La vera essenza della guarigione rimarrà sempre un mistero, anzi, un bellissimo mistero. Per quanto si discuta di questo argomento così interessante, la vita vera ti mette sempre nella condizione di rivedere le tue idee e di sorprenderti di questa grande magia che è la guarigione.
A volte si tramuta in una speranza ritrovata, in una serenità nuova, in un dolore che si è riusciti ad assorbire completamente o nella sparizione improvvisa di certe ombre che ti seguivano da decenni.
E allora ti domandi: come è stato possibile ciò? Come sono riuscito a guarire? Non c’è risposta a questo quesito. Ogni volta è qualcosa di diverso, una pozione nuova e scintillante che viene presa al momento giusto. Può essere un discorso sentito per caso, un film che abbiamo guardato, una canzone composta per noi o qualsiasi altra cosa.
Per farla breve: la cosa giusta nel momento giusto.
E questo è quello che intendo quando parlo di mistero e di magia nella guarigione.
Ma malgrado ciò, ritengo - alla stessa maniera - che la guarigione sia anche un atteggiamento mentale, un modo di pensare e di crescere.
Ci sono modalità di pensiero che ci permettono di guarire più facilmente, di vedere in ogni dolore un insegnamento, di aprirci alla vita e a tutti i suoi doni. E questo articolo si propone proprio questo: condividere questi “sistemi”; ossia metterli a disposizione di chiunque voglia intraprendere il suo viaggio verso la guarigione.
Ma per guarire occorre anche altro. E’ necessario essere consapevoli dei propri limiti, del tempo che sarà necessario dedicare a questa impresa e della nostra responsabilità nei confronti di noi stessi. Guarire dovrà essere il pensiero alla base di ogni nostra scelta e di ogni nostra giornata. Ma per fare questo occorrerà tutto il nostro coraggio, perché inevitabilmente lasceremo molto del nostro sangue su questo cammino.
Sarà nostro dovere, una volta guariti, aiutare anche gli altri a guarire. Ciò che ci viene dato dovrà essere “passato” a chi ne avrà bisogno. Non dimenticate che facciamo tutti parte dello stesso cerchio e che solo tutti insieme possiamo creare un mondo sano per i nostri figli e per le generazioni future.

Luce

Guarigione spirituale più importante di quella fisica
Questo articolo NON si propone di dare suggerimenti per quanto concerne la guarigione fisica. Per quella si rimanda ai vari esperti. E’ invece mia convinzione, secondo anche le teorie moderne, che sia la mente a determinare il nostro stato di salute. Sono i nostri blocchi, le nostre paure, le nostre sofferenze a creare uno stato di malattia, ed eliminando quelli ci sono buone possibilità di guarire anche a livello fisico.

Mantenersi in salute (cibo sano + sport)
Non è difficile capire l’atteggiamento che una persona tiene verso se stessa guardando al cibo che mangia e allo sport (o meglio all’assenza di sport) che pratica.
Mantenere in salute il proprio corpo è il primo passo che è necessario fare. Come possiamo infatti essere pronti per un viaggio così impegnativo verso il nostro dentro se il nostro fuori non è in salute?
Se costantemente non ci occupiamo di lui e lo ignoriamo allegramente?

Guarigione attraverso i film, i miti, le canzoni, le conferenze, i libri, ecc…
Quando la guarigione inizia dobbiamo prestare estrema attenzione a tutti i segni che riceviamo. Se qualche frase ci colpisce riflettiamoci sopra con attenzione.
Siamo noi e la guarigione. A volte è una guerra altre volte è un pigiama party. Ma richiede sempre estrema attenzione. ìDobbiamo essere pronti quando ci verranno richiesti dei passi e questo potrà avvenire solo se sapremo ascoltare. Il nostro spirito, per guarire, può aver bisogno proprio di quel libro che stiamo guardando da dieci minuti nel vano tentativo di decidere se prenderlo o meno. Acquistiamolo e leggiamolo. E se ci viene voglia di vedere un film particolare, non esitiamo a farlo. Rimaniamo aperti a tutto quello che ci arriva perché sono dei grandi doni e dei momenti di crescita che ci porteranno fuori dal porto in men che non si dica.

Tempo pagano: ritmo + che velocità
Occorre tempo per guarire. Ma non parlo certo del tempo “babbano”, scandito da minuti e ore. Dobbiamo cercare di guarire le nostre ferite non certo di farlo nel minor tempo possibile.
Ci occorre solo trovare quella dolce cadenza, quel ritmo solo nostro in cui scoprirci, coccolarci; darci insomma il tempo di “essere” ciò che desideriamo. Abbiamo bisogno di riscoprire un tempo antico e magico dove tutto possa avvenire e di lasciarsi avvolgere da esso affinché curi le nostre ferite e ci permetta di tornare in forze.

Quanti giorni d’autunno e d’inverno ho passato fuori tentando di ascoltare ciò che era nel vento per capirlo e portarlo con me. H.D. Thoreau

Circondiamoci di immagini positive e belle (ricche di bellezza che riempiano e guariscano lo spirito)
La nostra mente inconscia sarà molto felice di questo… provare per credere! Comunque sia le immagini sono simboli, veicoli molto potenti che possono trasportare violenza e dolore così come pace e serenità. Senza contare che nella scelta delle immagini che più toccano il nostro spirito scopriremo molto anche di noi stessi…

Umorismo
Conservare l’umorismo nei momenti peggiori è davvero una prova di coraggio ma è anche una maniera per rimanere centrati, in equilibrio malgrado la sofferenza.
Leggete quante più cose potete che vi facciano ridere così come i film comici. Osservate le persone che ridono di loro stesse e noterete quanto esse siano libere. Neppure la sofferenza riesce a scalfire il loro diritto ad essere felici e a onorare la vita.
Più vi circonderete di risate più capirete il senso vero della malattia.

L’Arte
L’arte può guarirci il cuore dalla paura, dalla timidezza, da antiche e profonde ferite.
Attraverso di lei possiamo dare una forma ai nostri demoni (intesi nella concezione greca), possiamo guardarli in faccia e acquisire la consapevolezza necessaria per passare oltre, per tornare a camminare in equilibrio. Scegliete la forma d’arte che più vi ispira senza guardare alle vostre capacità più o meno sviluppate. Non si tratta di apparire in televisione, si tratta di tornare “integri” e in salute.
Non esitate a prendere un foglio e degli acquerelli, la chitarra o l’arpa, ad iscrivervi ad un corso di danza del ventre o a prendere in mano una penna.
Solo sviscerando il vostro dolore, la vostra sofferenza, i vostri dubbi e ciò che vi tormenta riuscirete a liberarvene.
L’arte è catartica, e vi può davvero guarire se vi ponete al suo cospetto senza interferenze dell’ego. Lasciate perdere i riconoscimenti del mondo, usate l’arte solo per tornare ad essere persone, per far uscire quello che avete dentro, per tornare ad udire la vostra voce. Tutto il resto non è importante.
Ma l’arte ha anche un’altra valenza. Non serve solo per quanto scritto sopra. L’attività artistica può farsi anche “talismano” così come “porta” verso la conoscenza e oggetto di meditazione.
A tal proposito non dimenticherò mai un quadro sul quale mi è stato chiesto di riflettere, e riporto di seguito quello che scrissi allora. Penso che renda il mio pensiero meglio di molti altri discorsi.
“Il quadro che Turtle mi ha dato come meditazione è unico. Non credevo che l’arte potesse toccare così in profondità. Toccare il cuore e i sentimenti si, ma toccare lo spirito non lo immaginavo di certo. Ha voluto indicarmi le formiche che raggiungono il loro luogo di ritrovo che è disegnato come un’apertura a forma circolare. Rosse le formiche così come il sangue, così come la vita. A volte un po’ bruttine come siamo noi.
Gli indiani che emergono dalla roccia ai lati del quadro si guardano l’un l’altro. Uno è giovane e l’altro vecchio. Ma c’è anche un terzo indiano che guarda di fronte a noi, che in una qualche misura ci guarda. E’ come se fosse un concilio formato dai tre indiani, più tu che li guardi. L’aquila è immobile e accompagna il giovane pur guardando verso il vecchio. Sta cominciando a piovere ma sembrano più lacrime che pioggia. In alto da una parte è notte mentre dall’altro è giorno anche se tempestoso e con dei fulmini che saettano. L’arcobaleno parte dalla notte per arrivare attraverso l’uccello dall’altra parte del giorno. Quasi che la tranquillità del vecchio possa partire da lui ma sia diretta al giovane. Sembra anche che il giovane non sia ancora pronto per la notte e per l’arcobaleno, perché arrivato a un certo punto esso si trasforma in un uccello dai bellissimi colori. Non riesco a capire il fiore verde che parte dal terzo indiano e che è coperto da alcune gocce di lacrime. Forse è il cuore del terzo indiano, o forse è il cuore della stessa terra o ancora è la natura con tutti i suoi misteri.
Ma l’immagine che più colpisce è quella centrale.
Una mano esce dalla roccia impugnando la pipa sacra e il gesto con cui l’impugna è pari a quella che si userebbe con una spada ma con ancora più fierezza e disperazione.
Forse indica che la pipa ti può dare tutto quello di cui hai bisogno ma che la devi difendere dall’acqua, la devi difendere come se fosse tutta la tua vita, la ragione ultima e prima della tua esistenza.
Credo che sia un buon insegnamento.”


Dare spazio ai propri sogni
Molte volte tutte le nostre sofferenze nascono da una continua e reiterata violenza su noi stessi. Mettiamo in secondo piano ciò che ci fa fremere il cuore adducendo come scusanti mille motivi diversi.
Alcune volte arriviamo anche a crearci dei sogni impossibili da realizzare solamente per non fare il primo passo, per fare in modo che non sia mai possibile perseguirli.
Ma i nostri sogni sono la sostanza stessa del nostro spirito, la spia che ci indica ciò che siamo destinati a fare e a dare al mondo. Concedere a noi stessi la libertà di iscriversi all’università, di scrivere un libro, di aprire un’attività, di fare un corso di ceramica, di andare a vivere in campagna, ecc… è darsi il permesso di vivere.
Ci vuole tempo per realizzare i sogni ma anche e soprattutto la consapevolezza di quanto siano importanti per noi. Senza di loro rischiamo di morire di buon senso, di condurre una vita vuota e sterile e ovviamente priva degli dèi perché loro vivono anche nei nostri sogni, nei messaggi che ci inviano.
Fate una bella lista dei vostri sogni e cominciate da quelli più facili. Se avete problemi a fare la lista siate gentili con voi stessi. E’ difficile per chi è abituato a mettersi al secondo posto passare subito al primo. Ci vorrà un pochino di tempo ma poi anche voi ritroverete i vostri sogni.
Felice sperimentazione!

Preghiera
Io sono dell’opinione che la preghiera da sola potrebbe guarire qualsiasi cosa. E’ il balsamo di tutte le ferite e di tutte le paure; basta solamente trovare quella più adatta a noi e per questo rimando al mio precedente articolo sull’argomento.

Mantra
Concentrare la mente su di un suono ripetuto più volte è una meditazione e, a mio avviso, una forma di preghiera come tutte le altre che verranno trattate dopo.
Detto questo, trovare il proprio mantra personale adatto alla guarigione che è in atto su di noi richiede qualche ricerca.
Consiglio a tal riguardo di fare un viaggio sciamanico proponendosi proprio questo scopo.
Il mantra e tutte le altre tecniche proposte formano un tutt’uno unico di pratiche per tornare in equilibrio permettendo alla mente di pulirsi dei vecchi meccanismi e di prepararla al nuovo. Siate consapevoli del potere che vi accingete a utilizzare e portatene sempre il massimo rispetto. Se decidete di non utilizzare più alcune parole di potere – perché vi stufate di praticare ogni sera il mantra – fate in maniera che qualcun altro le possa usare.

Mandala
In quest’ultimo anno mi sono appassionata molto ai mandala e ne ho creato di molti tipi. Per l’argomento specifico della guarigione è molto importante fare un grande mandala con più colori possibili lasciando che la mente vaghi da sola senza legarla al pensiero. Passate ore ed ore a fare il vostro mandala con i colori più brillanti e belli che riuscite a trovare. Dopo di ciò lasciate asciugare (non l’ho detto prima ma bisogna stendere la colla vinilica sul cartoncino utilizzato e poi procedere a stendere il colore che potrà essere sia originato da gessetti sbriciolati, sabbie colorate o senza la colla con dei colori ad olio mischiati con la terra).
Incorniciare e mettere in un punto della casa dove potrete vederlo sempre. E’ importante che sia abbastanza vicino da trasmettervi il suo potere e da ricordarvi, con i suoi colori squillanti, la bellezza della guarigione.

Ruota di medicina (più meditazione)
Questa che segue è una variazione della ruota di medicina dei nativi americani che utilizza gli elementi e degli animali di potere associati ad ogni direzione. Tali animali avranno il compito di insegnarci qualcosa e di condurci verso la guarigione.
Ritagliamo un cartoncino affinché assuma la forma rotonda. Dividiamo il cerchio in quattro parti colorandone ogni parte con il colore dell’elemento. Poi procediamo nei giorni seguenti a fare quattro meditazioni/viaggi sciamanici alla ricerca di questi nostri 4 animali. L’importante non è solo trovare questi quattro animali ma capire in che maniera sono collegati alla nostra guarigione, che cosa dobbiamo apprendere da loro. Trovati gli animali dobbiamo collocarli all’interno dei loro spazi di riferimento (se abbiamo deciso che la prima meditazione riguardava l’aria e ci è apparso l’animale n.1 mettiamo sulla casella dell’aria quell’animale). Per far questo basterà anche solo ritagliare le fotografia da un libro. Non preoccupatevi se le associazioni risulteranno essere un po’ strane, pensate solo a portare quegli animali o meglio i loro poteri nella vostra vita. Non si tratta solo di fare una ruota di medicina ma di vivere la medicina attraverso gli insegnamenti dei nostri fratelli animali.

Viaggi sciamanici e Meditazione maestro spirituale
E’ molto semplice creare una meditazione o fare un viaggio sciamanico inerente alla guarigione. Ci basta scegliere l’ambientazione per noi maggiormente legata al concetto di guarigione (può essere una grotta, l’interno di un albero o qualsiasi altra cosa) e andare in cerca del nostro maestro spirituale.
Arrivati a questo punto ci basterà porgere delle domande e ascoltare con attenzione le risposte.
Tali risposte non mancheranno di sorprendervi e di indicarvi la via giusta verso la guarigione.

Rituali
Su questo campo c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Non vi resta che scegliere il rituale più adatto per voi e metterlo in atto.

Andare a cercare il sacro e la pienezza interiore che può dare
Molte volte la nostra sofferenza interiore deriva dal sentirci staccati dal sacro. Non riconosciamo un senso alle nostre giornate, non viviamo più nella bellezza e nell’armonia. Ma per ritrovare le divinità non occorre molto. Basta solo volerlo. Ritorniamo a studiarle, a vederle nelle persone che abbiamo accanto, cerchiamo di nuovo lo splendore che avevamo amato nel passato. Torniamo a fare offerte, rituali e a pregare.
Non dimentichiamo, indipendentemente dalla nostra religione di appartenenza, che anche una sola fiamma può ridonarci l’universo intero.

La guarigione avviene anche attraverso la celebrazione dei sabba (entrare dentro se stessi e vivere la ruota con tutti i significati e i misteri compresi dentro)
Celebrare i sabba è celebrare la vita. Entrare in profondità di ogni festa corrisponde sempre ad entrare anche dentro di noi e a conoscerci. Attraverso uno stupendo seminario a cui ho partecipato forse cinque o sei anni fa ho capito che molti dei nostri blocchi emotivi, emozionali, sessuali risultavano dal nostro atteggiamento verso i singoli sabba. Potrei forse scrivere un libro intero su questo ma senza arrivare a tanto mi permetto di consigliarvi di prestare attenzione ai sabba, cercate di capire perché adorate Imbolc e odiate Beltane. Perché dovete stare per forza da soli a Samhain e fate due ore di aereo per andare a festeggiare Yule con i vostri amici. Attraverso questa investigazione riusciamo a guardare con consapevolezza nel nostro interno usando i sabba come specchi. Ma c’è dell’altro.
Dopo questo lavoro (che sinceramente potrebbe durare anni) acquisirete la capacità di fare il viaggio al contrario. Potrete utilizzare il potere delle singole feste per guarire i vostri blocchi. Facendo appello alle energie del periodo voi lentamente ma inesorabilmente guarirete. Non saprei esprimerlo con altre parole (anche se mi rendo conto sarebbe necessario) perché anche ai miei occhi appare come un mistero, un affascinante e potente mistero.

Usare i simboli
I simboli, come ho avuto modo di dire anche altrove, sono potere condensato. Riempitevi la casa di simboli legati alla guarigione, disegnateveli sul corpo, ricamateli sui cuscini e sulle tende, createci dei quadri o delle decorazioni, mettetelo sull’altare e sopra la testa del letto o, ancora, incidetelo sulle candele.

Purificare casa e noi stessi
E’ molto importante poter guarire il nostro spirito in una casa pulita e protetta. Eliminiamo tutto ciò che possiamo per non avere ristagni di energia, avvolgiamoci nel profumo di incenso protettivo o di candele atte allo scopo e facciamo tutto ciò che è necessario.
Proteggiamo in ogni modo la nostra casa e in una qualche misura ci prenderemo cura anche di noi stessi.

Lavorare per guarire gli altri o la terra guarisce anche noi
Ero indecisa se mettere anche questa voce nell’elenco perché molto spesso quando stiamo male non solo non vogliamo occuparci di altri che di noi stessi ma anche perché fare così fa proprio parte del percorso.
Occorre dedicare tutto il nostro tempo e le nostre energie alla nostra guarigione ma è anche vero che mano a mano che ci avviciniamo ad essa diventa sempre più naturale desiderare di prendersi cura degli altri. Quando torniamo a respirare vogliamo anche tornare a partecipare al mondo, a dare il nostro contributo. Abbiamo superato il periodo precedente e in una qualche misura il peggio è passato.
Ed è interessante notare che quando ci prende questo desiderio e lo assecondiamo finiamo con il ricevere molta altra guarigione in cambio. E’ come se fare volontariato o ballare per guarire la Madre Terra, in un certo qual modo, guarisse anche noi.
Ma per far questo occorre aver già raggiunto un certo equilibrio e un determinato punto del percorso. Non abbiate fretta. Arriverà anche per voi il momento di dare, per il momento limitatevi a godervi il ricevere.

Vivere fino in fondo la malattia/dissonanza/crisi perché ha qualcosa da insegnarci
Su questo punto penso non servano molte parole. Ogni momento di crisi/dissonanza/malattia è anche un momento di crescita in cui comprendere delle cose e fare delle scelte. Veniamo costretti a prendere delle decisioni difficili ma necessarie per riappropriarci della nostra vita e riprendere i fili del nostro destino. Siate consapevoli del dono ivi contenuto anche se per il momento non riuscite a comprenderlo.

Mantenere sempre la speranza
Questo è forse il punto, di tutto il nostro lungo elenco, in cui chi scrive vorrebbe stare in silenzio a contemplare questa frase che, nella sua semplicità e profondità insieme, finisce con il commuovermi.
Anche perché chi sentirà risuonare al suo interno questa frase non avrà bisogno di nessuna spiegazione aggiuntiva.
Concludo questo mio trattato con una citazione, che trovo sempre foriera di insegnamenti e che si ricollega alla prima parte di questo articolo, di Albert Schweitzer:

A volte la nostra luce si smorza ma poi la fiamma viene ravvivata da un altro essere umano. Ciascuno di noi è debitore dei più profondi ringraziamenti a coloro che hanno riacceso questa luce.

Vi auguro perciò di trovare la fiamma che vi possa ravvivare quando ne avrete bisogno ma alla stessa maniera di essere anche quella fiamma e di poterla donare a vostra volta a chi ne necessita.

Felice cammino.
Luce

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