The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Biancospino (Crataegus monogyna)



A cura di Lyrio Baelfire

BIANCOSPINO

Nome scientifico: Crataegus monogyna Jacq.
Sinonimi: Crataegus oxyacantha subsp. monogyna Léveillé; Crataegus curvisepala Lind.
Nome comune: (IN VARIE LINGUE E/O DIALETTI): biancospino comune, hawthorn (eng), may (eng), hew (eng), aubépine (fr), majuelo (esp), Eingriffliger Weissdorn (deu), Sceach gheal (gae).
Famiglia: Rosaceae
Descrizione Botanica: Arbusto o piccolo albero deciduo munito di spine, la corteccia è liscia e di color grigio chiaro, nei giovani arbusti è bruna e scagliosa. Le foglie verde brillante hanno 3-7 lobi poco profondi, acuti, poco dentati. I fiori riuniti in corimbi hanno 5 sepali verdi triangolari e 5 petali liberi bianchi o rosati, concavi, 15-20 stami e ovario monocarpellare. Il frutto è una drupa (alcuni autori scrivono essere un pomo, N.d.R.) contenente un solo seme, edule a maturità.
Habitat: Diffuso nelle zone temperate di tutto l'emisfero boreale.
Fioritura: Maggio.
Parte utilizzata: Tutta la pianta.
Raccolta: La parte aerea durante la stagione vegetativa, i fiori in boccio.
Principio attivo principale: fitocomplesso costituito da flavonoidi (iperoside e vitexina), triterpeni pentaciclici, ammine aromatiche, tannini e olio essenziale in tracce. Il biancospino è utilizzato in erboristeria per il trattamento dei disturbi del sonno, come cardiotonico e antispasmodico.
Usi Erboristici e/o Culinari: Il biancospino è utilizzato in erboristeria per il trattamento dei disturbi del sonno, come cardiotonico e antispasmodico. Dai frutti maturi si ricavano confetture, ma possono anche essere consumati freschi o utilizzati per guarnire dolci.
Curiosità: Presso le popolazioni celtiche il Biancospino era considerato sacro al popolo dei Sidhe, gli spiriti fatati: era sconsigliato raccoglierne troppo, tranne nella mattina di Beltane perché, secondo la leggenda, solo in quella notte si sarebbe potuta prendere la giusta quantità senza far arrabbiare le fate. Essendo un albero sacro si credeva che i fulmini non potessero colpirlo, quindi i suoi rametti divennero amuleti da indossare durante i temporali.
I Romani dedicarono questa pianta alla dea Maia, che regnava sul mese di maggio e imponeva la castità, essendo quello il mese delle purificazioni; i matrimoni erano vivamente sconsigliati, e se proprio non si poteva fare altrimenti dovevano essere accese cinque torce di biancospino fiorito per placare la dea. Sempre nell'antica Roma il biancospino era dedicato alla dea Flora, simbolo quindi di primavera nel massimo splendore.
I Greci adornavano gli altari con i suoi rami fioriti in occasione delle cerimonie nuziali, e nel Medioevo si usava a guisa di palo di maggio nelle piazze dei paesi, decorandolo con oggetti che rappresentassero la fecondità, poi si danzava intorno per attirare la prosperità.
è un albero molto legato alla tradizione cristiana, consacrato alla Madonna (palese tentativo di cristianizzare le usanze pagane di cui sopra) e simbolo della crocifissione del Cristo: gli stami sono rossi come le gocce di sangue versate sula Croce e i rami spinosi erano serviti per la corona di spine (Cattabiani, 2010). il suo nome botanico, Crataegus deriva dal termine greco krátos, forza. Il biancospino, Huath, è il primo albero del secondo aicme, che prende il suo nome.
Usi Magici: Simbolo di primavera e gioia, il Biancospino infonde speranza e propizia la fertilità, le sue spine invece forniscono protezione. Buttando una manciata di fiori nella vasca durante un bagno si rimuovono blocchi energetici dovuti a malinconia e sconforto.

Bibliografia:
Fonti cartacee:
Maugini E. Maleci Bini L. e Mariotti Lippi M. (2006): Manuale di Botanica Farmaceutica VIII Edizione; Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova.
Cattabiani A. (2010): Florario: miti leggende e simboli di fiori e piante; Mondadori Editore S.p.A., Milano
Rangoni L. (2005): Il Grande Libro delle Piante Magiche; Xenia Edizioni, Milano.

Fonti elettroniche:
Erik Gotfredsen: Liber Herbarum II: Crataegus monogyna http://www.liberherbarum.com/ [consultato: Giugno 2013]
A.A.V.V.: Crataegus monogyna – Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Crataegus_monogyna [consultato: Giugno 2013]