Avviene qualcosa di unico quando si cucina. L’attimo prima pensi a tutte le cose che devi fare e l’attimo dopo smetti semplicemente di esistere.
Ti perdi nella ricetta che stai realizzando e tu stessa diventi farina, diventi latte, diventi lievito, burro e uova. Sei negli ingredienti e sei nell’alchimia che si sta realizzando giusto appunto davanti ai tuoi occhi. Non esiste nulla all’infuori della pastella che stai mescolando, del burro che si scalda nel pentolino e delle tue mani che ne raccolgono con reverenza un mestolo e lo versano con infinito amore nel luogo preposto. E poi attendi. Ogni secondo è un occasione di pace e di completezza. Ti senti parte di tutto questo e non c’è nulla tranne il presente e la tua pastella.
Appena pronta la prima frittella, la ricopri di sciroppo d’acero e la disponi su di un letto di gelato, un ciuffo di panna montata, una spolverata di granella di nocciole e una decorazione di cioccolato a completare il tutto.
Mentre la mangi senti che anche il tuo spirito si risolleva e che potresti affrontare qualsiasi cosa. La cucina ti ha guarita, oggi come mille altre volte prima.

Ha un’aria comunissima, perché tale è la natura della magia più profonda. La magia più profonda che si nasconde nel cuore della nostra vita di ogni giorno, un guizzo di fuoco, se solo avessimo occhi per vedere.
Chitra Banerjee Divakaruni

Cucinare è davvero un’attività speciale.
Ma la cucina è anche la più sottile delle magie. Da una parte si può dire che sia la più difficile da apprendere perché bisogna lasciarsi guidare dal cuore (e non dalla mente) e dall’altra la più facile perché assai diretta (il tuo incantesimo entra subito in te e si mette immediatamente a fare il suo dovere…).
E come se non bastasse, il cucinare è anche un percorso iniziatico all’interno di te stesso/a. Possiamo, infatti, scoprire molto di noi osservando i piatti che ci piacciono piuttosto che quelli che non ci piacciono, quanta improvvisazione mettiamo nelle ricette piuttosto di quanto pedissequamente rispettiamo le dosi e le quantità, così come il nostro modo unico di essere creativi.
All’inverso cambiando la nostra alimentazione potremmo cambiare anche noi stessi. Se ci areniamo nella mancanza di avventura allora non dobbiamo fare altro che trovare una ricetta nuova da sperimentare, se ci manca la stabilità torniamo ai piatti semplici e rustici di una volta, se abbiamo paura troviamo ingredienti forti e decisi che ci possano ridonare coraggio e così via.
Come per Samhain, possiamo scendere nelle nostre profondità e risalirvi come persone nuove, padrone del proprio destino.

La natura è il posto dove si svolge lentamente e gradatamente il vero lavoro di guarigione.
Malidoma Patrice Somé


Personalmente non posso che considerare la cucina come un mistero affascinante -che tra l’altro mi fa scalpitare come un cavallo dal desiderio di sondarlo tutto in lungo e in largo - ma non è difficile notare come ciò non sia vero per tutti.
Alcune persone odiano la cucina, odiano il mangiare e non vedono alcuna magia arcana al suo interno. Ma noi, arditi viaggiatori del sacro, sappiamo bene come tutto - anche il cucinare – possa diventare un passo della nostra crescita spirituale.
La magia dei cibi può sempre cambiare la nostra realtà interiore e la realtà nella quale viviamo. La nostra vera forza non può che venire dalla cucina e a questa ritornare.

Non è un caso se in quest’epoca di disincanto abbiamo inventato centinaia di modi per accelerare la produzione, la preparazione e la consumazione del cibo, ed è solo buon senso se, per riportare la magia nella nostra vita quotidiana, impariamo a rapportarci al supermercato, alla cucina, alla sala da pranzo in modo diverso, con la consapevolezza che il tempo dedicato al cibo non è sprecato, ma utile all’anima.
Thomas Moore

Ma il presente articolo si limiterà solo a dare qualche consiglio per agevolarci con l’aspetto pratico della cucina. Il che si risolve con l’affrontare il curioso problema dell’ordine e dell’organizzazione. Come potremmo infatti creare ordine dentro di noi se il nostro luogo sacro culinario è in disordine? Ci porteremmo inevitabilmente tale disordine anche all’interno di noi. Risolto questo problema troveremo nella cucina il miglior alleato alla nostra crescita e un luogo sublime dove onorare il sacro.
Felice lettura.
  1. ORGANIZZARE LA DISPENSA
    Il primo passo, in tutte le cose, deve essere sempre duplice ossia contemporaneamente verso l’interno e verso l’esterno.
    La dispensa è infatti il luogo in cui sono conservati gli alimenti ma, al tempo stesso e a livello interiore, è anche il contenitore della nostra forza, della nostra abbondanza e ricchezza.
    E’ palese osservare come il modo in cui teniamo la nostra dispensa è anche il modo in cui teniamo noi stessi. Per il rovescio della medaglia, sistemando in maniera ordinata e funzionale la nostra dispensa sistemiamo anche noi e la nostra vita.
    Una dispensa ben organizzata prevede la suddivisione in scompartimenti con i prodotti ben in vista e con la scadenza ben evidenziata.

  2. ECONOMIA DOMESTICA
    Per chi mangia carne è ancora più semplice capire che sprecare una bistecca (o qualsiasi altra cosa) è sprecare una morte. Sappiamo tutti che in una cucina convivono molti misteri e che sono tante le occasioni, se vi prestiamo attenzione, che detti misteri ci vengono insegnati.
    Il rapporto con la vita/morte è uno di questi. L’autrice di “La scuola degli ingredienti segreti (Erica Bauermeister) spiega molto bene nel suo libro quanto sia importante l’equilibrio fra le due. Si uccide per poter creare nuova vita.
    Io, da vegetariana, non sono ancora arrivata ad accettare questo mistero. Mi limito però a comprendere che sprecare dell’insalata perché non mi ricordavo di averla in frigo da diversi giorni è sprecare un dono della Madre Terra, un nutrimento che avrei dovuto gestire con maggiore saggezza.
    Per carità, si può sempre ripiegare in un offerta ma un offerta consapevole è certamente da preferire a un offerta di convenienza.
    L’abbondanza non consiste nel poter sprecare ma nel gestire con raziocinio ciò di cui disponiamo. Questo è sempre stato il significato originario del termine anche se in quest’epoca dominata da una società sprecona abbiamo finito per il dimenticarcene.
    L’economia domestica si può applicare in tutti gli ambiti. Dal fare marmellate o conserve con i prodotti di stagione (per poterli avere anche nei mesi successivi), al surgelare cipolle, prezzemolo, basilico già tagliati e riposti in piccole vaschette pronte all’uso, nel riutilizzare la carne avanzata per fare delle polpette, nel grattugiare il pane vecchio per impanare le melanzane o nel surgelare il pane non consumato durante il giorno, nell’essiccare le erbe (origano, rosmarino, dragoncello) che abbiamo coltivato durante l’anno così come nell’acquistare detersivi o alimenti sfusi (senza confezione), nel riutilizzare l’acqua della pasta per dare da bere alle piante o molte altre accortezze di questo genere.
    Ma principalmente una buona economia domestica può partire solo da un’accurata gestione delle risorse. Dobbiamo sempre sapere le scadenze dei cibi che abbiamo messo a surgelare, della pasta fresca che abbiamo nel frigo, dei biscotti che abbiamo nella dispensa. In questa maniera possiamo tenere sotto controllo i cibi che dobbiamo consumare prima.
    Alla stessa maniera dobbiamo fare attenzione alle nostre abitudini per capire quali alimenti utilizziamo più spesso e quelli che invece possiamo fare a meno di acquistare fino a quando non ci servono.
    Per fare un esempio se una famiglia prepara molto pane fatto in casa dovrà sempre avere a disposizione lievito e farina mentre una famiglia che non lo prepara mai potrebbe acquistare questi prodotti solamente nel momento del loro effettivo utilizzo.

    E’ molto utile a tal riguardo creare un progetto tutto nostro da sviscerare in diversi punti. Potremmo trovare utile il preparare uno schema excel da stampare in varie copie per quanto riguarda le scadenze e da applicare con un magnete al frigo, al congelatore o con il nastro adesivo all’interno della dispensa. Alla stessa maniera ci potremmo divertire a farci un piccolo decalogo delle cose da non fare (ovviamente messo al positivo in base ai principi del pensiero positivo) ben in vista nella nostra cucina in maniera tale da farci contagiare ben bene…
    O ancora potremmo tenere un quaderno con tutti gli spunti e i trucchi di economia domestica che apprendiamo mano a mano e che magari vediamo fare a nostra madre/nonna o che leggiamo su riviste o libri.
    Sarà il nostro piccolo contributo verso l’abbondanza ma soprattutto di rispetto per la vita e per la morte in tutte le sue forme.
    Nulla ci vieta, infine, di farne varie copie da regalare alle nostre amiche pagane o ai nostri figli quando andranno a vivere da soli.

  3. MENU’ SETTIMANALI
    Un grave problema che inquina molto spesso il nostro rapporto con la cucina consiste nella famosa frase/incubo “che cosa cucino oggi per cena/pranzo?”
    Quando ci poniamo questa frase succedono due cose: la prima andiamo nel panico, la seconda andiamo nel panico. Ed è, tra l’altro normale, andare in crisi quando ci vengono in mente solo pranzi complicatissimi di cui ci mancano metà degli ingredienti (e di conseguenza se andassimo a prenderli sprecheremmo altro tempo) senza averne in realtà voglia o semplicemente tempo. Ma il vero nemico che si cela dietro a questo modo di pensare è che ci impedisce di tessere il futuro e il passato insieme. Non sapendo di dover preparare le lasagne al forno non abbiamo avuto la possibilità di fare la pasta fatta in casa dovendo perciò uscire a prendere quelle già fatte, non abbiamo avuto la possibilità di preparare il giorno prima la carne per risparmiare tempo oggi e magari nel fare la besciamella ci accorgiamo di non avere la noce moscata.
    La mancanza di programmazione porta inevitabilmente ad una cucina disordinata di per sé poco impregnata dall’amore (quanto invece dall’ansia), doppiamente faticosa e molto spesso anche ripetitiva. Un buon sistema per evitare tutto questo consiste nel creare con anticipo i nostri menu (nota ortografica: la grafia corretta è senza accento ma è comunemente accettata anche quella accentata).
    Per aiutarci in tale lavoro possiamo prendere un foglio bianco (o una pagina di word) e trascriverci tutti i piatti che ci vengono in mente avendo l’accortezza di dividerli in categorie (primo, secondo e dessert).
    Possiamo poi aiutarci aprendo riviste di cucina o libri di ricette per trovare altri spunti.
    Per chi vuole strafare è possibile, aiutandosi con la lista della frutta di stagione, aggiungere vicino al piatto anche il periodo dell’anno migliore per prepararlo o il sabba più adatto.
    A questo punto prendiamo lo schema per i menu che ci saremo precedentemente preparati (alla fine dell’articolo ne trovate uno settimanale, uno lunare e uno per sabba come esempio) e cominciamo a posizionare i piatti nelle caselle preposte.
    Alla fine ci accorgeremo di quanto sia facile e divertente organizzare pranzi e cene “virtuali”. Fatto questo non ci resterà che tener conto dei nostri menu al momento della spesa settimanale/bisettimanale/mensile.
    Facendo ciò non ci troveremo mai senza gli ingredienti necessari e soprattutto ci potremmo concentrare solo sul rito del cucinare.

  4. LA MAGIA DELLE SPEZIE
    Le spezie, come ci ricorda l’autrice di “la maga delle spezie” (Chitra Banerjee Divakaruni), sono vive e pregne di magia. Ogni volta che le utilizziamo esse sprigionano tutto il loro potere e ci cambiano la vita. Sono forse l’angolo più stregonesco di tutta la cucina e meritano accortezze speciali.
    E’ utile anche, se non ci ricordiamo le varie proprietà magiche, preparare una lista da apporre all’interno dell’anta dove sono riposte o ancora, scriverle sui singoli vasetti insieme alla data di acquisto della stessa.

  5. CUCINA SANA
    La cucina di una/un pagana/o difficilmente dovrebbe contenere merendine, patatine e quattro salti in padella (*sigh* non insultare la categoria n.d.r). E’ essenziale prestare molta attenzione agli alimenti che ingeriamo (o che facciamo mangiare ai nostri figli) perché sono alla base della nostra stessa forza.
    Più pulita e sana sarà la nostra alimentazione più puliti e sani saremo noi. Ma è una corrispondenza che spesso non ci piace vedere. Preferiamo pensare, se ci viene un attacco di gastrite che la nostra protezione è saltata piuttosto che riflettere sul quintale di fritti che abbiamo ingerito a cena.
    Sullo stesso argomento è assai interessante riflettere sulla nostra concezione personale di cucina sana e di cucina non sana, approfondire il motivo per cui scegliamo il secondo a scapito del primo, dove si possono trovare analogie e spunti da cogliere in riferimento alla nostra vita.
    Comunque sia, è importante cominciare a includere nella nostra cucina alimenti freschi (magari acquistati presso i contadini della zona), integrare la nostra alimentazione con pasta e riso integrale, farro, orzo, legumi e verdure diverse da quelle a cui siamo abituati.
    Sarà normale fare i conti con delle difficoltà iniziali tanto più se siamo cresciuti con i panini di Mac-Donalds. Ma una cucina sana può essere per il momento un obiettivo al quale tendere e mano a mano diventerà sempre più facile prenderci cura di noi e dei nostri figli anche in cucina.

  6. CUCINA STAGIONALE
    Cucinare con le stagioni è un’avventura curiosa. Nel passato era di norma (oltre che necessario) mentre adesso, per l’enorme quantità di cibo disponibile, ci richiede un minimo di attenzione. In molti libri di cucina e su alcuni siti internet (per esempio www.gynevra.it/strumenti/index.asp?idart=86) vengono evidenziate le verdure e la frutta a seconda della stagione di raccolta. Può essere utile stampare o fotocopiare questa lista e tenerla accanto a noi quando prepariamo i nostri menu virtuali in maniera da accludere quei piatti che li contengano nel periodo adatto.
    Ovviamente sarà nostra cura trovare molte ricette differenti con la stessa verdura/frutta e di alternarle ad altre verdure/frutti.
    Ma se mi soffermo a pensare ad una cucina di stagione penso a due cose. La prima riguarda quel particolare ordine spirituale che ci permette di fare scelte sane e sagge con la massima tranquillità e misura. Non ci pesa assolutamente scegliere di dare preferenza ad una verdura perché è di stagione e al tempo stesso se qualche volta vogliamo svicolare lo facciamo con animo sereno, privo di sensi di colpa. E’ infatti un’opportunità che ci viene data non un obbligo né deve esserlo. La seconda cosa alla quale penso si potrebbe ben rappresentare con una corda sottilissima che lega la nostra esistenza a quella della Madre Terra. Quella piccola corda ci permette di camminare allo stesso suo passo e di portarla nelle nostre vite. Ovviamente, riflettendoci sopra, ognuno di noi troverà altre immagini che potrà associare alla cucina stagionale o ancora territoriale. Tutto dipende da noi…

  7. NESSUN DISTURBO
    Ogni volta che si cucina si compie un rito. E come ogni rito che si rispetti, ci permette di vivere tra i mondi, di guarire le nostre ferite, di crescere e di portare avanti le tradizioni delle nostre antenate. E’ perciò prioritario che il nostro spirito sia calato in una dimensione sacra e non debba fare i conti né con la televisione accesa, né con bambini che urlano, né con la scarsità di tempo. Queste cose non devono esistere mentre cuciniamo. Come pagani sappiamo che ogni nostro atto può condurci verso la conoscenza, la magia e il divino. Rispettiamolo.

  8. ALTARE IN CUCINA
    Creare un altare anche in cucina, oltre ad essere molto divertente, ci permetterà di ricordare quanto espresso poche righe sopra.
    Sarà inoltre molto interessante osservare come si esprimerà la nostra concezione del sacro in cucina ossia come faremo il nostro altare, quali alimenti utilizzeremo e così via. Potrà essere un altare fatto di pasta dura colorata, un pentacolo di riso, il simbolo della dea con delle spezie e colla, una candela ricoperta di stecche di cannella, un portaincenso fatto a calderone, una fotografia appesa in altro, una citazione scritta con le tempere e grani di pepe o qualsiasi altra cosa ci suggerisca la fantasia.

  9. RICETTARIO
    Tenere un ricettario è un piacere sublime. Già il solo sfogliarlo ci riporta indietro nel tempo o ci apre la strada a mille nuove possibilità. Ne possiamo tenere uno con le ricette di famiglia e uno solo nostro in cui mano a mano aggiungere i piatti che abbiamo sperimentato e che ci sono piaciute/i. Oppure uno unico o tre diversi se li suddividiamo per categoria (primo, secondo, dessert) o ancora nove se li suddividiamo in festività (otto per i sabba più uno per le lune).
    Possiamo goderci un librone grandissimo con le pagine pesanti, pieno di ritagli e nastri colorati o la comodità di un file word ma in entrambi i casi non dobbiamo sottovalutare questo prezioso bos culinario…

    Il cibo è uno strumento di magia, e solo il razionalista più arido potrebbe spremerne i succhi vitali e renderli insipidi. In senso molto letterale, un libro di cucina costituisce un ottimo manuale di supporto psicologico, e la cucina la stanza più adatta per una terapia che coinvolga il mondo intero.
    Thomas Moore

  10. CREATIVITA’
    Uno dei pregi unici della cucina è quello di permetterci di esprimere noi stessi, ciò che portiamo nel nostro spirito.
    Possiamo infatti sperimentare infinite variazioni per ogni ricetta così come divertirci creando forme particolari o decorazioni originali.
    Torte con “Felice Samhain” piuttosto che biscotti a forma di zucca o di fantasmino; serpenti di cioccolato per Imbolc, frittate o budini a forma di fiore per Oestara, pane a spiga per Lammas, piccole stelle marine o conchiglie di marzapane per Litha, tronchetto di caffè per Yule o qualsiasi cosa vi venga in mente.
    Oltre a questo nulla ci vieta di riportare alcuni dei nostri simboli direttamente sulle stoviglie (colorando i piatti o i bicchieri per esempio) e di riproporli utilizzando salse e creme.

  11. SAPONI, LIQUORI, TISANE
    In cucina si possono preparare anche marmellate, tisane, grappe, liquori e conserve oltre che Sali aromatici, incensi, saponi e candele piene di erbette. Diamo fondo a tutta la nostra magia e i risultati saranno davvero impagabili.

    Forse, l’esistenza delle piante è proprio ciò che gli antichi chiamavano la grande Dea.
    Gary Snyder

  12. VESTA/HESTIA
    La cucina è il focolare di Vesta ed è un luogo infinitamente sacro.
    In cucina alleviamo i nostri figli, ci prendiamo cura di chi amiamo, guariamo il nostro spirito e il nostro cuore. In poche parole: creiamo il nostro domani.
    Lanciamo perciò ogni tanto un pensiero a Vesta, la dea forse più semplice in assoluto ma, a mio avviso, anche la più importante. Concludo con le parole di Angela Cerinotti dal suo Miti del Mondo che così scrive:

    La dea del focolare, fa immediatamente pensare al braciere sacro dove veniva costantemente mantenuto acceso il fuoco, che ci riporta al sentimento religioso arcaico delle popolazioni mediterranee, riconoscenti alla divinità che dava loro la possibilità di riscaldarsi, di cuocere le vivande, di illuminare il riparo notturno, di prendere consapevolezza dei vincoli della convivenza, come famiglia e come clan.

    Mi permetto perciò un augurio speciale: che Vesta possa vivere nelle nostre case e illuminare, dall’interno, il nostro spirito.

LIBRI CONSIGLIATI:
Tisane semplici per vivere meglio - Giunti Gruppo Editoriale
La medicina dei semplici di Alessandro Formenti – Ed. L’informatore Agrario
I giardini incantati di Devon Scott – Ed. Venexia
Semplice Abbondanza di Sarah Ban Breathnach
Il libro di cucina di Joanne Harris (autrice di Chocolat) – Ed. Garzanti
Afrodita di Isabel Allende – Ed. Feltrinelli
Conservare frutta e verdura di Silvana Franconeri e Walter Pedrotti – Ed. Demetra
Ricettario Gastronomico Vegetariano di Annalisa Strada e Valentina Beggio – Ed. Cybele
Inventa Menù Cucina Vegetariana – Ed. Mondadori
Ricettario di cucina vegetariana di Walter Pedrotti – Ed. Demetra
Cent’erbe - Ed. Libritalia
Consigli e Ricette per una bellezza al naturale di Diego dalla Palma – Ed. Mursia Editore
Conservatutto di Angelo Sorzio ed Emilio Coccani
La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister
La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni – Ed Enaudi
Liquori d’erbe, grappe amari e… - Ed. Giunti
Il profumo del pane alla lavanda di Sarah Addison Allen – Ed. Sonzogno

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