a riscoprire i vecchi modi di vivere dei nostri nonni. Cerchiamo su internet dei nuovi modi di onorare la frugalità. Istituiamo poi un giorno completamente dedicato a questo principio. Come sopra per il resto.
Come porre in equilibrio la nostra vita spirituale e quella materiale?
Per ognuno di noi probabilmente esiste una risposta diversa a questa domanda, per alcuni già il cominciare a rifletterci può essere un passo avanti nella direzione giusta.
Sicuramente cominciare a cambiare le parole che usiamo può essere un ottimo inizio. Non diciamo cercare un lavoro ma prenderci cura delle nostre finanze, al posto di farsi ridurre l’orario di lavoro e lo stipendio perché non si regge più il ritmo dire prendersi del tempo per non stessi, da non ho soldi per comprare il vestitino di carnevale per i bambini a ho la possibilità di utilizzare la mia creatività e la vecchia tovaglia bianca per rendere felice i piccoli.
Trovare un equilibrio impone anche il capire dove sia maggiormente sbilanciata al momento la nostra esistenza. Se pensiamo troppo al sacro senza “prenderci cura” dei nostri bisogni stiamo comunque trattando male il sacro (che vive dentro di noi), se di contro pensiamo solo a risparmiare soldi per la nuova auto forse ci dovremmo chiedere se non sarebbe meglio spesi in qualche viaggio verso i nostri maestri.
Mettersi in discussione e monitorare le nostre attività (tenendo per esempio un libretto che ci indichi dove maggiormente spendiamo lo stipendio) può essere d’aiuto, così come creare talismani o meditazioni che ci propizino una maggior integrazione fra i due aspetti, leggere libri o articoli che parlino di questo, informarci delle banche del tempo o dei villaggi spirituali moderni che cercano di portare avanti una nuova economia, un viaggio sciamanico per trovare il nostro luogo di ricchezza interiore (che sia ricolmo di doni terreni e spirituali in egual misura), preparare un incenso per il benessere e la prosperità, cercare di ridere delle nostre stesse difficoltà e così via.
Ma il mio preferito in assoluto è quello di prendere un vasetto con il tappo che si può facilmente aprire e chiudere. Ogni volta che me ne ricordo metto una monetina dentro al vasetto ringraziando per aver avuto soldi per pagare questo e quello (anche cose semplici come il cappuccino la mattina). Quando il vasetto è pieno lo dono in beneficienza a qualche causa. Così facendo qualcosa di prettamente legato ai soldi diventa lo strumento per permettere al mio spirito di crescere e di fare qualcosa che mi rende felice.
Ma, presto… correte anche voi verso questa nuova ed affascinante sfida.
Non ne rimarrete delusi.
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