The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

Inno a Giano

Inno a Giano

dai Fasti di Ovidio

O Giano bifronte, origine dell'anno che scivola silenziosamente, solo
tu tra gli dei superi che vedi le tue spalle: sei presente alla
destra dei capi, con la fatica dei quali la terra fertile produce
orzi tranquilli e il mare anche. Sei presente alla destra dei tuoi
padri, e del popolo di Romolo: e apri con un cenno le cose favorevoli
per il tuo tempio.
La luce sorge propizia; favorite gli spiriti e le parole.
Ora sono da dirsi buone parole nel giorno favorevole. Le orecchie
mancano di lotta, e le dispute furiose stiano sempre lontane: divulga
il tuo lavoro, o lingua invidiosa, e fai in modi che splenda il cielo
con i fuochi profumati e accesi questi, canta con la spiga della
Cilicia.
la fiamma, con il suo splendore colpisce l'oro dei templi, e sparge
il raggio tremolante dal punto più alto del tempio. Tarpea va
nell'acropoli con le vesti intatte, ed lo stesso popolo è di colore
uguale alla suo giorno di festa.
e già avanzano i nuovi fasci e la nuova porpora brilla e il ricco
avorio sperimenta nuova importanza.
I teneri torelli offrono i colli da sgozzare per il lavoro agricolo,
[torelli] che l'erba del territorio dei Falisci nutrì con i suoi campi.
Giove guardi verso tutto il mondo dalla sua sede e non abbia niente
altro che il mondo romano da proteggere. Non abbia null’atro che il
mondo romano che lui protegga.
Salute, o giorno felice, e ritorna sempre migliore degno di essere
venerato da un popolo potente.
Dirò: quale dio, infatti, posso dire che tu sia, o Giano bifronte?
Infatti la Grecia non ha nessuna divinità pari a te.
Svela nello stesso tempo il motivo perché, solo tu tra gli dei, vedi
ciò che è alle spalle e ciò che è davanti.
A me, che esamino queste cose, con le tavolette prese, il tempio
apparve più splendente di come fu in precedenza.