• STORIA

    La Spada, sopra ogni altro strumento, ha diritto ad un ruolo speciale in magia in quanto è il simbolo iniziatico per eccellenza. Da sempre è garante di cavalleria ed eroismo e la cerca stessa che porta l'eroe alla conquiesta della spada è un cammino iniziatico nel quale il fulcro è l'oggetto stesso nel suo simbolismo, ossia la divisione, la dualità del bene e del male. Abbiamo quindi la spada che ferisce e la spada che difende a seconda di chi la brandisce, quindi la spada maledeta e la spada benedetta.
    Nell'iconografia cristiana troviamo la spada presa in prestito anche qui dal simbolismo fallico pagano. E' la spada fiammeggiante dell'Arcangelo Michele, che schiaccia Lucifero sotto i piedi, investito di tutto il potere di Dio. Ed è anche la spada che troviamo nell'Apocalisse di Giovanni, ossia quella che esce dalla bocca di Cristo e che ha (come l'athame) doppia lama, a rappresentare sia la difesa della verità che la punizione del male.
    Come la coppa, cui è stato riservato il simbolo del Graal, la spada era rappresentata da Excalibur, l'arma benedetta con cui Artù riuscì ad unire un popolo diviso. Secondo la leggenda poteva essere brandita solo da un re e venne incastrata in una roccia da Uther Pendragon, padre di Artù. Estraendo la spada dalla roccia, Artù riunì i popoli della bretagna sotto un'unica bandiera, sconfiggendo così i nemici sassoni.
    Excalibur, in seno alla leggenda, altro non era che il simbolo del Dio, mentre il Graal era il simbolo della Dea. La matrice cristiana non ha fatto scoparire il simbolismo della Spada, nonostante abbia mantenuto molto più vivo quello del Graal, forse ultimo omaggio alla Dea.
    Anche se simbolicamente e ritualmente la spada non ha una valenza di arma, in realtà lo è molto di più di quanto non lo sia l'athame. Per quanto la spada rimanga un simbolo benefico nelle tradizioni culturali più antiche, in qualsiasi tradizione dipende sempre da come veniva usata e da chi la brandiva. Nelle culture cristiane ha preso significato di giustizia fede e dignità, soprattutto per la forma con cui veniva forgiata l'elsa della spada, ossia una croce. In molte favole troviamo la "cerca" della spada, dell'arma sacra con cui sconfiggere "il drago", che rappresenta in realtà l'antica religione. Ecco che il tema cristiano cavalleresco prende il sopravvento e la spada smette di essere un simbolo sessuale e fallico ma diventa un simbolo cristiano di "liberazione" dal maligno.
    Secondo alcune tradizioni di combattimento la spada sarebbe la spina dorsale dell'essere umano, vedendo il pomolo dell'elsa come il cranio e la punta come il coccige. In un mondo dove l'arte della spada era anche un modo di affidarsi ad un'arma per la propria vita, ecco che il valore della giustizia, della rettitudine poteva essere rappresentato da un simbolo di forza e splendore: un uomo inginocchiato dinanzi ad una spada. E infatti l'investitura a cavaliere veniva svolta proprio così: il re poggiava la lama di piatto sulla spalla destra e poi quella sinistra e infine sulla testa richiamando l'onore e il giuramento prestato dalla persona che doveva essere investita a cavaliere in una formula magica di iniziazione vera e propria.
    In Giappone abbiamo l'arte della forgiatura della spada e l'arte spirituale della guerra con la spada come una via iniziatica stessa. I guerrieri Samurai che seguivano questa filosofia, vivevano un rapporto unico con la propria spada e non accettavano la sconfitta al punto da trafiggersi con la loro stessa wakizashi, la spada appositamente in uso per finire gli avversari, piuttosto di affrontare l'onore di tornare in patria come perdenti in questo rituale noto come sepukku. I samurai stessi consacravano la loro spada come se fosse un essere divino, Suzanoo. Si dice addirittura che fosse imposta la castità ai fabbri che le forgiavano.
    Nello stesso tempo troviamo anche un''iconografia di una lama che ferisce, la cosiddetta "spada di Damocle", quindi qualcosa che fa male e non è solo aspetto di forza, giustizia e rettitudine. Per Starhawk ad esempio, l'uso della spada è poco consono al suo "sentire". Nella Danza a Spirale sostiene di trovarlo uno strumento offensivo e comunque un'arma. Io mi trovo d'accordo con lei. La spada è un'arma molto di più di quanto lo sia mai stato il pugnale. Con la spada si sono combattute guerre e si è versato sangue e la vedo come un simbolo fallico più distruttivo che costruttivo.
    In ogni caso, in alchimia troviamo come la spada sia simbolo di purificazione dei quattro elemento ed infatti, come abbiamo visto, l'innalzamento allo status di cavaliere avveniva con una spada, quindi venivi purificato da ciò che eri prima per poi divenire un paladino. Ed è proprio in questo frangente che troviamo come tutti i cavalieri dessero un nome alla propria spada, perché rappresentava la fusione tra corpo e anima.

  • COS'E'?

    La Spada (rituale) fondamentalmente è un'arma. E' composta da una lama dritta a doppio taglio, in genere in acciaio e un'elsa. La lunghezza è variabile, ma per spada rituale si intende comunque una spada lunga e non una daga (quindi una spada corta). Alcuni possono preferire spade a due mani con incisi simboli sulla lama, ma fondamentalmente tutto ciò non è necessario.

  • USO E SIMBOLISMO

    La Spada è un simbolo maschile, esattamente come l'Athame, e rappresenta l'elemento aria, secondo altri l'elemento fuoco, di natura comunque proiettiva. L'utilizzo è pressoché quello dell'Athame, ossia serve per bandire e per dirigere le energie. Spesso viene utilizzata per le meditazioni, in quanto simbolo fallico di grande potere. Si potrà vedere utilizzata la spada durante un rito di gruppo, maneggiata dal sacerdote che aprirà un cerchio. Questo perché è uno strumento meno intimo, più cerimoniale.
    Esattamente come l'Athame, è uno strumento rituale, quindi non va mai utilizzato per fini simili al taglio o al ferimento. Si dice che Gerald Gardner piantò una spada in una delle pietre di Stonehenge durante un rituale druidico assieme con Dafo e Doreen Valiente, oltre che alcuni altri druidi.
    La spada è quindi un simbolo fallico di potere, utilizzata nell'invocazione divina, nella tracciatura del cerchio e nell'iniziazione. La sua consacrazione avviene in calante, come le altre lame.