Le opere di Bloody Lady:


Segreti
Come una Goccia
L'Insetto
La Via
Tristezza
Specchio
Visione
Ade
Il Canto
Sguardo
Infranto
Sistri
Sospiri
Notte D'Inverno
Sera D'Estate
Falsa Festa
Senza Potere
Ingenuo e Stolto
Riflessioni al Crepuscolo
Danza Macabra
Foglia
Laccio
Bugie
Danza Macabra #2
Il Patto
Il Ricordo
La Sanguisuga
La Speranza
Mattino
Mezzanotte
Mondi
Senza Titolo
Sera

SEGRETI

I suoi più cupi segreti la luna mi ha rivelato
ed il suo impuro aiuto ma ha donato
per scoprir chi è quel dolce angelo alato
che la terra di nascosto al cielo ha rubato.

Ma or che so chi è, assassinerei la luna
perché egli non mi ha lasciato speranza alcuna,
abbandonata, sola, nella notte bruna
nascosta dall'orgoglio come dietro a una duna.

Perché nel mio cuore ha lasciato crepe
e non sospiri che rendano le ore più liete.
Ma come può 'sì bell'angelo un cuor ferire?
Ti prego sparisci luna che con te voglio svanire.

COME UNA GOCCIA

Lentamente
come una goccia scivola
su di un liscio vetro
ugualmente rincorro una nuvola
lontana dal silenzio tetro.

Con amarezza
senza pensare al domani,
mi volto
e la tristezza
prende ciò che dalle mani mi ha tolto.

Sorride
mi porge ciò che non c'è
ed il suo pallido viso
mi uccide:
donandomi insulsi perché
dal mondo mi ha diviso.

L'INSETTO

È una fuga la mia
assai giocosa, sciocco insetto
una fuga da un giardino infetto
per smarrire la retta via.

Non c'è fretta, non c'è fretta,
ma, sai, la barca è troppo stretta
e Caronte il tuo animo infettato
di certo non ha tollerato.

Scendi, scendi, affonda, affonda,
così lontana è la tua sponda...

... ed ora dormi.

Senza fiato, senza onore
con i pesci, in fondo al mare.

LA VIA

Non v'è certo nascondiglio
per l'animo debole e affranto
che fugge come un coniglio per nascondere il suo pianto.

Ma or che la porta è chiusa
dove cercherai la tua tomba?
èM lì che la tua viltà illusa
lo sguardo vuoto affonda.

Fragile, insolente creatura
col capo chinato nella paura,
anche per te la via rimane
tremenda, insormontabile altura.

TRISTEZZA

Perché dolce tristezza,
senza cuore, mi hai abbandonato?
Spesso ho pianto, ma con fierezza
ed il pianto la mia voce ha strozzato.

Ma un oscuro mantello
rendeva il buio ancor più bello
LO sentivo sulla mia pelle
quasi generasse mille stelle.

E il sole che luce portava
mi colpiva in faccia
ma la luna tra le sue braccia
con amore mai cullava.

SPECCHIO

Ti prego malvagio specchio
rompiti in mille pezzi
o mostrami un volto più vecchio
libero da stupidi vezzi.

Fa che le tue schegge taglienti
colpiscano la cruda realtà, silenti
scalfiscano anche gli animi più innocenti
esposti ad insani venti.

Smetti di riflettere la luce accecante
ed il suo abito candido,
così puro da essere ingombrante.

Ma stai lontano da questo giaciglio
perché non puoi riflettere l'oscurità;
porterebbe troppo scompiglio
al tuo nutrimento di vanità.

VISIONE

Un cielo rosso fuoco
confonde e stordisce
mentre la luce coi miei sogni sparisce.

Tutto è sfocato:
lacrime salate
i miei occhi hanno bruciato.

Ma è un inganno?
È un imbroglio quest'affanno?
È una pugnalata mortale
che le nuvole fa sanguinare?

Così la pioggia guarisce
e mentre il cielo si fa brutto
essa mi bagna e mi punisce
ma il mio cuore rimane asciutto.

ADE

È tutto strano quaggiù.
Il volto degli astri argentati
dal buio non vedo più,
come ricordi dimenticati.

Eppur dormir m'è dolce in questo prato,
Il deforme Cerbero è mansueto
forse anche lui ha scordato
il suo compito ingrato, non lieto.

Vorrei sollevare il capo
ma la leggerezza è troppo pesante
così ritorno sorridente
sdraiata nel mio cupo prato

IL CANTO

Fanciullo che ti sfoghi nel pianto
con una madre premurosa accanto
non senti la porta che stride?
Lo spettro è nascosto e ride!

È nero e gracchiante come un corvo
ti osserva col suo sguardo torvo
po' farti scomparire veloce
ma stavolta la sua voce
tace.

Perciò sii forte, non temere per la sorte,
sono ancora chiuse quelle porte,
dove non v'è futuro ne passato
e raccogli tutto quello che sei stato.

Prosegui la tua vita
e non pensar mai che sia finita;
continua pure il tuo pianto
ma ascolta sempre della mamma il canto.

SGUARDO

Quanto tempo sprecato
cercando uno sguardo meno vuoto
piangendo su un sorriso negato
guardando una sbiadita foto.

Quanti istanti non vissuti
cercando motivi sconosciuti,
aggiungendo lacrime alla rugiada
pregando perché la notte non se ne vada.

Ma il tempo e gli istanti
ora non valgono nulla
e siamo come infanti
lontani dalla loro culla.

INFRANTO

Un saluto e nulla più
e questa malattia ti assale
tutto il mondo cade giù
ed assapori delle lacrime il sale.

Il suo viso nel tuo sguardo germoglia
ma del sorriso la sua smorfia ti spoglia;
ti ha colpito con un lucente pugnale
e con l'amore ti ha fatto così male!

Ed egli guarda la lama insanguinata
che del cuore ti ha privata
lasciandoti solo il dolore
e una voce rotta dal singhiozzare.

SISTRI

Assordanti, striduli e sinistri
tintinnano i sistri;
nello specchio
una figura spettrale,
un volto pallido, vecchio,
da lutto, da funerale.

Nemmeno il vetro la regge:
aguzze e taglienti schegge
si conficcano nel petto.
Così, per sempre, male faranno
e con te si addormenteranno
in un gelido letto.

SOSPIRI

È notte inoltrata,
la bella Ecate dalla finestra è entrata:
il suo dolce tocco misterico
sfiora quel viso angelico.

Ecate la luce non può donare
ma egli risplende nel suo argenteo colore,
si addormenta, si rigira
sorride, in silenzio sospira.

Ma ora argenteo viso
ridammi il mio sorriso
martoriato, imprigionato
nel tuo cuore congelato.

NOTTE D'INVERNO

Corpi dal capo mozzato
dallo strano e deforme aspetto
macabra cornice di un animo perfetto,
in silenzio mi avete parlato.

Vi ascolto da questa pallida lapide
nel buio di una notte d'inverno
serenamente spaventosa come l'inferno;
eppure di colpo sparite...

Forse andate dove il buio non c'è
ma qui mi lasciate con i miei perché.

SERA D'ESTATE

L'ho visto:
seduto ad un tavolino
l'ultimo sorso di vino,
si volta, sorride;
forse dal cielo nessuno lo vide.

Ma il volto è rubicondo,
in fondo egli ha conosciuto il mondo
ed un dolce nettare assapora
mentre stridi sinistri annunciano la sera.

FALSA FESTA

Tutti sorridono:
ma la freccia
conficcata nel mio cuore
ha aperto una breccia,
voragine di dolore;
e loro non vedono...

Tutti mi guardano:
il sangue
sgorga a fiotti,
il cielo piange
ma non lava via i miei sogni rotti;
e loro non vedono...

Tutti danzano:
mi invitano, cantano;
ma preferirei
un colpo in testa
piuttosto che gioire
in una falsa festa.

SENZA POTERE

Lo vorrei qui quell' essere inetto
per trafiggerlo con una lama:
in fondo la sua vita è vana.

E più son felice e gioconda
più la lama affonda, profonda
nel suo corpo, così duro così fragile
così potente da essere invisibile.

INGENUO E STOLTO

Immense distese di fiori
sul nostro cammino fatato:
nel suo cuor ci teneva Amore
e sul suo braccio ci portava Fato.

Piovevano petali sul nostro cuore,
lontane parevano le nubi del dolore.
Mi chiesi:"è un sogno"?
poi ti guardai: ciò di cui avevo bisogno.

Come una sirena col tuo canto mi hai stordito;
affascinata, ciecamente ti ho seguito
ed ora, crudele, con te il mio viaggio è finito
su di uno scoglio, dal mare schiaffeggiato e colpito.

Ed ora giaccio, stanca e abbandonata
su questa terra dal sole bruciata
ma asciutti sono il volto
ed il mio spirito ingenuo e stolto.

RIFLESSIONI AL CREPUSCOLO

Morta o viva?
La realtà mi sfuggiva
Guardavo senza essere notata
Urlavo senza essere sentita

E morta sono ora
Muoio e muoio ancora
La morte nera
Corteggia la mia anima sincera

In realtà tutti morti siamo
Solo che ancora non lo sappiamo
e la morte che ci sorride
è vita travestita che ci uccide

DANZA MACABRA

Stasera non v'è luce alcuna
Solo la pallida luna
Guarda i cupi danzanti
Nell' oscurità trionfanti.

Piccoli passi senza rumore
Tonfi attutiti da un sordo dolore
Nessuna vana speranza
può fermare la costanza
di questa macabra danza

morte e vita
si sfidano alla partita
che non cura una ferita
sanguinante e infinita...

FOGLIA

Chiusa, debolmente
La luce non mi mostra niente
Sola...
Una foglia morta vola...

Sopra la mia testa
Sopra la mia stanza
La sua festa
La sua danza

Balla, morente
La sua danza del niente.

LACCIO

Siamo stretti in un unico laccio...
Eterno abbraccio..
Ma ogni volta che fuggi
Tiri il filo e mi distruggi.

BUGIE

Nessun può salvarmi se non tu,
uno spirito di luce pura e niente più..
strani desideri di luce,
un viso candido e una voce...

Non cadrò negli inganni d'amore
Non mi affogherai nei flutti del cuore:
miele e fiori sulle superfici
ma dentro stracci, cocci e cicatrici.

Leggo nei tuoi occhi, sento il tuo tocco
Trema questo spirito sciocco
Un unico intenso brivido
Attraversa questo corpo livido.

Parlami ancora dell'amore tanto cantato,
misteriosa creatura che pochi hanno incontrato:
forse mi vedrai arrossire
felice che tu abbia trovato qualcuno a cui mentire.
DANZA MACABRA #2

Danziamo, invochiamo la cupa sorella luna,
tra queste tombe di terra bruna
e pietra nera, fredda e dura
dall'apparenza serena e pura.

La gente ci indica e ci compatisce
Oppure ride e ci schernisce:
"povere anime avariate
dal buoi stregate e dalla notte incatenate".

Ma che ci importa, seguitiamo a ballare..
Notte, avvolgi i nostri cuori eternamente!
Non vi sono piè sogni in questa mente
Or che dal buio mi lascio cullare...

Il giorno è lontano
Zuppa di sangue è questa mano...
Sorgi pure sole
Ma il mio cuor vederti non vuole.

IL PATTO

In una notte cupa come tante
Mi apparve la morte, danzante.
E in questo atto macabro ma trionfante
Mi trascinò violentemente.

E ballammo, ballammo fino al mattino,
e la durezza del mio sogno
terminò in un candido cuscino..
ma non è questo il mio bisogno...

Ogni notte mi appare quest'angelo nero
Ed ogni notte sempre più mistero...
Prosegue il nostro patto oscuro
La nostra sinfonia senza fine ma senza futuro.

E tutto ciò mi appare
come l'estremo atto d'amore
Di due sfortunati innamorati
Dalle leggi del fato separati.
IL RICORDO

Ove sedeva un robusto abete
Vi è un arbusto tristo e in quiete;
ove un fiume lentamente striscia
vi saranno fango e pietra liscia.

Ma l'abete offrì ombra per riposare
ora legna per scaldare;
il fiume ora porta vita e felicità
ma quando sparirà
nel suo letto giacerà la fertilità.

Come pare strana la vita.. ...la morte è dunque vita infinita?
Perché a volte gesti stupendi compiamo,
altre crudeli gesti al mondo lasciamo,
sorrisi portano le nostre mortali mani
oppur sofferenze e dolori vani.

Ma come l'acqua e l'abete,
quando giungerà l'eterna quiete,
muteremo il corpo e la forma
ma non sparirà la nostra orma.

Perché è destino invecchiare
E nelle tenebre scivolare...
...ma come una vetrata il nostro ricordo scintillerà
se dall'interno la nostra luce brillerà.

LA SANGUISUGA

Vi è qualcuno o forse qualcosa
che, mentre il dolore
Lontano, lontano riposa,
sul mio ferito cuore
il suo affamato sguardo posa.

Si aggrappa al mio corpo stanco
Come fa con la madre un infante
Quando sfoga il suo pianto
Gridando disperatamente.

Poi lentamente si allontana
Da questo cuore affranto
E mi abbandona, insana,
in attesa del prossimo pianto

LA SPERANZA

È notte fonda, il sonno si nutre dei miei affanni
Su di un appiglio ho abbandonato gli stanchi panni
Di una vita fredda e sempre in corsa
dall'indifferenza stretta come una letale morsa.

E nel riposo sono ferme le mie mani
Che tentano gesti meno vani,
che vorrebbero asciugare lacrime, calmare pianti,
consolare anime, ricucire sogni infranti;

Sono socchiuse le mie palpebre:
cercano riposo nelle tenebre
da un mondo di luci apparenti
pensieri cupi e cuori spenti;

Giacciono le mie gambe nel letto
dopo aver cercato sincerità e rispetto
ma trovato solo strade con buie scorciatoie
e piccoli sentieri con anguste strettoie;

Ma non smette di batter questo cuore,
benché sconvolto da eterno dolore,
e non smette di credere nella bontà umana
perché la speranza rimane, e mai è vana.

MATTINO

Ecco... il pallido mattino
Giunge versando lacrime...
Alla sua luce nulla sfugge
Ogni sogno egli distrugge.

E ripercorrono le anime
Il loro lento cammino

Scivolano le illusioni
Dalle fredde mani,
e la realtà si rivela
come la nebbia: leggera, leggera...

MEZZANOTTE

Chissà che farai mia cupa natura
quando le bambole giaceranno nella spazzatura,
quando gingilli e infantili vezzi
riempiranno il cuore con i loro pezzi.

Chissà se piangerete, miei stanchi occhi
quando vedrete speranze bruciare,
quando il freddo inverno vi verrà a baciare
e vi socchiuderà con gelidi tocchi...

chissà se riderai, rubiconda bocca,
quando la fredda terra sarà il tuo unico tetto
ed un nero sudario silenzioso letto.

Ora qui, in questa oscurità,
stringo una bambola e un po' di felicità,
ma un singulto il fiato mi blocca,
l'orologio rintocca:
mezzanotte per tutti scocca.

MONDI

In un mondo che conosco bene
purtroppo vi son solo pene;
puoi essere qualcuno di importante
oppure nessuno e niente
e se gridi disperatamente
ti teme e ti abbandona la gente.

E quando stretta dal dolore piango
Le mie lacrima non vengono asciugate
Ma precipitano nel fango
Rimanendo inascoltate.

E c'è chi soffre, chi non capisce
Chi si ferisce e nel dolore sparisce,
chi continua a sognare salvezza
e chi si nutre di eterna tristezza.

E c'è chi, leggendo questi versi,
compatisce quegli animi persi..
e non capisce che quel mondo disumano
in realtà non è affatto lontano.

SENZA TITOLO

Vedrai, trottando ridente e arruffato
Al familiare arboscello,
un assente e scalcinato uomo
nascosto dal suo cappello;

non fermarti, non importa chi sia,
corri, dissennato,
corri per la tua via.

Ma il cielo si è fatto scuro,
e l'uomo sempre più chiaro:
nascosto dietro ad un muro
in bocca il sapore è amaro..

...sparito è l'arboscello,
ricordo di gioventù.
Dell'uomo è rimasto il cappello
ed ora lo indossi tu.

SERA

Se il destino vuole
Mi sdraierò in un prato baciato dal sole
O forse il mio animo lacerato
Vagherà in un deserto assolato.

Forse non vivrò, semplicemente,
o forse dormirò nel niente..
forse vivrò nell'oblìo
e forse scordeṛò il dolore mio.

Ma non temo quell'oscura valle