The Reef & The Craft

Ero una piccola creatura nel cuore 
Prima di incontrarti, 
Niente entrava e usciva facilmente da me; 
Eppure quando hai pronunciato il mio nome 
Sono stata liberata, come il mondo. 
Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti. 
Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri. 
Stupidamente sono scappata da te; 
Ho cercato in ogni angolo un riparo. 
Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito. 
Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto. 
Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto. 
Restituendomi 
Al tuo abbraccio. 

Mary-Elizabeth Bowen

L'Acqua


I Sogni
 

A cura di Proue
 


L'Acqua

Mi trovavo a casa di un amico con il quale costruivamo una barca di legno ricoprendola poi di mattoncini per tutta la superficie e dipingendola di rosso; stiamo insieme dalle 8 del mattino fino a pomeriggio inoltrato: so di non essere a casa mia bensì mi trovo a Pavia (non ci sono mai stata). è periodo natalizio: vado via da casa del mio amico e mi trovo in città in una grande mostra presepistica e ci resto altre ore poi esco cercando di ricordare in quale parcheggio avevo lasciato l'auto (questo denota un certo mio smarrimento di fondo riguardo le grandi città penso) ma niente non ricordo!
Cammino e arrivo ad una tipica stazione di servizio come quelle degli autogrill pensando potesse avere il parcheggio per la mia auto ma la cassiera all'ingresso non mi da ascolto quindi entro per un altra parte non accessibile e arrivo ad una specie di piazzola con un bar ristorante che da sulla città con uno strapiombo. Tutta la piazzola è recintata da ringhiera di ferro.
Incontro due persone che conosco che si fermano così con me alla piazzola. Il tempo non è dei migliori è grigiastro ma non piove. Ci scambiamo parole sulle cose che abbiamo fatto in giornata poi tutto di un tratto un boato ci affacciamo sullo strapiombo e l'acqua viene dalla nostra destra con una violenza inaudita in pochi secondo inizia a sollevarsi il livello e lo strapiombo è pieno per metà.
Cerchiamo di fuggire ma non arriveremmo da nessuna parte. Allora mi viene da gridare a tutte le persone che sono vicine "saltate sulla ringhiera di ferro". Molti saltano, chi riesce sale fin sopra, una persona perde l'equilibrio e cade giù nell'acqua marrone fangosa. Ad un certo punto non sento più nessuno intorno a me, sento solo il rumore dell'acqua che sale e inizio ad avere la consapevolezza che è la fine, allora mi dispero e mi faccio forza, dico che non voglio morire così, poi l'acqua sale ancora inizio a pregare più intensamente e tutto d'un tratto l'acqua inizia a calmarsi inizia a scendere... Canto adesso!!! Poi mi sveglio


Questo sogno è parecchio strutturato, anche se personalmente credo che ci sia stata, durante la stesura del resoconto, una sorta di razionalizzazione del racconto, il che purtroppo limita di molto il messaggio che andrà interpretato.

Mi trovavo a casa di un amico con il quale costruivamo una barca di legno ricoprendola poi di mattoncini per tutta la superficie e dipingendola di rosso; stiamo insieme dalle 8 del mattino fino a pomeriggio inoltrato : so di non essere a casa mia bensì mi trovo a Pavia (non ci sono mai stata) .è periodo natalizio: vado via da casa del mio amico e mi trovo in città in una grande mostra presepistica e ci resto altre ore poi esco cercando di ricordare in quale parcheggio avevo lasciato l'auto ( questo denota un certo mio smarrimento di fondo riguardo le grandi città penso ) ma niente non ricordo!

La costruzione della barca, al di là dalla classica interpretazione biblica dell'Arca di Noè, io mi soffermerei più sull'utilizzo dei mattoni e sulla vernice Rossa. Ad un primo approccio sembra che più che un mezzo di locomozione su acqua, il sognante cerchi di costruire un luogo ove abitare. Il mattone è per antonomasia il simbolo della terra, della stabilità, della conservazione. Per tale motivo c'è da pensare che sia evidente il bisogno non solo di ripararsi, ma anche di mettere radici, sistemarsi (con la concezione "meridionale" del termine di metter su famiglia). Non conosco la situazione privata di chi sogna, ma credo che il suo inconscio stia premendo molto sul trovare il modo per creare qualcosa di solido per la vita, e non soltanto a livello professionale. Tanto più che non solo il sogno no nsi svolge in un luogo a lei famigliare e confortevole, ma addirittura in una città del tutto sconosciuta, il che rivela il disagio ulteriore nel muoversi e lavorare in un ambiente non usuale.

Cammino e arrivo ad una tipica stazione di servizio come quelle degli autogrill pensando potesse avere il parcheggio per la mia auto ma la cassiera all'ingresso non mi da ascolto quindi entro per un altra parte non accessibile e arrivo ad una specie di piazzola con un bar ristorante che da sulla citta con uno strapiombo. Tutta la piazzola è recintata da ringhiera di ferro.

Continua il senso si disagio nel muoversi in questa location sconosciuta, non solo per il non sapere bene dove andare o cosa fare, ma soprattutto, ora al clima si aggiunge la cassiera che ignora le richieste e le esigenze di chi chiede. Il recinto in ferro completa l'immagine di un posto dove l'estraneo, ovvero in questo caso la sognante, non è gradito.

Incontro due persone che conosco che si fermano così con me alla piazzola. Il tempo non è dei migliori è grigiastro ma non piove. Ci scambiamo parole sulle cose che abbiamo fatto in giornata poi tutto di un tratto un boato ci affacciamo sullo strapiombo e l'acqua viene dalla nostra destra con una violenza inaudita in pochi secondo inizia a sollevarsi il livello e lo strapiombo è pieno per metà.

Qui c'è il picco del sogno, l'elemento che stravolge l'ambientazione. Non appena la protagonista incontra volti familiari, giusto il tempo di una chiacchiera poi la terra (o il fato, o chi per loro) si ribella ed il lavoro per pianare le cose e per creare un clima tranquillo và all'aria. Per quanto la ragione cerchi appiglio nella normalità, qualcosa ribolle nel sottosuolo.... Acqua esige il suo momento e non ce n'è per nessuno.

Cerchiamo di fuggire ma non arriveremmo da nessuna parte. Allora mi viene da gridare a tutte le persone che sono vicine "saltate sulla ringhiera di ferro". Molti saltano,chi riesce sale fin sopra, una persona perde l'equilibrio e cade giù nell'acqua marrone fangosa . Ad un certo punto non sento più nessuno intorno a me , sento solo il rumore dell'acqua che sale e inizio ad avere la consapevolezza che è la fine , allora mi dispero e mi faccio forza , dico che non voglio morire così, poi l'acqua sale ancora inizio a pregare più intensamente e tutto d'un tratto l'acqua inizia a calmarsi inizia a scendere ... Canto adesso!!! Poi mi sveglio

A nulla vale la speranza di rimettersi in salvo. E, a differenza di quanto si creda sia la soluzione nel sogno, la preghiera con cui la sognante crede di salvarsi è in verità l'atto di fermarsi (come quando si decide di raccogliersi e pregare), riflettere sul punto e prendere in mano la situazione. La preghiera nel sogno è una scelta. Una presa di posizione. Un paletto forte in una situazione in cui la melma (si parla nel sogno di fango più che si acqua limpida) risale in superficie per essere notata da chi cercava di dimenticarla. È solo questione di tempo in questi casi, se si tenta di aggirare i problemi questi diventano fango e cominciano a sporcare ogni ambito della vita. Il canto liberatorio è una immagine molto molto poetica, che a livello simbolico contrappone l'elemento etereo dell'Aria, ove viaggiano idee e novità, a quello pesante dell'Acqua, dove stagnano i problemi. Il cambiamento è vicino, se è sostenuto dalla volontà.