Articolo riscritto e rivisto dopo una discussione a riguardo e grazie ai preziosi contributi di Elaphe e Ariesignis.
STORIA
"Athame" è una delle parole di cui non si conosce l'etimologia certa. Non si sa esattamente che cosa significhi. L'unico che ha azzardato una spiegazione è l'autore britannico Idries Shah, che nel suo libro "I Sufi" scrive: "Il coltello rituale cripticamente chiamato "Athame". Da adhdhame."
Secondo Shah, questa parola faceva parte del linguaggio parlato da una antica tribù beduina che si faceva chiamare "Aniza" e che era guidata da un carismatico stregone noto come Abu el-Atahiyya. Quest'uomo infine pare che divenne anche un amato poeta e scrittore arabo e conduceva una coven che si faceva chiamare "I Saggi". Ma qui stiamo andando oltre... Il significato della parola sarebbe "Lettera di Sangue". Ammettendo che Shah abbia ragione o meno, si riferirebbe a cose ben precise che valicano la wicca e che non ha senso discutere qui, ognuno si faccia le sue ricerche come preferisce. In ogni caso c'è da dire che questi Aniza durante la loro migrazione verso la Spagna, portarono con loro alcuni aspetti di quello che poi si installò e si diffuse in Europa come il culto delle streghe come lo conosciamo noi.
Premetto che queste sono solo ipotesi da fonti bibliografiche scarsissime che ho reperito nel corso delle mie ricerche, quindi prenderei queste cose con le pinze. Per molte streghe, forse per non conoscenza o forse per decisione, la parola "Athame" (o athamé) rimane un termine di etimologia oscura. Ciò nonostante, sempre discutendo con alcune streghe, è emerso che nel Legemeton Clavicula Salomonis, ossia la chiave minore di Salomone, il grimorio per l'evocazione degli spiriti attributo a Re Salomone, l'athame è nominato come un coltello cerimoniale, quindi non è da escludere che Gardner, nella scrittura dei primi rituali Wiccan abbia attinto da quei testi. In aggiunta a ciò c'è da dire che Idries Shah, l'autore de "I Sufi" si ritiene essere il reale autore della biografia di Gardner e suo amico, e che quindi è probabile che il termine e il modo in cui tratta l'athame potrebbe aver avuto qualche tipo di influenza gardneriana.
COS'E'?
A parte il nome, che è comune a tutti quelli che lo usano, l'athame esternamente è un pugnale, niente di più. Come ogni altra arma ha una lama e un manico. Per motivi tecnici e rituali la lama dell'athame è in acciaio. L'acciaio è un metallo molto forte che si fonde ad altissime temperature. E' una lega precisa di alcuni metalli, tra cui prettamente ferro e carbonio e rappresenta la migliore soluzione in quanto non si ossida e non si piega, ma rappresenta in questo modo anche l'intenzione di una strega e la forza dell'equilibrio dei metalli che lo compongono. Come mi è stato fatto notare discutendo di questo con alcune altre streghe, la scelta dell'acciaio non è data dal caso, ma proprio dal fatto che il ferro è il metallo sacro a Marte, e quindi la scelta deriva da quello, ossia un dio che ha sacre le armi. Ma in antichità e ancora oggi in ambiti celtici, la scelta cadrebbe sul bronzo, che è l'unione di rame e stagno, ossia Venere e Giove, amore e giustizia.
L'athame ha una doppia lama. Questo rappresenta la duplicità del principio energetico: femminile e maschile in perfetto equilibrio e speculari l'uno all'altro, ma senza i quali, insieme non esisterebbe lo strumento stesso.
Il manico dell'athame è nero, o comunque di colore molto scuro. Questa scelta rappresenta alcuni aspetti. Il primo è il fatto che il nero, in effetti, non è un colore, bensì l'assenza di colore, quindi l'assorbimento totale delle diverse tonalità dello spettro luminoso, che non vengono riflesse. Da questo deriva il colore "nero" come bando e protezione che si riserva anche alle pietre di quel colore: assorbe le energie come assorbe la luce.
USO
L'Athame è stato introdotto nella pratica wicca dal fondatore stesso: Gerald Gardner che non era a digiuno di magia cerimoniale, quindi l'uso di un coltello dal manico nero si trova anche nella Clavicula Salomonis, ma si trova anche in altri luoghi. Ricordiamoci che lo skean-dhu, il coltello scozzese, deriva dal gaelico: "sgian" - coltello + "dhu" - nero ed assomiglia in tutto e per tutto ad un athame.
In ogni caso, al contrario in realtà di come ce lo dipinge Shah nella sua etimologia "Bloodletter" che può significare anche "Iscrizione di Sangue", col sangue l'athame non ha niente a che fare.
Come coltello rituale non viene mai usato per tagliare niente di fisico. In che senso? Nel senso che non si usa per tagliare le erbe, non si usa per intagliare simboli, non si usa per intagliare le rune nel legno, non si usa per ripulire i candelabri dalla cera, non si usa per affettare il pane o tagliare la frutta anche se solo ritualmente e sopra ogni cosa.... non si usa MAI per ferire qualcuno, chiunque sia, anche noi stessi. Dal momento in cui l'athame viene consacrato e quindi un pugnale adatto allo scopo diviene un athame, se la lama viene sporcata di sangue o se viene utilizzato a sproposito smetterà in maniera immediata di essere ciò che era prima, tornando ad essere un misero pugnale senza più alcun uso rituale. E non potrà mai più tornare allo stato di strumento magico. Non potrà mai più essere usato per ritualizzare (quanto meno in maniera consona, degna, coerente e soprattutto energeticamente affidabile).
Queste cose si sentono e si leggono ovunque ma è importante chiarire. L'athame taglia solo le energie del cerchio per uscire e per entrare. Punto. Il resto del lavoro viene svolto dal bolline (o bollime) che è un coltello differente usato appositamente per i lavori manuali della strega (erbe, candele, incisioni ecc..).
L'athame, come qualsiasi altro strumento di natura maschile ha forma fallica, quindi utilizza in maniera proiettiva l'energia. Ecco perché viene anche nominato come l'estensione del "braccio della strega". Quando tracciamo un cerchio diveniamo canali delle energie universali che passando dentro di noi si proiettano lungo il braccio fino alla punta estrema dell'athame per dirigersi alla creazione dello spazio sacro. Anche per questo il manico è nero, perché è il punto di contatto tra noi e l'athame, il punto di scambio tra il corpo fisico della strega e lo strumento.
Allo stesso modo, quando chiudiamo il cerchio (se la nostra pratica lo prevede) l'athame taglia le energie liberandole e bandendole, ma senza riassorbirle come farebbe invece uno strumento ricettivo. E' un po' come farebbe una zip (passatemi il paragone). Chiude creando uno spazio sacro all'andata e apre e libera l'energia al ritorno.
L'usanza prevede di non prestare MAI gli strumenti personali ad altre streghe. L'athame è uno di questi. Questo perché si crea un legame profondo tra una strega e il suo strumento e l'utilizzo è esclusivo. Molte streghe insegnano addirittura a non mostrare a nessuno il proprio athame a meno che non sia una sorella o un fratello del cerchio, questo perché è uno strumento di grande potere e di natura molto personale e non va mostrato come fosse un soprammobile. Ma soprattutto... il non farlo toccare, usare e vedere da altre persone che non siano streghe fidate deriva anche dal fatto che l'equilibrio energetico dell'athame è fragilissimo e dal momento della consacrazione il legame che lo lega alla sua strega è di perfetta armonia, calibrata energeticamente su chi ha "reso athame" un oggetto di natura consona che ne rispetta i requisiti. Il toccarlo o maneggiarlo da parte di altre streghe altererebbe questo delicato equilibrio con il rischio di spezzarlo o di inquinarlo, per quanto si possa provare armonia e simpatia per queste streghe.
Quindi... l'athame serve per "dirigere" le energie che invochiamo noi e per bandirle/liberarle. Quando sento dire che l'athame invoca le energie mi viene da ridere (e vi assicuro che l'ho sentito). L'athame è uno "strumento magico" non un essere senziente! Senza una strega che lo usa l'athame rimane un oggetto consacrato, ma da solo non fa niente. E' come dire che una macchina si guida da sola perché è stata fatta per quello.
L'athame viene anche usato per altri scopi rituali come simbolo fallico, come nel Grande Rito Simbolico ed è associato all'elemento "Aria". Su questa associazione alcuni hanno alcune opinioni differenti, dato che alcuni lo associano al fuoco per via del fatto che è stato forgiato tra le fiamme. E' un punto di vista. Io personalmente l'ho sempre sentito come uno strumento d'aria.
RITI DI PURIFICAZIONE E CONSACRAZIONE
Innanzitutto chiariamo che cosa intendiamo con "purificazione" e "consacrazione".
Per purificazione intendiamo la "pulizia" di uno strumento, una persona, un luogo, un oggetto qualsiasi per "azzerarlo" delle energie che l'hanno caricato in maniere diverse. Consideriamo le energie come se fosse radioattività. Se non la vedi non significa che non esista. Le energie sono naturali. Senza andare nel dettaglio soffermiamoci solo sull'energia diffusa e assorbita dagli esseri viventi.
Il modo migliore per capire come avviene questo scambio sono le emozioni forti, sia positive che negative. Il dolore, la rabbia, la sofferenza, la paura sono le emozoni più forti che possano esistere e, proprio come la radioattività, lasciano una traccia sul tessuto psichico dell'energia e questa traccia, come se fosse alfabeto braille, può essere percepita e anche assorbita dagli esseri viventi e dagli oggetti che, essendo parte di quella energia come tutte le altre cose, non ne sono esenti.
Questa energia, proprio come la radioattività, viene rilasciata a lunga cessione e può causare squilibri o anche malesseri.
Purificare gli oggetti, le persone, gli strumenti o anche i luoghi è azzerare queste energie, trasformandole in qualcosa di diverso, semplicemente trasformando il modo in cui l'oggetto, il luogo o la persona assorbe queste energie, svuotandola. Un po' come fanno le piante, insomma, in mancanza di luce assorbono ossigeno e rilasciano anidride carbonica, mentre alla luce del sole fanno il contrario e ossigenano il mondo.
La consacrazione invece è una cosa totalmente diversa. La consacrazione è una presentazione agli dei di uno strumento che verrà usato per una pratica magica, di una persona che decide di prendersi l'impegno di seguire un cammino o di un luogo che diventerà da quel momento sacro per chi lo rispetterà.
I riti di purificazione avvengono con gli elementi. Gli elementi, come energie pure, possono azzerare la carica positiva e negativa di un oggetto, persona ecc.. Tutti gli elementi hanno questa capacità. Si usa quello/quelli appropriato/i a seconda di cosa si deve fare e perché.
Anche la consacrazione degli strumenti avviene in parte con gli elementi, ma deve rispettare requisiti differenti a seconda del tipo di strumento che si deve consacrare. Converrete con me che consacrare una bacchetta in legno di nocciolo col fuoco non è una buona idea.
CONSACRARE L'ATHAME
- Quando
La cerimonia di consacrazione non dura due minuti, quindi preparatevi per attendere un lungo tempo prima che il vostro athame sia pronto. La strega sa aspettare.
Innanzitutto la consacrazione non si fa quando vi capita. Ci sono momenti precisi in cui è opportuno farla. L'Athame si consacra in luna calante. E' l'unico strumento, che io sappia, che si consacra in questa fase lunare. Possiamo trovare diecimila perché per questa scelta, ma nessuno di quelli che ho sentito mi ha realmente soddisfatto.
- Cosa serve?
Beh, la consacrazione dell'Athame richiede innanzitutto la manifestazione fisica degli elementi.
- fuoco
Quindi... vi servirà del fuoco. E non parlo di una candela, ma di qualcosa di più: una fiamma che potete controllare, però. Non fate la stupidaggine di accendere fuochi all'aperto, per cortesia. Prendete una vecchia pentola e accendetelo lì dentro. Non usate benzina ma carta per accenderlo. E poi alimentatelo con erbe secche. Mi raccomando a ciò che fate. Maturità e serietà, sempre.
- acqua
Parte di quell'acqua, una grossa parte (qualche litro) tenetela per spegnere il fuoco in caso di pericolo o quando avete finito.
Tenetene un po' a parte. Alcune persone (come la Morrison) consigliano di versarci dentro alcune gocce del vostro sangue prelevate dal vostro dito senza usare l'athame. Io non lo consiglio. Secondo me non è fondamentale ferirvi per una consacrazione. Potete farlo anche senza farvi male. Poi ognuno decida. Io parlo per la mia esperienza e il mio punto di vista. Se decidete di farlo, sterilizzate l'oggetto con cui avete intenzione di pungervi (mica tagliarvi via un braccio) per versare due o tre gocce di sangue nell'acqua. Questa scelta deriva dal fatto che il sangue è il primo simbolo di vita e sacrificio e che versarlo per la consacrazione legherà la strega allo strumento in maniera indissolubile. Per evitare di tagliarvi, se siete donne potete usare il sangue mestruale, ma anche la vostra saliva va bene. E' comunque parte di voi.
Alcuni altri consigliano di mettere nell'acqua delle erbe particolari. Io non la vedo una cosa necessaria. In ogni caso le erbe adatte sono di sicuro il crisantemo e l'elleboro, ma anche la viola. Io però non la vedo una cosa necessaria. Questo perché? Perché io uso acqua di luna o acqua di fonte per le consacrazioni. L'acqua di luna è un tipo di acqua che viene caricata alla luce della luna piena per una notte e l'acqua di fonte me la vado a prendere personalmente in alta montagna. Quel tipo di acqua è quella più naturale possibile, quindi non ha bisogno di altro. L'acqua di luna potete farla anche voi. Mettete un recipiente con dell'acqua alla luce della luna piena per la notte in cui è completamente piena e avrete la vostra acqua di luna.
- aria
Per l'aria userete l'incenso. Non usate i bastoncini che sono tossici. Comprate dei carboncini, accendenteli e metteteci sopra dell'incenso in grani o delle erbe triturate associate all'aria.
- terra
Per la terra userete la terra vera e propria. Vi servirà un vaso o un giardino. Appena arriva il momento capirete come.
- akasha
Ed eccoci allo spirito. Questa parte alcuni la definiscono "addizionale". Nel senso che non tutti la fanno. L'akasha in genere è associato al materiale meteorico, ma a meno che non abbiate un meteorite a portata di mano, potete usare una calamita.
- Come lo consacro?
Adesso... con la dovuta precauzione la consacrazione si svolge in questo modo. Non metterò formule, parole da dire ecc... perché sono convinto che ognuno debba scriversi le sue, dato che l'athame pretende e si merita un sacrificio energetico, per diventare uno strumento a vostro uso.
Partiremo dall'aria. Prendete l'athame e passatelo a lungo sul fumo dell'incenso ripetendo una poesia o un canto che incarni la vostra intenzione di purificarlo e vederlo come vostro strumento. Per cortesia... non andate a prendere quello che c'è scritto nei libri... abbiate la dignità di onorare il vostro athame con una vostra composizione. Tanto non vi sente nessuno, quindi non abbiate paura di dire cose stupide. Mentre le purificate cercate di visualizzare come l'incenso stia ripulendo il vostro strumento.
Quando sentite che è a posto passate al fuoco. STATE MOLTO ATTENTI. Vi consiglio di usare un guanto per ripararvi dalla temperatura, quelli che usate per il forno andranno bene. Mettete la lama sul fuoco. Deve rimanerci finché non diventa incandescente, quindi abbiate pazienza. Se la lama è in acciaio non sarà necessario posizionarla con la fiamma al centro della lama, ma solo la punta. Ho detto di non usare una candela proprio perché altrimenti finite in luna piena, ma il tempo ci vuole. Nel mentre ripetete un canto passionale che trasformi questo pugnale con l'energia del fuoco fino ad essere il vostro athame.
Quando la lama è rossa, con la dovuta precauzione immergetela nell'acqua. Ci sarà una forte evaporazione, quindi state attenti a non scottarvi. Mentre lo tenete nell'acqua ripetete un nuovo canto affinché le energie purificatrici dell'acqua consacrino il vostro strumento.
Una volta che la lama è fredda, se avete optato per il magnete, quello che dovete fare è in poche parole magnetizzare la lama del vostro athame a lungo, finché non riuscirete ad attirare oggetti di metallo. A meno che non abbiate una calamita in stile Tom & Jerry credo che impiegherete un bel po'... ma non disperate. Passate la calamita a lungo sulla lama... con pazienza.... finché non sarete in grado di attirare oggetti di ferro. Ci potrebbe volere qualche minuto. Non disperate. Il vostro athame DEVE meritare questo tempo e impegno.
Appena avrete finito con la calamita (se avete deciso di farlo), preparatevi per seppellire il vostro athame e dimenticarvelo. La scelta può essere un vaso o un giardino. Io ho usato un vaso. Alcuni consigliano di metterlo con la punta verso il basso, affinché le energie vadano verso il centro della terra per essere annullate e affinché la terra, tramite la punta, ricarichi il vostro athame con le sue energie. Nel caso di un vaso io l'ho messo sdraiato ed è andato bene lo stesso.
L'athame deve rimanere sottoterra per periodo variabile. A seconda dell'uso che aveva prima di essere un athame. Se lo avete comprato in un negozio esoterico può anche starci solo per una settimana. Nel mio caso l'ho lasciato sottoterra per tre lune complete, ma il mio athame ha una storia particolare alle spalle ed era necessario.
E' ovvio che lasciarlo giù per un periodo più lungo non gli fa male... solo state attenti perché se il manico è il legno o se la lama non è in acciaio inox le infiltrazioni d'acqua e l'umidità della terra rischieranno di rovinarlo se lo terrete sepolto per un lungo periodo. A me è capitato così.
Quando arriverà il momento, disseppellite il vostro athame e ripulitelo con cura. Se non siete proprio ai primi passi (e se quindi NON avreste dovuto fare un rito di consacrazione perché non sapete ancora cosa fare con l'athame... vi ho beccati, eh?) sentirete distintamente che il vostro pugnale è un athame. E' cambiato.
Fatto questo attendete il primo esbat mantenendo il vostro athame in un panno nero, al buio senza farlo vedere a nessuno e senza usarlo. Quando arriverà il momento recatevi in un luogo dove potete vedere la Luna (e potete mostrare l'athame senza essere arrestati) e presentatelo alla Dea. Lasciate che le parole escano da voi senza problemi... sono sicuro che la Madre ne ha sentite talmente tante che niente di ciò che direte per lei sarà una sorpresa. Se però sono giunte da voi, per lei e per voi avranno un potere immenso. Anche se vi appaiono stupide.
Chiudete l'athame in un panno e tenetelo al buio.
Quando potete, in alto mezzogiorno, andate in un luogo dove potete mostrare l'athame e presentatelo al Dio. Anche se è il vostro balcone va bene lo stesso, in entrambi i casi. E' il suo simbolo fallico, quindi ricordatevi di essere gentili! A parte gli scherzi... presentatelo come l'athame che userete per il vostro lavoro magico, il vostro braccio, con lui consacrerete, invocherete e celebrerete. Vi accompagnerà fin quando sarà il momento. Non oltre.
E POI?
A questo punto potete incidervi sopra il vostro nome da strega o anche dargli un nome. Alcune streghe lo fanno. Se è così state doppiamente attenti a come lo usate, perché dare un nome ad un oggetto, ad una pianta o ad un animale... dà loro una visione diversa da ciò che era prima e infonde in lui un potere differente.
Tenete SEMPRE il vostro athame in un panno nero e mostratelo SOLO alle streghe del vostro cerchio senza MAI farlo toccare o usare a nessun altro. Mi raccomando.
Non sporcatelo mai di sangue.
Non usatelo mai per tagliare.
Non usatelo mai per minacciare qualcuno.
Non usatelo mai per ferirvi o ferire qualcuno.
Se lo farete il vostro athame sarà perduto per sempre e dovrete sbarazzarvene.
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