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La candela (dal latino candere - brillare) erano usate, anche dai romani, principalmente per scopi religiosi, perché per illuminare erano usate le antiche lucerne, ossia lampade ad olio infiammabile o a grasso animale. Ma il loro uso era diffusissimo in tutte le tradizioni, tanto da perdere le sue origini nelle sabbie del tempo. Nessuno saprebbe ormai dire chi ha ideato per primo la candela come oggi la conosciamo; sappiamo che greci, egizi ed etruschi le usavano. Già nell'antichità le candele erano utilizzate nei rituali religiosi e rappresentano da sempre la luce che sconfigge le tenebre, quindi il faro da seguire per trovare la via. Una candela accesa a fianco alla finestra permetteva di ritrovare la strada anche in lontananza, mentre si attraversava un bosco di notte, e per questo spesso è ricondotta ad angeli che mantengono una candela in mano, come simbolo di conoscenza, di direzione. Ma il culto del fuoco è di origine antichissima, e nel piccolo è rimasto tale. Il fuoco poteva uccidere e scaldare e illuminare, e teneva lontani i predatori. In antichità era ovvio considerarlo un dono divino. Nel vecchio testamento Dio si presentò a Mosé sotto forma di un roveto ardente, ma le origini sono ancora più antiche. Da sempre si brucia per purificare, per mondare, per distruggere. I fuochi di Bel sono l'esempio predominante; dedicati al dio Belenus, signore della luce, vengono tuttora accesi durante la sua festa e il passaggio tra i due fuochi consacra le coppie e l'amore. A Beltane inoltre si innalzano pali decorati per danzare (simboli fallici) e secondo la tradizione, il Sacerdote e la Sacerdotessa si uniscono nelle nozze sacre. Se da questa unione nasce un figlio, sarà un re o un sacerdote. Durante queste festività (una delle ultime a morire sotto l'avvento del giogo cristiano) i fuochi ardevano alti a simbolizzare passione e desiderio. Ma il fuoco, la luce vengono ancora adesso usati per festeggiare la morte e la rinascita, la vita e il divino. Alcune festività, come la Candelora (Imbolc - 2 febbraio), sono dedicate alla benedizione delle candele, come purificazione e come allontanamento dell'inverno (è noto il detto veneto: "per la Candelora dall'inverno semo fora"). Ma gli aspetti liturgici e le usanze riferite alle candele sono decine in tutto il mondo. Anche solo lo spegnere le candele sulla torta esprimendo un desiderio e cercando di farlo tutto in un fiato è una superstizione antica e sta a significare l'allontanamento di un anno passato (la torta è quasi sempre rotonda, a rappresentare il sole e la ruota dell'anno). Anche l'omen di non spezzare le candele per non attirare sfortuna è molto diffuso o la divinazione con la cera sciolta, nota come ceromanzia. Viviamo ancora adesso mantenendo vive tradizioni ancestrali, e la candela ne è l'esempio, non essendo praticamente mutata nel corso degli anni. La nascita della candela come noi la conosciamo è relativamente recente. In antichità la cera usata era esclusivamente quella prodotta dalle api. Gli antichi romani usavano creare le candele immergendo una corda di canapa nella pece fluida. Quando la pece si induriva creava vari strati. Questo metodo è ancora usato con la cera. I romani inoltre idearono nel secondo secolo un tipo di cero con pece se sego, ma fu la Chiesa Cattolica ad introdurre l'uso delle candele in cera d'api per i rituali liturgici. La tecnologia subì un cambiamento secco intorno al 1820 quando in Francia venne utilizzata per la prima volta la stearina, che, inodore, è ancora adesso uno dei materiali primi per la produzione industriale di candele. Prettamente la candela è composta da due cose fondamentali. Uno stoppino incerato o imbevuto di soluzione di acido borico al 3% intrecciato a corda e cera d'api o una miscela di cera/stearina/paraffina. Lo stoppino in genere è composto di cotone e deve bruciare a circa sessanta gradi per permettere alla fiamma di rimanere accesa e alla candela di sciogliersi lentamente. In commercio se ne trovano di ogni tipo, forma e dimensione. Per informazioni su come fare le candele vi rimando all'articolo scritto ad hoc: fare candele Come strumento, le candele sono una fonte di energia pura e rappresentano l'incontro tra la materia e la spiritualità. Questo permette loro di avere un ruolo fondamentale in qualsiasi rituale e la loro presenza diventa indispensabile. L'incontro tra i due piani è rappresentato dalla cera e dal fuoco. Anche il solo accendere una candela e lasciarla bruciare innanzi alla luna è un rito puro e semplice. Come è ovvio, le candele rappresentano l'elemento fuoco e sono gli strumenti più utilizzati in assoluto in tutte le tradizioni. La candela può avere qualsiasi forma si desideri, ma la sua funzione non è solo quella di illuminare. Il colore e il materiale rivestono un ruolo fondamentale nell'uso di questi magici strumenti. Si sostiene infatti che ogni tonalità emetta vibrazioni diverse che influenzano a loro volta diversi stati. Questo filone di pensiero non attraversa solamente noi streghe, ma anche la religione cattolica. C'è infatti l'usanza di accendere un cero in chiesa quando si chiede qualcosa oppure per ricordare qualche caro estinto. A volte lo si fa anche solo per ringraziare. Anche i lumini accesi sulle tombe (quando non sono elettrici) hanno un significato simbolico che rappresenta la memoria di chi è morto. A Samhain si usa accendere una candela all'interno della zucca per permettere ai nostri defunti di trovare la strada verso casa nostra e di varcare i mondi che collimano in quella notte sacra. Una volta si usavano rape invece che zucche, e vi garantisco che l'effetto è ancora migliore. Spesso è utile ungere le candele con dell'olio essenziale (questa pratica e nota come vestizione), o incidere dei simboli o delle rune nella cera per infondere un potere superiore. L'unzione delle candele dovrebbe partire dal centro verso l'esterno quando si attira qualcosa e dall'esterno verso il centro quando si ha intenzione di allontanare qualcosa. Importante è inoltre il rito di fabbricazione delle candele. Una candela creata da voi avrà infuso al suo interno dell'energia che gli avrete immesso creandola, fondendola, colandola.
Alcune cose sono importanti e spesso vengono ignorate. E' importante non utilizzare mai una candela due volte quando si svolge un incantesimo, ma lasciarle bruciare fino a quando non si spengono da sole. Spegnerle e riutilizzarle è paragonabile a consumare due pasti nello stesso piatto. Una candela adibita ad uno scopo contiene le vibrazioni e le energie infuse per quello scopo, e le conserva. Se la carichiamo con un altro scopo il risultato potrebbe essere di squilibrio o comunque di mancato raggiungimento degli obbiettivi preposti. E' inoltre importante non spegnere le candele soffiando. Secondo la tradizione che ho acquisito, lo spegnimento, se necessario, deve essere effettuato con uno smorzacandela o con le dita (preventivamente bagnate per evitare piaghe) chiudendole sullo stoppino. Questo perché soffiare allontana il potere della luce e del fuoco. C'è da dire però, che l'antica tradizione vuole che sulle candele si sputasse per spegnerle e che il gesto di soffiare deriva da questo, come anche lo spegnerle con la saliva, che in magia riveste un ruolo fondamentale quasi come il sangue. Sempre secondo la tradizione che ho acquisito, quando si trova un pezzo di candela sciolto dopo un rituale, bisogna tenerlo con sé per buona fortuna. A me è capitato durante il mio primo rituale di gruppo, a Samhain una manciata di anni fa su una spiaggia. La cera, colando, aveva creato una sorta di fusione vetrosa data l'alta temperatura. Conservo ancora i pezzi che ho trovato la mattina dopo, tornando nello stesso luogo. Di seguito una breve tabella di corrispondenze per i colori. Ovviamente è indicativa... ognuno ha le sue opinioni, e questo non getta scompiglio, anzi... vi dovrebbe permettere di capire che l'istinto cambia le nostre percezioni, e affidarci alle nostre percezioni, infine, è tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno per vivere in equilibrio con la nostra natura.
Diverse forme risvegliano e smuovono diverse forze. Il simbolismo, come abbiamo visto, ha una valenza estremamente importante nei rituali. Bruciando una candela si convogliano delle energie, si dà inizio ad un rituale. Quando apro un cerchio sento che il rito ha inizio davvero nel momento in cui la candela in onore al Dio e a della Dea ardono di fiamma viva. In quel momento mi sento finalmente tra i mondi. Accendere quindi una candela dopo averla incisa di simboli potenti, che richiamano diverse energie, ci permette di convogliare meglio le nostre intenzioni. Niente, ripeto... è lasciato al caso. Il simbolismo delle forme ci torna innanzi agli occhi in ogni istante: ogni stele è un fallo, ogni arco una vagina. L'architettura pesca a piene mani dal simbolismo, ma non solo. Le chiese, le piazze, le case, sono colme di simboli. Il simbolo è potere. Giunto a questo proposito il passo è breve. Onorando il sole, a Lammas, impastiamo il pane a forma circolare e lo decoriamo prima di mangiarlo. Se desideriamo invocare un potere solare, intagliamo una candela a forma di sole. Quando si incidono le candele con dei simboli, siano essi rune, o spirali, o segni zodiacali, o invocazioni ai pianeti o divinità, o talismani, bisogna sempre cercare di mantenere un equilibrio interiore che ci permetta di lasciare che la mano segua il nostro cuore e il nostro istinto. Anche la forma della candela, quando è possibile ottenerla, aiuta nel lavoro magico. Ecco alcuni esempi: Candela a Cono: ![]() Adatta ai rituali di guarigione. Se unita poi al colore blu o al colore verde (riferiti all'acqua quindi alla guarigione), magari con i colori doppi (facendo una doppia colata di colori diversi) può favorire l'idea della guarigione. Altro colore adatto potrebbe essere il bianco. La visualizzazione è sempre strettamente legata, ma questo è un altro discorso. Candela a Stella: ![]() Ideale per i viaggi astrali e la chiaroveggenza. Se utilizzata con il colore argento o il nero o il blu, colori adatti alla divinazione e alla protezione astrale, favorisce la meditazione e la veggenza. Candela a Sole: ![]() Utilissima per i rituali rivolti a favorire gli affari e i soldi. Se non è possibile farne una a forma di sole si può sempre ricavarne una bassa e circolare (magari colando in una teglia di alluminio e mettendo due o tre stoppini cerati) e incidere in seguito il simbolo solare sulla sua superficie. Per il colore, è possibile usare il verde o il marrone o per gli affari, l'arancione. Candela a Rosa: ![]() Si usa per i rituali che coinvolgono le energie amorose e sessuali. La rosa è il tipico simbolo dei genitali femminili. Associata pertanto ai colori: rosso, rosa e arancione se intesa ad un rituale di attrazione, favoriscono l'amore. Come abbiamo visto le candele possono essere utilizzate per lanciare incantesimi. Non vi dirò cosa fare, perché non è il luogo e io non ho alcuna intenzione di darvi informazioni di questo tipo, ma basti sapere che si può. Il creare una candela è di per sé un rituale che racchiude dentro sé i quattro elementi. La cera rappresenta la terra, il fuoco che la brucia e che serve per fonderla, l’acqua in cui la cera si trasforma e che serve per fonderla e l’aria, che altro non è se non il fumo che ne sale. La candela è quindi un oggetto molto potente che, se creato da noi, può essere infuso, nella sua creazione, con qualsiasi incantesimo desideriamo. Per chi ha conoscenza delle erbe e dei loro usi nei rituali, posso dire che io stesso aggiungo erbe speciali ad ogni candela su cui getto un incantesimo, in base all’intenzione che intendo infondere. In genere preferisco aggiungere le erbe che desidero e lavorare sull’incantesimo mentre fondo la cera, in modo che poi, passata attraverso un colino, le erbe non finiscano interamente nella candela, ma che rilascino comunque la loro essenza. Se dovessimo lasciarle dentro e colarle nello stampo assieme alla cera, essendo più pesanti, finiranno sulla punta dove c’è lo stoppino (dato che come è ovvio una candela si cola al contrario), e impediranno alla candela di bruciare come si deve o lasceranno aria all’interno. Inoltre non tutte le erbe usate per gli incanti, se bruciate sono innocue. E’ inoltre utile tracciare simboli nella cera fusa mentre è ancora bollente nel pentolino. Questi simboli lasceranno il loro potere nella cera stessa e aiuteranno l’incantesimo. Si possono usare anche rune… quello che credete vi possa servire. Associare un colore ad un'intenzione, unire le erbe e simboli particolari, oltre che visualizzare e pronunciare le parole dell’incantesimo mentre si sta preparando la candela infonde nella stessa un potere immenso. Si possono anche aggiungere oli essenziali direttamente durante la fusione, se si desidera, oppure vestirla con gli stessi prima di bruciarla e scatenarne il potere. La candela aziona il suo incantesimo nel momento in cui viene accesa, non prima. Questo è fondamentale. Ricordatevi sempre che chi accende la candela partecipa all’incantesimo, e che bisogna lasciarla bruciare completamente. Se si dovesse spegnere una candela su cui avete gettato un incanto, non riaccendetela per nessun motivo. Gettatela nel fuoco o seppellitela, ma non riutilizzate la sua cera per fare un'altra candela. Il potere infuso non è bene che sia riutilizzato. Il principio è lo stesso che si usa quando si accendono candele per i rituali, come abbiamo visto prima: non è bene riutilizzare una candela già accesa. Non significa che se la candela si è spenta o non ha voluto accendersi per niente il motivo sia che l’incantesimo non funzionerà, ma potrebbe significare cose diverse per ognuno di noi, a seconda delle nostre tradizioni ed interpretazioni di questo comportamento. Personalmente ho visto candele comportarsi in modo quasi assurdo: ho visto la cera bollire letteralmente appena ho messo dentro le erbe adatte e ho gettato l’incantesimo. Ho visto gli stoppini frizzare come stelline di capodanno senza un motivo alcuno e anche incomprensibilmente non accendersi affatto nonostante lo stoppino fosse lo stesso di sempre. Ho visto anche la cera fondersi a creare forme riconoscibili direttamente connesse all’incantesimo stesso… la magia è un’arte potente e misteriosa che non finirà mai di sorprendermi. |
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