The Reef & The Craft

Il tuo più tenue sguardo facilmente mi aprirà,
benché abbia chiuso me stessa come vita
sempre mi apri ogni petalo per petalo come la primavera fa
toccando accortamente misteriosamente la sua prima rosa
e io non so quello che c'è in te che chiude e apre solo
qualcosa in me comprende che è più profonda la luce dei tuoi
occhi di tutte le rose.
Nessuno... neanche la pioggia ha... Così piccole mani.

I Corpi Sottili

 

 

I Corpi Sottili
 

A cura di Vento Notturno
 

 

 


CORPO/DOPPIO ETERICO


Appena al di sopra del corpo fisico e grossolano, troviamo il primo corpo sottile, il più denso dei tre. Il suo nome è definito come “Eterico”. Il termine, come abbiamo visto anche negli articoli sugli elementi, deriva dal greco antico αἰθήρ - aether. Il suo significato è letteralmente “Quintessenza”, un termine derivato dal latino quinta essentia e ancora dal greco pémpton stoichêion. Questo concetto è derivato dal pensiero filosofico aristotelico che riconosce la materia come costituita di quattro elementi principali, che poi sono stati riconosciuti e tuttora inglobati nel pensiero filosofico e alchemico occidentale su cui la stregoneria e la magia tradizionale basa i suoi insegnamenti: terra, acqua, aria e fuoco, con polarità attive e passive. La fusione dei quattro elementi, secondo questa filosofia, ne genera un quinto, mantenendo costanti entrambe le due polarità nello stesso tempo. Attualmente nella stregoneria il quinto elemento è stato definito anche come “spirito”, ritenendolo una summa dei quattro. Tuttavia, da un punto di vista teosofico, per comprendere cosa realmente è il Corpo Eterico è necessario cambiare spettro di visione e non limitarsi ad una concezione rigidamente magica.
Il Corpo Eterico, tra i diversi Corpi Sottili, è l’unico ad essere “riconosciuto” in qualche modo dalla medicina pseudo scientifica, soprattutto grazie alla fotografia Kirlian, scoperta accidentalmente da Semyon Kirlian nel 1939 e tuttora contestata da molte branche della scienza. è grazie a questa tecnica che è stato possibile verificare come tutti gli esseri viventi sono in possesso di un Corpo Eterico e come questo si presenti più o meno brillante, ma che soprattutto per quanto legato al fattore vitale non sia legato a doppio nodo al calore, e come persista anche in corpi che non sono, tecnicamente, vivi. Ad esempio è nota la foto kirlian di una foglia di acero tagliata a metà e in cui il Corpo Eterico si denota chiaramente anche nella parte omessa e tagliata.
Tuttavia l’Etere fu ipotizzato in termini scientifici anche nel 1800. Fu la stessa Madame Blavatsky a ricollegare l’Etere occidentale a quello orientale e sanscrito di Akasha a livello prettamente cosmologico, il cui nome riprende il medesimo concetto, e ad identificarlo invece a livello individuale con il Prana, ossia l’energia vitale che scorre negli esseri viventi e che si genera e si trasmette grazie ai sette chakra. Vedremo poi questo concetto nel dettaglio nell’articolo legato a questo corpo.
Il Corpo Eterico è il più denso dei corpi sottili. Si estende al di fuori del corpo fisico in modo variabile e, come per gli altri corpi sottili, la sua densità è maggiore all’interno stesso del corpo grossolano. Il Corpo Eterico manifesta lo stato di salute fisica della persona, pertanto è strettamente collegato alla vitalità stessa. In una persona sana e in piena salute (nel limite umano di questo termine), il Corpo Eterico può estendersi fino anche a dieci centimetri dal Corpo Fisico. In una persona malata o non particolarmente vitale rimane contratto e non si estende più di tre centimetri. In una persona che pratica molto sport o esercizio fisico, il Corpo Eterico può estendersi fino anche a quindici centimetri. La concentrazione di atomi eterici, tuttavia, è sempre più rarefatta all’esterno e condensata all’interno dei confini del Corpo Grossolano.
A livello sottile, il Corpo Eterico è strettamente legato all’istinto, pertanto anche alla sessualità, ed è il corpo che trattiene, dentro di sé, la memoria del dolore fisico. Ogni ferita che noi riceviamo sul corpo grossolano si ripercuote a livello vibrazionale sull’Eterico il quale, se non guarisce, può trasmettere questa ferita anche sui Corpi Superiori. Di conseguenza, ogni ferita che si riceve sul Corpo Eterico si trasmette sul Corpo Fisico, tramutandosi in patologie prive di precedenti implicazioni apparenti che ne possano spiegare la comparsa.
Il Corpo Eterico è noto, nei linguaggio teosofico, come Doppio Eterico, per il fatto che richiama in maniera speculare l’intero corpo umano in ogni sua forma. I sette Chakra risiedono in particolar modo su questo corpo e con essi anche le Nadi, i veicoli attraverso cui il Prana si diffonde nel corpo, irrorandolo.
Tra i diversi corpi, quello Eterico è il più soggetto agli attacchi di tipo psichico a livello base, ossia quelli vampirici da parte delle entità più elementari, per il semplice fatto che è l’estensione della forza vitale stessa.
La Pranoterapia, l’arte di guarire con le mani, agisce in modo quasi esclusivo proprio sul Corpo Eterico attraverso un flusso continuo di Prana attraverso i sette chakra e lungo le mani. In questo modo, curando il Corpo Sottile del paziente, il pranoterapeuta tende ad alleviare i malesseri del corpo fisico, ad esso strettamente collegato. Questo tipo di Guarigione, tuttavia, comporta una pratica e una capacità che per molti versi e da molte persone è sottovalutata, per di più con risultati del tutto sgradevoli. Quando una persona, infatti, si rivolge ad un guaritore, questo deve fare da veicolo del riciclo pranico del paziente, prelevando la sua energia e sostituendola con altra più pura, in modo da riequilibrare uno stato di squilibrio sottile. Molte persone, improvvisandosi guaritori, pur avendo delle capacità reali non canalizzano il Prana attraverso i propri chakra prima di donarlo al paziente e, di contro, non scaricano correttamente quello che prelevano, con il risultato di ammalarsi loro stessi, con anche identici sintomi, mentre guariscono qualcuno.

CORPO ASTRALE/EMOZIONALE


Il secondo corpo sottile che troviamo è quello noto come Corpo Astrale. Secondo la filosofia teosofica questo corpo svolge il compito di permettere a chi lo possiede di “provare emozioni”, pertanto è noto anche come “Corpo Emozionale”.
Il nome stesso del corpo astrale deriva dal greco aster, ossia “stella”, dal momento che è ritenuto da molti il corpo che permette di “viaggiare” nei reami sottili attraverso quello che in esoterismo è noto come “viaggio astrale”, purtroppo da moltissime persone confuso in modo improprio con alcuni sogni lucidi, con i viaggi sciamanici, con la visione a distanza, con la chiaroveggenza e a volte, in modo anche abbastanza ingenuo, con gli stessi sogni inconsci dove, per motivi che esulano dall’esoterismo e sfociano nella psicologia analitica, entriamo in contatto con alcune sfere del nostro subconscio dove riesaminiamo, attraverso aspetti per lo più archetipici e simbolici, alcuni traumi, difficoltà, sensi di colpa, emozioni profonde ecc, che proviamo e che non siamo in grado di metabolizzare o esaminare con dovizia e volontà nella fase conscia del nostro stato di veglia. Il Corpo Astrale è riconosciuto da moltissime culture e porta questo nome anche per la brillantezza e la lucentezza multicolore con cui appare a chi è dotato della capacità di vederlo. Infatti, proprio per il fatto che è associato alle emozioni, questo corpo non solo consente di provarle, ma le rispecchia e le manifesta attraverso diverse tonalità mediamente riconoscibili dal chiaroveggente. Come ben possiamo immaginare, pertanto, la capacità di viaggiare in astrale concede anche la facoltà di percepire le emozioni di chi ci troviamo di fronte, potendole vedere con gli organi astrali. In questo modo è ben difficile, per i poco pratici, mentire deliberatamente durante uno di questi viaggi, dal momento che il nostro corpo astrale ci comunicherebbe che una menzogna è in corso proprio attraverso la manifestazione di diversi colori.
Il Corpo Astrale si estende al di fuori del corpo fisico per svariati centimetri. Tuttavia, manifestando le emozioni della persona stessa, ha dimensioni variabili a seconda dello stato emotivo del soggetto. Pertanto, una persona emotivamente poco incline a rapporti sociali avrà di conseguenza un Corpo Astrale molto ristretto, mentre una persona molto espansiva e allegra avrà, al contrario, un corpo Astrale decisamente dilatato.
La materia che compone questo corpo è del tutto malleabile e risiede sul piano relativo, ossia l’Astrale. A differenza del piano fisico o denso su cui risiede il corpo relativo, che può contare su quattro dimensioni, il piano astrale ha sette dimensioni e come tale possiede una fisica con leggi apparentemente anomale e del tutto incomprensibili a chi non ha mai avuto la possibilità di viverle di prima persona. La prima percezione che abbiamo quando siamo sul Piano Astrale è la sua totale assenza di tempo che, sul piano fisico, tendiamo a considerare (a torto, anche per via della Teoria della Relatività) una costante universale. Questa assoluta mancanza di tempo è, infine, quella che ci consente di “prevedere” eventi futuri e “apparentemente” non ancora realizzatisi. Uso il termine tra virgolette per il semplice fatto che la realtà è da considerare come se fosse un libro: un libro che noi leggiamo ad esempio dalla pagina 1 alla pagina 500. Leggendo questo libro seguendo lo schema delle pagine numerate viviamo la storia in esso contenuta come se questa fosse in svolgimento e pertanto scandita da una serie di eventi conseguenti l’uno all’altro. Ma, di fatto, il libro è lì tutto assieme e con esso anche la storia: come se questa fosse stata già scritta; pertanto siamo noi che tendiamo a seguirla secondo la numerazione riportata nelle pagine, vivendola e percependola in una certa maniera. Nulla ci vieta, quando leggiamo un libro, di cominciarlo dalla fine oppure di saltare dei capitoli. Certo, il fatto che la nostra mente è in larga misura concettualizzata su uno stato temporale, riuscire a contestualizzare e concepire uno stato atemporale ci è quasi impossibile, pertanto quando viviamo una percezione di “premonizione” o quando abbiamo una visione che reputiamo sia legata al futuro, o ad un possibile futuro, spesso ci arriva in modo frammentario. Ma questa percezione è dovuta al semplice fatto (semplice solo nel concetto teorico) che, esattamente come se prendessimo un libro a caso da una libreria e lo aprissimo ad una pagina a caso leggendo la prima frase che ci capita, noi non sempre possediamo la facoltà di contestualizzare ciò che vediamo (dal momento che non sappiamo quale sia il trascorso di eventi che conduce a ciò che abbiamo visto) se non descrivendo questa premonizione come se fosse una visione frammentaria e, spesso, soggetta ad interpretazioni.
è proprio in questo contesto che i divinatori in genere utilizzano degli schemi prefissati per divinare, spesso tradotti in simboli archetipici adatti a intuire il futuro attraverso l’uso di codici di interpretazione comprensibili a chi li usa, come le rune, I Ching o i tarocchi.
La seconda peculiarità dell’astrale, nel suo avere sette dimensioni, è percepibile come la capacità di potersi muovere nello spazio senza, negli effetti, coprire alcuna distanza. Questo, in parte, è dovuto all’assenza della costante del tempo come la percepiamo sul piano denso. Nei fatti, quando noi ci spostiamo da un punto A ad un punto B, non ci stiamo muovendo solo nello spazio, ma anche nel tempo. Se, per qualche motivo, potessimo muoverci nello spazio senza farlo contemporaneamente anche nel tempo, allora non avremmo alcuna percezione di spostamento, ma saremmo nel punto A e nel punto B allo stesso momento.
La terza peculiarità dell’astrale è quella di privare la percezione umana della fisicità degli organi di senso. In questo contesto pertanto chi viaggia in astrale possiede la facoltà (assolutamente normale sulla fisica del piano) di poter vedere in qualsiasi direzione contemporaneamente. La spiegazione che si ha di questo è dovuta al fatto che ogni atomo del nostro corpo astrale interagisce con l’altro in modo diretto; esattamente come noi abbiamo la percezione del nostro corpo in ogni istante. Ad esempio io, che in questo momento sono seduto davanti al computer, percepisco i vestiti che indosso, la sedia sotto il sedere, i piedi nelle scarpe, la plastica dei tasti della tastiera, la scrivania sotto gli avambracci, l’aria che mi entra nei polmoni, gli occhiali sul volto perché a contatto con la mia pelle. E queste sono percezioni dovute ai nervi dell’epidermide: ma nello stesso tempo io possiedo la percezione delle mie mani, dei miei piedi, della mia testa, del mio corpo nella sua interezza in qualsiasi momento in ogni suo confine. E lo percepisco non solo perché ho consapevolezza che è al suo posto, ma perché questo è collegato in modo continuo al mio cervello attraverso il sistema nervoso. Se nottetempo mi sedassero e mi amputassero una gamba, al mio risveglio io continuerei a sentirla al suo posto? Per un largo lasso di tempo sì, dal momento che il corpo eterico non verrà amputato insieme al fisico (e questa è una testimonianza scientifica nota come “arto fantasma), ma poi comincerò a non percepirlo più perché il corpo eterico, non rigenerato, si dissolverà e si adatterà ai nuovi confini.
Nel caso dell’astrale, il nostro corpo possiede la consapevolezza intera di sé e ci permette, pertanto, di percepire il mondo attraverso le emozioni, privandolo quindi del vincolo della carne e della fisicità dell’organo di senso di materia densa. In questo modo, in soldoni, quello che ci capita è che possiamo modificare la nostra sostanza in ogni momento solo con il potere della volontà e, con essa, anche la sostanza che ci sta intorno. è su questa legge che si basa il principio degli incantesimi.
Il Corpo Astrale si divide in Inferiore e Superiore a seconda del grado evolutivo dell’entità, incarnata o meno che sia, che ne è in possesso. La suddivisione dell’Astrale in Inferiore e Superiore permette la classificazione delle emozioni in due diverse macro categorie: le emozioni basilari e quelle complesse. Possiamo definire le emozioni base quali amore, odio, paura, rabbia, affetto, tristezza, gioia e quelle complesse come sete di vendetta, senso di colpa, rancore, altruismo, spirito evolutivo e migliorativo, compassione. Vedremo poi nel dettaglio cosa questo significa, ma basti sapere, per ora, che gli esseri umani sono l’unica creatura incarnata su questo pianeta, allo stato attuale dell’evoluzione, in possesso di un corpo Astrale Superiore. Molti mammiferi su questo pianeta sono in possesso di un Corpo Astrale Inferiore completo e possiamo citare con cognizione di causa alcuni roditori, gli equini, i felini, i canidi, i bovini, gli ovini, i giraffidi, gran parte dei cetacei, i primati, gli elefantidi, nonché gli ursidi e alcune altre specie minori tra cui i mustelidi, e alcune specie di uccelli come i cigni, gli albatross, i pinguini e i rapaci. Molti altri mammiferi sono in possesso di un Corpo Astrale Inferiore appena accennato e non completamente sviluppato, ma comunque presente, ad esempio moltissimi altri animali come rettili e pesci, in cui il corpo eterico è ancora predominante.
Il Corpo Astrale, provando emozioni, genera quelle che sono chiamate “forme emozionali”. Quando un’emozione è particolarmente forte e radicata, questa può influenzare in qualche modo la percezione delle stesse e la vita della persona. Queste “forme emozionali” hanno la capacità, vibrando, di influenzare i corpi astrali delle persone nei pressi. Come funziona questo principio? In effetti è identico a quello secondo cui la vibrazione del suono si trasmette nell’etere e nell’aria attraverso le frequenze e che mette in atto la risonanza per simpatia; nella musica questo evento è noto soprattutto per i risuonatori di Helmholtz e si basa sul principio secondo cui le vibrazioni sonore influenzano armonicamente l’ambiente intorno ad esse che riescono a raggiungere e che, vibrando alla stessa frequenza, riverberano il suono prodotto senza che siano sollecitate direttamente. Con il Corpo Astrale e il Mentale funziona allo stesso modo: quando entriamo in contatto con una forma emozionale, questa vibra secondo alcune frequenze, emettendo delle onde che il nostro corpo riconosce e che, assorbendo, ci fa provare l’ombra di quelle stesse emozioni. Pertanto noi riusciamo a percepire la tensione, la rabbia, l’amore, l’affetto delle persone che incontriamo e con cui comunichiamo attraverso i corpi sottili prima di riuscirci attraverso il giudizio del linguaggio verbale e del corpo. Basti pensare ai non vedenti che riescono a percepire le emozioni delle persone senza poterle vedere in volto, perché hanno imparato a fare a meno di un organo di senso determinante. Questo metodo di percezione più sottile è stato chiamato empatia, termine che deriva dal greco εμπαθεία – empatéia, che significa letteralmente “Sentire dentro”, nel senso di percepire le emozioni degli altri come se fossimo noi stessi a provarle.
Come in ogni cosa esistono persone più “empatiche” di altre, ma in linea di massima è una prerogativa umana, direttamente influenzata, tuttavia, dal Corpo Mentale che, se troppo dogmatico e rigido, tende a schiacciare le emozioni provate dal Corpo Astrale sopprimendole sotto il peso dell’ego e relegandole ad uno stato inferiore. Questo evento è tristemente comune nel mondo attuale, che reclama all’eccellenza e alla presenza mentale sopra quella emotiva e, in larga misura, è stata introdotta dal patriarcato.
Nonostante ciò noi tutti siamo come risuonatori di Helmholtz e siamo in grado di percepire il mondo che ci sta intorno, fatto di persone e animali, anche grazie alle vibrazioni astrali. In questo modo, le ferite che si verificano sul Corpo Astrale si ripercuotono su quello Eterico e poi sul fisico, e possono essere causate da forti emozioni, traumi emotivi o forme emozionali che inducono un effetto domino nel Corpo Astrale. Anche attacchi di tipo astrale causano lacerazioni, buchi e ferite in questo corpo, alterando lo stato emotivo delle persone e causando a lungo andare anche un malessere fisico.

CORPO MENTALE


Sopra il Corpo Astrale troviamo il Corpo Mentale, il terzo in termini di evoluzione spirituale. Ad adesso l’essere umano è l’unico, su questo pianeta, a possedere un Corpo Mentale completo e sviluppato. Solo alcune specie animali possono contare su alcuni accenni di Mentale Inferiore, che permette loro di apprendere delle nozioni semplici, per lo più legate ad un rapporto continuo e assiduo con l’essere umano che le educa, le istruisce e le addestra grazie a stimoli di premio/punizione sul piano fisico, e come progresso evolutivo nel continuo scambio emotivo e mentale che si instaura attraverso un rapporto di fiducia, amore, fedeltà e amicizia. Come anche il Corpo Astrale, il Mentale si divide in Superiore ed Inferiore, dove quest’ultimo va a coincidere in densità con l’Astrale Superiore. Pertanto le emozioni più complesse, per poter emergere, hanno bisogno di essere concepite anche, in parte, nel Mentale.
Come dice il nome stesso, questo Corpo è legato ai pensieri, alle cognizioni e alle riflessioni. Come tale l’essere umano non viene al mondo con un Corpo Mentale completamente sviluppato, ma questo va formandosi attraverso la crescita dell’individuo. In questo contesto vediamo come i bambini, fino a circa un anno di età, non sono in grado di riflettere in modo complesso. Questo vuoto viene colmato dall’espansione del Corpo Astrale, il quale concede loro di percepire il mondo che li circonda attraverso le emozioni, che usano soprattutto per comunicare con gli adulti.
Durante un esperimento svolto negli ultimi anni atto a verificare il livello di somiglianza tra un primate ed un essere umano, sono stati messi a confronto e lasciati crescere pressoché assieme un cucciolo di scimpanzé e un cucciolo umano. Fino al primo anno di età, il primate denotava un enorme vantaggio sull’evoluzione e la crescita, soprattutto grazie ad una manualità, un equilibrio e una capacità di risolvere problemi mediamente complessi con una rapidità del tutto sconosciuta ad un neonato. Nel momento in cui, tuttavia, il cucciolo umano cominciava a superare l’anno di età si è notato immediatamente un picco di apprendimento e sviluppo che in pochissimo tempo ha distaccato completamente le due razze: il bambino umano ha imparato un linguaggio di comunicazione attraverso l’uso della parola, grazie a cui ha potuto cominciare a comprendere il mondo che gli sta intorno; qualcosa che lo scimpanzé, al suo contrario, non era in grado di fare. In termini teosofici, questo sviluppo è noto come l’evoluzione e la formazione del Corpo Mentale Inferiore e Superiore.
Il Corpo Mentale si estende molto al di là del Corpo Astrale e ha una capacità unica nel suo genere: quella di creare delle “forme pensiero”, ossia delle immagini mentali legate ad un’emozione, ad un desiderio o all’immaginario forzato o meno di un evento o, in altri casi, di un concetto astratto. Queste forme pensiero si generano sul Corpo Mentale grazie proprio alla sua capacità di riflettere ed esistono su di esso finché non distrutte o abbandonate. è esattamente grazie a questo principio che le idee si diffondono e che è possibile indurre una persona ad agire secondo degli schemi preordinati. Vedremo nell’articolo specifico su questo corpo cosa intendo, ma basti riflettere sul fatto che ogni pensiero, ogni idea, ogni concetto, astratto o concreto che possiamo ideare, visualizzare, comprendere, accettare o sposare è dovuto alla creazione di una forma pensiero. Queste forme pensiero hanno la capacità intrinseca, entrando in contatto con il Corpo Mentale di chi le incrocia, di cercare di “duplicarsi” e aggrapparsi allo stesso. Come una sorta di virus, se trova una sintonia, un terreno fertile, una forma pensiero può radicarsi nel Corpo Mentale di un’altra persona. Più questa forma pensiero è generata in modo chiaro, pulito e ordinato, più la sua capacità di copiarsi e aderire è forte. Per quanto possa apparire terribile questo evento, in realtà è pari allo scambiarsi strette di mano, guardarsi negli occhi, sorridersi; è la base del comunicare con le persone nel mondo e scambiarsi opinioni, nonché studiare, leggere e informarsi. In questo esatto momento la forma pensiero che sto generando scrivendo questo articolo non sta facendo altro che cercare di aderire al vostro Corpo Mentale, permettendovi di comprendere quale sia il messaggio che intendo passarvi. Se alla fine di questo articolo non avrete capito nulla di ciò che vi ho scritto, questo può essere dovuto a due fattori principali: il primo è che non possediamo un mezzo di comunicazione comune, pertanto la mia forma pensiero non può attecchire sul vostro Corpo Mentale perché, di fatto, usa un linguaggio che voi non comprendete a pieno, la seconda è che ci sono alcuni problemi intermedi di interazione che possono essere dovuti da una delle due parti in causa: io che non sono in grado di creare una forma pensiero adeguatamente chiara o voi che non siete in grado di comprendere ciò che dico perché vi mancano delle basi utili o perché in voi risiede una forma pensiero contraria alla mia, più radicata e più forte, che fa ostruzionismo all’accettazione della mia opinione.
A questo punto è facile capire come avvenga che si diffondano le idee politiche, sociali, religiose: attraverso l’insegnamento e la comunicazione. Il Corpo Mentale, infatti, è legato appunto alla nostra capacità di comunicare concetti complessi, ossia le idee partorite dalla nostra mente, quella parte di comunicazione che non può essere espressa attraverso le emozioni e che nell’essere umano fa leva sull’uso della parola, scritta o verbale, e sullo scambio di conoscenze attraverso ogni tipo di mezzo che possiamo concepire.
La domanda che può pertanto sorgere è: si può “programmare” il Corpo Mentale di qualcuno soggiogandolo mediante un attacco continuo di forme pensiero? Sì. è possibile. E quello che avviene attraverso l’educazione, l’istruzione e l’apprendimento è proprio una programmazione mentale a più livelli e più strati. Più questa programmazione avviene quando il Corpo Mentale è in fase di formazione, più riuscirà ad attecchire e radicarsi così in profondità da influenzare completamente il pensiero delle persone. Da questo si evince che i primi anni di vita di un bambino sono assolutamente delicati e che fino al suo completo sviluppo mentale (intorno ai sei/sette anni) tutto ciò che apprende rimarrà dentro di lui come un dogma contro cui, un giorno, potrà dover lottare per superare. Crescete un bambino nel rimprovero, magari ripetendogli che è uno stupido, e lui dovrà fare salti mortali nella propria vita per convincersi del contrario e rimarrà un debole, nonché facilmente influenzabile da forme pensiero esterne; crescetelo invece nell’incoraggiamento, magari ripetendogli che avete fiducia in lui e che ha delle capacità adatte a fare qualsiasi cosa nella vita, e crescerà con una forte autostima che lo aiuterà a mantenere saldi i principi che sente propri e a non farsi influenzare con facilità. Ma dopotutto la pedagogia e la psicologia, anche senza l’appoggio della teosofia che spieghi il funzionamento sottile della mente, è arrivata alle medesime conclusioni.
Le ferite causate sul Corpo Mentale sono dovute, principalmente, ad attacchi dovuti a forme pensiero, a volte create da noi stessi e a volte “raccolte” per vibrazione empatica nei luoghi di lavoro, avendo a che fare con persone diverse. Quando una forma pensiero potenzialmente dannosa si radica nel Corpo Mentale tende ad avvelenarlo e a rendersi coercitiva portando a stati di tensione mentale, insonnia, cedimento nervoso. Se generata, questa ferita influenzerà il Corpo Astrale, causando stati emotivi confusionari, depressione, crollo emotivo e poi a cascata arriverà ad influenzare il Corpo Eterico, alterando l’equilibrio dei Chakra e bloccando così lo scorrere del Prana attraverso le Nadi. Questo stato, se non guarito, porterà a scompensi fisici in modo abbastanza celere a seconda del tipo di trauma che si localizzerà in un diverso punto del corpo associato ad esso. Una volta che la ferita si è trasmessa sul Corpo Fisico, però, la difficoltà si verifica nel fatto che per curarla bisogna lavorare da due fronti differenti, curando il Corpo Sottile e il Corpo Denso. Se si dovesse trascurare uno dei due, le conseguenze saranno semplici, per quanto spesso ignorate: la malattia sul corpo fisico tenderà a ripresentarsi con modalità analoghe da un punto di vista diagnostico o da un punto di vista sottile, a seconda di quale dei due corpi è stato ignorato.

CORPO CAUSALE


Arriviamo ad esaminare l’ultimo dei Corpi Sottili che vaglieremo, ossia quello che è definito il Corpo Spirituale. Esso, come abbiamo visto nell’articolo precedente, è costituito da tre corpi differenti che però vedremo come uno unico. Se già parlando di Doppio Eterico entriamo nel campo fisico subatomico, qui entriamo in una visione ancora più ampia.
Il Corpo Causale, nella sua interezza, svolge alcuni ruoli. Il primo fra tutti è quello di essere sia il veicolo che il tramite dell’anima, quindi del Sé spirituale. Nel momento del ciclo vitale in cui il corpo denso, per motivi svariati, cessa di avere l’equilibrio necessario a rimanere in vita, si mette in moto un processo naturale di decomposizione che non interessa solamente ciò che noi possiamo vedere con gli occhi fisici, ma anche di tipo sottile: il Doppio Eterico lentamente si disgrega, mentre il Corpo Astrale e il Mentale si staccano per continuare il proprio viaggio permettendo all’anima che ospitano di continuare a vivere le percezioni di questo “nuovo” stato. Questo processo si mantiene per un tempo variabile che va da meno di una settimana fino a circa quaranta giorni (ovviamente dal punto di vista fisico). Dopodiché il Corpo Causale si stacca dagli altri due corpi, che si dissolvono, e continua il suo viaggio libero dal vincolo emotivo e mentale.
In questo viaggio, un altro compito del Corpo Causale è quello di mantenere traccia, dentro di sé, delle memorie delle esperienze vissute nella vita appena terminata. Non parlo solamente di eventi fini a se stessi, ma delle vere e proprie esperienze, le lezioni che l’anima ha appreso durante il corso della propria vita, attraverso le differenti situazioni che ha affrontato grazie ai corpi più densi di cui era in possesso: fisico, eterico, emotivo e mentale. Queste esperienze, quindi, rispecchiano un tutto tondo di azioni, reazioni, emozioni e pensieri che concedono al Sé Spirituale di apprendere qualcosa che gli possa, in seguito, giovare nel corso delle prossime incarnazioni che affronterà. Nel corpo causale non rimangono le emozioni, le scelte o i pensieri stessi, bensì la loro traccia nel registro globale di ciò che è il percorso evolutivo della nostra stessa anima. Il Corpo Causale, portando con sé queste informazioni, ci permette di comprendere quelli che potremmo reputare “errori di percorso” e non ripeterli di nuovo; a patto, ovviamente, che vivendo delle esperienze, noi si sia stati in grado di comprenderle e percepirne con consapevolezza la loro interezza da un punto di vista più ampio e meno dettagliato.
è in questo contesto che trova collocazione il concetto orientale di “karma”, termine sanscrito che significa semplicemente “reazione”. Attraverso le differenti vite, noi abbiamo modo di lasciarci alle spalle delle situazioni non risolte, degli eventi che chiedono una soddisfazione affinché trovino l’equilibrio che l’universo, da sempre e sempre, cerca di ripristinare. E tutto ciò che noi lasciamo in sospeso e insoddisfatto si ripercuote nelle vite che andremo a vivere; non lo fa però per punirci in modo arbitrario: siamo noi che incarnandoci andiamo a cercare inevitabilmente quelle situazioni per avere la possibilità di rimediare e ripristinare l’equilibrio; e lo facciamo incontrando le stesse persone che ci hanno ferito o che abbiamo ferito o con cui abbiamo un debito di qualche tipo. Ma quando ci troviamo di fronte a queste situazioni, non sempre siamo in grado di riconoscerle o ci sentiamo pronti per rimediare, pertanto spesso semplicemente rilanciamo la palla e rimandiamo, inevitabilmente, ad un futuro incerto in cui dovremo ancora una volta ripetere gli stessi passi. Tutto questo per apprendere ciò che dobbiamo e per poter, in questo modo, andare avanti ed evolverci.
Il Corpo Causale svolge quindi anche il ruolo di “archivio” delle nostre vite precedenti. Un archivio che ci è concesso consultare, con la dovuta precauzione, per riuscire a scoprire il motivo di alcuni nodi che sentiamo di non riuscire a sciogliere e avere la possibilità, rivedendoli, di porne rimedio.
In modo ulteriore, il Corpo Causale è anche il tramite che noi abbiamo con quella che in teosofia è nota come la Monade, qualcosa di simile ad un atomo/dio che genera i Corpi Spirituali, i quali, incarnandosi, generano a loro volta i Corpi Sottili e quello Denso. Questa connessione avviene grazie e soprattutto attraverso i sette chakra, che hanno il ruolo di trasmettere le energie proiettate dalla Monade e di costituire l’essere umano nei suoi sette corpi (sei sottili e uno denso).
Anche il Corpo Causale può ricevere ferite, ma queste, in genere, si trasmettono dal “basso verso l’alto” su un arco ascendente nella loro formazione e discendente nella loro riformazione, e generalmente questo avviene al momento della morte fisica, quando il corpo non ha il tempo materiale di poter guarire. Per fare un esempio, una persona che subisce una ferita mortale, è costretta a fare i conti con una ferita che danneggia il corpo dal fisico al causale, dove il Corpo Denso viene danneggiato materialmente, e quelli sottili per via vibrazionale (il dolore fisico, il terrore, la consapevolezza della morte e di ciò che viene abbandonato). Questo evento, assieme alla registrazione causale dovuta al suo avvenire, viene trascritta nel Corpo Spirituale e, nel suo distacco al momento della separazione, questi la porta con sé come una cicatrice che reca sia il ricordo dell’evento che l’ha causata, che il vero e proprio tessuto cicatriziale. Al momento dell’avvenuta incarnazione, quando il Corpo Causale genera i corpi più densi , a cascata li programmerà con le informazioni più recenti che ha condotto con sé. Pertanto una persona che nella vita precedente è stata uccisa con una coltellata al cuore, porterà con sé ad esempio un soffio cardiaco da cui è afflitta sin dalla nascita. Queste sono note, in questo campo, con molti nomi. Noi le chiamiamo “ferite karmiche”.
Per evitare che questo si verifichi e che altri eventi, anche non forzatamente fisici, ma anche sottili, possano trascrivere sul Corpo Causale traumi vibrazionali, l’unica alternativa è quella di curare la ferita karmica direttamente sullo Spirituale e, come chirurghi plastici, rimuovere la cicatrice, permettendo alla persona di lavorare su questo trauma assorbendolo, accettandolo, comprendendolo, guarendolo e poi far sì che, se non in questa vita, nella prossima incarnazione non si presenti nuovamente.
Comprendiamo ora come il concetto di Guarigione sia molto più ampio che strettamente legato al Corpo in cui viviamo, sia esso Denso o Sottile e che, per questo motivo, sia necessaria una coscienza e una responsabilità dieci volte superiore prima di intervenire, dal momento che ogni dolore, ogni ferita, ogni evento traumatico avviene e si para sul nostro cammino per un preciso motivo: ossia quello di aiutarci a vivere delle esperienza che possano favorire la nostra crescita e la nostra evoluzione spirituale.