The Reef & The Craft

Il tuo più tenue sguardo facilmente mi aprirà,
benché abbia chiuso me stessa come vita
sempre mi apri ogni petalo per petalo come la primavera fa
toccando accortamente misteriosamente la sua prima rosa
e io non so quello che c'è in te che chiude e apre solo
qualcosa in me comprende che è più profonda la luce dei tuoi
occhi di tutte le rose.
Nessuno... neanche la pioggia ha... Così piccole mani.

Poseidone



A cura di Bardo Poseidone

Introduzione
Poseidone, figlio di Cronos e fratello di Zeus, era il padre dei mari. Dio delle tempeste e dei terremoti, della devastazione improvvisa del maremoto, viveva nel fondo del mare e tuttavia (al contrario di suo fratello Ade) era comunque considerato uno degli Olimpi. Rappresentato come un uomo forte e barbuto, assai simile a Zeus, portava in mano il tridente, sua arma distintiva, simbolo della tripartizione dei mondi e del tempo – passato, presente e futuro (non a caso il regno di Poseidone si trova a metà tra il Cielo e l’Oltremondo: la fluidità dell’acqua che viaggia dalle nubi in alto fin dentro la terra rappresenta la grande mutevolezza di questo Archetipo). Suo animale rappresentativo era il cavallo, come anche il toro, due animali che nella loro potenza primitiva personificano le pulsioni istintive della natura selvaggia.
Caratteristico di Poseidone è il suo temperamento: nei miti a lui afferenti si ritrovano spesso violenza, vendetta, distruzione e pericolo. è raro vederlo vincente, poiché viene normalmente battuto da Dèi più razionali o eroi furbi (Atena vince con lui la sfida per il patrocinio di Atene, Ulisse nell’Odissea sfugge di continuo alla sua furia e inganna i suoi figli). Ma come egli agitava i mari suscitando tempeste, era lui stesso l’unico capace di placarli.
La sfera emozionale e istintiva è il corrispettivo del regno sottomarino, accostabile al semiconscio psicologico; e Poseidone, Dio rappresentato spesso con attributi animali (la metà inferiore a coda di pesce), ben incarna questo regno tanto bello e sconfinato quanto pericoloso e profondo. L’Archetipo Poseidone si attiva in noi quando veniamo travolti dall’onda emotiva: sarà capitato a tutti almeno una volta di provare quella rabbia o quel dolore che fa tremare, che scuote e spazza via le barriere razionali poste da altri Archetipi (generalmente Zeus, Atena o Apollo). Quella forza cieca, travolgente, trascinante, è la matrice poseidonica, così primeva e potente che il patriarcato razionale l’ha segregata nel tabù: l’uomo che si lascia travolgere dalle emozioni è perdente, destinato a rimanere nel mare magnum dei subietti. è uno degli Archetipi che maggiormente necessita di essere redento.

Morfologia
Morfologicamente, Poseidone è considerato un metatipo: e non a caso, dacché lo si può inquadrare come l’altro volto della medaglia rappresentata da Zeus (uno il Padre, l’altro il Tiranno). I tre prototipi che lo compongono sono Zeus, Saturno e Luna (Kore).
è un complesso curioso: l’occhio blu-azzurro di Luna, il colorito acceso di Zeus e i capelli scuri di Saturno sono i suoi connotati principe; variazioni possono presentarsi a seconda della predominanza di Luna (che può portare capelli chiari, pelle bianca e imbibita, maggiore accesso a indolenza e nevrastenia), Zeus (corporatura più robusta, arti forti, schiena eretta, maggiore volitività) o Saturno (statura alta e tendente al curvo col tempo, viso allungato, scurezza, rigidità). La fisionomia è severa in Poseidone, i lineamenti accentuati; le sopracciglia spesso si arcuano ripide sopra il naso, gli occhi terminano con un taglio all’ingiù. In lui l’indolenza si unisce sempre all’energia. Quando dimentica la pigrizia, si dedica agli sport e tende volentieri i muscoli: è allora il tipo del siriano, del fenicio, del cartaginese e dell’inglese.

Poseidone da giovane sembra più vecchio di quel che è: a 25 anni sembra averne 30 o 35. Assume presto un aspetto virile, ma poi non cambia e mantiene a lungo la propria forza. Verso i 45 anni ingrassa e si appesantisce. Il foglietto embrionale corrispondente è ento-ecto, meso-ecto oppure meso-ento (a seconda delle predominanze). La tendenza caratteriologica è sanguigno para-apatico (non emotivo attivo primario, para non emotivo attivo secondario), flemmatico para-nervoso (non emotivo attivo secondario, para emotivo non attivo primario) con temperamento bilioso-nervoso, oppure apatico para-collerico (non emotivo non attivo secondario, para emotivo attivo primario).
L’Archetipo femminile psicologico corrispondente alla morfologia poseidonica varia da Era ad Atena (quest’ultima sviluppata per contrasto).


Psicologia e caratteriologia
La facoltà principale è l’immaginazione. Poseidone è meno fragile di Saturno e anche meno vecchio. Il suo organismo ha più gioco, più risorse, e questo influisce positivamente sulla psiche. Il carattere è meno cupo, meno pessimista ma più bizzarro, più avventuroso, più scettico. L’occhio azzurro dà fantasia alla sua fisionomia severa; le sue idee si colorano di poesia, ideale, sogno. La sua intuizione naturale lo indirizzerà verso ricerche positive e al tempo stesso temerarie: il doppio imprinting di Zeus e Luna dà al suo temperamento un ardimento e dei capricci che Saturno non ha. Anche se è un tipo indolente e sognatore, è uno sportivo. Triste e stanco per il lato saturnino, audace e rumoroso per via di Zeus, bizzarro e inquieto per via di Luna, Poseidone ha un equilibrio molto instabile dacché Zeus e Saturno sono Archetipi contrapposti e lungi dall’intendersi. Il miscuglio di questi temperamenti contraddittori provoca disturbi fisiologici e disarmonie mentali che vanno previste, valutate ed evitate. Se il “rumoroso Nettuno” (come lo designa Esiodo nella sua Teogonia) ha desideri capricciosi che riversa su chi lo circonda, è anche incline alla nevrastenia e presenta brutte tendenze alla crudeltà e all’ubriachezza.
Talvolta, nel complesso Saturno-Zeus-Luna Afrodite si sostituisce a Saturno: il tipo Poseidone-Afrodite è marcatamente vanesio, autoritario e bizzarro, voluttuoso e nevrastenico.
In conclusione, Poseidone è comunque in generale autoritario e bizzarro nel suo complesso, violento e capriccioso. Dall’apparenza robusta ma con un sistema nervoso mal equilibrato, è dotato di una mente viva, originale, eccentrica, portata per le curiosità di ogni tipo, soprattutto per le scienze naturali.

Nella sua variante femminile (principalmente Era o Atena, ma può anche manifestarsi sotto forma di Afrodite), la donna Poseidone ha sempre qualcosa di melanconico e strano. Il suo mistero seduce, ed ella stessa spesso non ne è cosciente. Può essere la Laura o la Beatrice per uomini Saturno come Petrarca e Dante. Regina o cortigiana, ispiratrice o borghese, ha sempre un portamento distinto e altero, enigmatico. Rimane fredda pur essendo voluttuosa; cerca sensazioni rare e non si concede all’uomo, che domina e disprezza. Basterebbe a se stessa se non fosse insieme noncurante e orgogliosa e non amasse ricevere, in qualità di idolo, la propria parte di incenso e di doni. è facilmente una scienziata; in ambito intellettuale può raggiungere un vero valore. La sua curiosità naturale la spinge verso le scienze vive. è anche un medico fenomenale, non le mancano sangue freddo e capacità. Non è una natura tenera, i suoi capricci sono (diversamente da Poseidone uomo) frutto di riflessione e sa fare quello che vuole con grazia. Se è un’artista, sarà musicista o disegnerà. Come musicista manifesterà un talento da virtuosa; se disegna, avrà più il senso della linea che quello del colore, mai quello del rilievo. Se non è dotata, la donna Poseidone costruisce un carattere spiacevole: è allora ironica e invidiosa, denigratrice, distruttiva e beffarda.

Disturbi fisici e malattie morali
Come detto sopra, la mescolanza peculiare di Archetipi in contrasto provoca in Poseidone disturbi fisiologici e disarmonie mentali marcate. Sotto un’apparenza vigorosa, nasconde una predisposizione ai disturbi circolatori e nervosi, e soffre spesso di crisi d’angoscia simili all’angina pectoris. Anche la gotta è comune per questo Archetipo, portata spesso da una iperuricemia.
La sua malattia morale è la nevrastenia e la tendenza all’ebbrezza. Come per Zeus, l’autodisciplina è una via di redenzione per Poseidone; ma è principalmente rivolta verso la psiche e l’emotività, che egli deve imparare a dominare per non caderne vittima, secondariamente verso gli eccessi di vizi e alimentari. I rimedi base omeopatici per Poseidone variano da Sulfur se predomina Zeus, Natrum Sulfuricum, Thuya, Pulsatilla se predomina Luna, Sepia o Thuya di nuovo se predomina Saturno.

Sviluppo
Come per tutti gli Archetipi, la descrizione psicologica che viene fatta in questa sede è del tipo base. Alcune di queste caratteristiche possono mancare nel metatipo dell’individuo preso in analisi, alcune fasi della vita possono essere dominate da altri Archetipi. Poseidone può manifestarsi improvvisamente, in seguito a traumi o cambiamenti drastici nel corso dell’esistenza; o può essere il protagonista di momenti definiti, finestre in cui l’ira o la paura irrazionale esplodono e prendono il sopravvento. Di seguito osserviamo il percorso del tipo base.

Infanzia – I genitori
Come tutti i suoi fratelli e sorelle, Poseidone nasce da Cronos (Saturno) e Rea, una coppia di padre introverso dominante e madre estroversa introvertita. Viene liberato dal fratello Zeus, ma non sarà mai contento del Regno sottomarino affidatogli (tanto che complotterà contro Zeus stesso per spodestarlo, senza successo). Il bambino Poseidone più di tutti subisce l’imprinting di un genitore violento: se introverso, soffocherà le sue emozioni per paura di essere punito, senza però imparare a disperderle, cosicché esse ribolliranno a lungo e profondamente, emergendo in momenti inaspettati o dopo lunghissimo tempo. Se è estroverso, è molto capriccioso e volubile: desidera intensamente qualcosa fino a urlare per ottenerla, come fa Zeus, ma con la differenza che la sua velleità può essere deviata facilmente su qualcos’altro, come si devia il corso di un fiume (mentre il bambino Zeus è irremovibile). Se cresce in una famiglia che non rifiuta le emozioni, le lacrime e le risate, si evolverà positivamente; ma se i genitori presentano rigidità, avversione alla confusione, pretendono che una cosa cominciata venga finita, esigono costantemente l’ordine, perennemente scandendo le attività con l’orologio alla mano, vivrà di continui rimproveri. D’altra parte, neppure una metodica lassista è auspicabile con lui, perché se viene lasciato fare scoprirà traumaticamente appena uscito fuori di casa che il mondo esterno si muove a un ritmo assai differente dal suo. L’unica via di mezzo è un’accettazione affettuosa e avvolgente, condita però di grandi sforzi per incanalare la sua disorganizzazione e il disordine. Nessuno degli Archetipi che accedono ai mondi sotterranei, ai mondi interiori, bada al tempo lineare, e Poseidone non fa eccezione. Importante è quindi discernere la sua emotività dall’incapacità di organizzarsi: se le punizioni si ripercuoteranno anche sul suo modo di essere, il bambino crescerà con l’idea di essere sbagliato, imparando a trattenersi, posto poi l’esplodere violento contro i più deboli in futuro.

Adolescenza e prima maturità – Il lavoro, i rapporti, matrimonio e famiglia
Da adolescente Poseidone è tipicamente violento ed emotivo. Il mutamento ormonale ha su di lui un effetto dirompente. In costante ricerca di ragazze che lo eccitino sessualmente, lo studio non gli interessa affatto. Il suo carattere e le sue doti non sono apprezzate nell’ambiente scolastico, poiché reagisce sempre in maniera emotiva – cosa che nel mondo accademico è esecrata. Le scadenze, gli esami, le verifiche, lo stressano ed egli cerca quanto più possibile di fuggirle. Se è atletico, si troverà a suo agio a frequentare sport acquatici, che lo scaricano e lo aiutano a ritrovare se stesso; potrebbero anche portarlo a farsi apprezzare come atleta, rinsaldando la sua autostima.
Quando arriva il momento di scegliere l’università, non ha idea di cosa fare e facilmente non la troverà allettante. Saranno scogli duri per lui test d’ingresso e colloqui, dai quali risulterà poco adatto e riceverà rifiuti, che acuiranno la sua ansia per il futuro.
I lavori di ufficio e industriali non fanno affatto per lui, a meno che non sviluppi in sé altri Archetipi e impari a integrarsi in un mondo di razionalità, scadenze e ingranaggi definiti. Al contrario, gli si addicono lavori legati alla natura, segnati dai cicli, in cui egli potrà fidarsi del suo istinto nei confronti di esseri viventi, tempo atmosferico, natura.
Con le donne, è facile che Poseidone adotti una modalità dominante: la sua impostazione fortemente patriarcale e la sua intensità emotiva lo porteranno facilmente a passare il confine, violare e calpestare i sentimenti. Non accetta un rifiuto, e questo può trasformarsi in un problema se una fanciulla si abbandona all’intimità con lui senza intenzione di andare oltre. Il tipo di donna odierna, in carriera, lo pone in una luce ancor peggiore, in quanto sottolinea la sua incapacità lavorativa e non autorizza la sua esigenza di predominanza, che pure lui imporrà. è il conflitto, questo, tra Atena e Poseidone che si ripropone nella modernità: lei vince la sfida per il patrocinio della città di Atene, perché è in grado di capire ciò che la situazione richiede. Il sesso per Poseidone ha la precedenza su tutto: i suoi appetiti sono insaziabili, proprio come per il toro e il cavallo che lo rappresentano nella sua potenza selvaggia. è una forza della natura, quasi fino a diventare “disumano” nella foga del rapporto: il mare che ha dentro straborda nell’altra persona e la domina, come domina lui stesso.
Se è omosessuale, tende ad assomigliare a Zeus: il mito di Poseidone e Pelope è identico a quello di Ganimede, per cui il dio dei mari cercherà ragazzi più giovani da inserire nel suo mondo, oppure si circonderà di numerosi amanti con cui si accoppierà copiosamente. Capita sovente ai giorni nostri che uomini Zeus o Poseidone, giunti in età matura, vengano disturbati e minacciati da sogni in cui provano attrazione per giovani maschi. Nel mondo civile odierno, governato da strategia e distacco, il temperamento emotivo di Poseidone è considerato una pecca; ne consegue che i rapporti con gli altri uomini saranno spesso tinteggiati dal contrasto, dettato dal senso di inferiorità di Poseidone e l’atteggiamento denigratorio della controparte. Tuttavia Poseidone è in grado di grande attaccamento e lealtà, e potrebbe manifestarli nei confronti di uomini che sono psicologicamente l’opposto di lui: ciascuno trova nell’altro caratteristiche legate al proprio inconscio, che ha la possibilità di sviluppare.
Il matrimonio per Poseidone, come per gli altri Archetipi padri, è un passo importante e sentito. La sua dinamica specifica ricalca parimenti il mito di Anfitrite: il re dei mari la vide danzare, se ne innamorò e la corteggiò, non senza irruenza. Spaventata, Anfitrite fuggì in mare e si rifugiò ai confini del mondo; sentendo la sua mancanza, Poseidone mandò un delfino a rintracciarla e riportarla a sé. Similmente si comporta l’uomo dominato da questo Archetipo che si accorga di aver perso la sua amata: il delfino rappresenta la capacità empatica, umana (il delfino, tra tutti gli animali marini, è quello più amichevole e vicino all’uomo). Se riesce a sviluppare il “delfino interiore”, Poseidone può vivere un matrimonio di emozioni profonde. Altrimenti, è facile che le sue unioni finiscano molto male – tra i peggiori in assoluto – con divorzi, denunce, rabbie e rancori mai placati.
Ciò che rende la donna irresistibile agli occhi del Dio del mare è la capacità di raggiungerlo nei suoi abissi profondi. Le donne da cui Poseidone è attratto sono principalmente legate all’Archetipo Persefone; la figura di Anfitrite però racchiude in sé anche vestigia dell’Archetipo Era, che se accoppiata con lui può provocare nel marito una forte ansia da prestazione, denigrazione e rinfaccio nel momento in cui l’uomo non soddisfi i suoi parametri ed esigenze; sarà anche vendicativa nei confronti delle sue amanti (assai frequenti). Afrodite, per “affinità acquatica”, può sortire un effetto potente su Poseidone, ma un rapporto con una donna di questo Archetipo può diventare massacrante per entrambi: Afrodite necessita di libertà, che con Poseidone tende a mancare; tuttavia, se i due si contattano nella tumultuosità del flusso emotivo, potrebbero avere una buona benzina per alimentare il rapporto.
Mitologicamente, i figli di Poseidone erano in gran parte mostri: rappresentano i parti dell’inconscio, sono estensioni della furia e dei sentimenti sommersi del Dio. Tuttavia, fuor di traslato è indubbio che i figli fisici di Poseidone corrano il rischio di tramutarsi in “mostri”: le emozioni a fior di pelle del padre possono rendere l’atmosfera di casa un vero inferno, se l’Archetipo del padre non è redento e non ha imparato a gestire le sue maree emozionali. Al contrario, da redento sarà invece un padre molto amorevole, espansivo anche sul piano fisico, presente; un modello di uomo forte che sa ridere e piangere. Le sue ire tuttavia rimarranno temibili; se eccedono, i figli maschi ne rimarranno traumatizzati (posto poi assumere lo stesso comportamento del padre fuori di casa), le figlie femmine diventeranno donne invisibili, spesso sintonizzate sul dolore del padre tanto da ingenerare la necessità di ricerca di uomini da salvare (sindrome della crocerossina).

Mezz’età e vecchiaia
Se il matrimonio di Poseidone finisce in questa fase di vita – qualunque sia il motivo – potrebbe insorgere una forte crisi, dal momento che la famiglia rappresenta il fulcro della sua vita emotiva. Grandi depressioni, cambiamenti drastici, potrebbero essere dietro l’angolo per lui: l’uomo che ha represso Poseidone rimpiazzandolo con un altro Archetipo, potrebbe scoprire che ciò che ha ottenuto nella vita non è ciò che vuole e che lo realizza. Allora i sentimenti repressi emergono violentemente, per vendicarsi del silenzio degli anni: un mostro degli abissi con cui egli deve fare i conti.
Durante l’ultima fase della sua vita, Poseidone affronta le sue scelte evolutive. L’espressione ottimale di cui è capace è l’immagine del Dio sul suo cocchio marino, che placa le tempeste circondato dalle creature degli abissi: egli può scendere in profondità, dove si sente a casa, con serenità, laddove gli altri uomini vedono mostri e terrore. La paura muta in mostri gli elementi dell’inconscio collettivo che si intravedono nelle profondità; portarli in superficie, dove è possibile vederli e mettersi in relazione con loro, li trasforma e li esorcizza. Questo è il potere ultimo che Poseidone redento può acquisire: tradurre le paure in sentimenti e qualità umane coscienti, che le persone possono affrontare.

Vie di crescita e Redenzione dell’Archetipo
Poseidone è un Archetipo dilagante, dalla forza selvaggia e ardua da imbrigliare, che facilmente tende a possedere l’essere umano e muoverlo a sua immagine. Altresì, è pericoloso anche quando viene sottovalutato, rifiutato e rinchiuso in gabbia.

L’occhio del ciclone
La fluidità emotiva di Poseidone rappresenta un problema nel momento in cui è senza controllo: un uomo che passa da uno stato emotivo all’altro, rispondendo direttamente a ciò che sente senza alcun filtro e agendo di conseguenza, è come la forza propulsiva al centro di un maremoto. Non percepisce altra realtà che non sia la sua, reagisce egocentricamente ai propri stati d’animo senza tener conto di altro. Il punto centrale per la crescita di Poseidone sta nello sviluppare un “occhio” esterno: come il centro del ciclone, dove risiedono silenzio e pace, il luogo dove rimanere per non perdersi nella tempesta e avere la possibilità di osservare i propri sentimenti, le proprie azioni, e regolarle rimanendo centrati. Psicologicamente, si tratta di irrobustire l’Io cosciente, evitando che venga sopraffatto dal complesso, favorendo lucidità e presenza. Dal centro del ciclone è possibile disperderlo. Gli Archetipi che vengono in aiuto in questo senso sono Zeus (che apporta razionalità e obiettività), unito ad altri come Apollo e Atena, che favoriscono il distacco e la strategia: la forza di un ciclone, in fondo, può essere direzionata per ottenere dei risultati utili.

L’istinto dell’acqua: completarsi attraverso gli altri elementi
L’elemento acquatico con la sua fluidità racchiude nella sua essenza dei principi molto positivi. L’acqua è sinonimo di empatia e di vita quando scorre placida, come un fiume; è assimilabile all’esempio del delfino, l’animale che Poseidone deve sviluppare in sé per raggiungere il cuore delle persone e contattare i loro sentimenti (Afrodite). Allo stesso tempo, lo rende capace di sganciarsi dal file del rancore, sentimento che spesso porta gli uomini Poseidone a perdere la vita intera dietro l’obiettivo di vendicarsi.
Ma l’acqua profonda ha bisogno di un altro elemento per emergere e liberarsi: ha bisogno dell’aria. è qui che Ermes torna assai utile all’uomo Poseidone: con la capacità di espressione, può trasformare le emozioni profonde del Dio del mare in drammaturgia, poesia, letteratura, ma anche musica, facendo loro prendere forma ed esorcizzandole dal mondo degli abissi. Similmente, anche un’Anima Afrodite può metterlo in contatto con altre forme d’espressione artistica del sentimento. Altro Archetipo evolutivo può essere Efesto (portatore degli elementi fuoco e terra): meno distante da Poseidone, in quanto anch’egli denigrato dagli altri Dèi, Efesto trasformava tuttavia la sua rabbia in opere d’arte, belle e utili. Bellezza e utilità nutrono e placano la sete salmastra dell’acqua poseidonica, tramutandola in acqua dolce, vivifica, generatrice.