The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Croco (Crocus sativus L.)

CROCO

 

Nome scientifico: Crocus sativus L.

 

Nome comune (invarie lingue o dialetti): Croco, zafferano, crocus, saffron (eng), crocus, safran (fr), Safran (deu), azafran (esp).

 

Famiglia: Iridaceae

 

Descrizione botanica: La pianta è una iridacea ed appartiene al genere Crocus di cui fanno parte circa 80 specie. La pianta adulta è costituita da un bulbo-tubero di un diametro di circa 5 cm, che contiene circa 20 gemme indifferenziate dalle quali si originano tutti gli organi della pianta. Durante lo sviluppo vegetativo dalle gemme principali del bulbo si sviluppano i getti, uno per ogni gemma; per cui da ogni bulbo ne spunteranno circa 2 o 3. I getti spuntano dal terreno avvolti da una bianca e dura cuticola protettiva, che permette alla pianta di perforare la crosta del terreno.

Il getto contiene le foglie ed i fiori quasi completamente sviluppati, una volta fuoriuscito dal terreno, si apre e consente alle foglie di allungarsi e al fiore di aprirsi completamente.

Il fiore dello zafferano è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso. La parte maschile è costituita da 3 antere gialle su cui è appoggiato il polline. La parte femminile è formata dall'ovario, stilo e stimmi. Dall'ovario, collocato alla base del bulbo, si origina un lungo stilo di colore giallo che dopo aver percorso tutto il getto raggiunge la base del fiore, qui si divide in 3 lunghi stimmi di colore rosso intenso.

Le foglie del Crocus sativus sono molto strette e allungate. In genere raggiungono la lunghezza di 30–35 cm, mentre non superano mai la larghezza di 5 mm.

 

Il Crocus sativus è una pianta sterile triploide, è il risultato di una intensiva selezione artificiale di una specie originaria dell'isola di Creta, il Crocus cartwrightianus.

 

Habitat: Le specie di Crocus spontanee crescono in ambiente collinare e montano.

 

Distribuzione geografica: Europa, Africa nord-occidentale, Asia minore.

 

Fiortura: Fine inverno, la fioritura è effimera.

 

Parte utilizzata: in cucina e in magia, le antere.

 

Raccolta: In piena fioritura (fine inverno).

 

Principio attivo principale: Crocina, safranale, picrocrocina. La crocina è un carotenoide dal tipico colore rosso intenso che, se diluito, assume un colore giallo caratteristico (zafferano). Il fitocomplesso è estremamente dannoso se assunto in dosi elevate a causa della presenza di sostanze che aumentano i radicali liberi: lo zafferano è abortivo e se assunto in dosi superiori a 20g può essere mortale. Fortunatamente è una delle spezie più costose al mondo e quindi questa eventualità è molto improbabile.

 

Usi erboristici e/o culinari: La droga, composta dalle antere del fiore, è usata come spezia per il famoso risotto alla milanese.

 

Curiosità: Il croco è uno dei primi fiori a spuntare nel periodo primaverile con i suoi calici blu-violetto. Króke è il nome dato da Teofrasto di Ereso, che significa filamento in riferimento alle lunghe e vistose antere. Quel filamento simboleggiava un legame d’amore come narrava un mito greco: Un giovane di nome Krókos amava appassionatamente la ninfa Smilax, un amore destinato a finire poiché lui mortale e lei divina. Gli Dei, impietosi, trasformarono la ninfa nella Salsapariglia (Smilax aspera) e Krókos nel fiore che da quel giorno portò il suo nome. In ricordo di questa passione il fiore simboleggiò il Desiderio d’amore tanto da essere posto sulle tombe degli amanti morti per amore.

Un’altra leggenda vede il croco nascere dal sangue di Krókos dopo essere stato involontariamente colpito dal disco lanciato da Ermes (similmente a quanto accadde a Giacinto con Apollo).

Anche nella civiltà minoica era un fiore sacro: a Cnosso e a Festo compare spesso come motivo ornamentale. Nei riti eleusini operavano i Krokónidai, dei sacerdoti con il compito di avvolgere i misti con le sacre bende e forse erano anche responsabili della produzione di prodotti tinti con lo zafferano: esso infatti è una pianta tintoria che produce un intenso colore giallo, molto pregiato. Trovandosi all’interno dei riti eleusini, questi fiori sono legati a Demetra e a Kore, insieme al narciso.

Il croco è legato al mondo femminile, considerato un fiore infero (come tutte le piante a bulbo) che insieme all’asfodelo ornava i giardini di Ecate. Color del croco era il peplo rituale della Pallade Atena, così come quello che Eos, l’aurora, indossa nell’iliade. Il croco inoltre orna il letto coniugale di Giove e Giunone, per questo è anche chiamato “il fiore della notte”, dato che fin dall’antichità si usava cospargere il letto dei novelli sposi con le sue corolle per augurare felicità. L’unguento crocino, prodotto con le antere del croco, è considerato un potente filtro d’amore.

Collegato sia alla morte che all’amore, il croco rappresenta il mistero della Grande Madre, colei che tutto genera e che tutto accoglie alla fine del ciclo di vita.

Nel linguaggio ottocentesco dei fiori è il fiore della giovinezza spensierata.

 

Bibliografia:

 

Fonti cartacee:

 

Mauguni E., Malenci Bini L., Mariotti Lippi M. (2006): Manuale di Botanica Farmaceutica VIII Edizione, Piccin Nuova Libreria S.p.A., Padova.

 

Cattabiani A. (2010): Florario: miti, leggende e simboli di fiori e piante; Mondadori Editore S.p.A., Milano.

 

Fonti elettroniche:

 

Erik Gotfredsen: Liber Herbarum II

http://www.liberherbarum.net/

[Consultato: maggio 2018]

 

A.A.V.V. Crocus sativus – Wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Crocus_sativus

[Consultato: maggio 2018]

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