The Reef & The Craft

Il tuo più tenue sguardo facilmente mi aprirà,
benché abbia chiuso me stessa come vita
sempre mi apri ogni petalo per petalo come la primavera fa
toccando accortamente misteriosamente la sua prima rosa
e io non so quello che c'è in te che chiude e apre solo
qualcosa in me comprende che è più profonda la luce dei tuoi
occhi di tutte le rose.
Nessuno... neanche la pioggia ha... Così piccole mani.

I Chakra

 

I Chakra
 

A cura di Vento Notturno
 

 

 


Cosa sono i Chakra?
I Chakra sono centri, fulcri e vortici di energia eterica. Il nome che li caratterizza, di origine sanscrita, significa "Ruota" e determina sia la funzione che svolgono nel nostro organismo sottile, sia la forma con la quale si manifestano sul Corpo Eterico. La loro funzione principale è quella di favorire lo scorrere energetico del Prana, mentre la loro funzione secondaria è quella di metabolizzarlo in modo sottile, assorbirlo, proiettarlo, trasformarlo, rigenerarlo e purificarlo, nonché di smaltirne le scorie nell'ambiente.
Ogni Chakra si manifesta come un vortice energetico sul piano eterico, e non casualmente sono localizzati in sette punti differenti del corpo umano, strettamente collegati a sette gruppi delle principali ghiandole endocrine. Per una curiosa coincidenza, queste stesse ghiandole, secondo gli studi scientifici, svolgono le medesime funzioni che i maestri yogi, nel corso di millenni, hanno attribuito ai Chakra. Pertanto, anche in tempi in cui non si aveva alcuna conoscenza medico-scientifica del sistema endocrino umano, la funzione di questi centri, invece, era già stata individuata e veniva utilizzata, insegnata e sviluppata da maestri vedici e così introdotta nella pratica yogica, nella dottrina induista e anche nella medicina dell'epoca.
Siamo chiaramente di fronte ad un sistema, quello dei Chakra, che è radicato nella cultura orientale da millenni. Infatti è stato introdotto solo in tempi recenti nella cultura esoterica occidentale, soprattutto grazie agli studi spirituali dovuti alla teosofia e a quelli magici ed occulti di grandi maghi come, ad esempio, Aleister Crowley.
Ogni Chakra, posizionato lungo l'asse della colonna vertebrale, è anche legato ad uno stadio evolutivo della creatura che lo porta. Nel nostro caso non è strettamente condizionato o legato all'individuo in particolare, ma soprattutto da un punto di vista umano, generazionale e a livello di specie umana, più che etnico o meramente culturale.
Ad adesso, ci è quasi possibile affermare che in occidente non esiste un sistema di guarigione di tipo olistico che non tenga in considerazione, anche solo in modo circostanziale, questi centri energetici. Il riconoscimento ha tuttavia portato a diverse visioni e associazioni dei Chakra. Ad ogni modo vediamo dove sono posizionati i sette principali.

I. Primo Chakra (Muladhara) _ Corrisponde alla Ghiandola Midollare del surrene. Apparato di assimilazione ed escrezione, retto, ossa, parte posteriore delle gambe e cosce.
II. Secondo Chakra (Svadhisthana) _ Corrisponde alle Gonadi. Apparato urogenitale, sistema linfatico e intestino crasso.
III. Terzo Chakra (Manipura) _ Corrisponde al Pancreas. Apparato digestivo, isole di Langerhans, plesso solare, diaframma, stomaco, fegato, cistifellea, duodeno, intestino tenue.
IV. Quarto Chakra _ (Anahata) _ Corrisponde al Timo. Apparato circolatorio, cuore e arterie, polmoni e braccia.
V. Qunito Chakra _ (Vishuddha) _ Corrisponde alla Ghiandola Tiroide. Apparato respiratorio, apice dei polmoni, corde vocali, lingua e nervi facciali.
VI. Sesto Chakra _ (Ajna) _ Corrisponde alla Ghiandola Pituitaria. Sistema nervoso centrale.
VII. Settimo Chakra _ (Sahasrara) _ Corrisponde alla Ghiandola Pineale. Cervello.

La Funzione dei Chakra
Il posizionamento dei sette Chakra sulla colonna vertebrale segna e determina lo scambio energetico tra il corpo fisico e i corpi sottili, ma, nello stesso tempo, collega il nostro corpo a tutto il resto del cosmo, mantenendo un continuo legame con esso e il resto del mondo, sia fisico che eterico.
Spendiamo due parole, tuttavia, sul tipo di energia di cui parliamo. Essa è detta Prana, secondo la visione vedica, o anche QI, Ki o Chi, nella visione più orientale cinese e giapponese. La parola Prana, come comunemente preferisco chiamarla io, significa letteralmente "Energia Primordiale" e manifesta, nel suo stesso nome, l'interezza della sua complessa semplicità. È sia la forza vitale sia la costituzione stessa, a livello sub atomico, dei diversi flussi che scorrono dentro di noi e attraverso i quali portiamo gran parte delle informazioni legate alla nostra stessa vita.
Ogni Chakra non si muove da sé, ma secondo un'armonia e una continua correlazione con gli altri centri del nostro corpo. In questo modo, come può capitare, se uno dei nostri Chakra dovesse cominciare a lavorare male e ad apparire disarmonico o in qualche modo bloccato, il risultato si verificherebbe anche su quelli adiacenti. In questo modo, lo stato stesso dei nostri centri può divenire anche un metodo diagnostico utile ad individuare con una certa celerità e sicurezza possibili disturbi sul corpo che, secondo quello che abbiamo visto sugli articoli relativi ai Corpi Sottili, possono giungere dal fisico per influenzare eterico, astrale, mentale e causale, oppure seguire un moto inverso.
In questo modo possiamo identificare due moti energetici che si snodano lungo i nostri sette Chakra: uno ascendente (che induce alla creazione e all'ispirazione) e uno discendente (che induce alla manifestazione e alla realizzazione). L'armonia tra questi due moti porta l'equilibrio tra corpo, mente e spirito. Una possibile disarmonia invece induce stati di malessere che possono essere individuati e di conseguenza curati, se non guariti, proprio operando sui Chakra stessi.
 

 


Questo doppio moto energetico si manifesta sul corpo eterico, per chi ha la fortuna di poterlo vedere, pressoché come due serpenti che si attorcigliano lungo la spina dorsale e le cui spire si incrociano, come una doppia elica di DNA, in corrispondenza dei nostri centri energetici. È interessante notare, infatti, come molte tradizioni esoteriche, religiose e magiche antiche, come quella egizia, tendessero a riconoscere questi punti. Non per nulla, infatti, vediamo come sulla fronte di Iside fosse presente la testa di un serpente esattamente in corrispondenza del Terzo Occhio. Ma questo aspetto lo vediamo anche nelle tradizioni orientali, in cui ogni Chakra veniva rappresentato come un fiore di loto, considerato come un aspetto della purezza, dal momento che nonostante metta radici nel fango, sboccia sulla superficie dell'acqua e mantiene la sua bellezza in modo immacolato. E questo è anche un po' una parafrasi dell'essere umano, che nel corso della sua evoluzione ha mantenuto i piedi per terra ma si è proiettato verso i cieli reggendosi dritto sulla schiena e staccandosi, in questo modo, dai suoi cugini primati. Proprio come il loto, nella tradizione vedica ogni Chakra si dice abbia un preciso numero di petali.
Charles Webster Leadbeater, vescovo vetero-cattolico, ma soprattutto teosofo, chiaroveggente e autore di svariati libri rappresentò i sette Chakra principali esattamente come lui riusciva a vederli sul Corpo Eterico, essendo in possesso della facoltà di poter distinguere i colori dell'aura. Come vediamo, ogni Chakra è in qualche modo diviso in diversi spicchi, così da dare la sensazione di essere costituito da un numero particolare di petali.

 

 



Anatomia dei Chakra
Da un punto di vista eterico i Chakra principali sono composti in due modi, indipendentemente dalle rappresentazioni artistiche o simboliche che ne possiamo derivare: sono dei vortici. Per capire esattamente la loro forma è utile immaginare il nostro corpo eterico come se fosse fluido e che ad ogni Chakra corrisponda una fuga. La caduta del corpo eterico, come attratta all'interno, crea l'effetto vortice che vedremmo in un lavandino pieno d'acqua a cui è stato tolto il tappo. Questo vortice, cinque volte su sette, ossia a parte il primo e il settimo, è speculare, ossia si manifesta sia davanti che dietro, ruotando in direzioni differenti. Pertanto, in una visione trasversale del corpo eterico, si rappresenta come un doppio imbuto.
Come dicevamo, il primo e il settimo Chakra, differentemente dagli altri, non hanno una posizione bilaterale, ma unilaterale. Il primo Chakra risulta infatti posizionato come un cono con la punta leggermente inclinata, di circa 30°, verso l'area pubica, mentre il settimo è verticale al centro del cranio, con la punta verso l'interno.

 



I Chakra, secondo tradizione, possono essere divisi in due parti: quella a forma di imbuto, con la parte più stretta orientata verso l'interno del corpo fisico che termina, in ultimo, in una struttura che ha la funzione di filtrare le energie esterne in modo da non ridistribuirle all'interno del corpo eterico, e una parte più interna, detta "radice del Chakra". Questa parte a sua volta è costituita da una parte superiore ed una inferiore: la prima cattura ed aspira l'energia pulita diffondendola nel corpo, mentre quella inferiore espelle quella di scarto nell'ambiente circostante, affinché possa essere riciclata e riutilizzata. Il Centro principale per l'assorbimento dell'energia e la sua ridistribuzione nel corpo è quello chiamato "Splenico", ossia in concomitanza con la milza o le gonadi, che ha il compito di distribuire il Prana nel corpo.
Ma da dove viene preso il Prana che il Centro Splenico, ossia Svadhisthana, ridistribuisce in tutto il corpo? La scienza moderna ha individuato solo ora il Sole come il serbatoio e il diffusore della forza vitale sulla Terra, ma la scienza occulta ed esoterica questa verità l’aveva già chiara da molto tempo e non solo, si è anche addentrata nelle profondità della spiegazione a livello atomico e subatomico. Infatti il Sole emana sette tipi di atomi che vengono raccolti dal centro Splenico. Ognuno di essi è legato ad un colore differente che, da un mero punto di vista umano e fisico, non ci è completamente comprensibile, ma che rispecchia, come detto sopra, anche il diverso stadio evolutivo degli esseri viventi; questi sette colori sono esattamente collegati ai nostri Sette Chakra: ossia rosso, arancio, giallo, verde, blu, viola e bianco o, secondo differenti visioni rosso-rosato, rosso cupo, arancio, giallo, verde, turchese, violetto. Svadhisthana raccoglie i sette atomi e li ridistribuisce al corrispettivo centro per armonizzarlo, in linea con tutti gli altri.
Siamo di fronte, a questo punto, ad un sistema linfatico sottile che raccoglie diverse varietà di Prana provenienti dai globuli solari per favorire lo scorrere energetico attraverso tutti i centri e rivitalizzare il corpo. Vediamo quindi come gli atomi di Prana entrino nell'incavo ad imbuto del Chakra, ne vengano filtrati e ridirezionati. La radice del Centro, posizionata a ridosso della spina dorsale, lo collega direttamente al canale più importante di tutto il sistema, che attraversa in modo longitudinale la colonna vertebrale mantenendo una connessione continua tra il primo Chakra, a livello di coccige fino alla Corona, sulla sommità del capo, e il cui nome è "Sushumna". Al lato di Sushumma corrono le altre due Nadi principali, ossia i "tubi", dal nome stesso vedico noti come Ida e Pingala, che non sono altro che i canali entro cui il Prana si sposta attraverso il nostro corpo, smosso dal vorticare dei Chakra.
Ora, torneremo sulle Nadi in articoli diversi. Per il momento rimaniamo sul concetto già complesso dei Chakra. Abbiamo detto che hanno due polarità: quella frontale, che è spesso definita Yang, e quella posteriore, che è definita Yin. Così come hanno due polarità di presenza nel corpo, hanno di conseguenza due direzioni di movimento: quella oraria, definita come maschile e positiva, e quella antioraria, ritenuta femminile o negativa. Ovviamente si parla di positivo e negativo come polarità, privi di accezioni diverse, pertanto a loro volta ogni energia, sia Yang che Yin, ha due aspetti, costruttivi e distruttivi. La polarità Yang ha come aspetti costruttivi la forza di volontà e l'intraprendenza e come aspetti distruttivi la violenza e l'aggressività, mentre la polarità Yin ha la ricettività e l'accettazione come aspetti costruttivi, ma anche la stagnazione e la debolezza come distruttivi.
Non esiste una direzione base verso cui i Chakra ruotano, ma quello che è certo è che si muovono in modo alternato. Pertanto se in una persona Muladhara si muove in senso orario, Svadhisthana si muoverà in senso antiorario, di conseguenza Manipura si muoverà in senso orario e così via, come ruote di un ingranaggio dentro cui si muove un nastro che scende e sale, in un moto continuo, distribuendo energia.

Chakra e sviluppo umano
Il grosso errore che si tende a compiere in molti ambiti esoterici, e a mio avviso anche più grave, in alcuni ambiti di pretesa di guarigione, è vedere i Chakra come punti unici del nostro corpo e non come un sistema che è al continuo bisogno, richiamo e alla continua ricerca di equilibrio ed armonia. L'applicazione che viene fatta dei Chakra nei sistemi esoterici è, infatti, per lo più di tipo simbolico e circostanziale e, nella maggioranza dei casi, strettamente collegata ad un concetto energetico fine a se stesso. Ma in questo modo viene completamente ignorato il lato più determinante dei Chakra stessi, ossia il fatto che non denotano solo lo stato di salute della persona, ma anche il suo grado evolutivo. A seconda, infatti, di quanto questi centri sono sviluppati, aperti e funzionanti, ci è possibile determinare il livello spirituale di chi stiamo guardando. Le popolazioni antiche lo sapevano bene. Ed infatti una delle più accreditate ipotesi nei riguardi della presenza dell'Aureola luminosa intorno al capo dei santi nell'iconografia cristiana riguarda proprio la rappresentazione grafica di un settimo Chakra ben sviluppato ed evoluto.
Ora, osservando il fatto che i centri siano esattamente sette, pensiamo inevitabilmente a un aspetto ciclico prestabilito che è riconoscibile in moltissimi altri ambiti universali, primo tra tutti quello umano. Sette è infatti il numero che governa i cicli vitali umani e animali. Quando l'ovulo viene fecondato, rimane embrione per sette settimane prima di trasformarsi in un feto e la gravidanza umana dura in media 280 giorni, ossia quaranta volte sette. Una volta nato, un essere umano impiega sette mesi per avere i primi denti da latte e a cicli di sette anni cambierà completamente a livello cellulare, rinnovandosi e abbandonando ogni singola cellula per sostituirla con una nuova. A sette anni un essere umano avrà i denti definitivi, a quattordici uscirà dalla pubertà, a ventuno completerà il suo sviluppo. A questo punto, osservando il sistema nella sua completezza possiamo porre lo sviluppo fisico, mentale e spirituale di un essere umano nell'arco di sette volte sette anni, ossia 49 anni, passando dal primo Chakra, legato agli istinti, fino al settimo, legato all’appagamento spirituale e alla ricerca della pace e dell'illuminazione. E una volta compiuto il ciclo di 49 anni semplicemente entreremo in una nuova fase della nostra esistenza e, come ricominciando da zero, svilupperemo un aspetto evolutivo più alto.
L'aspetto dei Chakra da un punto di vista evolutivo è complesso e variegato e il rischio, come sempre, è quello di inoltrarsi in un coacervo di informazioni inestricabili e in cui non è facile orientarsi, soprattutto perché, con l'introduzione di questo sistema nelle dottrine occidentali si è notata, spesso, la necessità di associarlo, a volte forzatamente, ad aspetti predeterminati e spesso basati, invece, su sistemi non settenari, bensì quaternari o a volte quinquenari, come ad esempio gli elementi della tradizione alchemica occidentale: aria, acqua, terra, fuoco + spirito. Il bisogno, quindi, di introdurre due o a volte tre ulteriori elementi ha portato le persone a domandarsi, spesso, quali corrispettivi definire pur mantenendo una certa coerenza. Un esempio interessante in questa associazione l'ho visto fare da Anodea Judith, autrice di alcuni libri a riguardo, che sposa l'associazione dei diversi Chakra agli elementi della tradizione alchemica occidentale secondo lo schema diffuso per i primi quattro, per poi definire gli ultimi tre in modo diverso:

Chakra I: Terra
Chakra II: Acqua
Chakra III: Fuoco
Chakra IV: Aria
Chakra V: Suono
Chakra VI: Luce
Chakra VII: Pensiero

Altre tradizioni, invece, come la Progressive Witchcraft, associano gli elementi in modo diverso, posizionando sul quinto Chakra l'Etere, sul sesto la Mente e sul settimo lo Spirito. Ho avuto modo di lavorare con queste associazioni per alcuni anni, seguendo personalmente il ciclo di seminari tenuti da Janet Farrar e Gavin Bone, e posso dire che questo sistema funziona egregiamente all'interno dell'ambito legato a quel tipo di tradizione, facendo ovviamente acqua da tutte le parti se si cerca di applicarlo a situazioni differenti. Ma in fondo non è mai stata intenzione degli ideatori, fino a prova contraria, quella creare un sistema universale e riconosciuto da chiunque e in qualunque tradizione esoterica e magica, ma solo quello di trovare una spiegazione più esaustiva di un concetto evolutivamente limitante come quello di un sistema basato su quattro elementi, che non trova più una completa soddisfazione nei seguaci delle dottrine occulte più moderne. Dopotutto, così come era ed è ancora per i sistemi quaternari, anche in svariate branche dell'esoterismo e in diverse religioni, infatti, il numero sette è corrispettivo di raggiungimento dell'illuminazione verso l'estrema perfezione delle mutazioni umane. Senza entrare troppo nel dettaglio del numero sette e dell'aspetto numerologico, che spetterebbe ad una persona più preparata, possiamo comunque ricordare come sia facile associare i Chakra ai sette bracci del Menorah, il candelabro sacro legato alla fede giudaica. Secondo la legge mosaica, sette luci vi vengono poste a rappresentazione della fede perennemente accesa in Dio. E proprio nella Cabala, il sette rappresenta ancora un concetto evolutivo anche nell'essenza stessa della vita che viene suddivisa in vegetativa, nutritiva, sensitiva, intellettuale, sociale, naturale e infine divina. Non è un mistero che il sette sia un numero sacro. Lo è per gli ebrei come lo era per gli egizi, per i greci, ed in particolare i Pitagorici, che lo consideravano "privo di madre", ossia amitor, ma anche per i mussulmani e per i romani, che secondo la leggenda si appoggiarono su sette oggetti sacri per rendere "eterna" Roma: l'Ago di Cibele, le Ceneri di Oreste, figlio di Agamennone, il velo di Ilione, la Quadriga della città di Veio, la statua di Atena e lo scettro di Priamo. Infine, si può dire che il numero sette sia sacro anche per noi streghe.
Ovviamente non possiamo non associare i sette Chakra all'alchimia e non ricordarci come le Scienze Muratorie fossero divise in due macrogruppi: le tre discipline propedeutiche, dette anche il trivio letterario, composte da grammatica, retorica e logica, e il quadrivio scientifico, composto in questo caso da aritmetica, geometria, musica e astronomia. All'epoca, inoltre, si potevano contare solo sette pianeti nel sistema solare e su questa associazione si ha il corrispettivo dei metalli in cui Mercurio è legato all'anima, mediana tra corpo e spirito, il Sole associato all'oro e all'incorruttibilità nel suo spirito di purezza, la Luna legata all'argento e all'anima eterea, lo Spirito Animico dello Stagno legato a Giove, lo Spirito Corporeo del Ferro legato a Marte, l'Anima Corporea di Venere legata al rame, e il Piombo di Saturno legato al corpo fisico.
Allo stesso modo possiamo contare anche sette note fondamentali e sette chiavi musicali, sette giorni della settimana, sette ossa del tarso del piede, sette vertebre cervicali, sette sigilli, sette colori dell'arcobaleno. Le associazioni sono così tante che sarebbe necessario un articolo a se stante, ma comunque al momento non ci interessano.
Nei prossimi articoli avremo modo di vedere in particolare ogni Chakra, le sue funzioni ed associazioni, e di addentrarci un po' di più nei diversi concetti così diffusi ma poco compresi di "chakra bloccati".

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