The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Gli Elementi

 

 

GLI ELEMENTI

La magia, come ogni buona strega dovrebbe sapere, è neutrale; come tale, rispetta delle leggi ben precise. Non mi stancherò mai di ripetere, come ho già fatto ormai più volte su queste pagine, che ignorare o beffarsi di queste leggi comporta rischi e pericoli che potrebbero portare, nella peggiore delle ipotesi, a conseguenze a dir poco disastrose. Anche nelle forme più semplici, la magia richiede un prezzo da pagare. Un oracolo non risponderà dicendoci quello che vorremmo sentirci dire, e anzi, lo farà solo se interrogato e rispettato come si deve. Aspettarsi una risposta solo perché si è posta una domanda, o addirittura, ritenere di essere in grado di interpretarla senza aver fatto la dovuta esperienza e il dovuto studio è un comportamento irresponsabile e soprattutto poco saggio. La magia, nella sua neutralità, risponde se coinvolta con i metodi giusti, se richiamata e incanalata colpisce sempre nello stesso modo, disconoscendo moralità e rimorsi. Ma lo fa sia all'andata, che nel colpo di ritorno.

Gli elementi sono manifestazioni della magia sulla terra, e in quanto tale, sono intrinsecamente neutrali, esattamente come la natura di cui
fanno parte. Cominciamo ad esaminare quindi queste forze e capire cosa sono. La parola stessa con cui li definiamo deriva dal latino
Eleméntum, che a sua volta è riconducibe alla radice Al (che sta per crescere e alimentare – cangiata in El) e Méntum che significa alimento. Pertanto il significato più antico di "elemento" è riferito ad un concetto legato alla crescita della materia destinata all'alimentazione.

Darò per scontato che chi legge queste righe accetti l'esistenza in natura di una forza energetica in un qualche modo misurabile e che permea ogni cosa. Se così non fosse, mi sarebbe più difficile continuare, quindi perdonatemi questa forzatura. Detto questo, possiamo cominciare a capire come questa energia si manifesti, dato che il fatto che si manifesti direi che è accertato. Il modo più semplice in cui questa energia viene riconosciuta è l'elemento.

In magia, gli elementi hanno un ruolo fondamentale, e nonostante siano, forse, la via più semplice per avvicinarsi alla pratica, essendo sotto i nostri occhi ogni giorno sin dalla nascita, non sono assolutamente forze da prendere alla leggera.

Le possibilità per studiare gli elementi sono infinite, anche perché le loro connessioni sono molteplici e ogni elemento racchiude emozioni e stati d'animo duplici; ossia quando è "attivo" e quando è "passivo". La tradizione stregonesca occidentale riconosce cinque elementi naturali. Quattro identificabili in principi universali riconosciuti anche dall'alchimia della branca occidentale e uno puramente spirituale. I quattro elementi di manifestazione naturale sono così rappresentati:
 



Il quinto elemento, l'Akasha, non ha una vera e propria rappresentazione, questo perché rappresenta l'energia pura, la fusione stessa di ciò che siamo. Tuttavia Aleister Crowley, nel suo Liber 777 lo associa usando questo simbolo:




Ogni elemento trova anche una connessione con uno dei quattro punti cardinali, ad una creatura planare che ne incarna l'essenza, ad una gamma di emozioni umane distinte, ad una sfera di azione e concentrazione, ad uno o più organi del corpo umano, ad un genere sessuale (maschile, femminile o assessuato), ad un dato momento del giorno e anche ad un giorno stesso della settimana, ad alcune aree di influenza divina (quindi divinità stesse nelle diverse tradizioni), ad alcune piante e ad alcune pietre, ad una data zona fisica del nostro pianeta, a precisi metalli. Gli elementi vengono associati anche ad ogni singolo strumento magico usato dalla strega, ad animali precisi, ad un pianeta del nostro sistema solare e ad un segno astrologico, nonché ad uno strumento musicale che ne può più facilmente scatenare il potere. Un elemento puè inoltre essere collegato alle rune del futhark e ad un metodo divinatorio preciso, nonché ad ogni singolo chakra.

Gli elementi, nel corso dei secoli, hanno intriso in maniera assoluta e determinante il complesso bagaglio di esperienze, tradizioni e pratiche di tipo magico/esoterico. Sono giunti fino a noi come essenze primarie e ancora adesso è quello il ruolo fondamentale che ricoprono.

Lavorare con gli elementi significa, in primis, permettere alle loro energie di equilibrarci. Spesso la nostra natura, che non possiamo cambiare, ci porta ad avere comportamenti di squilibrio. Uno squilibrio che riconosciamo nella vita di tutti i giorni, soggetta a stress e angosce. Il lavoro elementale è utile in casi come questo. La ricerca dell'equilibrio permea qualsiasi cosa nel percorso che una strega segue nel corso della sua vita, e gli elementi contribuiscono in maniera determinante all'equilibrio delle nostre emozioni esattamente come fanno con tutto il resto sulla terra.

Gli elementi vengono invocati nel cerchio magico e coinvolti, quasi in ogni tradizione, in qualsiasi tipo di rituale che si desidera fare. In genere, si comincia l'invocazione da EST, quindi con l'elemento aria, seguendo il senso orario in apertura e antiorario in chiusura, ma molti cominciano da NORD, in quanto elementi terra legato all'oscurità e alla morte/rinascita, dal quale ogni cosa inizia.

L'invocazione degli elementi non deve avvenire sempre a voce alta e non deve essere per forza un richiamo o un ordine, ma deve avere un preciso intento. Rispettare, ma mai implorare. Secondo alcune streghe ordinare ad uno spirito elementale di agire secondo il nostro volere significa soggiogarlo, o trattarlo come inferiore. Io sono dell'avviso che non esistano inferiori, e che niente ci sia veramente dovuto, ma qui non si parla di spiriti elementali, bensì di energie elementali. Richiedere l'aiuto degli elementi dovrebbe essere sempre fatto con garbo ma con decisione. Alcuni però ritengono che, essendo comunque in grado di "pagare" in qualche modo un servizio mediante un'offerta, una strega dovrebbe comandare e imporre la propria volontà agli spiriti convocati nel cerchio, affinché compiano ciò che viene loro richiesto. È una delle varie tendenze e vie diverse in cui si vedono le cose, e nonostante non sia d'accordo con loro, non posso nascondere che ci sia un senso in questo parere.

Finora abbiamo parlato di energie, pertanto di invocazioni. Quando ci si riferisce ai "Guardiani delle Torri", ci si riferisce a precise entità che fungono da filtro e protezione dei portali aperti sui piani elementali, da cui le energie giungono. In genere questa apertura avviene tramite l'uso di precisi simboli, quali il pentagramma. Ogni guardiano deve pertanto essere evocato, non invocato, nel cerchio. Il suo scopo sarà quello di proteggere il cerchio da influenze esterne e non utili all'operatore, nonché di tutelare il portale aperto grazie ai pentagrammi di invocazione, accertandosi che null'altro possa passare e fungere anche da valvola per portare l'energia nel cerchio nella giusta dose che ci è necessaria. Ogni torre è associata quindi ad un punto cardinale, e il suo guardiano viene convocato nel cerchio e asservito o invitato a lavorare per/con noi. Non mi dilungherò oltre su questo aspetto per il momento perché sfocia nella pratica.

Una strega di una certa esperienza potrebbe trovarsi a fraternizzare in qualche modo con alcuni elementi più che con altri; la richiesta stessa di aiuto non dovrà quindi più seguire un metodo distaccato o servile, ma più amichevole. Quando si richiamano gli spiriti molte e molte volte e quando li sentiamo intervenire e alterare comunque la nostra vita, le nostre dimensioni, con la loro presenza, impariamo a riconoscerli e a trattarli con quel piccolo briciolo di umanità in più, come se fossimo vecchi amici. Non c'è niente di strano nell'invocare l'aria con una canzone, o il fuoco con una danza. Fa parte dell'onorare la loro essenza.

La manifestazione degli elementi avviene quindi in due modi: quella dell'elemento stesso, ossia acqua, fuoco, terra o aria, e quella dell'elementale, ossia uno spirito che ne incarna l'essenza. Gli elementali sono classificabili in diverse caste, come possiamo vedere anche nel Liber 777, e i Guardiani sono di un tipo superiore. Tuttavia non sono riconosciuti ed evocati in tutte le tradizioni, anche se spesso quelli inferiori vengono comunque ricondotti ad abitanti del popolo fatato.

Ogni elemento ha una sua manifestazione elementale che non può essere percepita con i nostri cinque sensi, ma che esisterebbe nel piano originario dell'elemento stesso, e che avrebbe quindi una forma, una sostanza e un pensiero proprio che ne distinguerebbe la coscienza. Per manifestarsi, necessita però della materia dell'elemento stesso di cui fa parte.

Il lavoro con gli elementi, se fatto nel pieno rispetto delle leggi magiche e dell'equilibrio, è relativamente alla portata di tutti, e può cominciare con l'esame delle nostre qualità e delle nostre mancanze per capire, in base alle corrispondenze delle stesse con gli elementi, dove dobbiamo lavorare di più. L'equilibrio è fondamentale per qualsiasi tipo di lavoro magico, e lo squilibrio porta a malesseri di vario tipo, sia sulla sfera emotiva che quella fisica, anche se, per esperienza, questo rimane comunque una ricerca che non troverà mai la conclusione in quanto siamo ciò che siamo e in quanto esseri umani non possiamo essere perfetti.

Una volta che avete stilato una lista delle vostre qualità e dei vostri difetti, e ne avrete trovato le relative corrispondenze, potrete capire su che tipo di elemento vi conviene cominciare a lavorare per comparare le mancanze che avete e ritrovare l'equilibrio.

Alcuni consigli che posso darvi sono questi... ma sono solo degli spunti.

Per lavorare con la terra vi conviene piantare e far crescere delle piante. Le piante sono le migliori dispensatrici di vita, ossigeno e benessere. La terra è l'elemento femminile della madre, e porta soprattutto concretezza, ma anche tenacia e un'ottima capacità di gestire i soldi. Tuttavia è anche l'elemento della concretezza. Se ne avete troppa dovete compararla con un po' di passione (fuoco) o di ispirazione (aria).

Se dovete lavorare con l'aria, cercate di scrivere un'invocazione, o una poesia, e recitatela nel cerchio. L'aria è l'elemento dell'ispirazione e dell'arte, ma anche l'elemento dell'intelletto e della razionalità. Se vi manca aria significa che dovete ritrovare un po' di più la dimensione del divertimento e della leggerezza. Se ne avete troppa significa che dovete compararla con un po' di concretezza (terra) o passione (fuoco).

Per lavorare con il fuoco potete fare candele. La candela è l'oggetto di fuoco per eccellenza. È utile se vi manca emotività o passione, se la terra o l'aria vi dominano, se faticate a lasciar andare i vostri sentimenti, a gettarvi nelle situazioni, se il dominio di voi, il controllo, l'encrateia vi frena.

Se dovete invece lavorare con l'acqua vi consiglio di prendervi cura degli animali, o farvi lunghi bagni rilassanti con erbe, o prepararvi tisane depurative. Passate del tempo con i vostri cari. L'acqua è l'elemento dell'emotività, della compassione, della guarigione. Se ne avete troppa vi conviene lavorare un po' con l'aria e con la terra, che vi daranno un po' più di indipendenza e movimento.

A nostra insaputa, noi lavoriamo con gli elementi ogni ora del giorno. Gli elementi sono dentro di noi e una volta che sono stati riconosciuti, nessuno questo può negarlo; nemmeno lo scienziato subatomico che risolve equazioni di terzo grado su un postit.


Gli elementi nella nostra natura


Facciamo un passo indietro. Vediamo di cosa siamo fatti e come siamo fatti. Un paragone dell'essere umano tratto da "Io, Robot" di Isaac Asimov, ad esempio. Cutie, un robot di ultima generazione che ha sviluppato un intelletto individuale, osserva così gli umani: "La materia di cui siete fatti è molle e flaccida, manca di resistenza e di forza e deve dipendere, per il rifornimento dell'energia, dall'inefficiente ossidazione di materia organica. Voi passate periodicamente attraverso uno stato di coma e la minima variazione di temperatura, di pressione atmosferica, di umidità e di intensità delle radiazioni altera la vostra efficienza. Voi siete soltanto dei surrogati! Io invece, sono un prodotto finito. Io assorbo direttamente l'energia elettrica e la utilizzo con una efficienza pari al cento per cento circa. Sono composto di metallo fortissimo, sono continuamente cosciente e posso sopportare senza difficoltà le condizioni ambientali più diverse."

Ovvio che ci piacerebbe non sentirci come lui ci definisce, ma a parte il disprezzo che trapela tra le parole del robot, dove è l'errore? È vero che è così. Noi assorbiamo l'energia di cui ci serviamo e misurata in CAL attraverso la metabolizzazione di sostanze nutritive di vario tipo contenute nella materia organica, quindi negli altri esseri viventi. Potremmo sopravvivere senza nutrirci di altro che di frutti, vegetali, tuberi, radici, semi e funghi. Queste sei manifestazioni della vita, in maniere diverse, contengono tutto ciò che ci serve per sopravvivere. Non possiamo mangiare i sassi, per quanto possiamo metabolizzare alcuni minerali, o assorbire il fuoco direttamente, se non mediante metabolizzazione e trasformazione. Però gli elementi sono essenziali per la nostra vita. Se non respirassimo, moriremmo. E non esistono creature pluricellulari su questo pianeta che non necessitino di assorbire particelle di un qualche tipo di gas per sopravvivere. Disciolto in acqua o volatile, ma è necessario per tutti a parte alcuni batteri.

Necessitiamo di bere. Dobbiamo assumere dei liquidi perché il nostro corpo, contenente l'intera tavola degli elementi conosciuta, è fatto per almeno il 60% di acqua. L'acqua ci serve per mantenere i tessuti morbidi e facilitare la fluidità del sangue, e quindi il trasporto dell'ossigeno alle cellule del nostro corpo.

Il nostro corpo, caldo per via della temperatura del sangue che vi scorre dentro, è effettivamente, come osservava Cutie, sensibile alla "minima variazione di temperatura, di pressione atmosferica, di umidità e di intensità delle radiazioni". Questo significa che il sole, e quindi il fuoco di cui è pregno, e la sua corretta distanza dal nostro pianeta, nonché l'invio della giusta dose di radiazioni elettromagnetiche che ci raggiunge, ci è essenziale per la vita. Ma anche le scariche elettriche che permettono alle sinapsi di portare informazioni sono fuoco.

Mi sembra che la spiegazione sia sufficientemente scientifica anche per lo scienziato più scettico. Gli elementi sono essenziali per noi, e il loro equilibrio ci permette di vivere una vita sana e priva di eccessive complicazioni.


Gli elementi in ambito magico


In ambito magico gli elementi trovano spazio sul nostro altare nelle loro manifestazioni fisiche, l'incenso per l'aria, il sale per la terra, una candela per il fuoco e dell'acqua per l'acqua stessa. Ma c'è un quinto elemento da prendere in considerazione. Si tratta della punta del nostro pentacolo, quella che domina la testa nell'uomo vitruviano che vi potremmo disegnare. È lo spirito.

Il quinto elemento, detto anche Akasha, permea e fonde gli altri quattro elementi e li unisce. Ogni elemento prende forma nell'Akasha. L'Akasha è definibile come l'elemento da cui gli altri hanno origine e la trasformazione ultima della loro mutazione comune. Non esiste un modo vero e proprio per manifestarlo in natura, perché è l'energia pura, lo stadio supremo della materia. Esiste in ogni cosa e permette l'equilibrio delle forze che agiscono in natura, affinché, tessuto vivente, nessuna di esse prenda realmente il sopravvento sulle altre, alterando la delicatezza dell'esistenza. Nelle medicine orientali è noto come Prana, o Chi. Anche l'Akasha ha un suo modo di essere rappresentato, se vogliamo; ed è il cerchio, o l'ouroboros, il serpente universale che si mangia la coda. La conoscenza suprema, come una forma di vita formata di sola e pura energia che conosce tutto perché fa parte di tutto. Il ciclo delle stagioni (una associata ad ogni elemento) e quindi la ruota stessa che non si ferma mai, ma che scorre continuamente, senza capo ne coda, serie infinita di punti, passando da uno stadio all'altro.

Akasha è un termine di origine sanscrita, e significa semplicemente "etere". L'etere, a livello scientifico, è la materia di cui si suppone sia fatto l'universo, che come tale, è trasparente e priva di peso specifico, poiché non potendo riflettere la luce, non può rispondere della combinazione di riflessione dei fotoni dello spettro. Etere (dal greco αἰθήρ, confluito in latino come aether) significa "quintessenza". E altro non è ciò che Aristotele e i filosofi milesi, ricercavano come brodo primordiale della vita.


Quello che interessa noi, è che l'Akasha è l'energia inconoscibile ma riconoscibile, che, incastonata nel nostro corpo, ci permette la vita. Non ha sede fisica, perché scorre dentro noi, collegando la nostra stessa essenza al divino di cui fa parte, e come tale, prima o poi a quell'essenza divina ritornerà.

Non sempre viene invocata nel cerchio, poiché la sua esistenza è non fisica, quindi il suo potere è sempre presente.