Le opere di Oya:


4 Ottobre 2002
14 Maggio 2002
Aspettare
Ero Giovane
Il Bambino
Incognito
La Farfalla
La Ferita Aperta
Marzo 2002
Parole che Volano
Senza Respiro
Ti Odio



4 Ottobre 2002

Ridete,
piangete,
torturatevi l'anima,
senza pensare che alla fine tocchi a voi.

Il cerchio è chiuso,
le forze e le energie sono allineate,
chiudete gli occhi...
dal tunnel che risiede nella vostra mente
uscirà una luce.
Non crediate che sia bianca,
guardatela attentamente...
sarà del colore della vostra anima,
delle vostre gioie
e dei vostri dolori,
delle vostre belle speranze,
che ormai sono solo dei piccoli puntini
sul dorso di una coccinella


14 maggio 2000

Di questo mare
non so che farmene,
di questo cielo
non so cosa guardare,
di questa terra
non so cosa odorare
di questo mondo
non so che cosa odiare...
forse è l'uomo che
non devo sopportare!
Ricordo di non essere
Stata portata a destinazione
E questo mi portò fuori strada!
Girovagando per il mondo
Ritornai al punto di partenza
Senza che mi fossi resa
Conto di aver sorpassato
I limiti dell'infinito.


Aspettare

Rispondere,
un telefono che n on squilla mai!
Le nebbie della mente
Ritornare a vedere certa gente,
riuscire a capire questa crudeltà!
Non riuscire a perdonare
Persone e situazioni,
non credere che possa essere
possibile che sia vero!
Non è nulla
In contrario al dolore
Di essere soli, di sentirsi
Strozzare in un mare di lacrime
E a volte di melassa


Ero Giovane

Ero giovane,
inesperta,
senza una minima idea di cosa fare del mio futuro.
Vagavo per le strade di una città
Deserta,
insignificante,
puzzolente,
cani randagi pisciavano sugli angoli delle strade,
prostitute invecchiate da troppi maltrattamenti
abbobbavano le strade come vecchi festoni lasciati al vento
dopo una festa sinita con troppo alcool.
Vagavo e non mi accorgevo
Del tempo che passava.
Un tempo buio,
privo di un vero significato,
ma comunque un tempo...
Segno che comunque ero vissuta.
Ecco fatto,
tutta la mia vita è questa, chi mai riuscirà a capirla è bravo...
ridete,
piangete,
lottate per quello che amate,
non guardatevi indietro con rimpianti, lasciate andare adesso questo vecchio clown,
che dall'alto dei cieli vi benedirà ridendo con Dio.


Il Bambino

Giocavo nel giardino
Della vecchia casa
E non mi accorsi di un bambino
Che con invidia guardava
I miei giochi.
Mi è corso in contro
Mi ha spinto
Mi ha picchiato
Mi ha graffiato il viso.
Io piangevo e gli chiedevo il perché.
Tra le lacrime
Vidi lo sguardo
Dell'affamato
Dell'assetato.
Nessuno gli aveva insegnato a chiedere
Mi spingeva
Mi picchiava
Mi graffiava il volto
E io vedevo
Il disperato aiuto che mi chiedeva.
Ansimando,
piangendo
lo guardavo incredula di capirlo.
Gli allungai uno schiaffo
E lui mi guardò muto
Con il mio giocattolo in mano.
La mano tremante
Lo accolse con paura
E lui la prese e
Da allora
Non si sono più lasciate.
Mi ha spinto
Mi ha picchiato
Ma ora da quelle mani
Nascono solo carezze.


Incognito

Risponderò alle accuse
Non mi tirerò indietro adesso.
Sarò in piedi nelle piazze.
Non mi lascerò corrompere
In strane danze,
mi trascinerò
fuori dalla massa.
Non capirò
Se cercano di convincermi.
Posso solo ora
Solo adesso...
Mi butto nella mischia senza lasciar traccia
mi divincolano i miei pensieri.
Credo di sapere
Che la corruzione
Non mi porterà a nulla
Solo case su case
Solo palazzi su ville
Soldi a vagani
Strani demoni che ci lasciano soli.
Velo la gente
Che mi guarda strano
Non mi lasciano neanche uno spicciolo.
Sento il freddo della povertà
E questo solo perché non vogliono
Che io protesti.


La Farfalla

Ritorna...
Da terre lontane
Dove il sole sorge e tramonta al canto degli uccelli, parte.
Timida, silenziosa
Cerca di nascondere ciò che è.
Verde e scrisciante
Si avvicina e si allontana
Silenziosamente.
Stanca si appoggia a una foglia
E muore.
Silenzio.
E dalla morte, nasce un piccolo spruzzo di colore
Le sue ali, visioni di arcobaleno
Ora vola, si libra
Assapora l'ebrezza di parlare con
Suo fratello: il vento.


La Ferita Aperta

si possono odiare le persone?
Dio rispose di no.
Ma lei continuava a sentire
La ferita che sgorgava sangue dal suo mare.
Continuava a sentire
La paura e l'angoscia ormai familiari.
Era sempre stata felice,
ma era felice che un giorno avrebbe potuto andarsene.
Avrebbe preso e sarebbe andata in montagna
Con solo se stessa.
Ma ormai stava morendo
Non sentiva più la compassione
Non sentiva più la pena
Era diventata ormai di ghiaccio.
Le lacrime che piangeva
Non erano più salate
Erano acqua…acqua fredda.
Non sentiva più niente
Solo il sangue che colava e
La rendeva pallida e stanca.
Allora Dio le disse:
sei sicura di quello che senti?
Lei lo guardò e disse:
ormai sono cosa tua, non appartengo ad altro,
potrei morire domani che non mi importa


Marzo 2002

È difficile vedere dove intorno c'è solo buio!
È difficile capire quando non conosci la lingua!
È difficile sentire se non si conosce suono!
È difficile amare se non si consce amore!
È inutile gridare se non c'è nessuno che ti ascolta!
È inutile incazzarsi se poi non serve a niente!
È inutile la cattiveria se porta solo rancore.
Sono al centro di una terra fedda
Senza respiro di vita, né di morte.
Proprio una bella esistenza!
Goccie di pioggia tornanoa bagnare il mio viso.
A cosa serve poter mandare tutta la pioggia
Per pulire questo immondezzaio!


Parole Volano Nell'Aria

Parole volano nell'aria
Feriscono e ritornano indietro
Violente, piene di passione e di rancore
Portano notizie e
Vedono lacrime,
lacrime di accredine,
lacrime di piombo
pesanti e salate.
Giocano e ridono
Portano notizie,
notizie di gioia piene di risate
piene di stronzate.
Ti arrivano al cuore
E aprono porte piene di speranze.
Vedono cose che non possono essere credute


Senza Respiro

Ora sono sola
In una stanza
Senza respiro
Rimango al buio
Non sento più niente ancora.
Vedo cose
Che non sono vere
Sento respiri
Che mi straziano il cuore.
Sento davvero un battito strano
Ora non credo
Risorgerò Chiedo in giro
A facce strane
Penso che siano un po' allunate.
Farfalle in aria
Volano
Zeffiri azzurri sfiorano
Le facce delle persone
che mi lasciano sola...


Ti Odio

Ti odio,
cuore dolorante.
Che mi spingi a sentire
Celestiali sentimenti
Che si infrangono contro gli scogli di dolci falsità.
Ti odio,
perché ogni volta
mi fai credere,
che possa essere vera
l'amara certezza
che si può non essere soli.
Ti odio
Cuore impavido,
che mi fai dire ciò che penso.
Ti odio,
perché ogni volta
sento come ti sgretoli
tutto in un sol colpo,
senza preavviso,
senza avvertirmi
che sentirò dolore.