The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Il Tuono, Mente perfetta

Il Tuono, Mente perfetta

Traduzione a cura di Ddrwydd del Tempio di Ara e Xenia (Sarah Degli Spiriti)
(articolo tratto da quaderno amatoriale “Labrys” n. 5, Litha 2005, pagg. 3-7)

Introduzione a cura di Ddrwydd del Tempio di Ara

“The Thunder Perfect Mind” – Il Tuono, Mente Perfetta
Questa poesia misteriosa fu scoperta fra i manoscritti gnostici di Nag Hammadi ed è narrata da un divino rivelatore di natura femminile.
“The Thunder Perfect Mind” – Il Tuono, Mente Perfetta è una poesia meravigliosa, ma anche un po’ strana. Ricca di figure retoriche come paradossi ed antitesi di influenza ellenica, parla nel nome di un Potere divino femminile, un Uno che riunisce tutti gli opposti. Uno che non parla solo alle Donne, ma a tutte le persone. Uno che parla non solo ai cittadini di una patria, ma anche agli stranieri, ai poveri ed ai ricchi. E’ una poesia che scorge l’irraggiamento del Divino in tutti gli aspetti della vita umana, dagli umili bassifondi del Cairo, o di Alessandria, dove forse si trovava chi l’ha scritta, alle persone di più elevato ceto sociale, dai padroni agli schiavi.

In questa poesia, il divino appare in tante, e spesso inaspettate forme.
“The Thunder Perfect Mind” – Il Tuono, Mente Perfetta potrebbe essere stato scritto in Egitto. Scritto da qualcuno che probabilmente conosceva la Tradizione di Iside, ma non è un canto a lei dedicato, come erroneamente taluni ritengono.
Chi lo ha scritto conosceva anche le tradizioni ebraiche. Chi lo ha scritto era parte di un movimento in cui tradizioni Ebraiche, Egizie, Greche, Romane e proto-Cristiane si mescolavano ed erano patrimonio di un determinato numero di persone colte.
Bentley Layton ha ipotizzato che il paradossale e spesso eccessivo ricorso a termini antitetici presenti nelle affermazioni del Tuono possa essere letto come un complesso enigma/indovinello da risolvere ad opera di un lettore consapevole o “gnostico”. Allo stesso tempo, l’attenzione alle varie caratteristiche del testo nel suo complesso suggerisce che non c’è solo il mistero dell’identità dell’ Io narrante, ma anche il rapporto fra la divinità che sta parlando e gli ascoltatori di natura umana forma il nodo esegetico del testo.
La traduzione che abbiamo curato (e che è stata presentata la prima volta in modo inedito nella mailing list “Matrika”) deriva da una trascrizione inglese dal copto di George W. MacRae S. J. così come pubblicata in un libro edito da James M. Robinson, The Nag Hammadi Library, HarperCollins, San Francisco, 1990.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Io fui mandata avanti dal potere
ed Io sono venuta presso coloro che riflettono
su di me
ed Io sono stata trovata tra quelli
che mi cercano.
Cercatemi, voi che meditate su di me
e voi uditori, ascoltatemi.
Voi che mi state aspettando
portatemi a voi.
E non allontanatemi dalla vostra vista.
E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e
neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in
ogni tempo. State in guardia!
Non ignoratemi.
Perché Io sono la prima e l’ultima.
Io sono l’onorata e la disprezzata.
Io sono la prostituta e la santa.
Io sono la sposa e la vergine.
Io sono la <madre> e la figlia.
Io sono le membra di mia madre.
Io sono la sterile
E molti sono i miei figli.
Io sono colei il cui matrimonio è
grande
eppure Io non ho marito.
Io sono la levatrice e colei che non
partorisce.
Io sono il conforto dei miei dolori
del parto.
Io sono la sposa e lo sposo
ed è mio marito che mi generò.
Io sono la madre di mio padre
E la sorella di mio marito
Ed egli è la mia progenie.
Io sono la schiava di lui, il quale
mi istruì.
Io sono il sovrano della mia
progenie.
Ma egli è colui il quale mi generò
prima del tempo, nel
giorno della nascita.
Ed egli è la mia progenie, a suo
tempo
ed il mio potere proviene da lui.
Io sono l’appoggio del suo potere
nella sua giovinezza, ed
egli il sostegno della mia
vecchiaia.
E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede.
Io sono il silenzio che è
incomprensibile
e l’idea il cui ricordo
è costante.
Io sono la voce il cui suono è
multiforme
e la parola la cui apparizione
è molteplice.
Io sono la pronuncia del mio nome.
Perché, voi che mi odiate, mi amate
ed odiate quelli che mi amano?
Voi che mi rinnegate, mi
riconoscete
e voi che mi riconoscete, mi
rifiutate.
Voi che dite la verità su di me,
mentite su di me
e voi che avete mentito su di me
dite la verità.
Voi che mi conoscete, ignoratemi
e quelli che non mi hanno
conosciuta
lasciate che mi conoscano.
Perché Io sono il sapere e
l’ignoranza.
Io sono la vergogna e l’impudenza.
Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna.
Io sono la forza e la paura.
Io sono la guerra e la pace.
Prestatemi attenzione.
Io sono la disonorata e la grande.
Prestate attenzione alla mia povertà
e alla mia ricchezza.
Non siate arroganti con me quando Io sono gettata fuori
sulla terra
e voi mi troverete in quelli che stanno per
giungere.
E non cercatemi nel mucchio di
letame
Non andate lasciandomi esiliata
fuori
e voi mi troverete nei regni.
E non cercatemi quando sono gettata
fuori tra
coloro che
Sono disgraziati e nei luoghi più
miseri
Non ridete di me.
E non lasciatemi fuori tra quelli
che sono uccisi nella
violenza.
Ma Io, Io sono compassionevole ed Io
sono crudele.
State in guardia!
Non odiate la mia obbedienza
E non amate il mio auto –
controllo.
Nella mia debolezza, non
abbandonatemi
e non siate spaventati del mio
potere.
Perché voi disprezzate la mia paura
E maledite la mia gloria?
Ma Io sono colei che esiste in tutti
i timori
E la forza nel tremare.
Io sono quella che è debole
ed Io sto bene in un luogo
piacevole.
Io sono la dissennata ed Io sono la
saggia.
Perché mi avete odiata nelle vostre
deliberazioni? Perché
Io dovrò essere silenziosa tra
quelli che sono silenziosi
ed Io dovrò apparire e parlare
Perché quindi mi avete odiata, voi
Greci?
Perché Io sono una barbara tra i
barbari?
Perché Io sono la saggezza dei Greci
Ed il sapere dei Barbari.
Io sono il giudizio dei Greci e dei
barbari.
Io sono quella la cui immagine è
grande in Egitto
e quella che non ha immagine
tra i barbari.
Io sono quella che è stata odiata
ovunque
e quella che è stata amata in ogni
luogo.
Io sono quella che essi chiamano
Vita
e che voi avete chiamato Morte.
Io sono quella che essi chiamano
Legge
e voi avete chiamato Illegalità.
Io sono quella che voi avete
inseguito
ed Io sono colei che avete
afferrato.
Io sono quella che avete dispersa
eppure mi avete raccolta insieme.
Io sono quella di cui prima vi siete
vergognati
e voi siete stati svergognati verso
di me.
Io sono colei che non riceve
festeggiamenti
ed Io sono quella le cui
celebrazioni sono molte.
Io, Io sono senza Dio
ed Io sono quella il cui Dio è
grande.
Io sono quella sui cui avete
meditato
eppure voi mi avete disprezzata.
Io sono incolta
ed essi imparano da me.
Io sono quella che voi avete
disprezzata
eppure riflettete su di me.
Io sono quella dalla quale vi siete
nascosti
eppure voi apparite a me.
Ma se mai vi nascondeste
Io stessa apparirò.
Perché se mai voi appariste
Io stessa mi nasconderò da voi.
Quelli che hanno (…) ad esso (…)
insensibilmente.
Prendetemi ( …conoscenza ) dal
dolore
Ed accoglietemi
Da ciò che è conoscenza e dolore.
Ed accoglietemi dai luoghi che sono
brutti e
in rovina
e sottratti da quelli che sono buoni
anche se in bruttezza.
Fuori dalla vergogna, portatemi a
voi sfacciatamente
e fuori dalla sfrontatezza e dalla
vergogna
riprendete le mie membra in voi.
E venite a promuovermi, voi che mi
conoscete
E voi che conoscete le mie membra
e stabilite la Grande tra
le prime piccole creature.
Venite ad appoggiarmi presso
l’infanzia
e non disprezzatela perché è piccola
e piccina.
E non distaccate le grandezze in
diverse parti dalle
piccolezze
perché le piccolezze sono conosciute
dalle
grandezze.
Perché mi maledite e mi venerate?
Voi avete recato offesa e voi avete
avuto misericordia.
Non separatemi dai primi che avete
conosciuto.
E non allontanate, né scacciate
alcuno
[...] scacciare voi e [...conoscer]
lo per niente.
[...].
Ciò che è mio [...].
Conosco quelli che vennero per primi
e quelli dopo di
loro conoscono me. Ma Io sono la
Mente [Perfetta] ed il
riposo di [...]. Io sono la
conoscenza della mia domanda
E la scoperta di quelli che aspirano
a me
e il comando di quelli che di me
domandano
e il potere dei poteri nella mia
scienza
degli angeli, che sono stati mandati
al mio ordine
e degli dei nelle loro ere dal mio
consiglio
e degli spiriti di ogni uomo che
esiste con me
e delle donne che dimorano dentro di
me.
Io sono quella che è venerata, e che
è pregata
e che è disprezzata sdegnosamente.
Io sono la pace
e la guerra è venuta per causa mia.
E Io sono uno straniero e un
compatriota.
Io sono la sostanza e quello che non
ha sostanza.
Quelli che sono senza unione con me
sono ignari
di me
e quelli che sono nella mia sostanza
sono quelli che
conoscono me.
Quelli che sono vicini a me sono
stati ignari di me
e quelli che sono distanti da me
sono quelli che
mi hanno conosciuta.
Nel giorno in cui Io sono vicino a
te, tu sei distante
da me
e nel giorno in cui Io sono distante
da te, Io sono vicino a
te.
[Io sono ...] dentro.
[Io sono ...] delle nature.
Io sono [...] della creazione degli
spiriti.
[...] preghiera delle anime.
Io sono il controllo e
l’incontrollabile.
Io sono l’unione e la dissoluzione.
Io sono ciò che è perenne ed Io sono
la dissoluzione
della materia. Io sono quella sotto
ed essi vengono sopra di me.
Io sono il giudizio e l’assoluzione.
Io, Io sono senza peccato
e la radice del peccato deriva da
me.
Io bramo avidamente l’apparenza
esteriore
e il proprio controllo interiore
esiste dentro di me.
Io sono l’ascolto accessibile a
tutti
E il discorso che non può essere
capito.
Io sono un muto che proprio non
parla
e grande è la moltitudine delle mie
parole.
Ascoltatemi in grazia, e imparate di
me con
approssimazione. Io sono colei che
urla
e Io sono rigettata sopra la faccia
della terra.
Io preparo il pane e la mia mente
dentro.
Io sono la conoscenza del mio nome.
Io sono quella che grida
ed Io ascolto.
Io appaio e [... ] cammino in [... ]
sigillo del mio [... ].
Io sono [... ] la difesa [... ].
Io sono quella che è chiamata Verità
e ingiustizia [... ].
Voi mi onorate [... ] e voi
mormorate contro di me.
Voi che siete conquistati, giudicate
loro (chi conquista
voi)
prima che essi esprimano sentenza
contro di voi
perché il giudizio e la parzialità
risiedono in voi.
Se voi siete condannati da questo,
chi vi affrancherà?
Oppure, se voi sarete liberati da
questo, chi sarà in grado
di tenervi in custodia?
Perché ciò che è dentro di voi è
quello che a voi è fuori
e quello che vi avvolge all’esterno
è quello che dà la forma all’interno
di voi.
E quello che voi vedete fuori di
voi, voi lo vedete dentro
di voi; esso è evidente ed è il
vostro vestito.
Ascoltatemi, voi che mi udite
e imparate le mie parole, voi che mi
conoscete.
Io sono la conoscenza che è
accessibile a chiunque:
Io sono il discorso che non può
essere compreso.
Io sono il nome del suono
e il suono del nome.
Io sono il segno della lettera
e la destinazione della separazione
Ed Io [...].
(3 linee mancanti)
[...] luce [...].
[...] ascoltatori [...] a voi
[...] il grande potere.
E [...] non rimuoverà il nome.
[...] all’entità che mi ha creato.
E Io dirò il suo nome.
Fate attenzione allora alle sue
parole
e a tutte le scritture che sono
state composte.
Prestate attenzione allora, voi che
ascoltate
ed anche voi, gli angeli e quelli
che sono stati inviati
e voi spiriti che vi siete levati
dai morti.
Perché Io sono quella che da sola
esiste
ed Io non ho alcuno che mi
giudicherà.
Perché sono molti i gradevoli
aspetti che esistono in
numerosi peccati
e smoderatezze
e passioni scandalose
e piaceri momentanei
che (gli uomini) assaporano finché
non diventano
equilibrati e salgono al loro luogo
di riposo.
E loro mi troveranno lì
ed essi vivranno
ed essi non moriranno di nuovo.

TESTO ORIGINALE IN INGLESE

I was sent forth from the power
and I have come to those who reflect
upon me
and I have been found among those
who seek after me.
Look upon me, you who reflect upon
me
and you hearers, hear me.
You who are waiting for me, take me
to
yourselves.
And do not banish me from your
sight.
And do not make your voice hate me,
nor your hearing.
Do not be ignorant of me anywhere or
any time. Be on your guard!
Do not be ignorant of me.
For I am the first and the last.
I am the honored one and the scorned
one.
I am the whore and the holy one.
I am the wife and the virgin.
I am <the mother> and the daughter.

I am the members of my mother.
I am the barren one
and many are her sons.
I am she whose wedding is great
and I have not taken a husband.
I am the midwife and she who does
not bear.
I am the solace of my labor pains.
I am the bride and the bridegroom
and it is my husband who begot me.
I am the mother of my father
and the sister of my husband
and he is my offspring.
I am the slave of him who prepared
me.
I am the ruler of my offspring.
But he is the one who begot me
before
the time on a birthday.
And he is my offspring in (due)
time
and my power is from him.
I am the staff of his power in his
youth
and he is the rod of my old age.
And whatever he wills happens to me.
I am the silence that is
incomprehensible
and the idea whose remembrance is
frequent.
I am the voice whose sound is
manifold
and the word whose appearance is
multiple.
I am the utterance of my name.
Why, you who hate me, do you love
me
and hate those who love me?
You who deny me, confess me
and you who confess me, deny me.
You who tell the truth about me, lie
about me
and you who have lied about me, tell
the truth about me.
You who know me, be ignorant of me
and those who have not known me, let
them know me.
For I am knowledge and ignorance.
I am shame and boldness.
I am shameless; I am ashamed.
I am strength and I am fear.
I am war and peace.
Give heed to me.
I am the one who is disgraced and
the great one.
Give heed to my poverty and my
wealth.
Do not be arrogant to me when I am
cast out upon the
earth
and you will find me in those that
are to
come.
And do not look upon me on the
dung-heap
nor go and leave me cast out
and you will find me in the
kingdoms.
And do not look upon me when I am
cast out among
those who
are disgraced and in the least
places
nor laugh at me.
And do not cast me out among those
who are slain in
violence.
But I, I am compassionate and I am
cruel.
Be on your guard!
Do not hate my obedience
and do not love my self-control.
In my weakness, do not forsake me
and do not be afraid of my power.
For why do you despise my fear
and curse my pride?
But I am she who exists in all fears
and strength in trembling.
I am she who is weak
and I am well in a pleasant place.
I am senseless and I am wise.
Why have you hated me in your
counsels?
For I shall be silent among those
who are silent
and I shall appear and speak
Why then have you hated me, you
Greeks?
Because I am a barbarian among the
barbarians?
For I am the wisdom of the Greeks
and the knowledge of the barbarians.
I am the judgement of the Greeks and
of the barbarians.
I am the one whose image is great in
Egypt
and the one who has no image among
the barbarians.
I am the one who has been hated
everywhere
and who has been loved everywhere.
I am the one whom they call Life
and you have called Death.
I am the one whom they call Law
and you have called Lawlessness.
I am the one whom you have pursued
and I am the one whom you have
seized.
I am the one whom you have
scattered
and you have gathered me together.
I am the one before whom you have
been ashamed
and you have been shameless to me.
I am she who does not keep festival
and I am she whose festivals are
many.
I, I am godless
and I am the one whose God is great.
I am the one whom you have reflected
upon
and you have scorned me.
I am unlearned
and they learn from me.
I am the one that you have despised
and you reflect upon me.
I am the one whom you have hidden
from
and you appear to me.
But whenever you hide yourselves
I myself will appear.
For whenever you appear
I myself will hide from you.
Those who have [...] to it [...]
senselessly [...].
Take me [... understanding] from
grief.
and take me to yourselves from
understanding and grief.
And take me to yourselves from
places that are ugly and
in ruin
and rob from those which are good
even
though in ugliness.
Out of shame, take me to yourselves
shamelessly;
and out of shamelessness and shame
upbraid my members in yourselves.
And come forward to me, you who know
me
and you who know my members
and establish the great ones among
the
small first creatures.
Come forward to childhood
and do not despise it because it is
small
and it is little.
And do not turn away greatnesses in
some parts from the
smallnesses
for the smallnesses are known from
the
greatnesses.
Why do you curse me and honor me?
You have wounded and you have had
mercy.
Do not separate me from the first
ones whom you have
known.
And do not cast anyone out nor turn
anyone away
[...] turn you away and [... know]
him not.
[...].
What is mine [...].
I know the first ones and those
after them know me.
But I am the mind of [...] and the
rest of [...].
I am the knowledge of my inquiry
and the finding of those who seek
after me
and the command of those who ask of
me
and the power of the powers in my
knowledge
of the angels, who have been sent at
my word
and of gods in their seasons by my
counsel
and of spirits of every man who
exists with me
and of women who dwell within me.
I am the one who is honored, and who
is praised
and who is despised scornfully.
I am peace
and war has come because of me.
And I am an alien and a citizen.
I am the substance and the one who
has no substance.
Those who are without association
with me are ignorant
of me
and those who are in my substance
are the ones who
know me.
Those who are close to me have been
ignorant of me
and those who are far away from me
are the ones who
have known me.
On the day when I am close to you,
you are far away
from me
and on the day when I am far away
from you, I am close
to you.
[I am ...] within.
[I am ...] of the natures.
I am [...] of the creation of the
spirits.
[...] request of the souls.
I am control and the uncontrollable.
I am the union and the dissolution.
I am the abiding and I am the
dissolution.
I am the one below
and they come up to me.
I am the judgment and the acquittal.
I, I am sinless
and the root of sin derives from me.
I am lust in (outward) appearance
and interior self-control exists
within me.
I am the hearing which is attainable
to everyone
and the speech which cannot be
grasped.
I am a mute who does not speak
and great is my multitude of words.
Hear me in gentleness, and learn of
me in roughness.
I am she who cries out
and I am cast forth upon the face of
the earth.
I prepare the bread and my mind
within.
I am the knowledge of my name.
I am the one who cries out
and I listen.
I appear and [...] walk in [...]
seal of my [...].
I am [...] the defense [...].
I am the one who is called Truth
and iniquity [...].
You honor me [...] and you whisper
against me.
You who are vanquished, judge them
(who vanquish
you)
before they give judgment against
you
because the judge and partiality
exist in you.
If you are condemned by this one,
who will acquit you?
Or, if you are acquitted by him, who
will be able to
detain you?
For what is inside of you is what is
outside of you
and the one who fashions you on the
outside
is the one who shaped the inside of
you.
And what you see outside of you, you
see inside of you;
it is visible and it is your
garment.
Hear me, you hearers
and learn of my words, you who know
me.
I am the hearing that is attainable
to everything;
I am the speech that cannot be
grasped.
I am the name of the sound
and the sound of the name.
I am the sign of the letter
and the designation of the division.
And I [...].
(3 lines missing)
[...] light [...].
[...] hearers [...] to you
[...] the great power.
And [...] will not move the name.
[...] to the one who created me.
And I will speak his name.
Look then at his words
and all the writings which have been
completed.
Give heed then, you hearers
and you also, the angels and those who
have been sent
and you spirits who have arisen from
the dead.
For I am the one who alone exists
and I have no one who will judge me.
For many are the pleasant forms
which exist in numerous
sins
and incontinencies
and disgraceful passions
and fleeting pleasures
which (men) embrace until they
become sober
and go up to their resting place.
And they will find me there
and they will live
and they will not die again