The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Artemisia (Artemisia vulgaris)



A cura di Lyrio Baelfire

ARTEMISIA

Nome scientifico: Artemisia vulgaris L.
Sinonimi: Artemisia latifolia Ledeb. / Artemisia officinalis Gatteran.
Nome comune: (IN VARIE LINGUE E/O DIALETTI): Amarella, Artemisia comune, Assenzio Selvatico, Mugwort (eng), Wormwood (eng), Armoise (fr), Altamisa (esp), Gemeiner Beifuss (deu).
Famiglia: Asteraceae (Compositae).
Descrizione Botanica: Grande erba perenne con foglie pennatosette a segmenti acuto-dentati, con pagina superiore verde scuro e pagina inferiore biancastra. I capolini, ovoidi e gialli, sono disposti in racemi composti. Ha odore molto aromatico e sapore amaro.
Habitat: Comune negli incolti e lungo i bordi delle strade in Europa, Asia e Nord Africa.
Fioritura: Da Giugno ad Agosto.
Parte utilizzata: Radici, foglie e infiorescenze.
Raccolta: Piena fioritura.
Principio attivo principale: Nell'olio essenziale sono stati trovati canfora, borneolo e vulgarolo, i tuioni sono scarsi, se non completamente assenti. Sono inoltre presenti flavonoidi e lattoni sesquiterpenici, come la vulgarina.
Usi Erboristici e/o Culinari: Viene tradizionalmente usata come antispasmodico ed emmenagogo, indicata contro l'amenorrea, insufficienza del corpo luteo, menopausa precoce, turbe nervose, astenia e insufficienza digestiva.
è controindicata durante la gravidanza e l'allattamento, poiché rende il latte sgradevole. Curiosità: Dato il periodo di fioritura, fa parte del mazzetto delle Erbe di S. Giovanni. In tempi antichi veniva raccolta allo spuntare del giorno, camminando all'indietro.
Si dice che questa pianta sia stata donata alle donne dalla dea Artemide per rendere regolare il ciclo mestruale e per aiutare nei parti difficili.
Gli antichi anglosassoni la chiamavano “pianta della madre delle mestruazioni”, proprio a proposito delle sue virtù regolarizzanti del ciclo mestruale.
Pianta legata alla fertilità, veniva solitamente utilizzata come sacrificio per propiziare un buon raccolto. Legata da sempre alla sfera spirituale dell'individuo, i fumi sprigionati dalla combustione di questa pianta sarebbero graditi agli spiriti e agli Antichi.
In quanto pianta aromatica, si ritiene capace di allontanare gli spiriti maligni: in alcune culture europee era d'uso intrecciare corone di artemisia da far indossare ai giovani.
In oriente l'inchiostro veniva stemperato con del succo di artemisia per rendere la carta inattaccabile dalle tarme, perché la parola doveva durare al di la del deterioramento.
Usi Magici: Si brucia insieme ad altre piante per purificare ambienti e persone; usandola pura, invece, diminuisce l'ansia e il carico emotivo.
Si può usare come talismano per proteggersi dalle negatività, o come offerta per la prosperità e a fertilità.
Si può porre un mazzetto di Artemisia fresca sull'altare, vicino alla statua della Dea, come offerta al femminino sacro. Bibliografia:

Fonti cartacee:
Maugini E. Maleci Bini L. e Mariotti Lippi M. (2006): Manuale di Botanica Farmaceutica VIII Edizione;
Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova.
Rangoni L. (2005): Il Grande Libro delle Piante Magiche; Xenia Edizioni, Milano.
Fonti elettroniche:
Erik Gotfredsen: Liber Herbarum II: Artemisia
http://www.liberherbarum.com/
[consultato: Settembre 2011]
Luigi Rignanese: Botanica Sistematica
http://www.homolaicus.com
[consultato: Settembre 2011]