The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Il Fantoccio


I Sogni
 

A cura di Proue
 


Il Fantoccio

Ero a casa mia, assieme alla mia ex e ad un caro amico.
Ero steso sul letto, e in qualche modo non riuscivo a muovermi bene, come se fossi malato o se avessi qualche problema che mi costringeva comunque a stare coricato.
La mia ex e il mio amico erano molto allegri e apparivano in tutto e per tutti quali le persone che sono. Tra loro appariva, in effetti, che ci fosse una sorte di relazione in corso, che traspirava tra i sorrisi e si respirava negli sguardi.
Ad un tratto, i due mi hanno indicato un angolo della stanza dicendo: "Guarda cosa abbiamo fatto", intendendo che fosse una sorta di dono per me, un regalo o qualcosa che era destinato a me, una sorpresa di cui erano felici. Io mi sono messo a sedere sul letto e ho guardato nella direzione che loro mi indicavano e in quel punto, nei pressi della porta della camera da letto, ho visto un simulacro di me stesso.
Era in tutto e per tutto una sorta di fantoccio, di manichino che stava in piedi immobile. Sul capo aveva un cappello simile ad uno che indosso talvolta, ma era talmente calcato sul volto da renderlo quasi invisibile, oscuro. Il mio simulacro era apparentemente innocuo, come una statua di cera, ma il solo vederlo inspiegabilmente mi ha instillato dentro un terrore cieco.
Nel sogno ho cominciato ad urlare ed ero dominato da una paura irrazionale. La mia ex e il mio amico sono apparsi spaventati e anche molto dispiaciuti della mia reazione, dal momento che credevano, sinceramente, di farmi cosa gradita.
Mi sono svegliato perché mia moglie mi ha scosso violentemente perché stavo urlando e mi stavo agitando nel sonno.

Ero a casa mia, assieme alla mia ex e ad un caro amico.
Ero steso sul letto, e in qualche modo non riuscivo a muovermi bene, come se fossi malato o se avessi qualche problema che mi costringeva comunque a stare coricato.

Ambiente familiare, tutto al suo posto e nessuna sensazione particolare riguardo a ciò che il sognante ha intorno a sé.
Ma il primo elemento disturbante è dato da un impedimento motorio di qualche tipo. L’impossibilità di muoversi senza che ci siano apparenti ostacoli esterni è abbastanza diffusa nei sogni, e normalmente riporta ad una sorta di disagio nei confronti della situazione o delle altre persone presenti. Questa sensazione di non essere libero di muoversi è simile alla sensazione di non riuscire a correre per raggiungere qualcuno o qualcosa, una sorta di tentativo di corsa al rallentatore che provoca rabbia e frustrazione in chi la prova.

La mia ex e il mio amico erano molto allegri e apparivano in tutto e per tutti quali le persone che sono. Tra loro appariva, in effetti, che ci fosse una sorta di relazione in corso, che traspirava tra i sorrisi e si respirava negli sguardi.
Relazione sul nascere di una persona molto importante per il sognante, con un altro carissimo amico. Situazione non per forza spiacevole, almeno per una visione razionale delle cose. In ogni caso, il subconscio carpisce il messaggio e si rende conto di una novità che non era stata palesata, dunque probabilmente ci troviamo davanti ad un ulteriore elemento disturbante.

Ad un tratto, i due mi hanno indicato un angolo della stanza dicendo: "Guarda cosa abbiamo fatto", intendendo che fosse una sorta di dono per me, un regalo o qualcosa che era destinato a me, una sorpresa di cui erano felici. Io mi sono messo a sedere sul letto e ho guardato nella direzione che loro mi indicavano e in quel punto, nei pressi della porta della camera da letto, ho visto un simulacro di me stesso.

Il dono dei due amici è per loro fonte di gioia e soddisfazione, più o meno sincera, per niente maliziosa. Non si tratta dunque di un dono riparatore né di un regalo di ripicca, e la curiosità e il senso di gratitudine spingono il soggetto a fare un grosso sforzo fisico e di volontà per potervi in qualche modo accedere.

Era in tutto e per tutto una sorta di fantoccio, di manichino che stava in piedi immobile. Sul capo aveva un cappello simile ad uno che indosso talvolta, ma era talmente calcato sul volto da renderlo quasi invisibile, oscuro. Il mio simulacro era apparentemente innocuo, come una statua di cera, ma il solo vederlo inspiegabilmente mi ha instillato dentro un terrore cieco.

Un altro sé, un diverso da sé seppur con le sembianze esatte ed i gusti uguali. Ma privo di vita, inerme, che resta in un angolo con il volto coperto e inondato di mistero e raccapriccio.
Il feticcio è un elemento archetipico dei sogni, e scuote con forza il subconscio in ogni modo esso venga rappresentato.
Di norma l’unico modo in cui vedere sé stessi nei sogni è indice di un messaggio positivo è attraverso lo specchio, perché simboleggia un approccio diretto con la propria coscienza. E’ anche vero che spesso l’immagine allo specchio viene velocemente distorta, diventando comunque nella maggior parte dei casi, brutta e/o deforme, mostruosa.
In questo caso è molto probabile che il regalo della coppia di amici porti come messaggio la paura del sognante che gli amici vogliano sostituirlo con una versione migliore di sé. Una versione creata per prendere il suo posto e renderli così più felici.

Nel sogno ho cominciato ad urlare ed ero dominato da una paura irrazionale. La mia ex e il mio amico sono apparsi spaventati e anche molto dispiaciuti della mia reazione, dal momento che credevano, sinceramente, di farmi cosa gradita.
Mi sono svegliato perché mia moglie mi ha scosso violentemente perché stavo urlando e mi stavo agitando nel sonno.


Nonostante la evidente buona fede degli amici il sognante è preso, parole testuali, da una paura irrazionale. Dunque si agita e strilla in una condizione già non confortevole dall’inizio.
E’ chiaro che il soggetto sia un tipo che lavora molto cerebralmente, creando nella sua mente pensieri e giudizi che spesso utilizza per mettersi nei panni delle persone che lo circondano, forse a volte dimenticandosi di confrontarsi con le stesse.
Dunque la chiave del messaggio di questo viaggio onirico starebbe nel mostrare il fianco della propria debolezza e assicurarsi che le paure e le aspettative nei confronti delle persone siano in qualche modo messe a confronto con i reali punti di vista e le reali aspettative delle stesse prima di giungere a conclusioni affrettate e del tutto unilaterali.