The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

3 - L'Attitudine dei Corpi ai Traumi di Diversa Natura

L’ATTITUDINE DEI CORPI AI TRAUMI DI DIVERSA NATURA

Quando approcciamo alla guarigione, come abbiamo visto più volte, la tendenza è sempre quella di cercare di “risolvere un problema”, in genere fisico, che ci affligge. Per lo più riteniamo che guarire implichi il “vincere” quel problema, andare oltre e riuscire a stare meglio. Spesso, così facendo, intrinsecamente non facciamo altro che deconcentrare nuovamente la nostra attenzione da noi stessi e dal problema che la malattia ci sta mettendo di fronte, per tornare a vivere nella felice ignoranza che, ahimé, non è certamente una prerogativa dell’evoluzione.

Quando svolgiamo, tuttavia, il ruolo di sacerdoti guaritori, è nostro compito cercare di non lasciare nulla al caso, ma di esaminare i nostri pazienti potenziali sulla base di tutte le informazioni di cui siamo in possesso: ivi compresa, ovviamente, l’analisi medica che non deve mai essere esclusa o sfavorita, per nessun motivo. E anche se le nostre diagnosi, inizialmente, potrebbero essere incomplete o non valide, non bisogna in alcun modo scoraggiarsi o smettere di farle: i medici sbagliano diagnosi in maniera continua e per cercare di farne di migliori acquisiscono più informazioni che possono.

Abbiamo esplorato, quanto meno un pochino, qual sia il ruolo della malattia e del guaritore, nonché, per ovvie ragioni, anche quello del paziente. Abbiamo quindi visto che la malattia è in parte un messaggio che si manifesta nel corpo per segnalarci un problema, quindi è un modo che noi abbiamo a nostra disposizione per cercare di comprendere delle lezioni e, se possibile, farne tesoro. Ma come fanno, questi messaggi, a manifestarsi sul corpo fisico?

In primis, per ovvie ragioni, dobbiamo considerare il fatto che non abbiamo un solo corpo, ma che siamo in possesso di più corpi differenti, di materia diversa, costituita da atomi differenti che vibrano ad una precisa e relativa frequenza, permettendo quindi a questi corpi di intersecarsi e di coesistere nello stesso luogo e nello stesso momento senza toccarsi. Tuttavia, nonostante non siano costituiti della stessa materia, questi differenti corpi interagiscono tra loro e si trasmettono informazioni continue.

È consueto, in ambito esoterico, teosofico e quindi anche legato all’Arte della Guarigione, pensare e posizionare questi corpi come sovrapposti l’uno all’altro, costruendo, in un certo senso, un uovo a diversi strati, del tutto simili, nella loro rappresentazione piana, a quelli di una cipolla. Questo deriva dal modo in cui chi ha poteri di chiaroveggenza è in grado di vederli. A tal modo si è soliti ritenere che si vada osservando un sistema costituito da più corpi differenti a loro volta costituiti da sette strati o livelli che vengono classificati in modo parascientifico per densità e in modo teosofico per evoluzione.

Come un organo, ognuno di questi corpi ha ovviamente un ruolo preciso e riveste una peculiare connotazione nell’intero sistema e, proprio come se fosse un organo, può essere afflitto da alcuni tipi di problematiche e da altre no, causando, per ovvie ragioni, differenti malesseri che richiedono differenti approcci. Così come il batterio streptococcus pneumoniae non affligge il fegato perché è legato ad un’alta incidenza di casi di polmonite batterica, e, allo stesso modo, il virus HCV che causa epatite non colpisce il pancreas. Ritenere, quindi, che la Guarigione Esoterica non necessiti di diagnosi è un gravissimo errore, perché porterebbe chi decide di operare secondo questo parere a commettere errori paragonabili al curare con gli psicofarmaci un malato di vaiolo. Nonostante sia principalmente direzionata verso le zone più sottili del campo umano, ossia quelle che la scienza attualmente ignora, non significa che sia un metodo dettato dal caso. Di conseguenza, come tale, chi decide di seguire questo cammino e di impegnarsi in questa arte, deve trattarla come tale e non darsi al caso, ma acquisire conoscenze e nozioni adatte a cercare di effettuare una diagnosi il più dettagliata e precisa possibile. Il margine di errore deve essere ridotto e portato il più vicino possibile allo 0.

I DIVERSI CORPI E LE DIVERSE PATOLOGIE

Esaminiamo ora brevemente alcuni dei corpi di cui siamo in possesso, partendo dal più denso.

FISICO (Detto anche Denso). Il corpo che possiamo percepire con cinque dei nostri sensi, soggetto a deterioramento e invecchiamento, funzionale e utile alla vita e l’esperienza su questo pianeta.

DOPPIO ETERICO (Detto anche Corpo Aurico). Il corpo che regola le funzioni legate agli istinti e monitora lo stato di salute del corpo Denso.

CORPO ASTRALE (Detto anche Emozionale). Il corpo che regola tutte le sfumature delle emozioni umane e che serve anche da tramite per i corpi superiori e i viaggi extra corporei.

CORPO MENTALE. Corpo che manifesta e ingloba tutti i pensieri e le idee delle persone e che permette, quindi, di proiettarle e manipolarle.

CORPO CAUSALE (in particolare diviso in sette livelli). Corpo che porta con sé il registro akashico delle diverse vite, nonché la memoria delle stesse e che contiene tutte le informazioni karmiche delle incarnazioni. Vediamo in particolare solo i primi tre livelli di questo corpo:

Primo livello Causale. Specchio e matrice del corpo eterico.

Secondo livello Causale. Specchio e matrice del corpo astrale/emozionale

Terzo livello Causale. Specchio e matrice del corpo mentale

 

Ora, esaminati questi corpi, anche se in modo semplice e conciso, è bene sapere che i diversi “strati” in comunicazione tra loro trasmettono le informazioni legate a traumi, shock e ferite e altre problematiche, in due “direzioni”: quella che va dal denso al causale e quella che va dal causale al denso. Se la via che viene percorsa va dall’alto verso il basso (ossia la più frequente), ogni ferita, trauma o shock che sia, andrà a colpire per prima cosa il corpo direttamente interessato, manifestandosi con una patologia del tutto correlata, a volte più facilmente identificabile di altre, e poi comincerà la sua inesorabile discesa fino al corpo fisico, su cui si manifesterà come una malattia o una patologia.

Se la via invece sarà dal basso verso l’alto, colpirà prima il corpo interessato (in genere il fisico) e poi si manifesterà sugli altri corpi, cominciando sempre dal livello causale direttamente correlato.

Per quanto in realtà semplice, il discorso potrebbe apparire difficile da comprendere, pertanto cercherò di fare degli esempi.

Poniamo il caso in cui una persona subisca un trauma violento o comunque non atteso sul corpo fisico. A prescindere dal fatto che questo avvenga quando la persona è in stato di veglia o meno, il corpo fisico deve accusare una ferita di qualche tipo, che sia un taglio, un trauma da impatto, da perforazione o da strappo. Di qualsiasi genere. Il corpo eterico, che manifesta lo stato di salute del corpo fisico come una copia perfetta e interagente con lo stesso, registra il trauma come uno specchio riflette l’immagine che gli si pone dinanzi. A seconda della forza del trauma, questo viene proiettato, in termini di informazioni, con la stessa forza con cui una freccia viene scagliata verso l’alto. Se il trauma non ha ripercussioni emozionali si fermerà sull’eterico e, nel tempo andrà guarendo, portando anche il corpo fisico alla guarigione. Nel caso invece che vengano coinvolte anche emozioni legate al trauma, inerenti alla paura, alla preoccupazione o alla sorpresa, solo per fare degli esempi, allora il corpo emozionale rifletterà questo trauma in precisi punti del corpo astrale collegati al tipo di problematica manifestata. Se il trauma sarà di natura violenta, allora imprimerà una spinta emozionale abbastanza forte da lasciare una traccia, esattamente come farebbe una persona che poggia un piede nella sabbia.

Questa spinta emozionale rimarrà impressa nel corpo astrale attraverso la creazione di forme emozionali, energie manifestanti che, se non metabolizzate, possono causare dei residui di materia astrale che andranno ad intasare e quindi a “sporcare” il corpo astrale.

Quando la spinta è abbastanza forte o continuativa, come un’emozione perseverante, ad esempio la frustrazione, supererà i confini del corpo astrale ascendendo al corpo mentale. O meglio, quando il raziocinio sull’evento emotivo entrerà in ballo, il corpo mentale comincerà ad elaborare la situazione anche quando la traccia strettamente emotiva ed eterica si saranno assottigliate, se non saranno addirittura sparite. Insomma, sin da pochi giorni (superato il momento iniziale) fino a distanza di anni, la persona comincerà a ragionare e riflettere sul proprio trauma, creando delle forme pensiero ad esso collegate che si installeranno nel corpo mentale e, se non pulite, potranno sviluppare delle vere e proprie fissazioni, e in casi estremi delle paranoie.

Con il passare del tempio il corpo fisico e il corpo eterico, di conseguenza, guariranno dal trauma, ma se i corpi superiori non verranno puliti e guariti, questo processo speculare comincerà a manifestarsi dall’alto verso il basso, con la differenza che il trauma che in genere colpisce il corpo fisico sarà indeterminato o comunque causato da eventi intenzionali non simbolici, pertanto concreti (come un sasso che ci colpisce in testa) mentre i traumi che si verificano e si manifestano sui corpi sottili andranno a posizionarsi tramite precisi schemi di legami psico-emotivi.

Se ci posizioniamo sul causale, a questo punto avviene la stessa identica cosa. Il primo livello del corpo causale subisce immediatamente una ferita in quanto fa da specchio al corpo eterico. Se si tratta di un trauma di poco conto questa ferita andrà registrata come una delle tante e stratificata, se invece è qualcosa di più grande allora la faccenda si complica. A livello animico questa ferita rimarrà come una cicatrice, un segno sul corpo causale. Pertanto se la persona sopravvivrà al trauma e il corpo fisico, quindi, in qualche modo porrà rimedio e guarirà, non è detto che lo stesso si potrà dire per il corpo astrale e quello mentale che continueranno a conservare in loro il ricordo dell’esperienza vissuta, che verrà metabolizzata attraverso sogni e inconscio in un continuo rimpallo. Nel caso in cui la persona dovesse riuscire a superare completamente il trauma emotivo e mentale subiti dall’avvenimento in un tempo breve, è possibile che il secondo e il terzo livello causale non ne vengano coinvolti, o se si tratta di un evento di poco conto il segno sarà debole e potrà essere guarito tramite la sopravvivenza e la rigenerazione dei corpi sottili. Se invece, come capita spesso, la persona impiegherà molto tempo a superare l’esperienza, farsene una ragione, imparare ciò che deve imparare e continuare la propria vita, allora il secondo e il terzo livello causale manterranno dentro di sé una “cicatrice” di ciò che è successo, esattamente come probabilmente capiterà con il corpo fisico.

In casi estremi, come è logico, moltissimi traumi e ferite che portano alla morte una persona, non concedono il tempo necessario a chi li subisce per “guarire” anche sui corpi sottili, per metabolizzare ciò che è avvenuto e quindi dare il tempo anche ai livelli del corpo causale di adeguarsi allo stato degli strati inferiori. Questo cosa comporterà?

Quando questa persona morirà, i segni del trauma andranno a distruggersi assieme col corpo e con essi anche quelli sul doppio eterico e i corpi astrale e mentale. Tuttavia, l’esperienza vissuta, se non compresa, rimarrà su uno o più dei tre primi livelli del causale come un marchio, un neo, una cicatrice e nella prossima vita, queste ferite andranno a ripresentarsi di nuovo. Ora cerchiamo di capire come.

TRAUMI ED EFFETTI SUL PIANO CAUSALE

I tre livelli causali, come abbiamo visto brevemente, fanno da specchio e matrice ai corpi inferiori relativi. Pertanto quando il corpo causale di questa persona avrà completato il suo ciclo di epurazione e avrà deciso una nuova destinazione per la prossima incarnazione, nel momento in cui entrerà nel corpo, porterà con sé questo “marchio” interno alla matrice stessa dei corpi, generando il corpo mentale, astrale ed eterico con quel segno, come uno stampo difettoso. Questo “segno” non sarà altro che il modo in cui la lezione che nella vita precedente non è stata compresa e che ha portato al trauma cercherà di farsi vedere. Pertanto, per la persona si presenterà sotto varie forme; nel caso del primo livello causale, collegato al corpo eterico, possono ad esempio essere patologie genetiche o presenti sin dalla nascita nel punto esatto in cui nella vita precedente è avvenuto il trauma. A volte, in alcuni casi, è possibile che si presentino dei segni fisici sulla pelle che ricordino l’evento. Nel caso del secondo livello causale, collegato al corpo emozionale, potrebbero essere fobie di qualche tipo. Nel caso del terzo livello causale, problemi di disordine mentale, ritardi e possibili psicosi. Sono solo esempi, molto ristretti e molto poco esemplificativi, ma servono per dare un’idea delle differenze possibili.

Pertanto, se nel corso della nostra vita la lezione che il corpo ci sta chiamando a rivivere e imparare verrà ignorata, non compresa, non metabolizzata o se la ferita sul corpo causale non verrà in qualche modo sistemata e il trauma emozionale e mentale curati, allora, quando verrà il momento di trapassare, questa lezione si ripresenterà di nuovo, ma questa volta ancora in modo ancora più duro da affrontare.

Nell’esempio precedente abbiamo quindi visto come un trauma violento sul fisico possa trasmettersi sui corpi sottili e come questi, in seguito, ritrasmettano lo stesso nuovamente sul fisico. Questo “effetto boomerang” si verifica con ogni corpo e in qualsiasi modo. Con la sola differenza che se il trauma parte dal basso, quindi dal corpo Denso, a seconda della forza con cui viene inferto, impiega più tempo per andare a trascriversi sui livelli causali.

Se ad esempio una persona subisce traumi emozionali e mentali senza che sia leso il corpo fisico in modo diretto, pertanto parliamo di offese verbali, maltrattamenti emotivi e mentali come l’umiliazione, la denigrazione, la violenza emotiva, la privazione dell’affetto, ossia tutti i traumi per i quali un medico non può fare nulla perché è necessario l’intervento di uno psicologo, il corpo fisico non ne viene impattato in modo diretto, ma sono il corpo astrale e quello mentale a subirne lo scotto. Ma vedremo che basterà ben poco tempo perché anche sul corpo eterico e di conseguenza quello fisico cominceranno a manifestarsi delle patologie che ad un occhio attento sono facilmente riconducibili allo stato psicofisico del paziente.

In casi come questi vediamo spiegate come le patologie mentali portino ad una degenerazione a livello fisico che non si spiega in altro modo se non con il fatto che mente e corpo non sono solamente e semplicemente collegati, ma sono parte di un unico organismo, di un sistema che non può esistere e manifestarsi se non nella correlazione e nell’equilibrio delle parti in causa.

Ed è l’equilibrio, come vedremo nei prossimi articoli, il concetto base dello stato di salute. Come esemplificava Galeno, nella sua interpretazione limitata dell’interazione elementale e come ancora adesso predica la medicina cinese, il segreto della salute sta nell’equilibrio delle diverse forze che compongono l’essere umano nei suoi differenti aspetti: fisico, emotivo, mentale e spirituale.