Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
"Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata"

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
Pablo Neruda: "Se tu mi dimentichi"
Sandaliotis o Ichnussa o l'orma del divino
la terra è aspra, vulcanica o granitica o di tufo friabile, riarsa dal sole,
battuta dai venti, salata dalle acque del mare
Così è il nostro cuore.
Come queste rocce a volte poroso, altre volte impenetrabile, spesso fragile
Battuti dai venti o riarsi dal sole e salati dal mare i nostri animi,
generano piante spinose e muschi colorati e nenie fantasione che portano
in sé l'intrico degli arbusti e la ruvidezza delle pietre
Francesca Caraffini
Quando e come è cominciata la creazione?
La fece Lui? Oppure non la fece?
Solo Lui, lassù, lo sa, forse;
O magari, nemmeno Lui
Rig Veda: "Creation Hymn"
Generale il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini
ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale il tuo bombardiere è potente,
vola più rapido d'una tempesta e spiana città intere
ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l'uomo fa di tutto.
può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
Bertolt Brecht: "Generale, il tuo carrarmato"
Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).
Fernando Pessoa
La gru
Con una gamba nell’acqua
Come sta dritta!
Ma, tra le onde
La sua immagine oscilla.
Kawada Jun
"Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno colle foglie al primovento.
Ma venga un altro soffio,
ritornerà scintillamento nuovo."
Giorgio Ungaretti
...un bigliettino nell'urna di latta della credenza: che se un popolo stupra il proprio futuro allora forse è un popolo già morto.
Bambini a Dondolo
Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un'ape
Un trifoglio ed un'ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.
Emily Dickinson
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico

non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farla una stucchevole estranea
Costantinos Kavafis: "E se non puoi la vita che desideri"
Con un suono di corso
il vento arrivò, scosse l'erba
un verde brivido diaccio
con sinistro passo nel caldo
che sbarrammo le porte e le finestre
quasi entrasse uno spettro di smeraldo
e fu certo l'elettrico
segnale del Giudizio
Una bizzarra turba di ansimanti
alberi, siepi alla deriva
e case in fuga nei fiumi
e ciò che videro i vivi
Tocchi del campanile desolato
mulinavano le ultime nuove
Quanto può giungere
quando può andarsene
in un mondo che non si muove!
Emily Dickinson: "La Tempesta"
Penso e ripenso. Che mai pensa l'oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca
v Salta starnazza si rituffa gioca
né certo sogna d'essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l'armi corruscanti della cuoca

O papera, mia candida sorella
tu insegni che la Morte non esiste
solo si muore da che s'è pensato

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l'esser cucinato non è triste
triste è il pensare d'essere cucinato.
Guido Gozzano: "L'indifferenza"
Urlava intorno a me la via, senza pietà
Alta, snella, in gramaglie, sovranamente triste
Con sontuosa mano sollevando le liste
dell'abito, guarnato di ondosi falbalà.

E con gamba di statua, passò una donna: vidi,
bevvi nell'occhio suo, con spasimi d'insano,
come in un cielo livido, gravido d'uragano,
dolcezze ammalianti e piaceri omicidi

Fu un lampo... poi la notte. Fuggitiva beltà,
nel cui sguardo, all'istante, l'anima mia risorse
non ti vedrò più dunque che nell'eternità?

Altrove e via di qui! Troppo tardi! mai, forse!
Poiché corriamo entrambi a ignoto e opposto sito,
O tu che avrei amato, o tu che l'hai capito!
Charles Baudelaire: "A una Passante"
Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Per l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.

Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, né di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.

T'acqueta ormai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Ormai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto
Giacomo Leopardi: "A Sé Stesso"
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi d'arpa.
Vivo di questa gioia malata d'universo e soffro per non saperla accendere alle mie parole.
Giuseppe Ungaretti
Se queste ombre vi hanno offeso Pensate, (e cada ogni malinteso) Di aver soltanto sonnecchiato Mentre queste visioni vi hanno allietato. E questo tema ozioso e futile Non più di un sogno vi sarà utile. Gentili amici, non rimproverate; Miglioreremo se perdonate...
Shakespeare: "Sogno d'una Notte d'Estate"
Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte
a che serviva, e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata
da Dio e prendila, l’hanno fatta per te
millenni di uomini che non ti conoscevano
ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi
quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti
e ti alzi e dici, « io me ne vado a letto ».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani,
e capitali, e continenti e selve,
e piramidi, e versi, e adoratori
della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti
a te che infine vieni a giustificare
la loro straordinaria varietà.
è tutto tuo e non finisce mai.
J. Rodolfo Wilcock: "Comunque sia, questo mondo è per te"
Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia-
definitivamente l'indefinito.
Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.
Lisbon Revisited - Poesie di Álvaro de Campos
Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino non si addormenti lungo le pulsioni.
Alda merini
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Eugenio Montale: "Ossi di Seppia"
In questa notte d'autunno sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Hikmet
Quando dalle tenebre dell'errore
Con parole d'ardente persuasione
Io trassi la tua anima caduta
E piena di profonda sofferenza,
Torcendoti le mani, tu esecrasti
Il vizio che ti aveva raggirata;
E quando, castigando col ricordo
La coscienza di labile memoria,
Tu raccontavi a me tutta la storia
Di quanto era accaduto nel passato,
E poi, nascosto il viso tra le mani,
Sopraffatta da orrore e da vergogna,
Indignata, sconvolta, tu piangesti...
Eccetera, eccetera.
N.A. Nekrasov
Si deve avere un'amico invisibile
a cui parlare
nelle ore silenziose della notte
e durante le passeggiate nei parchi.
K. Gibran
Spesso la vita è soltanto luce
che sfavilla nei colori della gioia
e ride e non chiede di coloro
che soffrirono, che perirono.

Il mio cuore però sta sempre dalla parte di coloro
che nascondono il dolore
e si ritirano alla sera nella camera
per piangere di struggimento.

So che tanti stanno errando
angosciati e sofferenti,
tutte le loro anime chiamo sorelle
e dò loro il benvenuto.

So che piangono di sera
chinati su mani bagnate,
vedono soltanto pareti oscure
e non lo splendore di luci.

Portano però di nascosto,
persi ed inconsapevoli,
la dolce luce dell'Amore
per tenebre e pene.
Herman Hesse: "Spesso la vita è"
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai

Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli

E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano
Leonard Cohen: "Il vero amore non lascia tracce"
Tutto porta via il Tempo, anche il ricordo: quando ero giovane passavo lunghe giornate cantando; ora ho scordato tante canzoni.
Virgilio: "Bucoliche 9, 51-53"
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
Pedro Salinas
"ho capito che ti amo quando ho visto che bastava
un tuo ritardo per sentir svanire in me l'indifferenza, per temere che tu non venissi più,
ho capito che ti amo quando ho visto che bastava
una tua frase per far sì che una serata come un'altra
cominciasse per incanto a illuminarsi,
e pensare che poco tempo prima,
parlando con qualcuno, mi ero messo a dire
che oramai non sarei più tornato
a credere all'amore, a illudermi, a sognare
ed ecco che poi ho capito che ti amo
e già era troppo tardi per tornare,
per un po' ho cercato in me l'indifferenza
poi mi son lasciato andare nell'amore”
Luigi Tenco
chiamami adesso,
si lo so che prima era più facile
ma è adesso che ho bisogno io di farmi trovare,
farmi trovare qui,
chiamami adesso che è più buono il mio cuore,
dammi il tempo che tempo non sia,
dammi un sogno che sonno non dia,
chiamami adesso che non ho più niente da dire,
ma voglio parlare lo stesso insieme a te,
voglio provare io a descrivermi,
chiamami adesso che ho bisogno di te
Paolo Conte
Noi siamo della sostanza
di cui sono fatti i sogni
e la nostra piccola vita
è cinta di sonno
William Shakespeare: "Riccardo III"
Re Duncan: "E ciò non sgomentò i nostri condottieri, Macbeth e Banquo?"
Capitano: "Sì, come i passeri le aquile, o la lepre il leone.."
Williamn Shakespeare: "MacBeth"
Io andavo per il sentiero, tu venivi per esso,
il mio amore cadde tra le tue braccia, il tuo amore tremò nelle mie.
Da allora il mio cielo di notte ebbe stelle e per raccoglierle la tua vita si fece fiume...
Pablo: "Todo el Amor"
Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo
saremo due come le acque, le dolci e le salate
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni
come i tempi del battito
i colpi del respiro

Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente
Quando saremo due, nessuno sarà uno
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due

Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso
Erri De Luca: "Quando saremo due"
Astri
Di luce argentea
Ultimi tasselli
Di un oscuro mosaico
Chiamato notte
The Thistle
Ho raccontato il mio amore. Ho raccontato il mio amore. Le ho raccontato tutto il mio cuore.
William Blake
Ero una piccola creatura nel cuore
Prima di incontrarti,
Niente entrava e usciva facilmente da me;
Eppure quando hai pronunciato il mio nome
Sono stata liberata, come il mondo.
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti.
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri.
Stupidamente sono scappata da te;
Ho cercato in ogni angolo un riparo.
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito.
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto.
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto.
Restituendomi
Al tuo abbraccio.
Mary-Elizabeth Bowen: "Ero una piccola creatura"
Più che annoiato
Triste
Più che triste
Infelice
Più che infelice
Malato
Più che malato
Abbandonato
Più che abbandonato
Solo al mondo
Più che solo al mondo
In esilio
Più che in esilio
Morto
Più che morto
Dimenticato
Marie Laurencin
L'oscuro mare blu è un corpo morto per me.
Gli uccelli stanchi cantano commoventemente, commoventemente. E la mia terra nativa accarezzata dal gelo.
Uccelli scuri istantaneamente diventano grigi.
Là, in lontani monasteri, monaci recitano
preghiere prolisse, così abilmente...
Io lo so, quando la terra si spacca.
Tu guarderai giù con occhi addolorati.
Anna Akhmatova: "Senza Titolo"
Sprofonda, dunque. E potrei dirti: sali! È pur la stessa cosa. Fuggi, da tutto ciò che fu creato, verso i liberi regni delle Immagini, fuor d'ogni spazio e tempo. Contempla e godi ciò che ormai da secoli più non esiste. Tumultuar di nuvole in perenni mutevoli sembianze. Vibra la chiave, e tienile lontane.
Johanne Wolfgang Goethe: "Faust"
Ecco perché vorrei proprio restare tutta la vita senza innamorarmi. La morte del mio bene, sarebbe la mia morte.
Johanne Wolfgang Goethe: "Faust"
O credi a me, che da qualche millennio contro quest'osso duro mi vo rompendo i denti. Dalla culla alla bara, uomo non v'ha che a digerir riesca il vecchio indigestissimo fermento del suo destino in terra. Credi a un demonio. L'universo è fatto soltanto per un Dio. Dio se ne sta dentro una luce eterna. Nella tenebra ha immerso i pari miei. E in quanto a voi, sol vi conviene il susseguirsi alterno dei giorni e delle notti.
Johanne Wolfgang Goethe: "Faust"
È bella la goccia di rugiada sul filo d'erba, e non troppo piccina, se è anche uno specchio del grande sole.
Ruchet
Ho sciupato il tempo, e ora il tempo sciupa me.
William Shakespeare: "Riccardo II"
Oh, morte inopportuna!
William Shakespeare: "Re Lear"
Bruciamo, eterno rotolare del mondo
Stefano di Sandro
Si dice che strazino fanciulli ancora lattanti
e pieno di sangue abbiano il gozzo.
Hanno nome strigi, causa del nome
è che sogliono di notte orribilmente stridere.
Ovidio: "Le Metamorfosi"
Se ogni giorno fosse migliore del precedente,
come ogni uomo si augura,
il giorno più bello della vita di un uomo
Sarebbe quello della sua morte.
Da una Poesia sulla Morte
Tutte le poesie hanno dei lupi dentro,
tranne una, la più meravigliosa:
Io amo la mia ragazza,
lei danza in un cerchio di fuoco,
e si libera della sfida con una scrollata.
Jim Morrison
Quaeque ipsa miserimma vidi, et quorum magna fui
Virgilio
I morti sono insaziabili.
Johanne Wolfganga Goethe: "Faust"
Ma certo, poco pria, se ben discerno,
Che venisse colui che la gran preda
Levò a Dite del cerchio superno,
Da tutte parti l'alta valle feda
Trémo sì ch'i pensai che l'universo
Sentisse amor, per lo qual è chi creda
più volte il mondo in caos converso;
Dante Alighieri: "La Divina Commedia, Inferno XII, 37"
La mia vita è leggera e attende il vento della morte, come una piuma sul dorso della mia mano.
T. S. Eliot
Hanno estirpato molti papaveri rossi, ma non possono abolire la primavera.
Poeta Anonimo Argentino
Di tutti gli alberi che esistono
Lui ha il suo gregge, e si ciba radice per radice,
Il Dio della Gioia Dioniso, la pura stella
Che brilla tra il raccolto dei frutti.
Pindaro, 430 A.C.
Gli occhi.
Raccontami la canzone
Che cammina nei tuoi occhi
Quando li apri
La mattina
Quando il sole
Insinua il suo raggio di luce
Nei tuoi sogni.
Clarissa Nicoisdkij: "Gli Occhi, le Mani, la Bocca"
Questa è la notte
Dov'è lo scheletro bianco?
Dov'è il mio pipistrello bruno?
E il gatto porpora?
Nero! Nero! Nero!
Non c'è verde.
È Halloween!
Filastrocca Infantile
Due porte si aprono per i sogni leggeri: l'una è di corno, l'altra d'avorio. Quelli che attraversano la porta d'avorio sono sogni ingannatori che annunziano ai mortali quello che non si realizzerà mai; quelli che invece dicono la verità vengono dalla porta di corno.
Omero: "Odissea" XIX, 560
Morte, non andare fiera se anche t'hanno chiamata possente e orrenda, perché non lo sei. Perché coloro che tu pensi di annientare non muoiono, povera morte, né tu puoi uccidere me. Dal riposo e dal sonno, mere immagini di te, vivo piacere, dunque da te maggiore, ti genera. E più presto se ne vanno con te i migliori tra noi sta pace alle loro ossa, liberazione dell'anima. Tu, schiava della sorte, del caso, dei re e dei disperati hai dimora nel veleno, nella malattia, nella guerra; e il papavero e il filtro ci fan dormire anch'essi e meglio del tuo fendente. Di che dunque t'inorgoglisci? Un breve sonno e ci destiamo eterni. E la morte non sarà più e tu, morte, morrai.
John Donne
"Una volta quando mi hanno picchiato non ho reagito."
"Perché?"
"Perché io conosco la mia forza; una volta quando mi sono incazzato ho mangiato una barretta di ferro (che poi sono andato a cagare con l'aiuto di una calamita, questo è un altro discorso)"
Paido Master
Che bella storia! che bella storia! Peccato che sia solo una favola. Può darsi, ma avrete modo di conoscerne molte altre. Vere o false, che importa; saranno le vostre storie.
I Sensi Senza Senso
Guarda ciccino, che dal punto di vista delle emozioni a sedici anni hai già provato tutto. Il resto sono solo variazioni di tema.
Resti Umani non Identificati
L'amore è una specie di fame. Lo devi nutrire in tutte le sue bizzarre forme.
Resti Umani Non Identificati
Dopo un po' diventano tutte uguali: gli occhi, la pelle... dopo un po' si confondono tutte: niente nomi, niente facce... solo corpi, numeri.
Resti Umani non Identificati
La vita non è divertente se non si rischia di morire.
Resti Umani non Identificati
È così difficile divertirsi. Anche sorridere mi fa dolere la faccia.
Rocky Horror Show
Sono una cosa selvaggia e indomabile
Sono un'ape con un pungiglione letale
Datti una mossa e la tua mente ti seguirà
Il tuo cuore palpiterà e il tuo sangue canterà
Così che la festa e le canzoni continuino
Lo muoveremo finché la vita non se ne sarà andata
Di rosa tinge il mio mondo
E mi tiene al sicuro dai miei problemi e dolori.
Rocky Horror Show: "Wild Untamed Thing"
C'è sangue nelle strade
Arriva nei miei fianchi
Sangue nel mio amore,
Nella terribile estate.
Jim Morrison
Ho sempre pensato
Che ognuno di noi
Ha una propria musica
nell'anima; una musica
personale, privata,
confidenziale... che
non è quella del battito
del cuore, ma del
temperamento del cuore.
Poeta Anonimo (Poesia trovata scritta sulla parete di un centro sociale.)
Goya: "Credo che forse i morti vedano più cose di quante ne vediamo noi. È una cosa che invidio.
Barbara: "Davvero?"
Goya: "Se possono vedere più cose, sì. Gli altri uomini devono riempirsi la bocca tutto il giorno. Io adoro colmarmi gli occhi. Guardare è il mio vizio. Non posso fare a meno di divorare ogni singola cosa su cui poso lo sguardo. Ciò che hanno fatto gli angeli, ciò che hanno fatto gli angeli caduti, non c'è differenza per me. E quando ho assorbito in me quelle visioni, voglio riprodurle di nuovo nella pittura e firmarle. Sì, firmare il mondo e dire: 'Goya l'ha visto'.
Barbara: "Molto umile."
Goya: "Non credo nell'umiltà. Gli inglesi l'hanno inventata per mascherare la loro mancanza di genio."
Clive Barker: "Dialogo da Colossus, una commedia"
O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio
cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni,
venisti, folle e ornatissima,
a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno
- infame cui sono legato come il forzato alla catena,
come il giocatore testardo al gioco, come l'ubbriaco
alla bottiglia, come i vermi alla carogna - maledetta,
sii tu maledetta!
Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la
libertà, ho detto al perfido veleno di venire in
soccorso della mia vigliaccheria.
Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e
m'hanno detto: "Tu non sei degno di venir sottratto
alla tua maledetta schiavitù,
imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci
risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro."
Charles Baudlaire: "Il Vampiro"
Il posto ideale per morire è solo un po' più in là.
Anonimo
Sento l'uscio che rimbomba, chi è che bussa alla mia tomba?
Anonimo
Ma dimmi tu, non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre,
Qui ad aspettare qualcosa o niente,
Qui ad aspettare un no o un sì,
Che in ogni caso sarebbero fine,
Di tutto questo che almeno è un ricordo,
Così studiato giorno per giorno,
Fatto di tanti cristalli di brina.
Tiziano Sclavi: "..."
Ormai sono cauto tanto
Che se giro la testa non vedo più il dirupo
È una sensazione stupenda lasciarsi andare
Sentendo l'aria che contrasta il mio corpo
Chissà se tornerò mai
Chissà se arriverò da qualche parte
Non riesco a vedere il fondo
Non riesco neanche a tenere gli occhi aperti
E la sola visione che riesco ad avere
È quella della mente
Riesco a sentire insieme
Fuoco, acqua, caldo, freddo, brividi...
Riesco a vedere il mio passato, i miei genitori,
La mia ragazza, la gente che ho ammazzato.
Riesco a sentire ancora il dolore dei lividi,
Che mio padre mi ha fatto.
Poi quando tutte queste sensazioni cessarono.
Capii che il vuoto era finito.
Ero arrivato all'inferno.
Antonio D'Ercole: "Vuoto"
Et tu Brute? E allora cadi o Cesare!
William Shakespeare: "Giulio Cesare"
Madre di dolore, madre di sangue
Sei l'ultima onda, in cui tutto langue
Regina delle Tenebre, Signora del Tormento
Del ferro e del fuoco, del cristallo e del vento
Né odio né paura, né invidia né amore
Potranno cancellare il tuo supremo orrore!
Tiziano Sclavi: "La Morte"
O fati, sapremo le vostre volontà; che noi morremo lo sappiamo; non è che dell'ora e del prolungare i giorni che gli uomini si curano.
William Shakespeare: "Giulio Cesare"
Amleto: "Portati in camera di madama e dille che pur se si dipinga sul viso una crosta di belletto dello spessore d'un pollice, a questo sembiante è forza ch'ella si riduca. E prova a farla rider con questo... ti prego, Orazio, dimmi una cosa."
Orazio: "Che cosa mio signore"
Amleto: "Pensi tu che Alessandro avesse questa apparenza sottoterra?"
Orazio: "Proprio questa"
William Shakespeare: "Amleto"
È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti.
William Shakespeare: "Otello"
Eccitami, soddisfami, appagami, creatura della notte.
Rocky Horror Show: "Touch-a Touch-a Touch-a Touch me"
Nel bosco, ove su tenui primavere
Noi due solemmo giacere,
A confidarci ogni intimo desio
Ci ritroveremo il mio Lisandro ed io;
Quivi ad Atene stornerem la faccia,
Di strane genti e nuovi amici in traccia.
Dolce compagna dei miei giochi, addio;
Prega pel bene di Lisandro e mio;
E a te Demetrio renderem la fortuna!
Bada Lisandro, la vista digiuna,
Terrem del cibo che la fa beata
Fin domani nel cuor della nottata.
William Shakespeare: "Sogno d'una Notte d'Estate"
Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita... per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto.
Walt Withman
La prossima volta che combatterò, costringerò la morte ad amarmi, poiché voglio battermi persino colla sua falce avvelenata.
William Shakespeare: "Antonio e Cleopatra"
Il mio fato grida forte, e fa ogni minuta arteria in questo corpo vigorosa come il nerbo del leone nemeo. Ancora mi si chiama? Lasciatemi, signori, per il cielo, io farò fantasma di colui che mi trattiene; via, dico! Va' innanzi; io ti seguirò.
William Shakespeare: "Amleto"
Datti completamente al piacere più assoluto, nuota nelle acque calde dei peccati della carne. Incubi erotici oltre ogni misura e sensuali giorni da sogno di cui far tesoro per sempre. Non lo vedete? Non sognatelo, fatelo. Non sognatelo, siatelo.
Rocky Horror Show: "Don't Dream it Be it"
Occupatevi di lui, egli reca grandi nuove. Il corvo medesimo che gracchia il fatale ingresso di Duncan sotto i miei spaldi è rauco. Venite, o voi spiriti che vegliate sui pensieri di morte, in quest'istante medesimo snaturate in me il sesso, e colmatemi tutta, da capo a piedi, della più atroce crudeltà. Spessite il mio sangue, occludete ogni accesso ed ogni via alla pietà, affinché nessuna contrita visita dei sentimenti naturali scuota il mio feroce disegno o stabilisca una tregua fra lui e l'esecuzione. Venite al mio seno di donna, e prendetevi il mio latte in cambio del vostro fiele, o voi ministri di assassinio. Dovunque (nelle vostre invisibili forme) siate pronti a servire il male degli uomini. Vieni, o densa notte, e ammantati del più perso fumo d'inferno, affinché il mio affilato pugnale non veda la ferita che fa, e i cielo non possa affacciarsi di sotto la coltre delle tenebre per gridare: "Ferma, ferma"
William Shakespeare: "Macbeth"
I baci sono le monete spicciole dell'amore.
Thaddeusz
Un colpetto delle tue dita sul tamburo,
incendia tutti i suoni
e dà inizio ad una nuova armonia.
Arthur Rimbaud
Nella quiete e dolce eclisse
in cui le anime si incontrano
sulle labbra dell'innamorato.
Peter Shelley
È viva la tua anima?
E lascia che si nutra!
Non lasciare balconi da scalare,
né bianchi seni su cui riposare.
Né teste d'oro con guanciali da spartire.
Edgar Lee Masters
Io ti ringrazio amore, d'ogni pena e tormento e son contento ormai d'ogni dolore.
Poliziano
Cantami o Diva, del Pelide Achille
L'ira funesta, che infiniti addusse
Lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
Generose travolse alme d'eroi
E di cani e d'augelli orrido pasto
Lor salme abbandonò (così di Giove
L'alto consiglio s'adempia), da quando primamente disgiunse aspra contesa
Il re de' prodi Atrid e il divo Achille.
Omero: "Iliade"
E fu un vero delitto, signore, perché chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più! E per vivere eterna non ha neanche bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi: Chi era Sancho Panza? Chi era Don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché - vivi germi - ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire per l'eternità!
Luigi Pirandello: "Sei Personaggi in Cerca d'Autore"
Occorre darci fretta, o re d'incanti:
I draghi della notte, ecco, hann'infranti
I nembi e splende il messo dei mattini
Dinanzi a cui gli spettri peregrini
Ai cimiteri affollansi; e gli spiriti dannati
In crocicchi e flutti sotterrati
Ai verminosi letti fan ritorno
Perché non scruti le lor colpe il giorno
Sfuggon la notte in volontario esiglio
Fidi all'oscurità dal nero ciglio.
William Shakespeare: "Sogno d'una Notte D'Estate"
Sono andato a un ballo in maschera
Travestito da me stesso
Riconsciuto
Da nessuno dei miei amici
Bob Kauffman
O discepolo!
Se la cerchi, soffrirai;
Se la trovi nascondila;
Se te ne servi, nessuno lo sappia.
Il vero filosofo deve rimanere ignoto.
Anonimo
Tutti conoscono quello che ha fatto il buon samaritano ...
ma era questo un segno della sua bontà d'animo o delle colpe che doveva espiare?
Anonimo
Rosa del Mondo!
E se questo è pur vero, di qual mondo!
Quale verme giace nel suo cuore rosso,
O Luce nella Luce! Ali lampeggianti di fuoco!
Il mare più rapido è per te come una lentissima Eternità...
... Il Prodigio porta la Morte se è troppa la Vita
... non irrider fratello se del passato piango
canto le ebbrezze dei bagni d'azzurro
e l'ideale che annega nel fango."
Aborym
Fin dal principio ormai la bella rosa
è sfogliata e strappata e calpestata
e del tutto corrotta...
Aleister Crowley
Tu m'hai scritto così: "Or che spezzato è
questo nostro amor fatto di ebbrezze, io ti rimando i baci che m'hai dato
io ti rimando tutte le carezze".
Piccola bimba mia sempre malata, una cosa ti sei dimenticata.
La prima cosa che ti ho data, o amore,
ti sei scordata di ridarmi il cuore!
Corazzini
È cominciata un'altra vita,
è cominciata con la morte.
Nel regno maledetto delle tenebre eterne
potremo squarciare il sogno infantile
con le lugubri vesti incendiate dal sangue.
Una stella, cadendo, rovescia la croce,
mummifica il mondo sepolto.
Sotto i tuoi piedi respira il nemico,
caplesta i rami e verrà il silenzio avvolto dal buio...
Lady Gramaldlazy
Schiantasse il mondo.
Uno scoppio,
un boato,
l'ultimo istante è arrivato.

La vita è appena finita:
sei sicuro di averla vissuta?
Sei sicuro che tutto ciò che è passato sia stato?
Che quel giorno che nascesti... in realtà tu non moristi?

Il dolore è un paradosso,
tutti contro, tutti addosso.

Tutt'intorno solo nebbia,
solo buio, solo io,
nessun'altro nessun dio.

Tu! Si, tu che leggi,
non farti idee strane.
Non ti creder che la vita
così di getto sia finita.

Per morir tanta fatica,
e sgomento, e patimento.
C'è mai un termine al tormento?

Alla fine chi lo dice
che la vita tua è felice?
Che alla fine il tuo viaggio
non sia stato atroce, e truce.

Concludendo, riflettendo,
ora capisco ciò che ho scritto,
non più gioa, ne dolore,
ma soltanto l'eterno torpore.

Che ti avvolge, che t'imprigiona.
Mai,la vita,
è stata così buona...
Corbeau
Sono luce e ombra
angelica farfalla o
verme immondo
sono un caduto cherubo
dannato a errar sul mondo
o un demone che sale
affaticando l'ale
verso un lontano ciel
Arrigo Boito
...cerco amori nuovi , violente sere...
perdono chiedo a chi non amai...
Dario Bellezza
Tu eri la mia piccola ragazzina
E conoscevo ogni tua paura
Quale gioia era tenerti tra le braccia
e baciarti via le lacrime
ma adesso te ne sei andata
c'è solo dolore
e niente che possa fare
e non voglio vivere questa vita
se non posso viverla con te
Sid Vicious per Nancy Laura Spungen
Li strappai sanguinando dal cuore piagato,
E piansi molto
E li detti via.
F. Schiller
Quelli che non hanno la capacità di governare, obbediscano.
William Shakespeare
Fragilità, il tuo nome è donna.
William Shakespeare: "Amleto"
Non c'è arte o storia che valga a scoprire dal viso il colore dell'anima.
William Shakespeare
La politica sta al di sopra della coscienza.
William Shakespeare
La mia superficie è felice
Ma venga a vedere
sotto la vernice.
V. Lamarque
Una sera ho preso la bellezza sulle ginocchia e l'ho ingiuriata.
Arthur Rimbaud
Io è un altro.
Arthur Rimbaud
Mille sogni mi bruciano dentro dolcemente.
Arthur Rimbaud
Scrutare l'invisibile, udire l'inaudito.
Arthur Rimbaud
La più bella astuzia del diavolo è quella di persuadervi che non esiste.
Charles Baudlaire
Un'arma di suicidio che annulla la volontà, fatta apposta per gli oziosi, i solitari e gli infelici.
Charles Baudlaire
La mia castità per una trappola
ne usciva poesia in una gabbia.
G. Sicari
Il Mare! […]
La patria de' liberi.
G. D'Annunzio
Cammini
lungo le solitudini pensose
de' sogni
L. Giaconi
Dopo di noi non c'è nulla
nemmeno il nulla
che già sarebbe qualcosa.
G. Caproni
I miei passi erranti mi hanno portato verso la morte,
ho visto i corpi fragili che la terra ha mangiato
Yunus Emre
È questo il tempo
Che aduna i sogni e ci ritrova assorti
E l'aria luminosa si rifugia
Tutta nel bianco di una grande luna
L. Luisi
Qui non c'è mio padre, che m'insegnò a non credere nell'intollerabile immortalità
Qui non c'è mia madre che mi perdonò troppe cose.
Qui sotto gli epitaffi e le croci non c'è quasi nulla.
Qui non ci sarò io. Ci saranno i miei capelli e le mie unghie, che non saprannoche il resto è morto, e continueranno a crescere e diventeranno polvere.
Qui non ci sarò io, che farò parte dell'oblio che è la tenue sostanza di cui è fatto l'universo
J. L. Borges
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa;
La malattia ve lo impedisca;
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi: "Se Questo è un Uomo"
...Non si muore mai una volta sola, ma si muore in silenzio, stanchi di urlare nella sordità del mondo... ...Se i giorni sono attimi non lasciarti portare via, se darai una mano al vento, anche tu potrai essere nuvola... ...Tutti siamo soli con i nostri sogni nascosti, ed osserviamo il mare portarci via gli anni migliori, sotto una unica, immensa, crudele, coltre di cielo... ...Se Dio fosse l'alba avremmo un mondo pieno di sangue... ...Ogni grande amicizia, in fondo, è soltanto un amore mancato... ...Il cuore, forse, a volte, sopravvive, ma il corpo in un giorno mai stabilito ed in un posto mai definito, muore!...
Roberto La Paglia
L'uomo, monotono universo,
crede allargarsi i beni
e dalle sue mani febbrili
non escono senza fine che limiti
Giuseppe Ungaretti
Non posso lasciarti né obliarti:
il mondo perderebbe i colori
ammutolirebbero per sempre nel buio della notte
le canzoni pazze, le favole pazze.
V. Solov'ev
A me pare eguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Sùbito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
non esce e la lingua si lega.
Un fuoco sottile sale rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
Saffo
"C'è un'ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va... Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa."
Trilussa
Il mio amore è un abito leggero
fra gli alberi di melo,
dove gli allegri venti preferiscono
correre in compagnia.
Là, dove gli allegri venti corteggiano
le giovani foglie che aleggiano,
il mio amore passa lento e si curva
all'ombra nell'erba.
E dove il cielo è una cerulea coppa
sulla terra che ride,
leggero va il mio amore, sollevando
con la mano garbata la sua veste.
J. Joyce
I miei occhi
non smetteranno di guardarti
le mie orecchie
di sentirti
la mia bocca
di baciarti
le mie mani
di toccarti
il tuo fidanzato
di menarmi.
Vasco Mirandola
Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno". Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità.
Elizabeth Barrett Browning
In quanti modi t'amo? Lascia che conti.
Ti amo nell'alto, nel vasto, nel profondo
cui l'anima si tende quando, sentendosi
non vista, si protende ai confini
dell'Essere e dell'Ideale Grazia. Ti amo
nel più modesto uso quotidiano, dal sole
alla candela. Come chi lotta per Giustizia
t'amo, libera. Come chi dagli onori fugga
t'amo, pura. Con la passione di antiche pene
t'amo e con puerile fede. Ti amo
con l'amore che credevo perduto coi miei
perduti santi, - ti amo col respiro, il riso,
i pianti di tutta la mia vita! - e, Dio
mi conforti, meglio ti amerò dopo la morte.
Elizabeth Barrett Browning
Dunque domani! Il bosco esulta al mite
Sole. Ha da dirvi tante cose, tante
Cose! Vi condurrò sotto le piante
Alte, con me; solo con me! Venite!

Forse... - chi sa? non vi potrà parlare
Subito. Forse, finalmente sola
Con voi, cercherò invano una parola.
Ebbene! Noi staremo ad ascoltare.

Staremo ad ascoltare i mormoranti
Rami, nello spavento dell'ebbrezza;
Senza uno sguardo, senza una carezza,
Pallidi in volto come agonizzanti.
Vittoria Aganoor Pompilj: "Finalmente"
Il tuo corpo è composto di frutti.
La notte esali un odore di pesche.

Scende il tuo bacio dalla gola al cuore
come va l'acqua d'una fontana.

E la mia pelle freme alle carezze
come al soffio di Dio l'erba dei campi.

Sei una coppa di frutti posata
accanto alle mie labbra tutti i giorni.
Jorge Carrera Andrade
No, non chiamarlo amore, se una donna
che è tutta bella, desideri,
portato per mano dagli occhi che estasiati l'ammirano.

Ma se incontri una brutta e subito dentro ti senti
perduto, e accelerando i suoi battiti il cuore,
ardi di lei, smanioso: questo è fuoco d'amore,
perché la bellezza seduce chiunque il volto le guardi.
Marco Argentario
Non esprimere l'amore,
Quello vero è sempre ascoso;
È uno spirito che si muove
Silenzioso, misterioso.

Dichiarai il mio grande amore
Il mio cuore le si aprì;
Con paure orrende, fredda,
Ah, tremando, lei fuggì.

Come fu da me lontana
Un viandante l'accostò,
Silenzioso, misterioso:
Sospirò e la conquistò.
William Blake
Perché ti vide a letto con un altro,
fuori di casa t'ha cacciato nuda,
quasi che fosse, come un pitagorico,
libero di peccati. E tu, mia cara,
piangi per questo e ti vuoi rovinare
il viso per un pazzo,
e morire di freddo alla sua porta?
Non piangere più, asciugati le lacrime,
cara; ne troveremo presto un altro,
che non abbia né occhi per vedere
né frusta per colpire.
Rufino
Solo godere è vivere!
Scordiamoci
tutti gli affanni: il nostro tempo è breve.
Ora a me Lieo, e la musica e corone di fiori,
a me l'ebbrezza delle donne!
È questa
la mia ora. Nessuno
del domani ha certezza.
Rufino
Calmi nella penombra
sotto questi alti rami,
colmiamo il nostro amore
di profondo silenzio.

Fondiamo anime, cuori,
i nostri sensi in estasi,
qui tra vaghi languori
dei pini e dei corbezzoli.

Socchiudi gli occhi, incrocia
le braccia sopra il seno,
allontana il domani
dal tuo cuore assopito.

Lasciamoci convincere
al soffio carezzevole
che viene ad increspare
l'erba fulva ai tuoi piedi.

E quando dalle querce
grave cadrà la sera,
cantando un usignolo
ci dirà disperati.
Paul Verlaine
La mia mano maschile e femminile
sulla tua carne in festa passa e ride
dolce, ride e del tuo piacere gode.
Lo sai bene,essa è fatta per servirla,
bisogna che il tuo corpo io lo svesta,
lo inebri senza fine con un'arte
nuova nella carezza sempre pronta.
Io sono simile alla grande Saffo.

Lascia che la mia testa vaghi, e affondi
un pò selvaggia, all'avventura, in cerca
d'ombra,di odore e di un lavoro splendido
verso i gusti della tua gloria segreta.
Lascia andare l'anima del poeta
dovunque in campi o boschi, monti o valli,
come tu vuoi e se io lo desidero.
Io sono simile alla grande Saffo.

Allora stringo avido il tuo corpo,
la carne contro il mio corpo d'atleta
che si tende e a momenti si rilassa,
nel trionfo e nella disfatta beato,
in questa guerra del cuore e della testa.
Per la sterile stretta in cui il cervello
giunge a completare la natura
io sono simile alla grande Saffo.
Paul Verlaine: "Ballata Saffo"
Di un bacio ho paura
come di un'ape.
Io soffro e sto sveglio
senza mai riposo:
di un bacio ho paura!

Però amo Kate,
i suoi occhi belli.
Lei è delicata,
pallida e slanciata.
Oh,come amo Kate!

È San Valentino!
Io devo e non oso
dire a lei al mattino...
Che cosa terribile
è San Valentino!

Lei mi è promessa
fortunatamente.
Paul Verlaine
È un piccolo cuoricino
Con la punta all'aria;
Dolce e fiero simbolo,
È un tenero cuoricino.

Ah! Che lagrime versa
Corrosive più del fuoco,
Prolungate meglio d'un addio,
Bianche come bianchi fiori!

Di viola vestito,
È bello vederlo sortire,
Ma oh tutto il piacere
Che dà quando gli pare!

Come un vescovo in coro
Esso è pieno d'unzione.
La sua benedizione
Va dall'altare al coro.

Sol dalla sera mette
Sino al risveglio aurorale
L'anello pastorale
D'ametista e d'oro nero.

Poi il rito compiuto
Congruamente scaricato
Debitamente risistema
Il suo cappuccetto.

Paul Verlaine: "Balanite"
La smorfiosetta
A piene mani
Scuote il batacchio
Del ragazzotto.

Felice il pargolo
Ben scappellato
Gode e sputacchia
Da ogni lato.

L'infante radiosa
Vedendo il latte
E curiosa
Del nuovo fatto,

Annusa una goccia
In punta alla tetta.
Suvvia, bisboccia,
Perbacco, di fretta!

Lecca e sbaciucchia
La punta belloccia,
Senza nicchiare
Pompa e si dà da fare!

O viscontino
Di dove ti pare
Non raccontare
Quella vittoria,

Fior d'eleganze
Idilli amorosi
Delle vacanze
Del novanta:

Di scappatelle
Dentro i castelli,
I tuoi compagni,
Anche i men sani,

Potrebber raccontare
Senza inventare
Senza fatica
Una dozzina;

E le cugine
Angeli decaduti
Di tali cucine
E di tal succhi

Sono abituate,
Povere donne
Sin dalla prima
Lor comunione:

Questo o fratelli,
Sempre in attesa
Degli adulteri
Su voi minazziosi.
Paul Verlaine: "Idillio High-Life"
Buona semplice ragazza di strada
Come ti preferisco alle puttane

Che ci ingombrano i marciapiedi
Con lo strascico che non pulisce i piedi,

Bambole stupide e affettate
Solo dai vestiti occupate

O di acquisti e di scommesse
Su Parigi flagelli scatenati!

Tu mi sei un vero compagno
Che di notte salirebbe al grado.

E persino tra lenzuola pulite
Conserverebbe un aspetto maschile.

Amante alla buona,
Amica oltre che civetta,

Devi pur essere un ragazzino
Per tormentare il mio appetito.

Sì, possiedi maniere
Così scherzosamente efebiche

Che sembra di far peccato
Poiché nascosto perdonato,

Se non che hai natiche bianche
Fresche braccia tonde e ampi fianchi.

E rimpiazzi quel che non hai
Con stimolanti ortodosse leccornie.

Sei un compagno tanto sei buono
Tanto sei sempre fuoco, fiamma

Se si tratta d'obbligare le persone
Anche soltanto coi tuoi pochi soldi
Fino a raddoppiare il duro lavoro
Fino a impegnare le lenzuola!

Come noi t'han colpito disgrazie
E le tue lagrime valgono i nostri pianti,

E le nostre lagrime unite ai tuoi pianti
Sono salaci e affascinanti.

E da quella pietà che tu
Ci porti esce una virtù

Sei un fratello che è una signora
E che è una moglie per ora...

Bene! poi dormiamo sino al mattino
Raggomitolati, e ron, ron, ron!

Avvicinati, che mi perdo
Il ventre in fondo alla tua schiena

I ginocchi incastrati ai tuoi
I tuoi piedi di bambina tra i miei

Avvolgi il culo nella camicia
Ma lascia che la mano che ti ho messo

Al caldo sotto il tuo gentile tappeto
Ecco! siamo a posto e nascosti.

Non è la pace, è una tregua.
Dormi? sì, nessun cattivo sogno,

E io sonnecchio tra allegri brividi
Col naso affondato tra i tuoi riccioli.
Paul Verlaine: "Ragazze"
Voglio innalzarmi verso le vostre cosce e chiappe,
Oh puttane, del vero Dio sole sacerdotesse,
Bellezze mature o no, novizie o professe,
E nelle fessure, nelle righe vostre vivere soltanto!

Piedi meravigliosi i vostri che van solo all'amante,
Con lui tornano e soltanto riposano
A letto durante l'amore, poi gentili accarezzano
Quelli dell'amante che stanco e sbuffante si queta.

Stretti, profumati, baciati, leccati, dalle piante
Sino alle dita, succhiate una dopo l'altra,
Sino alle caviglie, sino ai laghi di vene lente,
Piedi più belli dei piedi d'eroi e d'apostoli!

La vostra bocca amo tanto e i suoi giochi graziosi
Della lingua e delle labbra e quelli dei denti
Che mordono la lingua e a volte ancor meglio,
Giochetti piacevoli come metterlo dentro;

E i vostri seni, duplice monte d'orgoglio e di lussuria,
Tra i quali si issa talora il mio orgoglio virile
Per gonfiare a suo agio e fregare il testone:
Come un cinghiale delle valli del Parnaso e del Pindo.

Le braccia! Adoro anche le braccia sì belle, sì bianche,
Tenere e dure, paffute, nervose se è il caso e belle
E bianche come i culi e come loro eccitanti,
Calde nell'amore, dopo, fresche come tombe.

Possa mangiare le mani in cima a quelle braccia!
Carezza e pigrizia le hanno benedette,
Rivitalizzatrici del glande che sfugge,
Masturbatrici dalle infinite sollecitudini!

Ma tutto ciò è niente; o Puttane, nei confronti
Dei culi e delle vostre fiche, la vista e il gusto e l'odore
E il tatto trasformano in eletti i vostri fedeli,
Tabernacoli e Santi dei Santi dell'impudicizia.

Ecco perché, sorelle, verso le vostre cosce e chiappe
Voglio innalzarmi tutto, sole vere compagne,
Bellezze mature o no, novizie o professe,
E nelle fessure e nelle righe vivere soltanto.
Paul Verlaine : "Verture"
Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.

Una dell'anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

Un'altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi.

Questa fa specchio a come in te s'avvolge
La grazia del tuo orecchio, un'altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;

Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.
Paul Verlaine
Sempre, tutta la vita... Queste parole stupide,
sì, le devi ridire, me le devi ripetere!
Noi due lasciarci! Dimmi... potremmo mai lasciarci?
Ti sembrerebbe folle, e mostruoso? Ripetilo!
Ho bisogno che tu mi rassicuri
di questa nostra eternità.
... Ma quando
il mio amico mi dice: "Ormai per sempre
è lei la tua compagna. Non sei illuso!
Non avrai che un amore. Vi sarete
sempre fedeli"... io sono un po' deluso.
Paul Geraldy
So che sono irritabile, geloso,
insoddisfatto, musone, esigente,
che a una parola già divento ombroso
e cerco spesso la lite per niente...
Per troppo amore t'amo così male.

Io t'insegno, ti sgrido, ti confondo...
Saresti più felice e meglio amata
se tu non fossi tutto ciò che al mondo
per me vale, e non fosse tormentata
da questo povero amore la mente.
Paul Geraldy
Abbiamo passato la notte ti tengo la mano io veglio
Ti sostengo con tutte le mie forze
Incido su una pietra la stella delle tue forze
Solchi profondi dove scaturirà la bontà del tuo corpo
Ascolto in me la tua intima voce la tua voce per gli altri
E rido ancora di quell'orgogliosa che tratti
Come una mendicante
Dei folli che rispetti degli ingenui in cui credi
E nella mia testa che a notte
Dolcemente s'accorda con la tua
Mi meraviglio della sconosciuta che diventi
Una sconosciuta che ti assomiglia e assomiglia
A tutto ciò che amo
Che sempre si rinnova.
Paul Eluard
Ti voglio.
Te l'ho detto con il vento
come un bruco gioca nella sabbia;
come un organo irato tempestoso;
te l'ho detto con il sole,
che dei giovani indora i corpi nudi
e nelle cose innocenti sorride;
l'ho detto con le nuvole
meste fronti che il cielo sostengono,
tristezze fuggitive;
l'ho detto con le piante
le diafane creature che si coprono
d'improvviso rossore;
te l'ho detto con l'acqua
vita lucente che nasconde l'ombra;
e te l'ho detto con la mia paura
e te l'ho detto con la mia allegria,
e con astio, e tremende parole.
Ma non mi basta:
oltre la vita voglio
dirtelo con la morte;
oltre l'amore voglio
dirtelo con l'oblio.
Luis Cernuda
Annaffiami la luna.
Spazzolami i denti delle scale.
Trasportami nella tua valigia di carne sul mio letto d'ossa. Cuocimi un tuono.
Raccogli i terremoti in una gabbia
e coglimi un mazzo di lampi.
Tagliati in due e mangia una di queste metà.
Eiaculati nell'aria orgogliosa dei getti d'acqua di Versailles.
Bruciati arrotolati a palla.
Sii una palla dal riso arcaico
che rotola intorno a una pillola.
Getta tutte le tue lingue alle rose.
Regola le tue lingue ai dolci rinoce-rosa.
Pasticciati un pasticcio.
Ranati in rana.
Poniti come firma sotto la mia lettera.
Jean Arp
Io mi avvicino al letto
e lui ride e mi guarda.
Frecce di fiori vanno
in giro per il mondo.
Oh, il gioco dell'amore!
Come posso descrivere
la sua voglia, il suo ardore!
Quanto più m'abbandono
più cresce la sua gioia.

Io mi sfilo la gonna,
e lui furtivo afferra
la mia ghirlanda. Vinta
ora è già la mia mente
e non ha più confini.
Ma la mia vita è persa
nei lacci del suo amore.
Lui beve le mie labbra.
Con il cuore che freme
lui mi strappa i vestiti.
Come non è più mio
il mio corpo se lui
con foga lo accarezza.
Ed io vorrei frenarlo
ma cedo a quell'ebbrezza.
Vidyapati
Reclinata su me i suoi capelli
fanno una grotta intorno

al suo volto, una macchia dove gli occhi
si intravedono appena e mi dice

che è una gatta e mi odia perché
io le faccio mostrare il suo piacere

e soffia come un gatto ma poi tenera
mette le mani sotto la mia nuca
e mi solleva la bocca fin dentro
quella sua oscura grotta dell'amore.
James Laughlin
Disse, la donna amata: "Io non ti voglio
Trattenere, tu con me non hai fatto
Giuramenti. Chi può tenerli gli uomini!
La fedeltà per loro non è un patto.

Visita, amico mio, tutti i paesi,
Quelli che vuoi, e va per la tua strada,
E prendi tante donne per la mano
E dormi in tutti i letti che t'aggrada.

E se ti fermi dove il vino è aspro
Scegli soltanto malvasia per te,
Ma se ancora più dolce è la mia bocca
Torna, torna da me!".
Hugo Von Hofmannsthal
Non era mai accaduto.
Nel boschetto
gli alberi erano tutti innamorati
di una canna
una cannuccia sottile
che amava invece il vento,
il vento che porta la pioggia.

Così il boschetto l'aveva ripudiata.

La canna innamorata
rispose "Per me, questo va bene".
Voi state pure tutti da una parte,
ché dall'altra c'è il vento della pioggia.
Così vuole il mio cuore.

Il boschetto offeso,
sentenziò la morte
per quell'innamorata dagli occhi di rugiada.
Chiamò il picchio dal becco forte,
e il picchio colpì nel cuore
tre, quattro, cinque volte
nel cuore della piccola canna.

Da quel giorno
la canna innamorata divenne flauto
e da quel giorno
le ferite degli amanti
parlano con le dita del vento
e cantano,
ovunque nel mondo,
da quel giorno.
Sherko Bekas: "La canna e il vento"
Ho posato l'orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.

Ho posato l'orecchio sul liquido cuore
dell'acqua.
Il mio amore, l'amor mio
è la sorgente, cantava
l'acqua.

L'ho posato sul cuore
dell'albero.
Della sua folta chioma,
- l'amore suo - diceva,
l'albero.

Ma quando accostai l'orecchio
all'amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l'amore.
Sherko Bekas: "Dialoghi"
Rimorso a guardarti nella confusione;
sei solo una gatta, anzi sei una gatta,
una natura felice, un miracolo, un incanto:
quando agiti la coda o cerchi di afferrarla
sei più dispettosa di ogni ragazzo,
più dolce di ogni zucchero filato.
Ma il rimorso mi divora, sapessi,
pensando che dovrò lasciarti,
non sono fedele negli amori,
non so sacrificarmi.
Dimmi che fine farai
lasciami libero di decidere,
di perdermi in un altro destino
Dario Bellezza
La freschezza animale del tuo corpo
che lasci lentamente penetrare;

nel recente ingresso dell'Amore
placido staziono e m'intrigo
nella mia intricata immagine

se ti faccio soffrire. Poi
ti concedo ad un altro, sibilla
di ogni proscrizione:
guardo dal buco della chiave.
Dario Bellezza
Sei tutta spume agili e leggere
e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni.
Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo.
Vaso di risonanze e di stelle prigioniere.
Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono.
Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite.
Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare.
Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda!
L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio.
Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita.

Fiammata di luci, colomba di crete bionde,
liberami da questa notte che incalza e distrugge.

Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza.
Desiderami, trattienimi.
L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi,
le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre.
Amami, amami, amami.
In piedi ti grido! Amami.
Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco
nella notte pregna di stelle e di levrieri.
Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami.
La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore.

Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
Me segnino la fronte le fruste del gelo.
La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.
Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola,
aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie,
eretta tra i monti e tra gli uccelli,
distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.
Pablo Neruda: "Sei tutta spume..."
È come una marea, quando lei fissa su me
i suoi occhi neri,
quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile
tendersi e palpitare presso il mio,
è come una marea, quando lei è al mio fianco.

Disteso davanti ai mari del Sud ho visto
arrotolarsi le acque ed espandersi
incontenibilmente
fatalmente
nelle mattine e nei tramonti.

Acqua delle risacche sulle vecchie orme,
sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose,
acqua delle risacche che dalle stelle
s'apre come una rosa immensa,
acqua che va avanzando sulle spiagge come
una mano ardita sotto una veste,
acqua che s'inoltra in messo alle scogliere,
acqua che s'infrange sulle rocce,
e come gli assassini silenziosa,
acqua implacabile come i vendicatori
acqua delle notti sinistre
sotto i moli come una vena spezzata,
o come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa.

È qualcosa che dentro mi trasporta e mi cresce
immensamente vicino, quando lei è al mio fianco,
è come una marea che s'infrange nei suoi occhi
e che bacia la sua bocca, i suoi seni, le mani.
Tenerezza di dolore e dolore d'impossibile,
ala dei terribili
che si muove nella notte della mia carne e della sua
con un'acuta forza di frecce nel cielo.

Qualcosa d'immensa fuga,
che non se ne va, che graffia dentro,
qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi,
qualcosa che, contro tutto s'infrange, contro tutto,
come i prigionieri contro le celle!

Lei, scolpita nel cuore della notte,
dall'inquietudine dei miei occhi allucinati:
lei, incisa nei legni del bosco
dai coltelli delle mie mani,
lei, il suo piacere unito al mio,
lei, gli occhi suoi neri,
lei, il suo cuore, farfalla insanguinata
che con le due antenne d'istinto m'ha toccato!

Non sta in questo stretto altopiano della mia vita!
È come un vento scatenato!

Se le mie parole trapassano appena come aghi
dovrebbero straziare come spade o come aratri!

È come una marea che mi trascina e mi piega,
è come una marea, quando lei è al mio fianco!
Pablo Neruda: "È come una marea..."
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla tubante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
Pablo Neruda: "Mi piaci quando taci..."
Donna, avrei voluto essere tuo figlio, per berti
il latte dai seni come da una sorgente,
per guardarti e sentirti al mio fianco e averti
nel riso d'oro e nella voce di cristallo.

Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi
e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,
perché il tuo essere passasse senza pena al mio fianco
e uscisse nella strofa - puro d'ogni male -.

Come saprei amarti, donna, come saprei
amarti, amarti come nessuno seppe mai!
Moreir e amarti
ancor più.
E ancor più
amarti,
di più.
Pablo Neruda: "Amore"
Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.

Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi
cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti dò a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i done della mia vita.

Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.
Pablo Neruda: "La notte nell'isola"
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu appari al mondo nell'atto dell'offerta.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

Fui deserto come un tunnel. Da me fuggirono gli uccelli,
e in me la notte forzava la sua invasione poderosa.
Per sopravvivere ti forgiai come un'arma,
come freccia nel mio arco, pietra nella mia fionda.

Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah, le coppe del seno! Ah, gli occhi d'assenza!
Ah, le rose del pube! Ah, la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mia strada indecisa!
Oscuri alvei da cui nasce l'eterna sete,
e la fatica nasce, e l'infinito dolore.
Pablo Neruda: "Corpo di Donna"
L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che m'insanguina i diti
quando lo spezzo
follemente.

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
con la profondità dei chilometri
con l'immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l'infinitamente cento.

La donna dice all'uomo
ho guardato
con le mie labbra
con la mia testa col mio cuore
con amore con terrore, curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l'ho imparato da te
come un mormorio nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
quardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.

La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

È così che si sono lasciati.
Nazim Hikmet: "L'Addio"
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti:
e quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto
Nazim Hikmet
Un organetto suona per la via,
La mia finestra è aperta e vien la sera.
Sale dai campi alla stanzuccia mia
Un alito gentil di primavera.

Non so perché mi tremino i ginocchi,
Non so perché mi salga il pianto agli occhi.

Ecco, io chino la testa in sulla mano,
E penso a te che sei così lontano.
Olindo Guerrini
Quando nell'ombra dÈ tuoi negri occhioni
Improvvise balenano e procaci
Le cupidigie che arrossendo taci
E mi tenti e mi sgridi e mi perdoni;

Quando, fingendo di negar, mi sproni
Co' tuoi sorrisi alle carezze audaci
Ed alle mie lascivie ed a' miei baci
L'umida bocca e l'anima abbandoni;

Quando a' ginocchi delirar mi vedi,
E il silenzio ci avvolge e il dì s'invola
E non contendi più, ma sol concedi,

Oh, se d'amore eterno una parola
M'esce dal labbro allor, credila, credi,
Poiché s'ama così una volta sola.
Olindo Guerrini
Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor dÈ campi arati
E noi salimmo insiem su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiù nei prati.

L'occhio tuo di colomba era levato
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perché tacevi.
Olindo Guerrini
Pallida, mesta e collo sguardo chino,
A che pensi, seguendo, o giovinetta,
Il mio cammino?
Forse sospiri che lungi è la vetta,
Che seguirmi in eterno è tuo destino
Pallida, mesta e collo sguardo chino?

Io leggo il cielo attraverso l'amore!
Tu sei la lente delle mie pupille:
Povero fiore,
Tolto alle aiuole vergini e tranquille,
Oh non languir sul petto al viaggiatore!...
Io leggo il cielo attraverso l'amore.
Emilio Praga
Giovinetta bruna
Come una bruna notte, e malinconica
Come la luna!
Io mi chiamo l'amore,
L'amore mi chiamo, e sono il raggio e il gaudio
Del primo albore!
Oh schiudimi le braccia... - ecco il crepuscolo
La luce è sorta!
Giovinetta lieta
Come una lieta mattinata, e candida
Come un poeta!
Emilio Praga: "Strimpellata"
Levò i suoi occhi sino alle stelle, e le stelle
ammirate di così grande bellezza, deviarono dal
loro normale cammino,

e vennero a caderle sulla guancia, dove le ho
viste per invidia annerirsi.
Ibn Al Gabbana: "I nei"
Se ho parlato del mio amore,
è stato all'acqua lenta
che mi ascolta quando mi chino
su lei;
se ho parlato del mio amore,
è stato al vento
che ride e mormora fra i rami;

se ho parlato del mio amore,
è stato all'uccello che passa e canta
col vento;
se ho parlato,
ho parlato all'eco soltanto.

Se qualcosa ho amato di amore
grande, triste o gaio,
sono stati gli occhi tuoi;
se qualcosa ho amato di grande amore
è stata la tua bocca,
la tua bocca grave e dolce;

se qualcosa di grande amore
ho amato, è stata la tua carne
calda e le tue fresche mani,
l'ombra tua che cerca ancora.
Henri de Régnier
Se tu mi guardi
sono come la farfalla
rossa;
se mi parli
sono il cane che ascolta.

Se m'ami
sono il fiore che si scalda
tra i tuoi capelli.

Se mi respingi
sono come una canoa
vuota,
che va sul fiume
e il sasso la spezza.
Indio Piaroa
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l'invidioso
per un numero di baci così alto.
Catullo
Che non sarà di nessuno, dice la mia donna,
soltanto mia, dovesse tentarla pure Giove.
Dice: ma ciò che donna dice ad un amante
scrivilo nel vento, o nell'acqua che va rapida.
Catullo
Io odio e amo; forse chiederai
come questo può essere. Non so,
ma sento ch'è così: sento e ne soffro.
Catullo
La bocca
che prima mise
alle mie labbra il rosa dell'aurora,
ancora
in bei pensieri ne sconto il profumo.

bocca fanciullesca, bocca cara,
che dicevi parole ardite ed eri
così dolce a baciare.
Umberto Saba
Nuda in piedi, le mani dietro il dorso,
come se in lacci strette
tu gliele avessi. Erette
le mammelle, che ben possono al morso

come ai baci allettar. Salda fanciulla
cui fascia l'amorosa
zona selvetta ombrosa,
vago pudore di natura. Nulla,

altro ha nulla. Due ancora tondeggianti
poma con grazia unite
pare chiamino il mite
castigo della fanciullezza. Oh, quanti

vorrebbero per sé ai suoi occhi il lampo
del piacere promesso,
che paradiso è spesso,
e più spesso è l'inferno senza scampo.
Umberto Saba
Bacia e ribacia ancora, ancora un poco:
uno ne vo' dei tuoi più saporosi,
uno ne voglio di quelli amorosi:
e te ne renderò quattro di fuoco.

Perché ti lagni? Aspetta aspetta un poco,
e dieci altri ne avrai voluttuosi.
Confondendo così baci succosi,
l'un dell'altro godiam nel vago gioco.

Di doppia vita allor vivrà ciascuno,
per sé vivendo e pel suo amico in uno.
Pur lasciami pensar qualche follia;

ché ragione seguir m'è grave stento,
né mai mi posso dar contentamento.
Se non esco da me per qualche via.
Louise Labé
Io sarò albero se ti farai
fiore d'un albero:
se rugiada sarai mi farò fiore.
Rugiada diverrò se tu sarai
raggio di sole:
così, mio amore, noi ci uniremo.

Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverrò, allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,
io per amarti mi dannerò.
Sandor Petof
Ama il tuo sogno
Ogni inferiore amore disprezzando,
Il vento ama
Ed accorgiti qui
Che sogni solo possono veramente essere,
Perciò in sogno a raggiungerti m'avvio.
Ezra Pound: "Canzone"
Ama il tuo sogno
Ogni inferiore amore disprezzando,
Il vento ama
Ed accorgiti qui
Che sogni solo possono veramente essere,
Perciò in sogno a raggiungerti m'avvio.
Ezra Pound: "Canzone"
L'albero m'è penetrato nelle mani,
La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
L'albero m'è cresciuto nel seno -
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento -
Creatura - alta tanto - tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.
Ezra Pound
L'albero m'è penetrato nelle mani,
La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
L'albero m'è cresciuto nel seno -
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento -
Creatura - alta tanto - tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.
Stratone
Se ti offendo baciandoti, se questo
ti sembra un'offesa, fammi la stessa
offesa: avanti, baciami anche tu!
Stratone
La pioggia è il tuo vestito.
Il fango è le tue scarpe.
La tua pezzuola è il vento.
Ma il sole è il tuo sorriso e la tua bocca
e la notte dei fieni i tuoi capelli.
Ma il tuo sorriso e la tua calda pelle
è il fuoco della terra e delle stelle.
Corrado Govoni
sinceramente vorrei essre morta;
lei mi lasciò, tra le lacrime

e mi disse: com'è terribile,
Saffo, questa nostra sorte,
perché è contro il mio volere che ti abbandono.

Io le rispondevo,
parti serena e ricordati di me,
sai che noi ci amavamo;

se no, io voglio richiamarti alla mente
....
... che bei momenti abbiamo vissuto
con molte corone di viole
e di rose...
... e accanto a me le posavi sul tuo capo
e molte ghirlande di fiori
intrecciate intorno al collo delicato
...
... e di unguento profumato,
di brentio...
cospargevi i capelli e di reale...
e su un letto morbido
la delicata...
placavi il desiderio
e nessun...
sacro...
né un bosco sacro...
...
di dove noi mancassimo.
Aurelio Saffo: "XLV"
Ti amavo Attis,una volta,molto tempo fa
***
mi sembravi una bambina e senza seduzione
perché chi è bello,non è bello che il tempo di
guardarlo,
chi è nobile sarà subito anche bello.
Aurelio Saffo: "XXXII"
Mi appare simile agli dei
l'uomo che ti siede dinanzi
e da vicino ascolta te che parli
dolcemente

e sorridi incantevole,questa visione
sconvolge il mio cuore in petto:
perché appena ti guardo più non mi riesce di parlare,

la lingua s'inceppa,subito un fuoco sottile
corre sotto la pelle,
gli occhi non vedono più,le orecchie
rombano,

il sudore mi scorre,un tremore
mi afferra tutta,sono più verde
dell'erba,mi vedo ad un passo
dall'essere morta.

Ma tutto bisogna sopportare perché...
Aurelio Saffo: "XIV"
Beato è, come un dio,
chi davanti ti siede e ti ode,
e tu dici dolci parole
e dolcemente sorridi.

Sùbito mi sobbalza, appena
ti guardo, dentro nel petto il cuore,
e voce più non mi viene,
e mi si spezza

la lingua, e una fiamma sottile
mi corre sotto la pelle,
con gli occhi più niente vedo,
romba mi fanno
gli orecchi, sudore mi bagna,
e tremore tutta mi prende,
e più verde dell'erba divento,
e quasi mi sento,
Agàllide, vicina a morire
Saffo
Mentre la donna mia cangiando aspetto
di bianco nel vermiglio
mostra l'interno affetto
e pare or frasca rosa or vago giglio,
dico: - Se così muta il bel colore
non è ferma nel core -;
ma 'l variare è così dolce e vago
che d'altro io non m'appago.
Torquato Tasso
"Tutto come una volta",
disse, teneramente: "tutto, come una volta."
La fissavo negli occhi disperato -
Tutto, come una volta.
Mi baciava forte, m'abbracciava:
Tutto, come una volta.
Ma... qualche cosa pure mi mancava:
Tale quale, come una volta.
Igor' Severjanin
Che sia l'amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell'amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.
Emily Dickinson
Questa piccola rosa nessuno la conosce.
Potrebbe essere una pellegrina
se non l'avessi tolta ai suoi sentieri
e serbata per te.
Solo un'ape a cercarla patirà,
soltanto una farfalla
di lontano affrettatasi
per giacere sul suo seno -
Solo un uccello se ne stupirà
solo una brezza piangerà un sospiro -
Piccola rosellina, ah com'è facile
per le creature come te morire!
Emily Dickinson
Le parole che dice chi è felice
son volgare melodia -
ma quelle che chi tace sente dentro
sono meravigliose.
Emily Dickinson
Ha il frutto proibito un sapore
che l'orto legittimo sdegna -
Come succoso giace nel baccello
il seme che natura vi rinchiuse -
Emily Dickinson
Fu la mia sola gloria -
lascia che
sia ricordata:
io appartenni a Te -
Emily Dickinson
L'Amore è anteriore alla Vita -
posteriore alla Morte -
Inizio della Creazione
ed Esponente della Terra.
Emily Dickinson
Si misura l'amore da sé stesso soltanto -
"Grande come son Io" - parla del sole
a chi non l'ha sentito mai bruciare -
Lui solo è tutto ciò che gli somiglia.
Emily Dickinson
Defraudai una farfalla -
la legittima erede -
per Te -
Emily Dickinson
La mia forza presi in mano
ed andai contro il mondo -
Non eran certo le forze di David
ma io ero due volte coraggiosa

Presi la mira, lanciai il sasso, ma poi
fui io sola a soccombere.
Troppo immane era Golia
io troppo piccina?
Emily Dickinson
Tutte le lettere che potrei scrivere
non sono dolci come questa:
sillabe di velluto
e parole di seta
abissi di rubino mai scavati
nascosti, labbro, a te -
Immaginala come un colibrì
che mi sorseggi appena.
Emily Dickinson
A un'ape li sottrassi
per te -
dolce il movente -
essa mi perdonò
Emily Dickinson
Mutare? Quando i colli muteranno.
Esitare? Quando il sole
dubiterà se il suo splendore
sia lo splendore perfetto.

Saziarmi? Quando il narciso
sarà sazio di rugiada:
soltanto allora, amico!
mi sazierò di te.
Emily Dickinson
Giocavo un giorno con Ermione, maestra
d'amore. Sulla cintura a ricami
di fiori, o dea di Pafo, c'era scritto
in oro: "Amami tutta e non soffrire
se anche sarò di un altro."
Asclepiade
La più bella di quante furono e sono,
la più troia di quante furono e sono,
Catulla, come un po' meno bella ti vorrei
ed un po' meno troia di quello che tu sei.
Marco Marziale Valerio
Tu, Lesbia, vuoi che l'abbia ritto all'infinito,
credimi, il cazzo non è proprio uguale a un dito.
Tu l'accarezzi parlandogli da amico,
ma il fare tuo impetuoso t'è nemico.
Marco Marziale Valerio
Cor venticello che scartoccia l'arberi
entra una foja in camera da letto.
Èl'inverno che arriva e,come ar solito,
quanno passa de qua lasca un bijetto.
Jole; infatti, me dice:"Stamattina
stamattina me vojo mette quarche cosa addosso;
nun hai sentito ch'aria frizzantina?"
E cava fori lo sciialletto rosso,
che sta riposto fra la naftalina.

"M'hai conosciuto proprio co''sto scialle:
te ricordi?-me chiede:e mentre parla,
se l'intorcina stretto su le spalle.
"s'è conservato sempre d'un colore:
nun c'è nemmeno l'ombra d'una tarla!
Bisognerebbe ritrovà un sistema
pÈ conservà così pure l'amore..."
E Jole ride, fa l'indifferente:
ma se sente la voce che je trema.
Anonimo: "Lo scialletto"
- Conterò poco, è vero:
- diceva l'uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: proprio gnente.
Sia nell'azione come ner pensiero
rimani un coso vòto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
da cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nùmmeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che se mette appresso.
Trilussa: "Numeri"
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato
Anna Achmatova: "Ultimo brindisi"
Tutto me lo prometteva:
la curva del cielo, velata e scarlatta,
un dolce sogno fatto a Natale,
il vento di Pasqua dai mille suoni,

e i rossi tralci di vite,
e le cascate dei parchi,
e le due grandi libellule ferme
sul recinto di ghisa rugginosa.

Ed io non potevo non credere
che mi sarebbe stato amico,
quando salivo su erte montane
per un ardente, sassoso sentiero.
Anna Achmatova
Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i miei versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
e conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni...
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all'anima già sazia d'improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in costa potrei esserti d'aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.
Anna Achmatova
Strinsi le mani sotto il velo oscuro...
"Perché oggi sei pallida?"
Perché d'agra tristezza
l'ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: "È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai".
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: "Non startene al vento"
Anna Achmatova
Come se ogni bacio
fosse d'addio,
mia Cloe, baciamoci amando.
Che forse già si posa
sulla nostra spalla la mano che chiama
alla barca che non vien se non vuota;
e che in un solo fascio
lega ciò che l'uno per l'altro fummo
all'altrui somma universale della vita.
Fernando Pessoa
Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi alla porta irreale del cielo.

Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.
Fernando Pessoa
Quasi anonima sorridi
e il sole indora i tuoi capelli.
Perché per essere felici
è necessario non saperlo?
Fernando Pessoa
No: non dire nulla.
Supporre ciò che dirà
la tua bocca silenziosa
è come udirlo già.

Udirlo è meglio
di come lo diresti.
Ciò che è non affiora
dalle frasi e dai giorni.

Sei migliore di quello che sei.
Non dire nulla: so.
Grazia del corpo ignudo
che invisibile si vede.
Fernando Pessoa
Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
se tutto mi dimentica.

Nulla il lago mi dice,
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.

Tremuli solchi sorridono
sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?
Fernando Pessoa
Non sono nulla, non posso nulla, non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere, né so
se devo essere, niente essendo, ciò che sarò.

A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore

marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
Fernando Pessoa
C'è qualcosa nella Morte
che è come l'amore!
Se con qualcuno che ti ha fatto conoscere la passione,
e l'ardore dell'amore giovane,
anche tu, dopo anni di vita
insieme, senti che la fiamma si va estinguendo,
e così insieme andate svanendo,
gradualmente, impercettibilmente, con delicatezza,
come stando abbracciati,
attraverso la stanza consueta -
questo è il potere dell'unisono tra anime
che è come l'amore!
Edgar Lee Masters: "William e Emily"
A cui devo la gioia palpitante
Che tiene desti i miei sensi nella veglia,
E il ritmo che governa il riposo nel sonno,
Il respiro comune

Di due che si amano, e i corpi
Profumano l'uno dell'altro,
Che pensano uguali pensieri
E non hanno bisogno di parole
E si sussurrano uguali parole
Che non hanno bisogno di significato.

L'irritabile vento dell'inverno non potrà gelare
Il rude sole del tropico non potrà mai disseccare le rose
Nel giardino di rose che è nostro ed è nostro soltanto

Ma questa dedica è scritta affinché altri la leggano:
Sono parole private che io ti dedico in pubblico.
Thomas Stearns Eliot: "Una dedica a mia moglie"
Soltanto il tuo cuore acceso
e null'altro.

Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lira,
con un fiume breve
e una piccola fonte.

Senza la spinta del vento
sulla fronda,
senza la stella che vuole
essere foglia.

Una grande luce
che fosse
lucciola
di un'altra
in un campo di
sguardi perduti.

Una limpida pace
dove i nostri baci
nè i sonori
della eco
si aprirebbero lontano.

E il tuo cuore acceso
e nulla più.
Federico Garcìa Lorca: "Desiderio"
Pronuncio il tuo nome
nelle notte buie,
quando gli astri vanno
a bere alla luna
e dormono gli alberi
delle foreste cupe.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Orologio impazzito che canta
morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome
in questa notte buia,
e il tuo nome suona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle,
più dolente della pioggia quieta.

Ancora ti amerò
come allora? Quale colpa
ha il mio cuore?
Se si alza nebbia
quale nuova passione m'attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!
Federico Garcìa Lorca: "Se le mie mani potessero sfogliare"
Sento
che arde nelle mie vene
sangue,
fiamma rossa che cuoce
le mie passioni nel cuore.

Donne, versate acqua,
per favore;
quando tutto brucia,
solo le faville volano
al vento.
Federico Garcìa Lorca
Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l'aria,
il cuore
e il cappello.
Chi mi compra
questo nastrino
e questa tristezza di filo
bianco, per tessere fazzoletti?
Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
Federico Garcìa Lorca: "È vero"
Nome non ha,
amore non voglio chiamarlo
questo che provo per te,
non voglio che tu irrida al cuor mio
com'altri a' miei canti,
ma, guarda,
se amore non è
pur vero è
che di tutto quanto al mondo vive
nulla m'importa come di te,
dè tuoi occhi dè tuoi occhi
donde sì rado mi sorridi,
della tua sorte che non m'affidi,
del bene che mi vuoi e non dici,
oh poco e povero, sia,
ma nulla al mondo più caro m'è,
e anch'esso,
e anch'esso quel tuo bene
nome non ha...
Sibilla Aleramo
Come posso dire se la tua voce è bella.
So soltanto che mi penetra
e mi fa tremare come una foglia
e mi lacera e mi dirompe.

Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
così che per me non c'è sonno nè riposo,
finché non saranno mie.
Karin Boye
Mi avvicino con tanto
sollecito tremore, penso
sempre, alla fine, alla sciocco

problema di come si immagina
si debba sentire dopo
e da chi. Ricordo

una volta una stanza in affitto
alla 27ma strada, la donna amata
allora, letteralmente, dopo aver

fatto l'amore sopra il grande
letto seduta di traverso sul lavabo
a due rubinetti, doveva

orinare ed era nervosa,
imbarazzata presumo ed io
guardavo lei che solo

un attimo prima era stata tutta
aperta per me, nuda, sullo stesso
letto. Accovaciata, il capo

riflesso nello specchio,
i capelli scuri lì, la pienezza
del volto, le spalle,

seduta a gambe divaricate, aprì
un rubinetto e timidamente orinò.
Cosa può apprendere l'amore da una simile vista.
Robert Creeley: "Qualcosa"
Il primo dono
che le fece
era una fede d'oro.

Il secondo - a notte fonda
si svegliò
e appogiandosi ad un gomito,
la baciò.

Il terzo ed ultimo -
ci morì assieme
e smise di amarla
per convivere con lei
Robert Creeley: "Un matrimonio"
Conosco due donne
e l'una
è sostanza tangibile,
carne e ossa.

L'altra nella mia mente
si ritrova.
Lì tiene la sua
vera proporzione.

Ma come potrei propormi
di vivere
con queste due creature
nel mio letto -

o come potrà colui
che ha una moglie
cedere due per una
e osservare l'altra che muore.
Robert Creeley: "La moglie"
Com'erano alberati
e freschi i suoi pensieri!
Dischiusa la camicetta,
volava - in bicicletta,

Spariva, la bocca commossa,
nel velo della sua rincorsa.
Giorgio Caproni: "Sei versi"
Egli ha girato intorno a me
per mesi giorni ore
e ha posato la mano sul mio seno
chiamandomi suo piccolo cuore
E mi ha strappato una promessa
come si strappa un fiore dalla terra
E ha custodito questa promessa nella testa
come si custodisce un fiore in una serra
La promessa io l'ho dimenticata
e il fiore di colpo è avvizzito
E gli occhi gli sono usciti dalla testa
di traverso mi ha guardata
e mi ha ingiuriata
È giunto un'altro che non m'ha chiesto niente
ma tutta tutt'intera m'ha guardata
Per lui ero già nuda
dalla testa ai piedi
e quando mi ha spogliata
io ho lasciato fare
E non sapevo chi quest'altro fosse.
Jacques Prévert : "Ha girato intorno a me"
Un'arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del presente
Frescura della notte
Calore di mia vita.
Jacques Prévert : "Alicante"
Quando il leoncino mangia
la leonessa ringiovanisce
Quando il fuoco reclama la sua parte
la terra arrossisce
Quando la morte le parla dell'amore
la vita ha un fremito
Quando la vita gli parla della morte
l'amore sorride.
Jacques Prévert : "Quando..."
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
Jacques Prévert : "I ragazzi che si amano"
La porta che qualcuno ha aperto
La porta che qualcuno ha chiuso
La sedia sulla quale qualcuno s'è seduto
Il gatto che qualcuno ha carezzato
Il frutto che qualcuno ha addentato
La lettera che qualcuno ha letto
La sedia che qualcuno ha rovesciato
La porta che qualcuno ha aperto
La strada sulla quale qualcuno corre ancora
Il bosco che qualcuno attraversa
Il fiume nel quale qualcuno si getta
L'ospedale dove qualcuno è morto.
Jacques Prévert : "Il messaggio"
Bianche lenzuola in un armadio
Lenzuola rosse in un letto
Un bambino nella madre
Sua madre nei dolori
Il padre nel corridoio
Il corridoio nella casa
La casa nella città
La città nella notte
La morte in un grido
E il bambino nella vita.
Jacques Prévert : "Primo giorno"
Che giorno siamo noi
Noi siamo tutti i giorni
Amica mia
Noi siamo tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo e noi viviamo
Noi viviamo e noi ci amiamo
E noi non sappiamo che cosa è la vita
E noi non sappiamo che cosa è il giorno
E noi non sappiamo che cosa è l'amore.
Jacques Prévert: " Canzone "
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
Jacques Prévert: "Questo amore"
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te
amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio.
Jacques Prévert: "Per te amor mio"
Un marinaio ha lasciato il mare
il suo battello ha lasciato il porto
ed il re ha lasciato la regina
un avaro ha lasciato il suo oro
... così è

Una vedova ha lasciato il lutto
una pazza ha lasciato il manicomio
e il tuo sorriso ha lasciato le mie labbra
... così è

Tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu mi tornerai
tu mi sposerai
tu mi sposerai

Il coltello sposa la piaga
l'arcobaleno sposa la pioggia
il sorriso sposa le lagrime
e le carezze sposan le minacce
... così è

E il fuoco sposa il ghiaccio
e la morte sposa la vita
come la vita sposa l'amore

Tu mi sposerai
Tu mi sposerai
Tu mi sposerai.
Jacques Prévert: " ...Così è"
Io so dire T'amo
ma amare non so
Del tuo cuor di rubino
che fatto mai ho?

All'amore ho giuocato
senza saper giuocare
Del tuo cuor di rubino
che cosa ne ho fatto?

Il vetro è spaccato
il negozio tappato
il raso strappato
lo scrigno calpestato

Io volevo averti
volevo possederti
Giuocavo all'amore
ma ho solo barato

Del tuo cuor di rubino
che cosa ne ho fatto
Adesso è troppo tardi
tutto è saccheggiato
Jacques Prévert: "Cuor di rubino"
Non ti domando sicurezze, mai
con te ho pensato a un amore routine.
Se torni, quando torni per favore
non dirmelo. Son queste le cose
che non voglio sapere, che so.
TU bada a non farmi promesse
io a non chiederne.
Daria Menicanti: "Non ti domando"
Non può durare. Certo non durerà.
Si attacca l'amore smaniando
al tuo corpo bruciante e corre ad altre,
eterno solo in questa sua vicenda.
Il resto che si dice è peste e corna
di poveri poeti
Daria Menicanti: "L'amore non è eterno"
Tu mi dissodi
e mi getti
il seme d'ortica
tra le gambe

la crudeltà
del tuo fuoco
mi gonfia

ma ripiego
nel mio sangue

col ventre aperto
ti spopolo

Anise Koltz
per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno.
Antonio Porta
Ma quanto chiacchieri, ragazza mia.
Scopami subito, altrimenti vado via.
Franco Marcoaldi
Ti ho attesa per anni
perseguendo un disegno
che mentendo a me stesso
ho chiamato bisogno.
Ma quando inattesa finalmente
hai ceduto - una gonna sbagliata,
una frase di troppo - e la vampa
d'Amore s'è fatta sternuto.
Franco Marcoaldi
Forse durò troppo l'attesa.
O ti pensai con troppa gioia.
Certo che quando ti rividi
totale, senza appello, fu la noia.
Franco Marcoaldi
Essendo che Amore fa rima
con cuore, vuol dire per questo
che chi è privo di cuore
non è abilitato
a parlare d'Amore?
Eppure chi sente con pancia
e cervello, non è che ami
meno d'accorato fratello.
Si tratta soltanto
di passione diversa:
al medesimo tempo
più cupa, e più tersa.
Franco Marcoaldi
Io meglio di Stendhal non saprei dirlo:
l'Amore è un fiore delizioso,
ma occorre moltissimo coraggio
per cogliere quel fiore
ai bordi di burrone spaventoso.
Franco Marcoaldi
Tra i tanti cui ho pensato,
forse ieri ho trovato -
Amore - il tuo significato.
Non sta nel batticuore
e nelle notti insonni;
nelle galanterie eccessive
e in conseguenti inganni.

No Amore, tu non sei il padre
delle pene. Tu sei al contrario
il bello che rimanda al bene.
Lo so perché davanti a un quadro,
a un volto, a un fiore, è solo
a te, che penso di mostrarli, Amore.
Franco Marcoaldi
lo fanno i finocchi
o è forse che hai paura
di morire?
bicipite, tricipite, occipite,
che te ne fai
dei muscoli?
bÈ, i muscoli piacciono alle signore
e tengono a bada i prepotenti -
e allora?
ne vale la pena?
valgono forse le opere complete di Balzac?
o una vacanza di tre settimane
in Spagna?
o è forse un altro modo
di soffrire?
se ti pagassero per farlo,
l'odieresti.
se un uomo fosse pagato per fare l'amore
l'odierebbe.

pure, bisogna tenersi
in esercizio -
questo fatto di scrivere:
si consumano solo l'anima
e il cervello
piantala di rognare
e fallo.
mentre gli altri
dormono
tu alzi una montagna
tutta solcata
da fiumi di poesie.
Charles Bukowski: "Sollevando pesi alle 2 di notte"
il mio amico William è un uomo fortunato:
non ha abbastanza immaginazione per soffrire

ha conservato il suo primo impiego
la sua prima moglie

è capace di guidare per 50.000 miglia
senza una frenata

balla come un cigno
e ha gli occhi più belli e inespressivi
che ci siano da El Paso fino a qui

il suo giardino è un paradiso
i tacchi delle sue scarpe sono sempre allo stesso livello
e la sua stretta di mano è vigorosa

la gente gli vuol bene

quando il mio amico William morirà
non sarà certo di cancro o di pazzia

passerà davanti al diavolo
per andare in paradiso

stasera lo vedrete alla festa
sorridere
davanti al suo martini

beato e contento
mentre qualcuno
gli chiava la moglie
nel bagno.
Charles Bukowski: "Il mio amico William"
di notte mi siedo sul letto e t'ascolto
russare
t'ho incontrata in un'autostazione
e ora guardo con stupore la tua schiena
bianca fino alla nausea e macchiata
di lentiggini infantili
mentre il lume rovescia l'insolubile
dolore del mondo
sul tuo sonno.

non posso vedere i tuoi piedi
ma devo credere che sono
piedini deliziosi.

a chi appartieni?
sei vera?
penso a fiori, animali, uccelli
sembrano tutti più che buoni
e così chiaramente
reali.

ma non puoi far a meno di essere
una donna. siamo tutti destinati
a essere qualcosa. il ragno, la cuoca.
l'elefante. è come se ciascuno fosse
un quadro, appeso al muro
in qualche galleria.
- e ora il quadro si gira
sulla schiena, e sopra il gomito piegato
posso vedere 1/2 bocca, un occhio
e quasi un naso.

il resto di te è nascosto
invisibile
ma io so che sei
un'opera moderna,
contemporanea
forse non immortale
però ci siamo
amati.

continua a russare
ti prego.
Charles Bukowski: "Donna che Dorme"
una delle cose più terribili è
davvero
stare a letto
una notte dopo l'altra
con una donna che non hai più voglia
di scopare.

invecchiano, non sono più tanto
belle - tendono persino
a russare, buttarsi
giù.

così, a letto, a volte ti giri,
il tuo piede tocca il suo -
dio, che orrore! -
e la notte è là fuori
dietro le tendine
e insieme vi suggella
nella tomba.

e la mattina vai in bagno,
parli, attraversi il corridoio,
dici strane cose; le uova friggono,
partono i motori.

ma seduti l'uno di fronte all'altro
hai 2 estranei
che si ficcano in bocca pane tostato
che si bruciano col caffè bollente la gola risentita
e l'intestino.

in dieci milioni di case americane
è lo stesso -
vite stantie appoggiate
l'una all'altra
e nessun posto
dove andare.

sali in macchina
e vai a lavorare
e là ci sono degli altri sconosciuti, quasi tutti
mogli e mariti di qualcun altro,
e oltre alla ghigliottina del lavoro,
flirtano, scherzano e si danno pizzicotti,
tendendo qualche volta
a farsi in quelche posto una rapida scopata -
a casa non possono farlo -
e poi
tornano a casa
ad aspettare il Natale o il Labor Day
o la domenica
o qualcosa.
Charles Bukowski: "Partita a scopa"
una poesia è una città piena di strade e
tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e di roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva,
dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
la bandiera; una poesia è una città di poeti,
per lo più similissimi tra loro
e invidiosi e pieni di rancora...
una poesia è questa città adesso,
50 miglia dal nulla,
le 9,09 del mattino,
il gusto di liquore e delle sigarette,
né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
barricata, quasi vuota,
luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
i monti di roccia dura,
l'oceano come una fiamma di lavanda,
una luna priva di grandezza,
una musichetta da finestre rotte...

una poesia è una città, una poesia è una nazione,
una poesia è il mondo...

e ora metto questo sotto vetro
perché lo veda il pazzo direttore,
e la notte è altrove
e signore grigiastre stanno in fila,
un cane segue l'altro fino all'estuario,
le trombe annunciano la forca
mentre piccoli uomini vaneggiano di cose che non possono fare.
Charles Bukowski: "Una poesia è una città"
contemplo
lo stesso
paralume
da 5 anni
e s'è coperto
d'una polvere da scapolo
e
le ragazze che entrano qui
sono troppo
indaffarate
per pulirlo

ma io non ci bado
anch'io sono stato troppo
indaffarato
per accorgermi
finora

che la luce
balugina
fioca
dietro questi
5 anni
di vita.
Charles Bukowski: "Le Ragazze"
Lo strano mezzogiorno
dove squadre di vermi vengono su pian piano
come spogliarelliste
a farsi violare dai merli

vado fuori
e da un capo all'altro della strada
le verdi armate sparano colore
come un sempiterno 4 luglio,
e anch'io ho l'impressione di gonfiarmi,
una specie d'ignoto prorompere,
la sensazione, forse, che non c'è nessun
nemico
in nessun posto

e caccio una mano nella cassetta
e non c'è
niente: nemmeno una
lettera della società del gas per dire che
me lo taglieranno
ancora.

nemmeno due righe della mia ex moglie
per vantarsi della sua attuale
felicità.

la mano fruga la cassetta postale con una specie
d'incredulità ancora per molto tempo dopo che la mente
ha rinunciato.

non c'è neanche una mosca morta
là dentro.

sono uno sciocco, penso, avrei dovuto saperlo
così vanno le cose.

e rientro mentre tutti i fiori si sbracciano
per farmi contento.

niente? chiede
la donna.

niente, rispondo, che c'è
a colazione?
Charles Bukowski "Sull'andar fuori a prendere la posta"
Il cane lupo chiamò
alla porta della casa.

Torbida insonnia nell'alcova.
Una ragazza.

Ho amore d'uomo ed anche
ho d'uomo la parola.

Alba.

Fra le tracce del monte
si videro orme umane.
Rafael Alberti
Il cavallo chiese lenzuola
arricciate come fiumi.
Lenzuola bianche.

Una notte voglio esser uomo.
Chiamatemi all'alba.

La donna non lo chiamò.
Non tornò mai più alla stalla
Rafael Alberti
Che cosa ho in mano?
Che ti si cambi in conchiglia!

Che cosa ho in mano?
Che ti si cambi in albero!

Che cosa ho in mano?
Che ti si cambi in foglie!

Che cosa ho in mano?
Che ti si cambi in nardi!
Rafael Alberti
Un garofano va in viaggio,
un garofano sta viaggiando:
per le gambe, risale il mare,
per i seni, scende il mare.

Un garofano va in viaggio,
un garofano è naufragato.

Che sarà, che non sarà,
che era rosso ed ora è bianco?
Rafael Alberti
Di te,
che sarà, amore, di te?

Quando resterai senza di me,
quale luce porterà te,
quale ombra me?

Dolore di tempie, di occhi,
dolore di cuore e
di ossa, di sangue e anima...

Di te,
che sarà, amore, di te?
Rafael Alberti
Stavo dormendo, mia luna,
mia vita, dormendo e solo.
... E non vedevo.

Vennero, amore, vennero
i neri avvoltoi
e mi strapparono gli occhi.
... E non vedevo.
Rafael Alberti
Non so più, mia dolce amica,
mia amante, mia dolce amante,
né quali sono le querce,
né quali sono ora i pioppi,
né quali sono ora i noci,
perché il vento impazzito
ha ammucchiato tutte le foglie
e abbattuto tutti gli alberi.
Rafael Alberti
Lasciatemi piangere qui,
seduto su questa pietra,
castellani,
mentre riempiono le ragazze
d'acqua fresca le brocche!

Amore, un bicchere d'acqua,
che ho le labbra impazzite.
Rafael Alberti: "Rovine"
Ecco una casa, mia amata,
con solo quattro balconi,
con solo quattro tendine,
con solamente due cuori
e uno specchietto, mia vita.
Rafael Alberti
Sotto il salice, amante,
sotto il salice, no.

Ai piedi del pioppo, sì,
del pioppo bianco e verde.

Foglia bianca tu,
di smeraldo io.
Rafael Alberti
Se partissi, amante mia,
se io partissi,

se partissi per non tornare,
amante mia,

l'aria mi porterebbe,
amante mia,
da te.
Rafael Alberti
Come amica, come amica.
Solamente come amica.

Come amante, come amata.
Solamente come amata.

Come sposa, no.
Solamente come amica.
Rafael Alberti
Ardente meriggio nei prati. I ranuncoli
esplodono e si fondono, e gli amanti
passano, e passano.
Sono neri e piatti come ombre.
Bello non avere legami, io sono
solitaria come l'erba. Che cosa mi manca?
Qualunque cosa sia, la troverò?

I cigni se ne sono andati, ma il fiume
ricorda come erano bianchi.
Cerca di inseguirli con le sue luci.
Incontra la loro forma in una nuvola.
Che cos'è quell'uccello che piange
con tanto dolore nella voce?
Sono giovane come sempre, dice.
Che cosa, che cosa mi manca?
Sylvia Plath
Giacevo nella polvere sul ciglio della strada.
Né io vidi il suo viso,
né lui vide il mio.

Le stelle scesero, e l'aria era azzurra.
Né io vidi le sue mani
né lui vide le mie.

L'oriente si fece verde come il limone.
Grazie a un uccello aprii gli occhi.
Allora seppi chi avevo amato
tutta la vita.
Allore lui seppe di chi aveva abbracciato
le umili braccia.

E l'uomo prese il fagotto, e piangendo
se ne andò a casa sua.
Ma la sua casa è polvere sulla strada
che è anche casa mia.
Vesna Parun
L'uomo sotto il letto
L'uomo che è stato lì per anni ad aspettare
L'uomo che attende che il mio piede nudo galleggi
L'uomo silenzioso come i riccioli di polvere a cavallo dell'oscurità
L'uomo che respira il respiro di piccole farfalle bianche
L'uomo che sento fiatare quando alzo il telefono
L'uomo nello specchio il cui alito ossida l'argento
Lo scheletro nell'armadio che fa tintinnare le palline di canfora
L'uomo alla fine della fine del confine

L'ho incontrato stanotte l'incontro sempre
Sta nell'aria ambrata di un bar
Dove i gamberetti s'arricciano come dita che mi fanno segno
& cavalcano l'aria su spiedi di stuzzicadenti
Quando il ghiaccio si spacca ed io sto per cadere
si sistema il viso tra le cavità
apre gli occhi senza pupille dinanzi a me
Per anni ha aspettato di trascinarmi giù
& ora mi dice che
ha aspettato solo per riportarmi a casa
Danziamo per la via come la morte & la fanciulla
Galleggiamo attraverso il muro del muro della mia stanza

Se lui è il mio sogno si ripiegherà nel mio corpo
Il suo alito scrive lettere di foschia sul vetro della mia guancia
Mi avvolgo intorno a lui come l'oscurità
Respiro nella sua bocca
& lo rendo reale
Erica Jong: "L'uomo sotto il letto"
La terra della scopata
Non è in vendita.

Stretta tra
le tende di mussolina
della stanza dei bambini
ed il rosso damasco
del lupanare,
della bisca clandestina,
del ristorante
dei capimafia
nel cui retro grand'uomini
con gran pance,
gran pistole,
e cazzi piccoli
giocano la vita
d'azzardo
su una carta smazzata
o un tiro
di dadi-

la terra della scopata
non è in vendita.

Puoi rubarla
Se hai il coraggio.

In sogno
puoi salire
alla speciale alcova
sopra l'ombroso El
dove, tra treni ansimanti
che portano occhiuti
esibizionisti
e sbavanti
adolescenti
dalle erezioni
perpetue,
i discepoli della Scopata
vanno a gettar via le vite
ed il seme è pozzanghera
sotto le sedie luminose.

La terra della scopata
non è in vendita
più di quanto
lo sia il mare,
ed ha lo stesso odore.

Relitto oceanico
di bassa marea: sale e marciume
e carne di mare lasciata al sole
troppo a lungo,
dolce melma
tra epoche d'ossa
e polvere.
La terra della scopata
non è in vendita-
il che non vuol dire
che non abbia un prezzo.

Il dazio
è la calma, la quiete
e la vita tranquilla.

La terra della scopata
ha un prezzo.
Erica Jong: "La Terra della Scopata"
Incapace di sopportare le falsità -
le ragazze che chiamavano
ogni volta che venivi
nel mio letto -
sono fuggita
e ora sogno di te

sapendo che tu
stai sognando di me,
sapendo che saremo sempre
l'uno la musa dell'altro, l'amante proibito,
strega e stregone,
legati da un filamento di carne,
mio amore attraverso lo specchio.

Sogno di te
come la strega
accanto al focolare del marito
sogna il gran maestro
della congrega,
sogna le pietre roventi
che pungono la carne,
mentre il suo buon marito
le carezza il fondoschiena,
mormorando parole
di mite amor domestico.

Tu sei il mio demone,
il diavolo nella carne,
il bimbo selvatico,
il ragazzo dagli occhi di brace,
il cattivo seme che accolsi
nel mio corpo,
l'ago infetto
che bramavo
più intensamente
della salute.

Da ogni riva di mare
ti vedo agitare le braccia
fuori delle onde spumeggianti
mentre anneghi
solo per rinascere
nella schiuma
tra le mie gambe.

In ogni letto
appari, spiritello sensuale,
prendendoti gioco dei miei amanti
coi tuoi scintillanti occhi azzurri
ed il bastone incurvato del tuo uccello
odoroso di zolfo.

Tu sei un guaio, un guaio doppio,
un guaio triplo,
la rovina della pace,
ma fai bollire
il mio calderone.

Sogno di te sempre
mentre giaccio
tra le braccia protettive
di un altro.
Sogno di te
come la strega condannata
sogna la fine
al rogo,
quando, legata al palo in fiamme,
offrirà la sua carne
perché divenga fumo,
i capelli perché divengan cenere,
l'anima perché sia portata via
sulle ali del vento,
a sposare, sposare, sposare
l'ultimo fuoco.
Erica Jong: "Il Demone Amante"
1
Attenta all'uomo che parla male dell'ambizione;
sotto i guanti gli prudono le dita.

2
Attenta all'uomo che parla male della guerra
digrignando i denti.

3
Attenta all'uomo che parla male delle scrittrici;
ha il pene piccolo & non sa l'ortografia.

4
Attenta all'uomo che vuole proteggerti;
ti proteggerà da tutto salvo che da se stesso.

5
Attenta all'uomo che ama cucinare;
ti riempirà la cucina di pentole unte.

6
Attenta all'uomo che ama la tua anima;
è uno che dice stronzate.

7
Attenta all'uomo che parla male di sua madre;
è un figlio di troia.

8
Attenta all'uomo che scrive figlioditroia tutto attaccato;
è uno scribacchino.

9
Attenta all'uomo cui piace troppo la morte;
sta facendo un'assicurazione.

10
Attenta all'uomo cui piace troppo la vita;
è uno stolto.

11
Attenta all'uomo che parla male degli psichiatri;
ha paura.

12
Attenta all'uomo che ha fiducia negli psichiatri;
è indebitato.

13
Attenta all'uomo che ti sceglie i vestiti;
vuol metterseli lui.

14
Attenta all'uomo che credi innocuo;
ti sorprenderà.

15
Attenta all'uomo cui non importa di nulla tranne i libri;
si consumerà come un rivolo d'inchiostro.

16
Attenta all'uomo che scrive fiorite lettere d'amore;
si sta preparando per anni di silenzio.

17
Attenta all'uomo che loda le donne liberate;
sta pensando di licenziarsi.
Erica Jong: "Diciassette Avvisi in Cerca di una Poesia Femminista"
Ero stufa d'esser donna,
stufa del dolore,
dell'irrilevante dettaglio del sesso,
la mia concavità
inutilmente affamata
e più vuota ogni volta che era piena,
e riempita infine
del suo stesso vuoto,
cercando il giardino della solitudine
anziché gli uomini.

Il letto bianco
nel verde giardino -
Desideravo
dormire sola
così come altri
desiderano un amore.

Persino quando sei arrivato tu
ho cercato di mandarti
via con la mia tristezza,
le mie ciniche seduzioni,
ed il mio trucco di
trasformare lo schiavo
in padrone.

E tutto perché
tu mi facevi
dolere le punte delle dita,
ed incrociare gli occhi
in una passione
che non sapeva nemmeno il proprio nome.

Orso, bestia, amante
del libro del mio corpo,
mi hai voltato le pagine
e scoperto
ciò che restava
da scrivere
sull'altro lato.

Ed ora
sono bianca
per te,
una tabula rasa
pronta ad esser stampata
con lettere
di una lingua sconosciuta
dalla gran rotativa
del nostro amore.
Bestia, Libro, Corpo: "Erica Jong"
Sprizzavamo scintille
Toccandoci.
I nostri occhi si incontravano
O le nostre mani,
e il lampo azzurro dell'amore
bruciava l'aria.

Adesso siamo tranquilli.
Ci culliamo
Nello stesso letto assonnato,
pelle della mia pelle,
capelli della mia testa,
sudore del mio sudore…
tu sei
fratello e madre
insieme,
marito, amante,
musa e consolatore;
ti amo ancora di più
senza scintille.

Siamo sassi nella marea,
che rotolano l'uno sull'altro;
la risacca si frange su di noi;
il battito irregolare
dell'oceano
fa scorrere il nostro sangue,
sfreghiamo l'uno contro l'altro
i corpi levigati.

Vivremo sempre felici e contenti?
Che cosa succederà
Al mio amore dei cataclismi?
Il mio amore delle scintille e del fuoco,
il mio amore del ghiaccio?

Amico sasso,
rotoliamoci
l'uno contro l'altro.
Forse le scintille sono più chiare
Sott'acqua.
Erica Jong: "E vissero sempre felici e contenti"
Prima c'era sempre
La paura:
non mostrargli il tuo amore
o scapperà via.

Misura le parole come piccoli doni
e non dire mai:

ti amo
troppo presto, troppo presto.

Era sempre
Troppo presto.

Ma ti ho colmato d'amore
e sei sempre tornato.

e ho parlato e ho parlato e ho parlato
e tu hai continuato a rispondere.

e ti ho colmato del mio amore
e tu mi hai colmato del tuo.

Che cosa credi che stessimo tenendo
Trattenendoci?

Perché pensavamo che fosse sicuro
Lesinare l'amore?

La cornucopia ritorna
Su se stessa.

I frutti cadono.
Noi li mangiamo ed essi crescono.
Erica Jong: "La Cornucopia"
Cercavo te nelle stelle
Quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
Ma non mi diedero che poche volte
Solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
Meditai la bestemmia insensata
Che il mondo era uno sbaglio di Dio,
Io uno sbaglio nel mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c'eri tu.
Primo Levi: "11 febbraio 1946"
Vorrei credere qualcosa oltre,
oltre che morte ti ha disfatta.
Vorrei poter dire la forza
Con cui desiderammo allora,
noi già sommersi,
di potere ancora una volta insieme
camminare liberi sotto il sole.
Primo Levi: "25 febbraio 1944"
Quale segreto nel mio cuore hai riposto
che il tuo occhio come uno specchio
così apertamente rivela?
so che il cuore
è come il rame,
facilmente si copre di ruggine.
Il tuo cuore è oro puro, come può arrugginire?
Fino a quando rimarrò nel mondo,
angelo del giardino del mio desiderio
nel mio cuore v'è sempre
come un alone intorno
alla luna della tua guancia.
Ahmad Hardi: "Tu e io"
Le ragazze moderne
non sono eterne
Oh, che bella novità,
ma danno fresco alla città.

L'una nell'altra
l'altra nell'una
chi si fa scaltra
non ha fortuna.

Oh,che bella sciocchezza,
ma insieme fanno giovinezza.

Il rosso le veste di blu
l'azzurro le veste dirosa,
un poeta non sa più
quale scegliere per sposa.

Sceglierà la più bella?

Nessuna è tutta brutta
nssuna è tutta bella.

Sceglierà la più caduca,
sceglierà la passeggera
della fresca primavera
col nastrino nella nuca.
Canzonetta: "Alfonso Gatto"
I
Ho rivisto il giardino il giardinetto
continguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto...

II
"piccolino, che fai solo soletto"?
"sto giocando al Diluvio Universale"

Accennai gli strumenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.

Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!

"Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?"
"si..Vedi la mia Mamma e il mio Papà?"
Subito mi lò ascò, con negli sguardi
un vano sogno ricordai più tardi
un vano sogno di maternità...

"Una Cocotte!..."
"che vuol dire, mammina?"
"vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!"
Co-co-tte.. La strana voce Parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d'ovo e di gallina...

Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l'Isole Felici...
Co-co-tte... le fate e i malefici
con cibi e con bevande affatturate...
Fate saranno, chi sa quali fate, e in chi sa quale tenebrosi offici!

III
Un giorno-giorni dopo- mi chiamò
tra le sbarre fiorite di vebene:
"o piccolino, non mi vuoi più bene!..."
"È vero che tu sei una cocotte?"
Perdutamente rise... E mi baciò
con lepupille di tristezza piene.

IV
Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent'anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso... Dove sei cattiva
Signorina? Sei viva? Come inganni
meglio per te non esser più viva!
la discesa terribile degli anni?

Oimé! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l'ultimo amante disertò l'alcova...
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d'un bacio e d'un confetto,
dopo vent'anni,oggi,ti ritrova

in sogno, e t'ama, in sogno, e dice: "T'amo!
Da quel mattino dell'infanzia pura
forse ho amato te sola,o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t'aspetta o creatura!

Vieni! Che importa senon sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo assato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!

Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state...Vedo la cas, ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!

Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia...
Vieni! T'accoglierà l'anima sazia.
Fa ch'io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacerò; rifiorirà,nell'atto,
sulla tua bocca l'ultima grazia.

Vieni!Sarà come se a me,per mano,
tu riportassi me stesso d'allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni!Sarà come se a te,per mano,
io riportassi te, giovine ancora.
Guido Gozzano: "Cocotte"
L'amore
È lama? È fuoco?
Più quietamente - perché tanta enfasi?
È dolore che è conosciuto come
gli occhi conoscono il palmo della mano
come le labbra sanno
del proprio figlio il nome.
Marina Ivanovna Cvetaeva
Chi ha guardato negli occhi la Bellezza
è consacrato a una funesta sorte:
ogni urgenza del vivere disprezza
e piùangosciato sarà la morte
chi ha guardato negli occhi la Bellezza.

È una pena che dura per la vita
quella d'amare,ed è folle speranza
d'essere più forti di quella ferita:
quando Bellezza in noi ha preso stanza
è una pena che dura per la vita.

Come una fonte vorrebbe languire
e suggerire il veleno ad ogni brezza
e la morte dai fiori assorbire:
chi ha guardato nel volto la Bellezza
come una fonte vorrebbe languire.
August Von Platen
D'estate a calpestare per i sentieri andrò,
dentro il grano che punge, l'erba tenera a sera.
Sognando, la freschezza ai piedi sentirò,
lascerò che mi bagni la testa nuda il vento.

Non parlerò, smarrito ogni pensiero umano,
ma infinito nell'anima mi crescerà l'amore
e andrò come uno zingaro lontano assai lontano
per la Natura lieto come con una donna.
Arthur Rimbaud
Ben poco ti preoccupi, povero fiore,
che ho osservato pre sei o sette giorni,
e ho visto la tua nascita, e ho visto quanto ogni ora donava
al tuo sviluppo, affinché tu crescessi fino a questa altezza,
e ora che su questo ramo tu trionfi e ridi,
ben poco ti preoccupi
che gelerà fra breve, e che domani
ti troverò caduto, o non ti troverò per nulla.

Ben poco ti preoccupi, povero cuore,
che ancora fatichi a costruirti un nido,
e pensi qui svolando di conquistarti un luogo
su un albero vietato o che a te si rifiuta,
e speri di piegare, in un lungo assedio, la sua rigidezza:
ben poco ti preoccupi,
che prima che si desti il sole, domani matina,
dovrai con questo sole e insieme a me metterti in viaggio.

Ma tu, che ami essere
sottile a tormentarti, dirai:
ahimè, se tu devi partire a me che importa?
Qui son le mie faccende, qui voglio restare;
tu vai da amici il cui affetto e i cui mezzi
altro piacere arrecano
agli occhi tuoi, agli orecchi, alla lingua, a ogni parte di te.
Se quindi parte il tuo corpo, che bisogno hai di un cuore?
Bene, allora rimani: ma sappi,
quando sarai rimasto, e fatto del tuo meglio:
un cuore nudo e pesante, che non fa mostra di sè,
per una donna non è che una specie di spettro;
come potrà conoscere il mio cuore; o non avendo cuore
in te riconoscerne uno?
La pratica le può insegnare a conoscere altre parti,
ma, parola mia, non a conoscere un cuore.

Vienimi incontro a Londra, allora,
fra venti giorni, e mi potrai vedere
più fresco e grasso, per la compagnia degli uomini,
che se fossi rimasto insieme a te e a lei.
Per amore di Dio, se ti è possibile, segui il mio esempio:
laggiù ti vorrei dare
a un altro amico, che si mostrerà felice
di avere tanto il mio corpo quanto la mia anima.
John Donne: "Il fiore"
Vieni, mia Donna, vieni mio vigore sfida di ogni riposo,
finché mi affanno resterò in affanno.
Spesso il nemico avendo il suo menico in vista
dalla sola presenza vien fiaccato, anche se non combatte.
Getta pur quel cinto che splende simile allo Zodiaco,
ma che nasconde al mio sguardo un mondo assai più bello.
Togli gli spilli dal pettorale cosparso di lustrini,
così che gli occhi dei maliziosi vi si possono fermare.
Slacciati, perché quell'accordo armonioso
mi dice di esser già l'ora di recarsi a letto.
Via quel busto felice, che invidio,
perché può starti così stretto.
E via la gonna che svela una tanto bella condizione,
come quando dai campi fioriti l'ombra dei colli si fugge.
Via il diadema tenace, ed esso mostri
il diadema fluente dei capelli che da te si leva:
e ora via quelle scarpe, posa il tuo piede libero
in questo sacro tempio dell'amore, su questo soffice letto.
In vesti così bianche che gli Angeli del cielo erano soliti
essere accolti dagli uomi; Angelo, conduci insieme a te
un cielo simile al Paradiso di Maometto; e sebbene
cattivi spiriti biancovestiti passino, noi facilmente riconosciamo
questi Angeli da uno spirito malvagio,
quelli rizzano i nostri capelli, ma questi ci rizzano la carne.

Dona licenza alle mie mani erranti, lasciale andare
avanti e indietro, in mezzo, sopra e sotto.
Oh mia America! Mia nuova terra scoperta,
mio regno, più sicuro se solo un uomo lo domina,
miniera di pietre preziose, mio Impero,
come sono benedetto in questo mio scoprirti!
Entare in questi ceppi significa essere liberi;
dove metto la mia mano sarà il mio suggello.

Completa nudità! Tutte le gioie a te sono dovute,
come le anime si separano dal corpo, così i corpi si devono spogliare
per gustare la gioia interamente. Le gemme che voi donne usate
sono come i miei dorati pomi d'Atlanta, davanti allo sguardo degli uomini,
tali che quando l'occhio di uno stupido s'illumina a una gemma
la sua anima terrena non vuole la donna, ma vuole i suoi beni.
Come dipinti, o come gaie rilegature di libri
fatte per i profani, così sono le vesti delle donne;
in sè le donne sono libri mistici che solo noi,
fatti degni della loro grazia, vediamo rivelati.
E poiché io sono chiamato a conoscere tanto,
liberamente mostrati come a una levatrice;
getta via tutto, si, getta i tuoi bianchi lini:
all'innocenza nessuna penitenza è mai dovuta.

Per insegnarti, per primo ecco son nudo; allora dunque,
per coprirti che altro ti occorre più di un uomo?
John Donne: "Elegia XIX: andando a letto"
Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così poiché tu ami il vero
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioiami avrebbe destato
e venesti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.
Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quell'amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.
Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.
John Donne: "Il sogno"
Chi più di me ha scavato nel profondo la miniera d'Amore,
dice, dove risiede il centro della sua felicità:
ho amato, ho conquistato e detto,
ma se dovessi amare, conquistare e dire, finché non sarò vecchio,
non potrei mai comprendere quel nascosto mistero;
oh, non è che impostura tutto quanto:
e come nessun alchimista ha potuto scoprire l'Elisir,
ma ugualmente glorifica il suo fecondo vaso
se per caso gli accade di scoprire
qualche odorosa sostanza, o nuova medicina,
così gli amanti sognano un godimento ricco e prolungato,
ma non trovano altro che una notte estiva simile all'inverno.
La nostra pace, il denaro, l'onore e il nostro giorno,
questo noi pagheremo, per questa vana ombra di una bolla d'aria?
In questo ha fine amore, che ogni uomo
può essere felice come me se può sostenere la breve vergogna di una
farsa nuziale?
Quell'infelice amante che afferma
non essere i corpi a sposarsi, ma solo gli spiriti,
e che pretende trovare in lei un Angelo,
in egual modo esatto parlerebbe dicendo di udire
nel quotidiano e rozzo strimpellare roco il suono delle celesti sfere.
Non sperare che la donna possegga intelligenza, al massimo
ha estro e dolcezza, e non è, una volta posseduta, altro che vuota forma.
John Donne: "Alchimia dell'amore"
Mio dolcissimo amore, non fuggo
per stanchezza di te,
nè perché spero che il mondo possa offrirmi
un amore più degno;
ma poiché è destino
che io debba infine morire, è molto meglio
che mi prenda per scherzo l'abitudine
di morire così di qualche morte finta.

Ieri sera anche il sole era fuggito,
eppure oggi è qui.
lui non ha desideri e non ha sensi,
nemmeno un corso breve come il mio:
dunque non ti preoccupare per me,
credi che tutti i miei viaggi
saranno assai più rapidi, perché io
ho più ali e più sproni di lui.

Ma come è fragile il potere dell'uomo,
che se anche ha buona fortuna
non vi si può aggiungere un'ora di più,
nè richiamare un'ora che ha perduta!
Ma venga pure la cattiva sorte:
le aggiungeremo la nostra forza,
le insegneremo l'arte e la portata,
così che su noi tragga vantaggio.

Quando sospiri non sospiri vento,
ma esali la mia anima;
quando piangi, scortesemente cortese,
corrompi il sangue della mia vita.
Non è possibile che tu mi ami
come dici di amarmi se disperdi
con la tua la mia vita,
tu che di me sei la parte migliore.

il tuo cuore da oracolo
non mi preannunci alcun male: il destino
potrebbe prendere anche la tua parte,
realizzando così le tue paure;
pensa piuttosto che noi
ci siamo solo voltati le spalle nel sonno;
coloro che a vicenda si tengono vivi
non sono mai separati.
John Donne: "Canzone"
Lettore, a volte in chiesa hai respirato,
indugiando a saziare il gusto ingordo,
un gran d'incenso? Hai mai socchiuso il bordo
d'un sacchetto di muschio stagionato?

O magica delizia, ove ogni accordo
rivive oggi, e ci esalta, del passato!
Così l'amante su un corpo adorato
coglie il fiore squisito del ricordo.

Dal crine suo, elastico e cresputo,
turibolo d'alcova e sacca viva,
crudo e ferino un effluvio saliva.

E nelle vesti, mussola o velluto,
pregne del corpo suo giovine e nuovo,
un sentor di pelliccia aveva covo.
Charles Baudelaire : " Profumo... "
È un tempio la Natura ove viventi
pilastri confuse parole si lasciano sfuggire;
l'attraversa l'uomo, tra foreste di simboli
dagli occhi familiari.

I profumi, i colori e i suoni si rispondono
e di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi, come carni
di bimbo; dolci come gli oboi, e verdi
come praterie. E degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno

l'espansione propria delle infinite cose,
come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.
Charles Baudelaire
Ho spento la luce
per poter vedere la neve.
E ho visto la neve
dietro il vetro e la luna nuova.
Ma ho visto che anche la neve
e la luna erano un vetro
e dietro quel vetro c'eri tu
e mi guardavi.
Ernesto Cardenal
È questo il Luogo, la Terra, il Suolo"
Disse allora l'Arcangelo perduto, "questo il seggio
Che abbiamo ottenuto a cambio del Cielo?- questa lugubre oscurità
In cambio di quella luce celestiale? E sia, giacché Colui
Che adesso è Sovrano può disporre e decidere
Ciò che dev'essere giusto: tanto meglio più è lontano da lui,
La cui ragione eguaglia, e la cui sola forza ha reso supremo
Sui suoi eguali. Addio, Campi felici,
Ove la gioia sempre s'intrattiene! Salute, orrori! salute,
Mondo Infernale! e tu, profondissimo Tartaro,
Accogli il tuo nuovo Padrone - qualcuno che reca
un pensiero che non ha da cambiare per il Tempo o il Luogo.
Il pensiero è luogo a se stesso, ed esso stesso
Rende Paradiso l'Inferno, Inferno il Paradiso.
Che importa il luogo, se io sarò ancora me stesso,
E cosa mai dovrei essere, tutto e pur meno di Colui
Che il Tuono ha reso grande? qui almeno
Saremo liberi; l'Onnipotente non ha edificato
questo luogo per chi lo invidia, non ci ha portati qui:
Qui regneremo sicuri; ed io ho scelto
Il regnare, degna ambizione, seppur nell'Inferno:
Meglio regnare all'Inferno che servire nel Paradiso...
John Milton: "Il paradiso perduto"
C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è luna
che il primo Adamo vide...
I lunghi secoli
dell'umano vegliare
l'han colmata
d'antico pianto.
Guardala.
È il tuo specchio...
Jorge Luis Borges : "Luna"
"Non cercare mai di dire il tuo amore,
Amore che non può essere mai detto;
Il gentile soffio si muove
In silenzio, invisibile.
Dissi il mio amore, già dissi il mio amore,
Il cuore le apersi;
Tremando, gelando, in orrenda tema,
Ah! Lei, lei se ne andò.
Appena mi lasciò,
Un viandante passò,
In silenzio, invisibile:
Gli bastò un sospiro, la prese."
William Blake: "Il Matrimonio tra Paradiso ed Inferno"
Se pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all'uomo come essa veramente è,infinita
William Blake: "Il Mtrimonio tra Paradiso ed Inferno"
Rintrah rugge scuotendo i suoi fuochi nell'aria pesante;
Fameliche nubi oscillano sopra l'abisso.
Un tempo docile, e per pericoloso sentiero,
L'uomo giusto seguiva il suo percorso
Lungo la valle della morte.
Rose son piantate dove spini crescono,
Nella brughiera desolata cantano
Le api rigonfie di miele.

Fu allora che apparvero piante
Lungo il pericoloso sentiero,
E un fiume e una sorgente
Sopra ogni rupe e tomba,
E sull'ossa imbiancate
Argilla rossa emerse;

Finché l'insolente lasciò i sentieri più semplici
Per camminare per i più pericoli, e sospingere
L'uomo giusto in regioni desolate.

Ora strisciando il serpente si muove
In mansueta umiltà,
E l'uomo giusto in aspri luoghi infuria
Dove i leoni s'aggirano.

Rintrah rugge scuotendo i suoi fuochi nell'aria pesante;
Fameliche nubi oscillano sopra l'abisso.
William Blake: "Il Mtrimonio tra Paradiso ed Inferno"
Mentre camminavo fra i fuochi dell' Inferno, deliziato da quei godimenti del genio che agli Angeli appaiono come tormento e insania, raccolsi alcuni dei loro Proverbi; pensando che così come i detti che s'usano in una nazione ne designano il carattere, allo stesso modo i Proverbi dell' Inferno renderanno palese la natura della sapienza Infernale meglio di una qualsiasi descrizione di edifici o abbigliamenti.
Quando me ne tornai a casa, sull'abisso dei cinque sensi, dove uno scosceso pendio minaccia il mondo presente, vidi un Diavolo possente ravvolto in nuvole nere che si librava sui fianchi della roccia: con fuochi corrosivi scriveva la frase seguente, che ora le menti degli uomini percepiscono, e sulla terra la leggono:
Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell'aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi?
William Blake: "Il Matrimonio tra Paradiso ed Inferno"
Ecco la mirabile stupidità del mondo: quando le nostre fortune decadono - spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento - rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessità, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all'influsso dei pianeti - e tutto il male che facciamo è dovuto all'imperativo divino.
William Shakespeare: "Re Lear"
Prima che il pipistrello abbia iniziato fra i chiostri il suo volo, prima che ... il grillo dall'arida ala intoni con il suo sonnacchioso canticchiare lo sbadigliante annuncio della notte...
William Shakespeare: "Macbeth"
Tutta l'acqua dell'immenso oceano di Nettuno potrà lavare questo sangue dalla mia mano? No, questa mano, piuttosto, arrosserà gli innumerevoli mari facendo del loro verde un solo grumo vermiglio.
William Shakespeare: "Macbeth"
Gli parlerò, dovesse l'inferno scoperchiarsi e ordinarmi il silenzio.
William Shakespeare: "Amleto"
Tutte le sorgenti conducano le loro acque ai miei occhi, affinché io, dominata dall'acquatile luna, possa spargere tante lacrime da sommergere il mondo.
William Shakespeare: "Riccardo III"
Moriamo con onore: torniamo sul campo; e chi non vuol seguire il Borbone ora, vada via da qui, e col cappello in mano, come un sordido ruffiano, se ne stia a guardia della sua camera da letto mentre un vile schiavo, non più nobile del mio cane, gli contamina la più bella delle figlie.
William Shakespeare: "Enrico V"
Il coraggioso Macbeth ... impugnando la spada fumante di sanguinosa giustizia ... non gli ha stretto la mano né gli ha detto addio prima di averlo scucito dall'ombelico alle mascelle, e piantata poi la testa sui nostri bastioni.
William Shakespeare: "Macbeth"
Vedrete il soldato accecato dal sangue insozzare con la sua immonda mano le chiome delle vostre figlie urlanti; i vostri padri trascinati per le loro barbe d'argento, e le loro venerande teste sfracellate contro i muri; e i vostri bambini ignudi infilzati sulle picche, mentre le loro madri impazzite squarceranno le nuvole con i loro ululati, come fecero le donne di Giudea contro gli sgherri della sanguinosa strage di Erode.
William Shakespeare: "Enrico V"
Il gallo, araldo del mattino, desta con la chiara gola stridula il dio del giorno … il mattino dalla sciarpa scarlatta si bagna alla rugiada dell'alta collina a oriente.
William Shakespeare: "Amleto"
Innamorato di lei da non permettere ai venticelli del cielo di toccarle il viso troppo rudemente.
William Shakespeare, "Amleto"
Sciocchi cagnacci, che si gettano a occhi chiusi in bocca all'orso russo e si fanno schiacciare la testa come mele fradicie. Potreste dire, ugualmente, che è valorosa la pulce che osa far colazione sulla bocca di un leone.
William Shakespeare: "Enrico V"
Io ho dato latte e so quanto è dolce amare il bambino che ci sugge il seno: e tuttavia gli avrei strappato il capezzolo dalle tenere gengive nel momento stesso in cui mi sorrideva e gli avrei spezzato il cervello, se lo avessi giurato.
William Shakespeare: "Macbeth"
Dal primo levarsi dell'allodola fino all'ora in cui l'agnello rientra al suo ovile.
William Shakespeare: "Enrico V"
Piombate sul suo esercito, così come la neve che si scioglie in valanga invade le valli, quando le Alpi sputano e scaricano il loro catarro sul fondovalle prono, come vassallo, ai loro piedi.
William Shakespeare: "Enrico V"
Se a ciascun l'interno affanno
si leggesse in fronte scritto
quanti mai che invidia fanno
ci farebbero pietà.
Pietro Metastasio
Voi dovete fare più conto della censura dell'intenditore che degli applausi di un teatro esaurito.
William Shakespeare
Trattate ogni uomo secondo il suo merito. E chi sfuggirà alle frustate?
William Shakespeare: "Amleto"
Sii fedele a te stesso, ne conseguirà, come la notte al giorno, che non potrai essere falso con gli altri.
William Shakespeare
Potrei vivere nel guscio di una noce, e credermi re di uno spazio infinito.
William Shakespeare
Noi siamo qui a giocare col tempo e gli spiriti dei sapienti, seduti sulle nuvole, ridono di noi.
William Shakespeare
La fortuna di una battuta si affida all'orecchio di chi ascolta, non mai alla lingua di chi la dice.
William Shakespeare
La bellezza persuade in se stessa gli occhi degli uomini senza necessità di alcun interprete.
William Shakespeare
Il diavolo sa citare la Bibbia per i suoi fini.
William Shakespeare
E perché dunque Cesare dovrebbe farsi tiranno? Non sarebbe un lupo se non vedesse che i romani sono pecore; non sarebbe leone, se quelli non fossero cerbiatti.
William Shakespeare: "Giulio Cesare"
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia.
William Shakespeare: "Amleto"
L'identità non era equivalenza: con la loro natura, unica pur sotto duplice nome, esse non contavano né per uno, né per due. La ragione, confusa da se stessa, vedeva l'unione nella loro divisione; assorbita l'una nell'altra, distinta una dall'altra, quelle creature si erano così bene assimilate, che si chiedevano come il loro due potesse formare un così armonico assolo; così che l'amore ha ragione, mentre la ragione, che pure dovrebbe aver ragione, ha torto, dal momento che vede una così bella unione là dove dovrebbe esserci una divisione
William Shakespeare: "La fenice e la tortora"
Coro: Perché gridi così, se non per qualche orrida visione?
Cassandra: Manda un lezzo di morte la casa, e il sangue cola.
Coro: Che mai! quest'odore proviene dall'altare del sacrificio.
Cassandra: Un alito che sfiata dalla tomba, è quel che sento.
Eschilo: "Agamennon"
Il fosco reggitore, onusto d'anni
e d'affanni, sì lento si movea
simile a una notturna fitta nebbia.
che né stare né andarsene parea
Henri Vaughan (Sec XVII), "Il Mondo"
Ora, signore, il giovin Fortebraccio,
cui non difetta temerario ardore,
qua e là per le contrade di Norvegia
ha radunato un branco di banditi
pronti a tutto, per una qualche impresa a gravi e oscuri fini
William Shakespeare: "Amleto"
Perché dovrebbe credermi crudele
O se stesso ingannato?
Vorrei che amasse ciò che c'era prima
Che il mondo fu creato.
W.B. Yeats: "Una Donna Giovane e Vecchia".
Bello il fiore del fagiolo,
dolce il sufolo del merlo...
Robert Browning: "De Gustibus"
Tu lo tieni fermo, tu,
io gli becco quei bei occhioni blu.
I Due Corvi (Ballata scozzese)
Nel meriggio arrivarono a una terra
Dove etrerno sembrava il meriggio
L'aria stessa era languida e pareva
Palpitar come chi è in preda a un brutto sogno
Tennyson: "I Lotofagi"
Don Alfonso: Eccovi il medico, signore belle.
Fernando e Guglielmo: Despina in maschera, che triste pelle.
Lorenzo da Ponte: "Così fan tutte"
Disse: "Danza per me", poi disse: "Sei troppo bella perché ti sferzi il vento, perché il sole ti bruci". E disse: "Sono un povero straccione, ma cortese con la mesta danzatrice e con i morti che ballano."
Sidney Keyes: "Quattro Pose di Morte"
Quando il prato viene via come un coperchio
Rivelando ciò che meglio stava ascoso,
Increscioso;
Guarda! Da dietro, senza far rumore, il bosco
S'è avvicinato e gli alberi han formato
Un cerchio fosco.
E il catenaccio scorre nei passanti,
Là fuori c'è il furgone dei traslochi, nero,
Ed ecco che, pieni di fretta e allarme, vengono
Le donne con gli occhiali scuri,
I chirurghi gobbi
E l'0uomo dalle forbici.
W. H. Auden: "I Testimoni"
Ciò che oggi è dimostrato, un tempo era soltanto immaginario.
William Blake: "Nozze Tra Paradiso ed Inferno"
"Chi c'è di là... chi?... nella stanza accanto?
Una pallida figura
Con un qualche messaggio di sventura?
Lo vedrò anch'io tra poco?"
"Sì, tale è il suo messaggio. E lo vedrai tra poco."
Thomas Hardy: "Chi C'è Nella Stanza Accanto"
In lode del falchetto in fiamme
nel crepuscolo grifagno si canti,
Quando le vipere grinfie balenano
rapaci sotto l'ala ardente
Dylan Thomas: "Sul Colle di Sir John"
Opere di giustizia consumate
Fra il tramonto e il levarsi del sole
Giacciono nella storia, come ossa spolpate
W. H. Auden: "L'Ascesa di F. 6."
L'ala strascica, come vessillo
nella disfatta,
non piú solcherà il cielo, vivrà ancora
qualche giorno di fame e di pena
Egli è forte e il dolore è piú duro
con i forti, peggiore l'invalidità.
Nulla, tranne la morte redentrice,
umilierà quel capo,
quell'intrepida prontezza, quegli occhi grifagni.
Robinson Jeffers: "Falco Ferito"
Quando Robin se'n venne a Notingamme,
In sul primo momento
Ei pregoe Dio et la vergine Maria
Di trarlo a salvamento.

Ver' lui venia un monaco gagliardo
Che'l messe alle distrette,
Però che Robin li fue manifesto
Non appena 'l veggette
Antica Ballata Popolare: "Robin Hood e il Monaco"
Oh, stupendo era sentirsi
Solo eppure non solingo.
Dopo il buio e la paura
Giunger in vista delle patrie mura
Walter De la Mare: "Il Pellegrino"
Chi per questa battaglia non ha fegato, che parta pure: avrà un salvacondotto e denaro pel viaggio nella borsa. Non ci garba morire in compagnia di chi ha paura di morir con noi.
William Shakespeare: Enrico V
L'arcano della notte, la furia del maltempo,
L'agguato del nemico,
E la Grande Paura in visibile forma...
Il prode va lostesso.
Robert Browning: "Prospice"
Buia nel buio scivola, ininterrottamente
La barca alla deriva per l'infernal fiumana
Ombra le ombre chiama da abisso a abisso orribile
Precipite alla morte e antipodo del sogno
Hal Summer: "Hinterland"
E soffi pure il vento, ormai si gonfino i flutti e balli il legno! La tempesta è in corso e tutto è affidato al caso!
William Shakespeare: "Giulio Cesare"
"Madama Cicoria, Madama Cicoria,
Qui sull'uscio c'è un lupo maligno!
Ha le zanne aguzze aguzze
E un famelico sogghigno!" "Macché, fata bugiarda! Che cosa dici mai!" Invece un lupo c'era, e affamato assai.
Walter de la Mare: "Madonna Cicoria"
Che cos'è il mondo, o i miei soldati?
Sono io.
Io e questa neve, io
Questo plumbeo cielo.
Miei soldati, codesto
Sterminato deserto di gelo
Sono io.
Walter de la Mare: "Napoleone"
Don Desperado
Andando pel Prado
Il nemico incontrò
Charles Kingsley: "Westward Ho"
Si dia l'ordine di strage! E si scatenino i mastini della guerra!
William Shakespeare: "Giulio Cesare"
E fino al colle della sua disfatta
Seguì il proprio cammino.
A.E. Housman: "More Poems"
E siccome ero verde e spensierato, famoso tra i granai
E intorno all'aia allegra, io cantavo, ché la campagna era casa mia.
Sotto il sole ch'è giovane solo una volta...
Dylan Thomas: "Fern Hill"
Egli lungi mirava
nell'arcano tempo, ed i piú arditi
Lo ebbero maestro. Durò a lungo.
Ma la turpe vecchiezza ci raggiunse,
Furtiva, entrambi, e logori in disparte
Ci mise
William Shakespeare: "Tutto è Bene Quel che Finisce Bene"
Gatto, grande virgola dorata, tu salti per afferrare la mia vestaglia, e così rimani impigliato nel mio cuore
L. Broadhurst
La tua fata è chiamata Moth Willowwitch. È una lanciatrice di sogni magici. Vive vicino alle caverne di cristallo grotte di stalattiti. È vista solo nel momento incantato tra il sonno e la veglia.
Emma Davies
Se riesci a mantenere la calma, quando tutti intorno a te la stanno perdendo;
Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare, o essendo calunniato non rispondere con calunnie, o essendo odiano non dare spazio all'odio senza tuttavia sembrare troppo buono né parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori proprio allo stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui, o guardare le cose per le quali hai dato la vita - distrutte - e umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un sol colpo a testa o croce e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi, a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più, e così insistere quando in te non c'è più nulla tranne la volontà che dice loro: "Resistete!";
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale;
Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa;
Tua è la terra e tutto ciò che vi è in essa e - quel che più conta - Tu sarai un Uomo, figlio mio.
Rudyard Kipling
Ognun per sempre steso in breve cella,
Dormono i rudi avi del villaggio
Thomas Gray: "Elegia Scritta in un Cimitero di Campagna"
Ma se morirò,
Vedrai attraverso me la saga delle cose che mi hai chiesto di fare,
Lascia che mi odino, colpiscano, feriscano, inchiodino al loro albero.
Vorrei sapere, vorrei sapere, Mio Dio,
Vorrei vedere, vorrei vedere, Mio Dio
Perché devo morire.
Potrei essere più famoso di quando fossi prima?
Le cose che ho detto e fatto importerebbero di più?
Devo sapere, devo sapere, mio Signore,
Se morirò, quale sarà la mia ricompensa?
Vorrei sapere, vorrei sapere mio Signore
Perché dovrei morire?
Riesci a mostrarmi ora, che non sarò ucciso invano?
Mostrami solo una briciola della tua mente onnipresente.
Mostrami che esiste una ragione per cui tu vuoi che io muoia
Sei così preciso sul dove e sul come, ma non così tanto sul perché
Ve bene, morirò!
Allora guardami morire!
Guarda come muoio!
Andrew Lloyd Webber: "Jesus Christ Superstar" - "Gethsemane"
Su nei pascoli del ciel
il cavallino va
tutto d'oro il suo mantello
nell'azzurrità
corre su nei pascoli
il cavallino d'or
dormi dormi bel bambino
che la mamma è qui vicino
su dai dormi bel bambino
che in realtà il cavallino
è la luna del mattino
che fa dormire il bambino
Ninna Nanna composta appositamente per mio figlio Morgan da sua cugina Michole (8 anni)
"Talora nel crepuscolo un volto
Ci guarda dal fondo di uno specchio:
L'arte deve essere come questo specchio
Che ci rivela il nostro proprio volto..."
Jorge Luis Borges: "Arte Poetica"
Ero forse sull'orlo della luna
Intorno al suo chiarore
Un vecchio satellite
Che sorvola i quartieri
Alti
Tra i coriandoli
Spazzati dal vento
Roberto Longhi
O mirabile Spirito capelli
di luce abbaglianti
occhi di gloria
sulla tua fronte ferma e chiara
dove si pecchia l'anima serena
pura immortale leggo
che tu perdoni a un figlio della terra,
se si avvale di questi suoi incantesimi
per evocarti così
per contemplarti un attimo

Maga
Figlio della terra!, io ti conosco. So
chi ti dà potenza. Ti so uomo di
molti pensieri e imprese tante
vili ed oneste in entrambe estremo.
Agli altri e a te fatale nel tuo soffrire.
Che vuoi da me?

Manfred
Contemplarti. Nient'altro.
L'aspetto della terra
mi ha fatto impazzire.
Cerco rifugio nei suoi misteri
Ho chiesto all'invisibile
quel che non può concedermi
... Una grazia ...

Maga
... Racconta ...

Manfred
È una tortura, ma che importa,
il mio dolore troverà una voce.
Alla mia giovinezza fu accordata
un'anima diversa
dalla comune argilla a me compagna
il mio genio mi fece straniero
in questa terra. Tra le creature
che m'ebbi attorno, una soltanto
... ma di Lei più tardi ...
La aia gioia fu sola: nelle notti
mute seguire il corso della Luna
tenta e degli astri, e i fulmini
accecanti fissare fino a chiudere
gli occhi; e ascoltare le foglie disperse
e i canti serali mormorati
dai venti dell'autunno. Tutto qui
il mio piacere. E l'essere solo ...
Sprofondai nei miei viaggi solitari
nelle caverne della morte, sempre
cercandone le cause nei suoi effetti;
... da ossami disseccati, teschi e polvere
trassi vietate conclusioni.
Per anni spesi le notti in antiche scienze:
- tempo e travaglio e prove tremende -
Astinenze che sole possono
sull'aria e sugli spiriti,
sullo spazio - popolato infinito;
ho gli occhi miei assuefatto a quell'eterno
come prima di me fecero i maghi.
E con la scienza crebbe la mia sete
di scienza ...
Io non ho nominato padre o madre,
amante, amico, o altri con cui avessi
legami umani, o tali a mc non parvero.
... Una vi fu ...

Maga
Non risparmiarti. Segui

Manfred
I nostri lineamenti si assomigliavano
occhi, capelli, tratti ... la sua voce!,
la dicevano simile alla mia.
Ma il tutto assai più dolce e temperato
dalla bellezza. E non soltanto questo,
ma più grazia che in me: pietà, sorrisi,
lacrime a me ignote, tenerezza
ch'io ebbi, ma solo per lei ...
e umiltà, a me estranea, sempre.
I suoi difetti erano anche i miei,
tutte sue le virtù ... L'amai e distrussi.

Maga
Con le tue mani?

Manfred
Non con le mie mani.
Il mio cuore spezzò il suo cuore:
il suo fissò il mio e appassì.

Maga
E per costei, per un essere della razza
che disprezzi, rinunzi ai doni
della nostra scienza? ...

Manfred
Figlia dell'aria, dico, da quell'ora ...
Le parole non sono che fiato.
Guardami nel mio sonno, nelle veglie.
Restami accanto ...
questa mia solitudine non è più solitudine.
Popolata è da Furie ...
Ho invocato la follia come una grazia
Ho affrontato la morte, ma la mano ghiaccia
d'un demone spietato mi trattenne
per un capello che non volle rompersi.
Sprofondai fra gli uomini,
dappertutto cercando l'oblio
tranne là dove lo si può trovare:
questo ancora mi resta da sapere,
solo in questo la mia scienza è mortale,
Abito questa mia disperazione
e vivo, vivo per sempre.
Lord Byron: "Manfred"
Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.

Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.

Salute, o Satana,
O ribellione,
O forza vindice
De la ragione!

Sacri a te salgano
Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti
Giosuè Carducci: "Inno a Satana"
Poeta, anche tu abiti nel cuore della folgore, e sfidi i dardi, sopra le nuvole t'accampi: esule sulla terra, fra i dileggi del luogo, nell'ali di gigante ad ogni passo inciampi!
Charles Baudelaire
Soltanto acqua intorno,
si torceva ogni tavola.
Soltanto acqua intorno,
per la nostra sete neanche un goccio.
L'abisso stesso imputridiva.
Che dovesse accaderci una tal cosa!
Su zampe esseri viscidi strisciavano
per il viscido mare.
Intorno, intorno, in ridda indiavolata
fuochi fatui danzavano la notte;
come un olio di streghe s'infiammava
- verde, blu, bianca - l'acqua.
Samuel Taylor Coleridge: "Ballata del Vecchio Marinaio"
Così l'immenso
Carco dei danni, onde saranno oppressi
I miei più tardi sventurati figli,
Tutto sull'alma mia, quasi in suo centro
Ricaderà, s'aggraverà. Quai lunghi
Affanni, oimè, succederanno ai brevi
Piacer del Paradiso! Ah! t'ho fors'io
Richiesto, o Creator, di trarmi fuora
Dalle tenebre mie? Ti pregai forse
Da quel mio fango d'innalzarmi a questa
Forma vitale, e qui locarmi? A quello
Che festi, il mio voler parte non ebbe:
Giusto non fora il ritornarmi dunque
Nella mia polve? Io volontier vi torno,
Tutto quant'ebbi volentieri io rendo,
Io non atto a serbar quell'ardue leggi
Per cui quel bene ritener dovea
Che non ti chiesi. Io l'ho perduto, e basta;
Perchè tu dunque d'infiniti mali
V'aggiugni il peso? Inesplicabil sembra
La tua giustizia: pur tardi, il confesso,
Sì, troppo tardi, ora m'oppongo: allora
Che offerti furo, io ricusar dovea,
Quai che fossero, i patti.
John Milton: "Paradiso Perduto"