Ero una piccola creatura nel cuore
Prima di incontrarti,
Niente entrava e usciva facilmente da me;
Eppure quando hai pronunciato il mio nome
Sono stata liberata, come il mondo.
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti.
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri.
Stupidamente sono scappata da te;
Ho cercato in ogni angolo un riparo.
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito.
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto.
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto.
Restituendomi
Al tuo abbraccio.
Mary-Elizabeth Bowen
AD ATENA
Pallade Atena, la Dea famosa comincio a cantare,
che azzurro ha il ciglio, saggia la mente, inflessibile il cuore.
Intatta è, veneranda, gagliarda, e le rocche protegge.
A Trito nacque; e Giove medesimo a luce la diede,
dal suo cerèbro, già vestita dell’armi di guerra
lucide, tutte d’oro. Stupirono tutti i Celesti,
quando la videro. Ed essa, dinanzi all’egíoco Giove,
rapidamente balzò, dal suo capo immortale, scotendo
un giavellotto acuto. L’Olimpo, un orribile crollo
die’, sotto l’urto della Divina Occhiglauca: la terra
tutta echeggiò d’un rimbombo terribile, il mar si sconvolse,
tutto agitato nei flutti purpurei, contro la spiaggia
l’onda proruppe, fermò d’Iperíone il fulgido figlio
a lungo i suoi cavalli veloci, sinché la fanciulla
Pallade Atena tolte non ebbe dagli òmeri santi
l’armi divine: lieto fu il cuor del saggissimo Giove.
E dunque, a te, figliuola di Giove l’egíoco, salute:
io mi ricorderò d’esaltarti in un carme novello.